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La luce del Sindaco

La luce del Sindaco

Parafrasando lo slogan “L’acqua del Sindaco” riferita all’acqua del rubinetto (in contrapposizione con l’acqua imbottigliata), vorrei ricordare “La luce del Sindaco” cioè l’illuminazione pubblica, i lampioni per intenderci, ma non solo. E’ un tema che riguarda molti aspetti importanti per una Amministrazione Comunale, tra i quali me ne vengono in mente quattro, di cui il quarto forse meno scontato:

  • il risparmio energetico
  • la manutenzione
  • la sicurezza dei cittadini per strada
  • la partecipazione ed il commercio locale

Sui primi due punti, a Pioltello la situazione non è del tutto soddisfacente e complicata dalla proprietà degli impianti “a macchia di leopardo”: parte delle linee appartiene al Comune, parte al privato (credo Sole, società del gruppo Enel).  Per migliorare la situazione sia dal punto di vista energetico sia della manutenzione, segnalo l’interessante iniziativa di InfoEnergia

http://www.infoenergia.eu/nuovo/index.php?option=com_content&view=article&id=257:accordo-quadro-per-lilluminazione-pubblica&catid=34:news&Itemid=91

InfoEnergia è una società di cui sono Soci molti Comuni milanesi tra cui Pioltello, che opera nel settore dei servizi energetici al fine di promuovere l’efficienza energetica; l’utilizzo delle risorse locali e rinnovabili e  la protezione dell’ambiente. L’iniziativa sopra ricordata riguarda proprio:

  • la gestione di procedure di riscatto degli impianti, negoziazione con Enel Sole, impostazione dei bandi e dei contenuti amministrativi dei capitolati di gara;
  • l’assistenza tecnica per l’esecuzione di rilievi dello stato di consistenza, per la definizione delle intese con Enel Distribuzione e dei contenuti tecnici dei capitolati di gara, nonché per la successiva supervisione dei lavori di esecuzione posti in capo al futuro aggiudicatario;
  • il supporto per la definizione di Piani tecnico-economici di risparmio energetico e di contenimento dei consumi in materia di pubblica illuminazione

Credo che questi punti siano da perseguire, andando a “vedere” in cosa consista la proposta InfoEnergia, magari partendo da lampioni a led e a pannelli fotvoltaici.

Sul terzo argomento, la sicurezza, andrebbe ristudiata la modalità di erogazione della luce, che negli impianti più vecchi è evidentemente pensata per la sicurezza stradale (lampioni alti e puntati sulla strada) mentre cresce tra i cittadini la richiesta di sicurezza del pedone (lampioni bassi e puntati sul marciapiede).

Il quarto argomento riguarda la possibilità di utilizzare un bene pubblico e territoralmente diffuso come il lampione come luogo privilegiato per la distribuzione di informazioni ai cittadini. Quale altro manufatto è così capillarmente distribuito sul territorio comunale ed alla portata degli occhi del passante? Lo sanno bene le associazioni, i partiti politici ed i privati che giù utilizzano il lampione per esporvi manifesti e ricerca/offerte di lavoro. Lo spunto di riflessione è il seguente: è possibile attrezzare i lampioni a sostenere un circuito di informazione capillare, in parte autogestito da chi ha qualcosa da dire ed in parte regolamentato / usato dal Comune?  Ad esempio si potrebbe dotare i lampioni di uno spazio espositivo (es. tre espositori in metallo in formato A4, di cui uno riservato al Comune, uno a pubblicità a pagamento, uno ad affisione libera per scopi sociali). Questa piccola rivoluzione nella comunicazione terrebbe conto della sempre maggiore facilità con cui si possono produrre autonomamente manifesti anche a colori in A4 e della crescente difficoltà per tutti a sostenere i costi di stampa in formato A1 e A2. Inoltre ciò aprirebbe alla creazione di un circolo di pubblicità locale a basso costo, che aiuterebbe il commercio locale. I costi di creazione di questo circuito potrebbero essere finanziati appunto dalla pubblicità locale, in un gioco in cui tutti vincerebbero qualcosa: per il commercio locale, l’accesso ad un circuito pubblicitario a basso costo; per le associazioni, uno spazio di affissione gratuito e legale; per il Comune, un beneficio in termini di partecipazione e maggiore decoro per le strade. Forse ci sarebbe persino lo spazio per una piccola attività di imprenditoria, per l’affissione ed il controllo degli spazi.

PS Tutto ciò senza scomodare tecnologie più intriganti e costose quali l’uso delle onde convogliate su cavo elettrico per trasmettere informazioni su display, che temo avrebbero vita breve sia per i frequenti lavori che toccano i marciapiedi (e strappano cavi) sia per l’alta probabilità di furto dei display stessi…

 

gestione di procedure di riscatto degli impianti, negoziazione con Enel Sole, impostazione dei bandi e dei contenuti amministrativi dei capitolati di gara;
- assistenza tecnica per l’esecuzione di rilievi dello stato di consistenza, per la definizione delle intese con Enel Distribuzione e dei contenuti tecnici dei capitolati di gara, nonché per la successiva supervisione dei lavori di esecuzione posti in capo al futuro aggiudicatario;
- supporto per la definizione di Piani tecnico-economici di risparmio energetico e di contenimento dei consumi in materia di pubblica illuminazione 

 

Il 1OOesimo POST DI PIOLTELLO 2O11 . . .

Il 1OOesimo POST DI PIOLTELLO 2O11 . . .

 

 

 

LA FINE DEL PARCHEGGIO SELVAGGIO A PIOLTELLO ?

Due anni fa ero in Croazia d’estate e dopo avere fatto la spesa in un negozio in centro nella città dove soggiornavo, mi ritrovo la macchina, regolarmente parcheggiata, con una ruota bloccata da un attrezzatura particolare e un post-it con 2 cellulari da chiamare.

Passato lo stupore e dopo avere letto il testo del pre-stampato in inglese sul post-it capisco che ho commesso un’infrazione e che ho 2 possibilità:

-      Chiamare uno dei 2 cellulari indicati per farmi liberare la macchina ma pagando subito una multa di 60€;

-      Chiamare i vigili per fare ricorso ma in caso negativo la multa raddoppia.

Chiamo il primo cellulare e dopo 3mn arrivano 2 ragazzi giovani con un T-shirt divisa con tanto di simbolo della cittadina che mi spiegano che non ho pagato il parcheggio, in effetti mi accorgo che era a pagamento. Pago la multa, mi rimettono una ricevuta, mi liberano la macchina e mi augurano buone vacanze con il sorriso.

Quest’episodio mi ha fatto molto riflettere su come si può lottare con intelligenza contro il non rispetto dei divieti, certo ero in vacanza dunque ben disposto, all’estero, e la situazione era banale.

Sarebbe cosi difficile riproporre lo stesso meccanismo a Pioltello con i nostri vigili e degli ausiliari del traffico ? Perché nel nostro comune non c’è un servizio di carro attrezzi dedicato alla repressione delle soste selvagge che lavora con i vigili ?

Il sistema utilizzato in Croazia sarebbe un deterrente molto più efficace che una semplice multa messa solo dopo avere verificato che il proprietario del veicolo non arriva correndo e quasi scusandosi come avviene attualmente.

Se immaginiamo un multa di soli 50€ pagata al momento e viste le numerose macchine parcheggiate senza rispetto dei divieti, di fronte ai bar, sui parcheggi riservati ai portatori di handicap, come possiamo vedere ogni giorno in tutti i quartieri di Pioltello, questa misura permetterebbe di fare rispettare maggiormente i divieti e le regole di convivenza e rappresenterebbe un’entrata non indifferente per le casse del comune di Pioltello.

Penso che la prossima amministrazione deve fare del rispetto delle regole un punto cardine del proprio programma se non vogliamo che si diffonda un senso di illegalità

Scheda: Legalità

Scheda: Legalità

Quando si incontrano dei cittadini Pioltellesi per strada, il tema della Legalità emerge spesso e siccome non è ne di destra ne di sinistra, abbiamo il dovere di aprire una riflessione per capire cosa intendiamo per difesa della legalità nella vita di tutti i giorni e all’interno della nostra città.

Anzitutto intendiamoci sui contenuti e con l’aiuto di internet (Wikipedia, l’enciclopedia libera) cerchiano di dare una definizione univoca.

Nel linguaggio politico un potere si dice esercitato secondo legalità quando il suo esercizio avviene nel rispetto delle leggi e non arbitrariamente. Ciò consente al singolo cittadino di avvalersi della forza dello Stato anche contro lo Stato stesso, secondo norme prestabilite.

Il principio di legalità amministrativa stabilisce che la pubblica amministrazione trova nella legge i fini della propria azione e i poteri giuridici che può esercitare e non può esercitare alcun potere al di fuori di quelli che la legge le attribuisce.

L’attività amministrativa della pubblica amministrazione si deve conformare ai dettati della costituzione e, per espressa previsione delle norme costituzionali, della legge. La pubblica amministrazione gode di una situazione di privilegio in quanto preposta alla soddisfazione dei bisogni pubblici che sono quelli e solo quelli stabiliti dal legislatore; quindi al di fuori dei casi previsti dalla legge, l’attività della pubblica amministrazione non può godere di posizioni di privilegio, di potere o di favore.

Il Principio del buon andamento: Il principio del buon andamento della pubblica amministrazione, o più semplicemente della buona amministrazione stabilisce che l’attività della pubblica amministrazione, volta alla realizzazione dell’interesse pubblico, si conformi ai criteri dell’efficacia ed efficienza.

Sulla base di tale previsione normativa i criteri generali da osservare sono:

1. economicità;

2. rapidità;

3. efficacia;

4. efficienza;

5. miglior contemperamento dei vari interessi.

Altri principi fondamentali contenuti nella norma sono quello di imparzialità e quello di legalità:

L’imparzialità deve intendersi sia come divieto di qualsiasi forma di favoritismo nei confronti di alcuni soggetti, sia come ugual diritto di tutti i cittadini ad accedere ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione.

• Ulteriore principio sancito dalla norma è quello di legalità: esso significa che la pubblica amministrazione trova nella legge i fini della propria azione e i poteri giuridici che può esercitare e non può esercitare alcun potere al di fuori di quelli che la legge le attribuisce.

A Pioltello quali sono le situazioni di non rispetto della legalità che meriterebbero maggiore attenzione da parte delle autorità competenti: Vigili urbani, Carabinieri, Amministrazione Comunale, Sindaco, Assessori e dirigenti e quali misure dovremo adottare per diffondere maggiormente la legalità nella nostra città ?



Ma vigilano?

Ma vigilano?

Voglio cogliere qui l’opportunità per mostrare l’indifferenza della polizia locale alle numerose segnalazioni via mail documentate con fotografie.

Situazioni ripetute e pericolose sono all’uscita dal parcheggio di piazza Schuster che porta in via Ugo la Malfa, dove spesso vi sono auto parcheggiate sulla zebratura impedendo la visuale e quindi generando una manovra difficoltosa e pericolosa. Nel caso fotografato, la pattuglia non ha multato i veicoli in evidente divieto di sosta. Così come risulta pericoloso uscire dai box se vi sono camion parcheggiati in via Erodoto. Sempre rimanendo nella mia zona, difficoltà di transito si evidenziano in prossimità dei bar, all’incrocio via Roma – via La Malfa in prossimità del bar Francesco ed in via Oberdan (bar ex Piper).

Ma ahimé il problema sembra diffuso in tutto il territorio. … Così come il parcheggio riservato ai disabili, che viene interpretato – e lasciato interpretare nonostante le ripetute segnalazioni – come il parcheggio “5 minuti e vado”. La risposta dei vigili è sempre la stessa: “Non sono mezzi disponibili.”

Proposte della Protezione Civile

Proposte della Protezione Civile

Il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato il 27 ottobre 2010 la Protezione Civile della nostra città, da cui sono emerse le considerazioni qui riportate. La Protezione Civile si è costituita a Pioltello a seguito di un bando di  adesione a Gennaio 2010, a cui hanno aderito una quarantina di persone, che hanno partecipato successivamente ai corsi di formazione. Non è ancora operativa, ma lo sarà a breve. Si stima che il nucleo dei componenti si attesterà attorno alle 25 unità.

La Protezione Civile organizzerà le proprie attività ed i propri interventi concordemente alle esigenze ed alle criticità del Piano d’Emergenza Comunale,  determinate in ultima analisi dalla conformazione del territorio e dal suo  sviluppo urbanistico, viabilistico, produttivo.
Le criticità presenti a Pioltello sono date dai grandi assi stradali (Padana,  Cassanese, Rivoltana), dall’asse ferroviario, dal Polo Chimico. I rischi e le conseguenti necessità di intervento possono provenire con maggiore probabilità da quegli ambiti. In questa fase la Protezione Civile non è ancora in grado di definire un  quadro preciso di priorità ed esigenze.

La prima necessità sarà di trovare una collocazione fisica, come sede di ritrovo e come deposito di mezzi ed equipaggiamenti. Varie ipotesi sono al vaglio della Amministrazione.
Il primo aspetto positivo che si è messo in luce è la constatazione che
finalmente si sia costituito un nucleo di persone disponibili e motivate. Si  pensa che, una volta operativa, la Protezione civile avrà un positivo “effetto traino” su altre persone.

La Protezione Civile ha già preso coscienza che la chiave del suo operato sarà data dalla prevenzione e dall’informazione. Per mettere in campo efficaci azioni di prevenzione ed informazione, il requisito essenziale è la conoscenza del territorio.
Infatti, l’adesione alla Protezione Civile ed il suo operato sono possibili solamente nel momento in cui esiste un profondo senso di appartenenza al territorio e l’interesse a conservarlo e proteggerlo dalle possibili emergenze naturali o indotte dalla presenza di nuclei insediativi, infrastrutture, strutture produttive.

Una prima proposta per far prendere coscienza dei rischi presenti sul nostro territorio potrebbe essere la pubblicazione del Piano di Emergenza Comunale sul sito internet del Comune.

Proposte delle ACLI

Proposte delle ACLI

Il 6 ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato il Consiglio Direttivo del Circolo ACLI di Limito, che ha presentato un documento con le proprie proposte rivolte a tutte le forze politiche, qui integralmente riportato insieme ad alcune sollecitazioni e precisazioni emerse nell’incontro, riportate tra [].

Il Direttivo del Circolo ACLI di Limito, in occasione delle prossime Elezioni Amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale, ha evidenziato alcune problematiche, raccolte anche direttamente dalla cittadinanza e fatte proprie dal Consiglio di Circolo, circa le necessità più urgenti per un vivere più civile e rispettoso della dignità dei cittadini.

Le priorità evidenziate si possono raggruppare in cinque punti: Servizi civici ed Anziani, Comitati di Quartiere, Urbanistica a consumo di territorio, Viabilità e trasporti, Polo chimico di Limito. E’ evidente che le priorità individuate, oltrechè interessare l’intero territorio comunale, in alcuni casi entrino più nello specifico delle necessità del quartiere di Limito, ambito nel quale il Circolo opera e svolge la sua attività e quindi dove riceve maggiori sollecitazioni dai residenti del quartiere stesso.

Dando per scontate diverse richieste di carattere generale ormai da considerare “lamentele” storiche (ad es. traffico, viabilità, vigilanza e richieste anche minime quali strade e marciapiedi sconnessi, ecc.) che il cittadino continua a proporre e che a volte sono o totalmente ignorate dagli organi preposti dell’Amministrazione o per le quali a volte vengono indetti anche incontri pubblici per presentare soluzioni (già prese ed immodificabili) che spesso si scontrano con l’evidenza, il buonsenso e le necessità dei cittadini che vivono determinate condizioni di disagio sulla propria pelle, il Direttivo ha focalizzato l’attenzione su alcuni problemi dei quali a volte si parla poco ma che si ritiene possano rendere la vita al cittadino meno pesante e difficoltosa:

SERVIZI CIVICI ED ANZIANI – SERVIZIO AL CITTADINO

- apertura di una Sezione staccata dell’Ufficio Anagrafe in Limito.
Riteniamo che con l’uso del computer la cosa sia fattibile. Il distacco di un impiegato dalla Sede comunale a Limito non dovrebbe creare problemi all’Ufficio Centrale, tipo l’indebolimento dell’ufficio, in quanto le richieste dei residenti in Limito invece di essere soddisfatte presso la sede comunale verrebbero esaurite direttamente presso la sede distaccata.

- apertura di un Distaccamento della Polizia Locale in Limito
E’ già stato fatto presente dagli Amministratori comunali che altre zone di Pioltello sono molto più a rischio di Limito. Sarà pur vero, ciò non toglie che anche nel quartiere si stanno verificando atti di vandalismo, inosservanza delle norme di legge e dei regolamenti comunali (ingresso e transito di TIR, traffico di transito nord-sud tra le due strade provinciali principali, utilizzo in modo non appropriato del nuovo sottovia ferroviario, parcheggi selvaggi presso alcuni negozi, specie bar e tabaccherie, doppie file in sosta, deiezioni di cani su giardini e marciapiedi, rumori serali fino a tarda ora ecc.). Si richiede anche una più puntuale professionalità da parte della Polizia locale nel fare rispettare le norme del traffico e della viabilità.

- accelerare l’iter per l’apertura di un Ufficio staccato INPS a Pioltello
A volte i nostri concittadini si recano all’Ufficio INPS di Melzo, e presso questo Ufficio, non diciamo sgarbatamente ma a volte in modo sostenuto, si vedono rifiutare consulenze o inizio di pratiche perché vengono invitati a recarsi presso la Sede staccata INPS di Milano- Toffetti, e quindi con notevole disagio devono vagare da una sede all’altra.

SERVIZI SOCIALI

- Nuova Scuola Materna e Asilo nido di Limito
Logica vorrebbe che la nuova Scuola Materna e il nuovo Asilo nido di Limito fossero ubicati in un unico complesso edilizio e non staccati come da progetto comunale. Probabilmente si ridurrebbero i costi di costruzione e di gestione e sicuramente i genitori, o i nonni, che devono portare più bambini alla materna e il nido, esaurirebbero il loro impegno con un unico viaggio, senza vagare da una scuola all’altra specie nella stagione invernale con condizioni atmosferiche avverse.

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Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una città di 32 000 abitanti con una giunta comunale seria, indipendentemente del suo colore politico, se guarda al futuro, ha il dovere di garantire a tutti il diritto di culto.

I musulmani hanno diritto di praticare la loro fede nel rispetto della legalità e devono essere messi in condizione di farlo, devono uscire dalla clandestinità.

I musulmani in Italia sono circa 1 293 700 (Fonte: Caritas / Migrantes 2008) un terzo del totale dei migranti, 50 000 sono cittadini italiani di cui circa 10 000 convertiti. I luoghi di culto islamico in Italia sono quasi 800. Più del doppio rispetto al 2000, ma in Lombardia sono solo 123.

Paradossalmente la “nuova via italiana alla Mecca” passa da Novara dove ha aperto la più grande sala di preghiera, con l’approvazione di un comune leghista.

Il Comune, leghista di ferro, ha imposto delle regole e gli islamici hanno dichiarato di accettarle, dieci punti di “convivenza civile”», per esempio di impegnarsi a parlare italiano quando predicano.

Negli altri stati della Comunità Europea, le moschee sono viste come fattore d’integrazione, solo in pochi stati come l’Italia si vede il Minareto come un “fortino nemico”, si tratta per Pioltello e il centro sinistra che si ricandida alla guida della città di avere il coraggio di  affrontare seriamente la questione del dialogo interreligioso, lasciando da parte le polemiche e incontrando i rappresentanti ufficiali delle varie comunità islamiche per dare una risposta concreta alle attese di una comunità religiosa che deve avere pari diritti ai cattolici, gli ebrei, i protestanti, i testimoni di Geova che hanno già dei luoghi di culto sul nostro territorio senza che nessuna abbia da ridire.

Sicuramente la Comunità Musulmana che si dovrà auto finanziare se la moschea dovesse venire alla luce, deve essere coinvolta seriamente tramite una tavola rotonda che deve interessare tutte le forze politiche e religiose di Pioltello, anche quelle ostile, per cercare insieme di entrare in una logica di rispetto della persona, di diritto di culto e di libertà religiosa.

Fino a oggi, a Pioltello la necessità di una moschea, non è mai stato considerato come un tema importante e spesso è stato oggetto di scontri politici utilizzando la paura del diverso per “spaventare” i cittadini: “ci sono delle moschee clandestine !” come se fosse il peggio che potesse capitare ad una città di periferia, come se Islam dovesse per forza significare guerra religiosa. Basterebbe invitare i musulmani a sottoscrivere un “patto d’ intesa” e chiederli di aderire alla carta dei musulmani d’ Europa, che condanna terrorismo e violenza, vieta tutto quanto sia contro la legge, si richiama «ai diritti dell’ uomo e rifiuta ogni forma di discriminazione razziale e tra i sessi».

Parole, ma anche sostanza.

Proposte del Comitato di Quartiere Satellite

Proposte del Comitato di Quartiere Satellite

Programma a Km Zero: Incontro con Comitato di Quartiere Satellite (19 Luglio 2010)

Socialità e cultura:

  • Senso civico e di appartenenza: il quartiere necessità di azioni per la costruzione di un senso civico di appartenenza al territorio, condizione essenziale per il rilancio del quartiere “dal basso”.
  • Feste di quartiere: dare continuità a iniziative quali le bancarelle, coinvolgendo le associazioni del quartiere, come strumento di aggregazione e creazione del senso di appartenenza, investendo come si è fatto per l’iniziativa Calcio alle Frontiere. Scarsa pubblicità a iniziative interessanti ma estemporanee come Agility Dog.

Partecipazione ed Associazionismo

  • Coordinamento: nel quartiere agiscono diverse Associazioni ed Enti (Agorà, El Huda, Parrocchia, Scout, Chiesa Evangelica, Circolo italo turco  …) ma con poche occasioni di contatto, collaborazione e coordinamento. Il Comitato sta intraprendendo il percorso per iscriversi all’Albo Comunale delle Associazioni. Ciò non facilita la creazione di un senso civico comune.

Rispetto delle Regole

  • Prostituzione: occorre intensificare il controllo di attività illegali o illecite svolte nei condomini, come la prostituzione.
  • Auto abbandonate: occorre rimuovere con tempestività le auto abbandonate, che restano per motivi burocratici a lungo sulla strada, diventando luoghi dove dormire e da saccheggiare, col rischio di incendi. Trovare una via (es. ordinanza) per sveltire controllo e rimozione.
  • Officine a cielo aperto: reprimere l’utilizzo dei parcheggi come office a cielo aperto, con abbandono di batterie ed altre parti di ricambio delle auto.
  • Subaffitto: occorre intensificare il controllo dei casi di subaffitto illegale che porta al sovraffollamento degli appartamenti.
  • Forze dell’ordine: c’è più presenza negli ultimi anni dei vigili urbani, ma sono percepiti come coloro che multano, non come un riferimento cui rivolgersi. Scarsi controlli sulle auto più vetuste.
  • Videosorveglianza: occorre estendere / incentivare l’adozione di sistemi di videosorveglianza come quelli in uso in Cimarosa 1, che sta dando risultati positivi in termini di sicurezza percepita e reale. Che fine ha fatto il progetto di videosorveglianza comunale sul quartiere?

Attività economiche

  • Orari negozi: occorre intervenire per il rispetto degli orari di chiusura serali dei negozi, in particolare di quelli gestiti da persone straniere, aperti spesso oltre il limite e con modalità di gestione che rende impossibile la concorrenza leale degli altri negozi.

Urbanistica e territorio

  • Amministrazione Condominiale: la figura dell’Amministratore di Condominio è chiave per il rilancio del quartiere, perché un (super)condominio ben amministrato ha la possibilità di migliorare significativamente la qualità della vita degli abitanti e di conseguenza del quartiere. Il Comune deve sostenere ed accompagnare il risanamento dei Condomini, supportando legalmente ed economicamente tale percorso, impegnandosi ad essere presente ed attivo nelle Assemblee dei Condomini in cui il Comune possiede appartamenti e negozi. Positiva l’idea di una Agenzia Comunale della Casa che si occupi di questi aspetti. Occorre censire con precisione le proprietà comunali nel quartiere.
  • Valorizzazione degli edifici: sono necessari interventi per aumentare il valore degli appartamenti come leva di riscatto economico delle famiglie e di miglioramento della vivibilità del quartiere.  Una possibile leva sono gli investimenti di miglioramento energetico, ad esempio privilegiando il Satellite come beneficiario della “perequazione energetica” prevista dal PGT, limitando però il beneficio ai soli condomini “in regola” come ulteriore incentivo alla corretta amministrazione condominiale.
  • Sovraffollamento: destano preoccupazioni gli ulteriori (per quanto limitati) interventi residenziali nel quartiere previsti dal PGT

Viabilità e Trasporti

  • Parcheggi: manca nel quartiere un parcheggio per furgoni e motrici, che vanno ad occupare abusivamente i posti auto.
  • Dossi: la realizzazione dei dossi con autobloccanti è una scelta discutibile perché durano poco.

Verde ed arredo urbano

  • Parchi: il nuovo Parco Impastato è un bellissimo segnale di rilancio per il quartiere; occorre vegliare perché non diventi invece una occasione di degrado (spaccio, risse)

Proposte del Comitato di Quartiere Pioltello Vecchia

Proposte del Comitato di Quartiere Pioltello Vecchia

Programma a km zero: Incontro con Comitato di Quartiere di Pioltello Vecchia (8 Luglio 2010)

Socialità e cultura:

  • Servizi civici: aprire nel centro storico chiuso uno sportello decentrato del Comune, sia come servizio ai cittadini ma soprattutto per ravvivare il centro.
  • Manifestazioni nel centro storico: programmare un calendario di manifestazioni artistico-culturali che permettano una maggiore affluenza di cittadini nel centro storico.
  • Nuovo Centro Civico di Pioltello Vecchia: Villa Opizzoni come casa delle Associazioni, luogo di aggregazione giovanile, centro anziani.
  • Villa Trasi: definire la destinazione prima della sua acquisizione. Sulla ex Caserma è prematuro fare progetti prima che si chiarisca la questione della proprietà (attualmente è della provincia).
  • Casa per anziani non autosufficienti: è possibile realizzarla, magari adempiendo il lascito della cascina Castelletto al Comune.

Partecipazione ed Associazionismo

  • Comitati di quartiere: riconoscere il ruolo dei Comitati di quartiere, senza però includerli nella macchina comunale, come anello di congiunzione non partitico tra cittadini ed amministrazione. Costituzione della Rete cittadina dei Comitati di Quartiere.
  • Trasparenza amministrativa: dichiarare prima delle elezioni la squadra degli assessori, riduzione del numero degli assessorati per contenimento dei costi della politica.

Istruzione

  • Scuole di via Milano: costruire una palestra per le medie, sul prato a fianco della scuola, integrando l’intervento con aule e laboratori. La palestra attuale, in utilizzo congiunto con la scuola primaria, manca di spogliatoio.

Urbanistica e territorio

  • Zona del Mulino: ridisegnare l’area, attualmente caratterizzata da un cantiere aperto da anni (motel) e da un distributore dismesso. Trovare strumenti per imporre / incentivare la riqualificazione.
  • Parco delle Cascine: perplessità sulla bontà dell’intervento proposto dall’operatore e sulla gestione dell’area agricola “ceduta” alla Città, anche in questo caso manca un concreto progetto gestionale. Non coerenza con le “esternazioni” rilasciate dall’Amministrazione alla cittadinanza in precedenza (polo universitario elemento inderogabile…).
  • Progetto ex Rotolito: intervento di scarsa qualità urbana, non integrato con l’adiacente centro cittadino, valutare adeguatamente la gestione delle volumetrie in fase di sottoscrizione delle convenzioni che permettono l’attuazione di piani urbanistici.

Attività economiche

  • Attività commerciali: individuare modalità di rilancio del commercio di vicinato, agevolazioni per apertura nuove attività commerciali e rilancio delle attività esistenti.

Viabilità e Trasporti

  • Chiusura Centro storico Pioltello Vecchia: completare il progetto, con la chiusura progressiva del centro, il posizionamento delle telecamere, la gestione dei parcheggi, interventi di pubblicizzazione delle attività commerciali, realizzazione arredo urbano. Ampliare la ZTL a via Colombo e via Milano (verso la caserma). Finora è mancata una progettualità chiara, con poca cura dei dettagli e di rispetto dei tempi.
  • Sicurezza stradale: maggiore professionalità e presenza dei vigili, in particolare nella zona chiusa al traffico. Maggiore fermezza nell’applicazione del codice stradale e dei divieti di sosta. Completare il sistema di controllo degli accessi con telecamere.
  • Ingresso Via Milano definire in tempi rapidi gli interventi di mitigazione della velocità, per la pericolosità del tratto; stringere il tratto dalla V2 per rallentare chi entra.
  • Nuova piazza Giovanni XXIII: unire parchetto e piazza; tramite un rialzo che unisca l’attuale piazzetta al parco, che favorisca anche il rallentamento del traffico veicolare.
  • Ponte ciclopedonale via S. Francesco: da riqualificare, senza sponde cieche che facilitano l’attuale utilizzo incivile, l’attuale ponte è assolutamente impraticabile.
  • Sicurezza stradale: chiudere la Degasperina negli orari di apertura della scuola (evitare traffico di attraversamento); spostare l’orario della raccolta differenziata sulla Degasperina (coincide con l’ingresso scuola!). Introdurre vigile di quartiere a piedi, segno di controllo del territorio e referente per i cittadini. Serve maggiore presenza dei vigili per il rispetto delle regole.
  • Attraversamento della città: impedire in ogni modo il traffico di attraversamento, che oggi blocca la via don Carrera, la Degasperina ed altre vie.
  • BreBeMi: presentare alla cittadinanza l’impatto della BreBeMi. Progettare con estrema cura il periodo in cui la Cassanese sarà chiusa al traffico per evitare un impatto disastroso sulla viabilità locale.
  • Pedibus: completare il progetto Pedibus relativo al Primo Circolo Didattico con nuovi percorsi che coinvolgano anche il plesso di via Togliatti.

Verde ed arredo urbano

  • Parco degli Alpini: da rifare, versa in cattive condizioni, l’intervento dovrà prevedere anche il raccordo con Piazza Giovanni XXIII.
  • Manutenzione: verificare l’attività del Global Service. L’attuale manutenzione, cura del verde, dell’arredo urbano, dei parchi di quartiere è inadeguata.

Politica da marciapiede

Politica da marciapiede

Ripesco qui una suggestione emersa dal questionario distribuito dalla LxP in vista delle elezioni 2006: la “politica da marciapiede”, cioè per una politica vista da basso, che si occupa di cose concrete e indispensabili come il marciapiede.

Il marciapiede è molto di più di un corredo alla strada, ma è uno dei principali strumenti di sicurezza a disposizione dei cittadini, soprattutto dei piiù deboli (anziani, bambini, disabili) che in esso trovano protezione dal pericolo delle automobili.

Noi tendiamo a curare molto più le strade che i marciapiedi perché ci sentiamo più automobilisti che pedoni. Ci sono marciapiedi molto più malconci della strada lungo cui corrono (ad es. il marciapiede che in via don Carrera porta dai Carabinieri all’Oratorio).

Facciamo fatica a vedere il sistema dei marciapiedi della città come una delle più importanti opere pubbliche “diffuse” sul territorio, perché concepiamo le opere pubbliche come necessariamente “concentrate” in un solo luogo, come una piazza, un edificio, un impianto.

Ed infine, quando finalmente li rifacciamo, capita come nel marciapiede nuovo lungo via Roma che non si curino adeguatamente le rampe per i disabili, lasciando tre centimetri di dislivello (che per una carrozzella è un gradino vero e proprio) sulla rampa che porta al passaggio pedonale di fronte alla casa comunale dove c’è la fisioterepia del don Gnocchi … Proposta concreta per Pioltello 2011: il collaudo dei marciapiedi rifatti si fa in compagnia di un disabile in carrozzella e se questi non riesce a salire e scendere in autonomia, l’opera non è accettata. Punto.

B.A.U tanto buon B.A.U

B.A.U tanto buon B.A.U

Quale e’ l’esigenza amministrativa principale di Pioltello  da considerare in questo momento in funzione della stesura di un programma amministrativo ?

Tanta tanta buona ordinaria amministrazione , nelle aziende si chiama Business as Usual, e’ il gestire con efficenza le cose che si sono portate a casa in una logica di profitto.

Ovviamente non ritengo che la visione aziendale sia da riportare nei fini in una amministrazione locale, penso invece ad un mix tra il BAU e la gestione che fa un buon padre di famiglia della famiglia stessa in termini logistici, organizzativi ed economici.

Con amore per le persone che la compongono, con un certo rigore, considerando le esigenze di tutti e mi si permetta di andare un po’ sull’evangelico ( credo :-) dando ad ognuno quello che gli serve e chiedendo ad ogni componente il contributo che puo’ dare alla collettivita’ per quano puo’ dare.

Cosa significa questo in termini amministrativi ?

Si tratta di un lavoro umile, non servono personaggi di immagine , servono amministratori che non si innamorino di grandi progetti per i quali qualcuno li ricordera’ nella “storia”

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