Stamattina sono andato alla piattaforma ecologica comunale a depositare un po’ di vecchie cose. Mentre scarico faticosamente un grosso televisore a tubo catodico ancora funzionicchiante, scambio due chiacchiere con un altro signore, che aveva appena lasciato lì un monitor piatto di piccole dimensioni per pc. “Le interessa? Funziona ancora. Lo butto perché col pc nuovo mi hanno dato un monitor più grande ed in alta definizione.” Penso che può servirmi come sostituto di uno simile che ho a casa e che sta tirando le cuoia. Detto e fatto: ringrazio il signore e mi porto via il pezzo. Poco dopo, mentre getto la vecchia bicicletta della figlia nel container del ferro, mi rendo conto che la sto buttando non perché sia proprio a fine vita ma perché non ho trovato nessuno cui servisse. E allora mi sono chiesto: non siamo proprio capaci di fare di meglio?
La piccola esperienza di stamattina mi ha risvegliato una vecchia idea, che ripropongo ammodernandola un po’ e traducendola in una proposta concretissima, di non difficile realizzazione, a costo zero per il Comune e per la città, con qualche vantaggio per l’ambiente e per le casse del Comune e di grande valore educativo. La chiamerò:
LA “RIUSOLA”
ovvero “L’Isola del Riuso”
Costitituiamo una piccola Associazione di cittadini (per partire bastano 8 persone) cui l’Amministrazione Comunale conceda in uso una piccola porzione della parte coperta all’interno della piattaforma ecologica (lo spazio c’è ed abbondante). In questo spazio, il sabato mattina uno di noi a turno (con 8 persone si possono fare turni di tre ore al mese,cioè un impegno piccolissimo) raccoglie oggetti con vita residua e di uso comune, come biciclette, mobiletti, monitor ecc. portati alla piattaforma dai cittadini, riempie una nuova scheda (tipo oggetto, data), attacca un numero all’oggetto e scatta una foto col telefonino. Se arriva qualcuno a prendersi un oggetto, lo si consegna e si segna il numero dell’oggetto consegnato. Quando torna a casa, si collega al sito della Associazione e lo aggiorna con gli oggetti nuovi e annulla gli oggetti dati via. In questo modo un cittadino interessato ad un oggetto specifico può vederne la disponibilità senza doversi recare – magari a vuoto – alla piattaforma.
L’importante è che l’Amministrazione ci dia lo spazio dentro la piattaforma, perché è il luogo ideale per intercettare gli oggetti e magari prolungargli la vita. Se poi un oggetti si rivelasse rotto o rimanesse nella Riusola troppo tempo … la piattaforma è lì. All’epoca questa idea si era bloccata sulla impossibilità per gli operatori della piattaforma di occuparsi di far uscire oggetti affidati alla piattaforma per lo smaltimento finale. Ma se di ciò si occupano cittadini che semplicemente organizzano i recuperi che spontaneamente già accadono tra cittadini presso la piattaforma, forse non incontreremo problemi formali.
Cosa ne dice l’Amministrazione? Tra i frequentatori di Pioltello 2011, c’è qualcuno disposto?







Ogni volta che mi capita di vedere l’acqua deviata nel canale “morto” del mulino di Limito e la ruota ferma a marcire ulteriormente non riesco a non pensare a tutta la energia che si perde e a quanto poco basterebbe per trasformarla in energia elettrica.

