Parafrasando lo slogan “L’acqua del Sindaco” riferita all’acqua del rubinetto (in contrapposizione con l’acqua imbottigliata), vorrei ricordare “La luce del Sindaco” cioè l’illuminazione pubblica, i lampioni per intenderci, ma non solo. E’ un tema che riguarda molti aspetti importanti per una Amministrazione Comunale, tra i quali me ne vengono in mente quattro, di cui il quarto forse meno scontato:
- il risparmio energetico
- la manutenzione
- la sicurezza dei cittadini per strada
- la partecipazione ed il commercio locale
Sui primi due punti, a Pioltello la situazione non è del tutto soddisfacente e complicata dalla proprietà degli impianti “a macchia di leopardo”: parte delle linee appartiene al Comune, parte al privato (credo Sole, società del gruppo Enel). Per migliorare la situazione sia dal punto di vista energetico sia della manutenzione, segnalo l’interessante iniziativa di InfoEnergia
http://www.infoenergia.eu/nuovo/index.php?option=com_content&view=article&id=257:accordo-quadro-per-lilluminazione-pubblica&catid=34:news&Itemid=91
InfoEnergia è una società di cui sono Soci molti Comuni milanesi tra cui Pioltello, che opera nel settore dei servizi energetici al fine di promuovere l’efficienza energetica; l’utilizzo delle risorse locali e rinnovabili e la protezione dell’ambiente. L’iniziativa sopra ricordata riguarda proprio:
- la gestione di procedure di riscatto degli impianti, negoziazione con Enel Sole, impostazione dei bandi e dei contenuti amministrativi dei capitolati di gara;
- l’assistenza tecnica per l’esecuzione di rilievi dello stato di consistenza, per la definizione delle intese con Enel Distribuzione e dei contenuti tecnici dei capitolati di gara, nonché per la successiva supervisione dei lavori di esecuzione posti in capo al futuro aggiudicatario;
- il supporto per la definizione di Piani tecnico-economici di risparmio energetico e di contenimento dei consumi in materia di pubblica illuminazione
Credo che questi punti siano da perseguire, andando a “vedere” in cosa consista la proposta InfoEnergia, magari partendo da lampioni a led e a pannelli fotvoltaici.
Sul terzo argomento, la sicurezza, andrebbe ristudiata la modalità di erogazione della luce, che negli impianti più vecchi è evidentemente pensata per la sicurezza stradale (lampioni alti e puntati sulla strada) mentre cresce tra i cittadini la richiesta di sicurezza del pedone (lampioni bassi e puntati sul marciapiede).
Il quarto argomento riguarda la possibilità di utilizzare un bene pubblico e territoralmente diffuso come il lampione come luogo privilegiato per la distribuzione di informazioni ai cittadini. Quale altro manufatto è così capillarmente distribuito sul territorio comunale ed alla portata degli occhi del passante? Lo sanno bene le associazioni, i partiti politici ed i privati che giù utilizzano il lampione per esporvi manifesti e ricerca/offerte di lavoro. Lo spunto di riflessione è il seguente: è possibile attrezzare i lampioni a sostenere un circuito di informazione capillare, in parte autogestito da chi ha qualcosa da dire ed in parte regolamentato / usato dal Comune? Ad esempio si potrebbe dotare i lampioni di uno spazio espositivo (es. tre espositori in metallo in formato A4, di cui uno riservato al Comune, uno a pubblicità a pagamento, uno ad affisione libera per scopi sociali). Questa piccola rivoluzione nella comunicazione terrebbe conto della sempre maggiore facilità con cui si possono produrre autonomamente manifesti anche a colori in A4 e della crescente difficoltà per tutti a sostenere i costi di stampa in formato A1 e A2. Inoltre ciò aprirebbe alla creazione di un circolo di pubblicità locale a basso costo, che aiuterebbe il commercio locale. I costi di creazione di questo circuito potrebbero essere finanziati appunto dalla pubblicità locale, in un gioco in cui tutti vincerebbero qualcosa: per il commercio locale, l’accesso ad un circuito pubblicitario a basso costo; per le associazioni, uno spazio di affissione gratuito e legale; per il Comune, un beneficio in termini di partecipazione e maggiore decoro per le strade. Forse ci sarebbe persino lo spazio per una piccola attività di imprenditoria, per l’affissione ed il controllo degli spazi.
PS Tutto ciò senza scomodare tecnologie più intriganti e costose quali l’uso delle onde convogliate su cavo elettrico per trasmettere informazioni su display, che temo avrebbero vita breve sia per i frequenti lavori che toccano i marciapiedi (e strappano cavi) sia per l’alta probabilità di furto dei display stessi…






Il Direttivo del Circolo ACLI di Limito, in occasione delle prossime Elezioni Amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale, ha evidenziato alcune problematiche, raccolte anche direttamente dalla cittadinanza e fatte proprie dal Consiglio di Circolo, circa le necessità più urgenti per un vivere più civile e rispettoso della dignità dei cittadini.
Ripesco qui una suggestione emersa dal questionario distribuito dalla LxP in vista delle elezioni 2006: la “politica da marciapiede”, cioè per una politica vista da basso, che si occupa di cose concrete e indispensabili come il marciapiede.