Archivio delle Categorie: Volontariato

La Riusola

La Riusola

Stamattina sono andato alla piattaforma ecologica comunale a depositare un po’ di vecchie cose. Mentre scarico faticosamente un grosso televisore a tubo catodico ancora funzionicchiante, scambio due chiacchiere con un altro signore, che aveva appena lasciato lì un monitor piatto di piccole dimensioni per pc. “Le interessa? Funziona ancora. Lo butto perché col pc nuovo mi hanno dato un monitor più grande ed in alta definizione.” Penso che può servirmi come sostituto di uno simile che ho a casa e che sta tirando le cuoia. Detto e fatto: ringrazio il signore e mi porto via il pezzo. Poco dopo, mentre getto la vecchia bicicletta della figlia nel container del ferro, mi rendo conto che la sto buttando non perché sia proprio a fine vita ma perché non ho trovato nessuno cui servisse. E allora mi sono chiesto: non siamo proprio capaci di fare di meglio?

La piccola esperienza di stamattina mi ha risvegliato una vecchia idea, che ripropongo ammodernandola un po’ e traducendola in una proposta concretissima, di non difficile realizzazione, a costo zero per il Comune e per la città, con qualche vantaggio per l’ambiente e per le casse del Comune e di grande valore educativo. La chiamerò:

LA “RIUSOLA”

ovvero “L’Isola del Riuso”

Costitituiamo una piccola Associazione di cittadini (per partire bastano 8 persone) cui l’Amministrazione Comunale conceda in uso una piccola porzione della parte coperta all’interno della piattaforma ecologica (lo spazio c’è ed abbondante). In questo spazio, il sabato mattina uno di noi a turno (con 8 persone si possono fare turni di tre ore al mese,cioè un impegno piccolissimo) raccoglie oggetti con vita residua e di uso comune, come biciclette, mobiletti, monitor ecc. portati alla piattaforma dai cittadini, riempie una nuova scheda (tipo oggetto, data), attacca un numero all’oggetto e scatta una foto col telefonino. Se arriva qualcuno a prendersi un oggetto, lo si consegna e si segna il numero dell’oggetto consegnato. Quando torna a casa, si collega al sito della Associazione e lo aggiorna con gli oggetti nuovi e annulla gli oggetti dati via. In questo modo un cittadino interessato ad un oggetto specifico può vederne la disponibilità senza doversi recare – magari a vuoto – alla piattaforma.

L’importante è che l’Amministrazione ci dia lo spazio dentro la piattaforma, perché è il luogo ideale per intercettare gli oggetti e magari prolungargli la vita. Se poi un oggetti si rivelasse rotto o rimanesse nella Riusola troppo tempo … la piattaforma è lì. All’epoca questa idea si era bloccata sulla impossibilità per gli operatori della piattaforma di occuparsi di far uscire oggetti affidati alla piattaforma per lo smaltimento finale. Ma se di ciò si occupano cittadini che semplicemente organizzano i recuperi che spontaneamente già accadono tra cittadini presso la piattaforma, forse non incontreremo problemi formali.

Cosa ne dice l’Amministrazione? Tra i frequentatori di Pioltello 2011, c’è qualcuno disposto?

Proposte delle Giacche Verdi

Proposte delle Giacche Verdi

Il 27 ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato le Giacche Verdi di Pioltello.  Le Giacche Verdi sono un gruppo di volontari a cavallo, che hanno specifiche competenze e propensione verso il presidio del territorio, essenzialmente quello rurale e le aree verdi in genere. Inoltre possono prestarsi a compiti di ricerca di persone o organizzazione di attività all’aperto, nell’ambito di servizi di Protezione Civile.


Nel Comune di Pioltello, da qualche anno le Giacche Verdi sono attive, grazie ad un Accordo con l’Amministrazione Comunale, nel presidio a cavallo del Bosco della Besozza durante i fine settimana estivi: esperienza positiva, da ripetere e possibilmente da ampliare.
La collaborazione con il Comune e con la Pro Loco è buona.
Per le Giacche Verdi, vista l’esperienza positiva fatta durante l’estate, rimane da perseguire l’obiettivo del recupero della Cascina Besozza come cascina didattica e struttura di servizio al progetto della foresta di pianura.

Un’altra struttura ideale presso cui valutare la possibilità di insediare una sede fissa, ospitando anche i cavalli, sarebbe la Cascina Castelletto, dove comunque si deve tendere a collocare anche attività di presidio stabile, ad esempio un centro anziani collegato ad orti sociali o l’integrazione con i gruppi che già organizzano eventi culturali e didattici.

La destinazione agricola del Parco delle Cascine dovrebbe prevedere la possibilità di realizzare, per quanto possibile, percorsi di comunicazione e/o attraversamento per collegare “in rete” le aree rurali del nostro territorio, cioè “mettere in rete i tre parchi”.

In generale, sulle politiche rivolte alle Associazioni, è stato messo in luce come il criterio del finanziamento comunale paritetico, o comunque relativamente indifferenziato tre le varie associazioni, dovrebbe essere rivisto con una maggiore attenzione agli obiettivi. Il finanziamento alle associazioni rischia molte volte di divenire una delega del tipo “ricevi questo contributo perché tu faccia in cambio questo tipo di servizio”, mentre sarebbe forse più interessante costruire un meccanismo motivazionale o a obiettivi, ad esempio “ricevi questo contributo e alle fine dell’anno, o del periodo stabilito, devi avere coinvolto, formato ed inserito attivamente tra i tuoi responsabili operativi, due giovani nuovi, che in futuro saranno beneficio della collettività”. Un approccio di questo tipo giustificherebbe anche sostegni pluriennali sulla base di progetti educativi validi.

“Pace in Comune”

“Pace in Comune”

Proponendo mesi fa un “Vocabolario per Pioltello 2011”, sollecitavo l’attenzione verso le parole da usare nella politica e per la politica. Tra le parole su cui desideravo si focalizzasse l’attenzione per il prossimo quinquennio amministrativo avevo indicato la”Pace”, chiedendo di inserire nel programma di governo un capitolo dedicato alla pace, con particolare riferimento all’elaborazione di percorsi di educazione a questo valore.

In Comuni non lontani dal nostro, ad esempio a Carugate, esiste un Ufficio Pace: non ne conosco la struttura, le funzioni ed i costi, ma credo valga la pena di considerare, anche nella multietnica Pioltello, un’iniziativa simile.  Pioltello 2011 potrebbe farsi carico di elaborare una proposta di questo tipo (sarebbe bello che se ne facesse carico qualche lettore o simpatizzante, invece che i soliti due o tre grafomani di questo sito…).

Un’altra proposta, minima ma concreta, la avanzo io in questo post, ed è l’adesione al progetto “Pace in Comune”, così descritto, tra le altre cose, sul sito delle Acli di Milano: http://www.aclimilano.com/internazionale/paceincomune.php

“La Storia del Coordinamento “Pace in Comune” nasce dall’esperienza comune vissuta da alcuni amministratori pubblici, sindaci, assessori o consiglieri comunali, nella seconda metà degli anni novanta, che dapprima avviano percorsi di pace all’interno delle loro città ed in un secondo momento sentono l’esigenza di mettere insieme queste esperienze locali per esprimere una posizione politica più ampia, capace di attrarre quanti più Comuni e di coinvolgere Enti Territoriali più estesi. Promotori del Coordinamento furono i comuni di Agrate Brianza, Bresso, Carugate, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cusano Milanino, Melegnano, Pogliano, Pregnana Milanese, Rho, San Donato, Sesto San Giovanni, Trezzo sull’Adda. A cui vanno aggiunti: Pax Christi (prov. di Milano) e ACLI (Prov. di Milano).  Ad oggi i comuni aderenti sono 32, mentre le associazioni sono 6. Il Coordinamento Pace in Comune ha realizzato fin ad ora numerose iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolti al pubblico, ma in particolar modo alle amministrazioni locali e alle associazioni, con lo scopo di evidenziare il ruolo dei comuni come luoghi di costruzioni di cultura di pace e di cooperazione. Il Coordinamento offre ad amministratori e funzionari momenti di formazione su argomenti specifici (Servizio civile; Bilancio partecipato; bandi su cooperazione internazionale), ma anche occasioni di confronto su come il tema della pace può essere portato nel programma amministrativo.”

Sarei orgoglioso di vedere Pioltello tra i Comuni che aderiscono a questo progetto: sicuramente sarebbe un bel messaggio ed aiuterebbe, se non già nel 2011, ad avere almeno nel 2016 un capitolo dedicato alla Pace nel proprio programma di governo.

Quanto costa? Mi sembra di avere capito che si tratti di 1000 € all’anno, per un Comune di più di trentamila abitanti.  Dunque meno di un rinfresco, meno dei gettoni di presenza di un Consiglio Comunale, meno di una rata di leasing di un’auto di rappresentanza, meno di una mensilità di un Assessore.

Penso che sia decisamente un gesto possibile.

La spesa sociale del nostro Comune

La spesa sociale del nostro Comune

Come primo contributo alla discussione sul Programma Amministrativo svolto su questo sito, l’assessore ai Servizi Sociali Saimon Gaiotto ci ha gentilmente inviato la ripartizione degli interventi “sociali” del nostro Comune, riassunta da questa tabella e dal corrispondente grafico. Questi dati saranno a breve completati con i costi del personale del Settore Servizi Sociali del Comune, anch’essi ripartiti per destinazione. La grossa fetta in grigio si riferisce ai fondi del Distretto di zona (che comprende altri Comuni oltre Pioltello) gestiti dal nostro Comune per conto del Distretto e ripartiti tra i Comuni e per le diverse destinazioni secondo necessità e specifici progetti. Questi dati NON comprendono poi altre forme di sostegno comunale per interventi  sulle medesime categorie di persone ma a cura di altri Settori, ad esempio i fondi di sostegno agli studenti disabili e stranieri (finanziati attraverso il Piano di Diritto allo Studio).

AREA ANZIANI SPESA
CASE DI RIPOSO 215000
SOSTEGNO AL DOMICILIO 300000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 74000
589000
AREA DISABILITA’ SPESA
CDD “Don Carrera” 488000
SOSTEGNO AL DOMICILIO e CENTRI DIURNI 458000
ASSISTENZA SCOLASTICA 15000
inserimenti lavorativi 87000
1048000
AREA TUTELA MINORI SPESA
ISTITUTI 300000
AFFIDI 31400
PREVENZIONE DEL DISAGIO 183000
514400
AREA GIOVANI SPESA
EDUCATIVA DI TERRITORIO E ATTIVITA’ TERRITORIALI 106000
CENTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI 37000
CENTRO ESTIVO COMUNALE 135000
278000
AREA PRIMA INFANZIA SPESA
ASILI NIDO E CENTRI PER LE FAMIGLIE 1439500
SPORTELLO GENITORI 24000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 15000
1478500
AREA CASA SPESA
SOSTEGNO ALL’AFFITTO 317000
GESTIONE CASE COMUNALI 25000
342000
AREA INTERCULTURA SPESA
CONSULTA INTERCULTURALE E MEDIAZIONE LINGUISTICA 17000
17000
AREA MARGINALITA’ SOCIALE SPESA
SOSTEGNO ALL’ABITARE 50000
PROGETTI DI INCLUSIONE 64000
114000
AREA SOSTEGNO AL VOLONTARIATO SPESA
AUSER 10000
SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO 9000
SOSTEGNO ORATORI ESTIVI 19000
38000
DISTRETTO SOCIALE SPESA
ATTIVITA’ E SERVIZI DISTRETTUALI 1378000
1378000
SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE CONTRO LA CRISI SPESA
BONUS GAS E METANO non costa
BONUS GIOVANI COPPIE 80000
FONDO ANTICRISI 170000
250000

Proposte della Caritas – CACIS

Proposte della Caritas – CACIS

Mitzi Mari

Il 23 Settembre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato Mitzi Mari della Caritas cittadina – CACIS. Ecco le proposte emerse dall’incontro.

Sostegno scolastico

Negli oratori viene svolto il doposcuola per bambini e ragazzi stranieri delle elementari, solo saltuariamente per i bambini italiani. Se ci fossero più volontari, il servizio potrebbe differenziarsi tra l’insegnamento delle basi e l’accompagnamento nello svolgimento dei compiti. Più scoperta la fascia  medie e superiori, dove servirebbe il supporto di personale professionale.

Sono essenziali le comunicazioni tra gli oratori ed i servizi sociali per la segnalazione e intervento di situazioni a rischio.

Adolescenza

Il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) che il Comune sta progettando in rete con le agenzie educative del territorio è una occasione importante a favore degli adolescenti. Nella rete non sono presenti tutti gli oratori e manca il centro di cultura popolare, risorse che vanno coivolte.

L’educativa di strada è  uno strumento essenziale per il successo del CAG, perché in grado di contattare i ragazzi e avviarli alla struttura: va rafforzato aumentando le ore degli operatori.

Stranieri adulti

Partendo dall’assistenza (cibo, vestiario) il CACIS (Centro di ascolto cittadino per gli stranieri organizzato dalla Caritas) s’è arricchito negli anni di servizi più consulenziali (orientamento legale, economico, medico, lavorativo) con personale formato dalla Caritas diocesana. La collaborazione con lo Sportello Stranieri è ottima. C’è l’esigenza di un magazzino in comodato d’uso per il servizio di riutilizzo di mobili.

Il Comune finanzia la scuola di italiano per adulti con la quota riconosciuta a tutte le associazioni di volontariato sociale; questo servizio andrebbe potenziato.

L’esperienza del gruppo Incontri (organizzato dal Comune) che sostiene le mamme straniere nell’apprendimento della lingua e nell’educazione della prima infanzia è stata molto positiva e deve essere ripresa.

La Caritas partecipa alla Consulta Interculturale con propri rappresentanti. Le associazioni di stranieri hanno manifestato l’esigenza di una qualche forma di rappresentanza nella vita civile.

Considerazioni generali

A Pioltello esiste una buona rete di relazioni tra le agenzie sociali ed educative (Caritas, ASL, Comune, Scuole) in particolare per quel che riguarda gli interventi a favore degli stranieri.

La Caritas sta rilanciando il proprio coordinamento cittadino ed è quindi ora in grado di partecipare attivamente a forme di consultazione sul bilancio sociale del Comune (bilancio partecipato).

Per il rafforzamento di tutti i propri servizi, servirebbe una ampia sensibilizzazione al volontariato rivolta a tutti i cittadini.

Negli ultimi anni sta diventando una emergenza la crescente incapacità educativa delle famiglie, su cui è molto difficile intervenire perché le famiglie stesse non s’accorgono di essere in difficoltà o hanno paura di scoprirlo.

“Scuola ed esami di politica” per Pioltello 2011

“Scuola ed esami di politica” per Pioltello 2011

Per affrontare qualsiasi esperienza della vita è necessario impegnarsi, documentarsi, prepararsi, approfondire. Bisogna sacrificare un po’ di se stessi, spendere del tempo e provvedere a dotarsi degli strumenti e delle competenze per essere all’altezza dei compiti che ci si propone di svolgere e per avere maggiori possibilità di raggiungere gli obiettivi che si stabiliscono, superando le difficoltà che si presenteranno.

Una disponibilità di questo tipo deve secondo me essere un requisito necessario per partecipare a “Pioltello 2011” ed aderire ad un’eventuale proposta di impegno. Voglio dire che bisogna creare qualche meccanismo di educazione e selezione delle persone, in modo da avere maggiori possibilità di mettere insieme un gruppo che condivida valori comuni, conoscenze e competenze di base, per poter lavorare con serietà e consapevolezza verso traguardi ambiziosi. Lascio da parte il discorso sulle qualità morali dei candidati, che secondo me è dato per scontato dalla stessa etimologia della parola, proprio come la si intendeva nell’antica Roma.

In questa sede mi interessa presentare a Pioltello 2011 la proposta di mettere a disposizione un percorso formativo per chi volesse impegnarsi nella politica locale.

Non ho un’idea precisa, ma credo che si possano prendere in considerazione le seguenti modalità:

- seminari monografici

 - incontri formativi

- gruppi di lavoro e di studio

- banche dati di documenti e materiali didattici

 Sui seguenti temi:

- la Costituzione della Repubblica Italiana

- gli aspetti amministrativi degli Enti Locali

- lo Statuto del Comune di Pioltello

- il mondo del lavoro, le tematiche la storia sindacale

- il contesto della grande crisi finanziaria ed economica

- la dottrina ed il magistero sociale della Chiesa

- la sensibilità per l’ambiente e gli ecosistemi

 Secondo me esistono nella città di Pioltello le persone e le associazioni in grado di entrare nel percorso di Pioltello 2011 con questa funzione.

Diciamo pure dei “maestri”. Si potrebbe considerarla una specie di “Scuola di Politica” che nasce dal territorio al servizio del territorio. Per gli “Allievi” di questa scuola, si dovrà pensare ad una specie di esame finale, un sorta di patentino per l’amministrazione locale, rilasciato da una “Commissione di Garanzia” composta dai “Maestri” che sceglieranno di mettersi al servizio di Pioltello 2011. Il superamento dell’esame dovrebbe rilasciare un “Attestato” tipo “Politico Pioltellese DOC” o “Politico a km zero” (cioè “fatto in casa”) o comunque una specie di certificazione “nostrana” di prodotto della politica che viene dal basso, tanto richiesta ma poco considerata.

Butto lì anche una proposta sui tempi:

- adesioni entro metà ottobre 2010

- pubblicazione di un calendario di appuntamenti ed iniziative entro metà novembre 2010

- iniziative formative entro metà gennaio 2011

- “esami” entro fine gennaio 2011

E poi ovviamente tutti al lavoro e vinca il migliore…

“Meno male che Emilio c’è”…ed è un uomo “Comune”

“Meno male che Emilio c’è”…ed è un uomo “Comune”

A metterla in musica si potrebbe correre il rischio di essere accusati di plagio, ma l’Emilio non è uno che se la canta e se la suona da solo, e dunque non me ne vorrà a male.

L’Emilio è uno che si adopera per gli altri, mettendoci del suo e senza guadagnarci nulla.

Non gli ho nemmeno chiesto il permesso di parlare di lui. Non sono a conoscenza delle sue azioni per averlo intercettato telefonicamente; semplicemente mi guardo in giro e faccio le mie considerazioni su quanto vedo. Non mi scatenerà contro un esercito di avvocati solo perché parlo di lui.  L’Emilio Fossati, vi dico anche il cognome, è a Limito da sempre, perlomeno da quando ci sono io. Anni fa era un giovanotto, oggi è un uomo pienamente maturo.

L’Emilio Fossati…lo definirei un uomo Comune. Con la “C” maiuscola, però.

Per capire il perché, dovete andare a Limito e camminare lungo via Dante, verso la Chiesa Vecchia. Sulla destra, appena prima del Monumento ai Caduti, il marciapiede attraversa la roggia Calchera, che emerge dal tratto tombinato, per dirigersi a Sud, finalmente libera.

Il nome dell’Emilio è scolpito su alcuni cippi decorati e riempiti con delle poesie, che completano una sua personalissima opera di recupero ambientale e rivisitazione educativa della riva della roggia Calchera, fatta di staccionate in legno, manufatti in sassi e cemento, aiuole con fiori, panchine in pietra, bacheche illustrative con nozioni di idrologia, figure e descrizioni  di flora e fauna tipiche della nostra linea delle risorgive.

In una bacheca si può leggere la storia de “L’aiuola del parcheggio”, in cui Anna, una bambina di otto anni, si sorprende perché il nonno Gino, oltre a prendersi cura del proprio giardino, in estate innaffia anche le piante lungo la strada.

Ecco alcune parti del dialogo che mi ha colpito:

“Ma sono tue anche le piante lungo la strada, che ieri hai innaffiato?”

“No, perché quel pezzo di terra lungo la strada non è mio, ma del Comune”

“Ma allora perché ci pensi tu?”

“Perché al Comune non hanno tempo di venire fin qua, allora porto un po’ d’acqua per non farle morire”

“Ma non tocca a te! Ci deve pensare il Comune.”

“Lo so, ma tu preferiresti vedere una pianta morire perché tocca al Comune innaffiarla?”

“Hai ragione, nonno”

“Prova a pensarci, Anna. In fondo, il Comune siamo noi. Siamo noi che abbiamo incaricato qualcuno di fare certi servizi, ma quando questo qualcuno non ce la fa fare tutto, siamo sempre noi a dovere intervenire per il bene di tutti. Il pezzo di terra del Comune, in fondo, è anche mio, allora non è sbagliato che me ne occupi io.”

L’Emilio Fossati, è davvero un uomo “Comune”. Oltre a sistemare la riva della Calchera, innaffia anche le piante che abbelliscono il parcheggio del cimitero. Senza un contratto di Global Service. Forse qualcuno gli darà anche del perditempo. Non so se lui volesse dire qualcosa per Pioltello 2011, non gli ho chiesto nulla. Semplicemente mi sembrava bello raccontare questa storia e non trovavo un’idea migliore per parlare del bene comune. Di un uomo “Comune”. In fondo, il Comune siamo noi.

Mi sembra che la morale della favola ci sia…

I Comuni e le Corporazioni

I Comuni e le Corporazioni

Sarebbe necessaria un’attenta analisi storica, ma mi prendo il rischio di non ripassare il “Sussidiario” delle scuole elementari e di fare qualche errore di prospettiva. L’obiettivo che mi pongo, infatti, è piuttosto quello di recuperare alcuni concetti. I veri storici, che sanno quanto il Medio Evo abbia avuto di buono e dunque giustamente sia rivalutato, non storceranno il naso se faccio qualche forzatura.

In molti di noi sono rimasti forti proprio i concetti dei libri di testo delle elementari, dove generalmente regnava l’idea dell’epoca dei Liberi Comuni come una specie di “età dell’oro” in cui il mondo Italiano uscì dagli anni bui del Medio Evo barbarico e le città divennero luogo di scambi commerciali e fervore culturale, foriero del progresso dei secoli futuri. Forse un po’ del campanilismo delle città italiane viene da lì.  Evidentemente qualcosa di buono ci fu.

Mi piace pensare che ci fu anche un risveglio della società civile di allora, per creare, mantenere e difendere il “Comune” cioè il microcosmo della città, capace di costruire e scambiare benessere.

Mi vengono in mente le “Corporazioni”, come formule di condivisione, elaborazione e trasmissione del sapere, per il bene dei facenti parte e di tutta la città.

Perché non pensare a qualcosa di simile in chiave moderna, sempre con l’obiettivo di condividere il sapere e le capacità per fare crescere il proprio “Comune”?

Non parlo di Consulte o Commissioni Comunali e nemmeno nuovi Albi di associazioni, ma di liberi gruppi di cittadini che condividono attività, interessi o formazione culturale, desiderosi di incontrare persone con attitudini simili per scambiare idee e opinioni e pensare a progetti utili per la città.

Credo possa diventare una forma di volontariato per la città, un nuovo stile di servizio e potenziale serbatoio di energie nobili per la società e l’amministrazione, una specie di “banca del tempo e delle competenze”.

Sono convinto che persone appassionate del loro lavoro, in breve tempo si appassionerebbero anche per dare un contributo collettivo e gratuito per la propria città.

In un programma elettorale si deve pensare a come reperire degli spazi o come favorire queste possibilità di ritrovo.

Bisognerebbe pensare a quali “categorie” sollecitare.

Me ne vengono in mente alcune:

-         gli informatici

-         i medici

-         gli architetti, urbanisti e geometri, ma anche capimastri e manovali

-         gli avvocati

-         gli insegnanti e coloro che lavorano in ambito educativo

-         gli artigiani e coloro che hanno o hanno avuto una esperienza lavorativa nell’ambito del “fare” o del “costruire” (fabbri, calzolai, orafi, sarti, falegnami, mobilieri…)

-         i cuochi e gli appassionati di cucina

-         i contadini e allevatori o coloro che sono cresciuti in una famiglia contadina e poi hanno fatto altro

-         i tecnici in generale (elettricisti, idraulici…)

-         gli ingegneri, nei vari ambiti di specializzazione

-         i ragionieri, contabili, amministrativi in genere

-         …

Chi più ne ha, più ne metta.

In ogni categoria abbiamo persone che fanno (più o meno) le stesse cose, magari a chilometri di distanza e fuori da Pioltello.

Magari avrebbero piacere di incontrarsi, parlare delle loro attività e passioni, scoprire che amano passare ogni tanto qualche ora del loro tempo libero con un loro concittadino che non conoscevano nemmeno ma con cui hanno molto da condividere.

Abitando nella stessa città, che possono contribuire a far crescere, diventandone forse domani la nuova classe politica.

il mulino di limito genera l’energia per illuminare la piazza

il mulino di limito genera l’energia per illuminare la piazza

Ogni volta che mi capita di vedere l’acqua deviata nel canale “morto” del mulino di Limito e la ruota ferma a marcire ulteriormente non riesco a non pensare a tutta la energia che si perde e a quanto poco basterebbe per trasformarla in energia elettrica.

Visto che anche le piccole cose contano, proporrei come obiettivo una attivazione alla “bellemeglio” ,  al risparmio anche di soldi pubblici,  giusto per cambiare magari, il massimo sarebbe se un gruppo di persone adottasse i mulino e prestasse la propria opera per la manovalanza  e la condivisione della gestione, e le pale del mulino generassero la corrente per illuminare la vicina piazza comunale di notte e facessero muovere giochi di di giorno. 

Un grande progetto a favore dei giovani!

Un grande progetto a favore dei giovani!

SVILUPPARE UN GRANDE PROGETTO A FAVORE DEI GIOVANI !

Per non sembrare solo critico verso chi pensa di avere fatto tanto per i giovani e per essere molto concreto ecco alcune proposte per una vera politica a favore dei giovani.

Secondo me l’amministrazione comunale ha il compito di mettere a disposizione non un unico spazio ma una serie di spazi nuovi dove trascorrere tempo per aggregare che, svolgendo anche un ruolo informativo, aiutano a crescere nel rispetto della convivenza e preparano cittadini di domani.

Oggi la nostra città mette a disposizione pochissime strutture per i giovani e i giovani adulti. Non basta offrire attività di svago bisogna favorire la relazione tra la gioventù e l’ambiente che la circonda (Quartieri, Liceo, Medie) e sviluppare dei progetti riguardo argomenti d’interesse generale: ambiente, cultura, impegni specifici ( salute, prevenzione …).

Domani l’apertura di 3 centri di aggregazione giovanili è l’impegno che dobbiamo assumere. I giovani devono inoltre potere usufruire di un ufficio informazioni, luogo comune per tutto il territorio dove potranno trovare libero accesso all’informazione, alla stampa, ad alcune offerte di lavoro, ad alloggi in affitto …

In collaborazione con le scuole del nostro territorio (licei, medie) un’équipe di sostegno deve condurre azioni di sensibilizzazione e di valorizzazione delle iniziative per e con i giovani.

Secondo me, il nuovo progetto a favore dei giovani deve svilupparsi attorno a:

-      La creazione di un dispositivo di cooperazione tra l’equipe comunale e i vari partner (scuola, famiglie, servizi sociali, …);

-      Un rinforzo delle relazioni con le famiglie;

-      Uno scambio di informazioni e la creazione di sinergie per favorire l’uscita dei vari quartieri;

-      La diffusione di una carta dell’informazione a favore dei giovani.

L’accesso all’informazione essendo un diritto fondamentale per diventare veramente autonomi, responsabili e socialmente impegnati e crescere responsabilmente.

In questa ottica il programma che verrà per il 2011 deve affermare una nuova politica rinnovata in materia di politiche giovanili,  con la volontà di convincere la nostra amministrazione ad operare scelte innovative per dare voce subito ai giovani, promuovendo in ogni modo le pari opportunità e la partecipazione.

Cosa dobbiamo fare per i giovani dal 2011 in poi ?

-      Analizzare le esigenze del territorio per meglio rispondere alle problematiche e ai bisogni specifici dei giovani;

-      Coinvolgere gli educatori in un progetto collettivo che interessi tutto il territorio;

-      Sviluppare un’ azione amministrativa su tutto il territorio a favore dei giovani per dare loro le massime opportunità;

-      Creare un ponte tra i vari attori a favore della fascia 13-17 anni (educazione, infanzia, cultura, sport);

-      Estendere a tutto il territorio le offerte a favore dei giovani aprendo nuovi punti di ritrovo;

-      Sviluppare progetti di accompagnamento e sostenere cantieri di solidarietà internazionale.

Personalmente penso che i giovani devono ritornare ad essere al centro della nostra politica e le politiche giovanili nei confronti delle nuove generazioni devono attuare una forte azione politico-formativa per aiutarli nel loro passaggio alla vita adulta e professionale, e renderli maggiormente partecipi alla vita sociale della nostra città.

Non si tratta di semplice intrattenimento o di un’offerta di partecipazione a qualche attività sporadica ma di interventi di lunga durata che partono dai loro progetti di partecipazione nella comunità, dalla costruzione di un capitale sociale di una scelta culturale per affermare i diritti dei giovani e permettere loro di prendere parte alle decisioni che li riguardano promuovendo la loro partecipazione alla vita della città.

L’amministrazione comunale ha il compito di mettere a disposizione spazi nuovi dove trascorrere tempo per aggregare che, svolgendo anche un ruolo informativo, aiutano a crescere nel rispetto della convivenza e preparano cittadini di domani.

Obbiettivo prioritario dell’Assessore alle politiche giovanili deve essere la promozione della cittadinanza attiva, dell’autonomia e della responsabilità, delle capacità decisionali, progettuali e gestionali dei giovani, favorendo la loro partecipazione alla vita civile e associativa della città di Pioltello, incentivando il loro senso di appartenenza anche con strumenti innovativi che ridefiniscano il “patto” tra giovani e istituzioni.

Uno degli strumenti è la “CARTA GIOVANI” che deve favorire lo scambio fra giovani e istituzioni, promuovendo forme di volontariato, solidarietà e partecipazione e che deve vedere attivamente coinvolta la società civile, a partire da un reale decentramento comunale che deve prevedere un proprio specifico “intervento giovani” nell’ambito del programma di mandato.

“ Pioltello si deve prendere cura dei giovani ma anche loro si devono prendere cura di Pioltello ! ”

3 proposte molto concrete:

  • Passare alla costruzione di progetti basati sulla cittadinanza;

  • Creare un ufficio info-giovani;

  • Aprire 3 centri di aggregazione giovanili.

Una città all’ascolto che dialoga coi cittadini

Una città all’ascolto che dialoga coi cittadini

Senza partecipazione non c’è democrazia

12 aprile 2010 – Tonio Dell’Olio

L’astensionismo galoppante che si è registrato nelle ultime tornate elettorali (e non solo nelle regionali) è un campanello d’allarme importante. La partecipazione, la più ampia possibile, è il sale della democrazia autentica e non di facciata. Ilvo  Diamanti questa mattina su Repubblica fa un’analisi politico-sociale corretta e precisa dei dati riguardanti l’astensionismo. Questo dato, che dovrebbe essere centrale nella discussione politica – è oggetto di appelli della vigilia da parte dei partiti – ma viene puntualmente dimenticata all’indomani del voto, proprio quando i dati offrono materia di discussione. Forse è un compito di cui le organizzazioni di base, le associazioni, i cittadini e le cittadine più consapevoli dovrebbero tener conto e di cui farsi carico. In un Paese distratto e disinteressato alla politica, ovvero alle questioni che riguardano tutti, comandano sempre gli affaristi. Quando non votiamo, lasciamo che altri lo facciano per noi. Quando diciamo che è tutto uno schifo, stiamo contribuendo a peggiorare la situazione e non a metterci almeno una toppa. Rimbocchiamoci le maniche.

Oggi assistiamo ad una evidente e profonda crisi della rappresentanza politica, che si manifesta attraverso tutta una serie di fattori, il più noto e il più sensibile dei quali è certamente l’enorme astensionismo, così come viene costatato nella maggior parte delle elezioni politiche. La partecipazione, a parole, è ritenuta da tutti, destra e sinistra, un aspetto importante della vita politica locale.

Siamo sicuri che a Pioltello la Partecipazione dei cittadini e il loro coinvolgimento nei processi decisionali sia la più ampia possibile ?

Personalmente non ne sono convinto sia perché penso che si possa sempre migliorare sia perché abbiamo ricevuto numerosi segnali di una fortissima richiesta di coinvolgimento da parte dei cittadini. Lo dimostra  la nascita di 3 comitati di Quartiere che testimoniano come la rappresentazione politica “classica” non basti più.

Pioltello 2011 deve partire da questa richiesta di dialogo e dobbiamo elencare proposte e soluzioni perché sia la fonte di ciò che possiamo chiamare  “democrazia partecipativa”, vale a dire un sistema dove accanto alla rappresentanza ci sia una partecipazione il più possibile diretta, permanente, dell’insieme dei cittadini alla vita pubblica.

Se per noi Partecipazione significa:

  • Dialogare con i quartieri;
  • Incoraggiare la Partecipazione alla vita Democratica;
  • Sostenere la partecipazione alla vita sociale e associativa.

COSA DOBBIAMO FARE PER MIGLIORARE E INCORAGGIARE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ?