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Scheda: Cultura

Scheda: Cultura

Città di frontiera, cultura ‘cerniera’

La cultura è fondamentale per Pioltello, nel duplice senso di stare alla base ed essere indispensabile per lo sviluppo e la convivenza cittadina. A rischio di scandalizzare qualcuno, la cultura è per Pioltello altrettanto importante che l’interramento della Casanese, la salvaguardia del Parco delle Cascine, perfino della bonifica del Polo chimico.

Per cultura intendiamo le diverse forme e azioni con le quali una comunità riflette e comprende se stessa, e quindi comunica e condivide tale autocoscienza di se stessa. La possibilità/capacità/volontà di ri-flettere (cioè piegarsi verso l’altro) e di com-prendere (cioè tenere insieme il diverso) è infatti decisiva per Pioltello, città delle ‘mille etnie’ e delle ‘mille culture’. Quale ruolo può in particolare giocare la cultura nei prossimi anni a venire, quale specifico e distintivo contributo può fornire alla futura amministrazione?

La risposta che proponiamo è quella di svolgere una funzione ‘cerniera’, prendendo atto che Pioltello è sempre più una città ‘soglia’, una città ‘al limite’: tra metropoli ed extrametropoli, tra Martesana e bassa padana, tra porta d’ingresso e via di fuga, tra locale e internazionale, tra opportunità e sfruttamento. I rischi di disintegrazione e di implosione, a fronte dei complessi e rapidi cambiamenti che stanno investendo la città è tutt’altro che remoto. La cultura può e vuole essere una possibile cerniera, un lavoro di ‘suturazione’, attraverso il filo delle tante proposte, rispetto alle divisioni attuali e potenziali.

Quali sono allora le ‘cerniere culturali’ di cui abbiamo bisogno? Quali sono i luoghi in cui la cultura può svolgere questo compito? Ne segnaliamo soprattutto due, lasciando aperta la prospettiva di individuarne altre:

  1. una cerniera temporale, che colleghi il germoglio e le radici, ovvero l’esigenza di elaborare il nuovo della città con l’esigenza di rafforare le origini, e così dare senso e direzione al cambiamento
  2. una cerniera spaziale, che colleghi il diversità e appartenenza, ovvero l’esigenza di distinguere e rispettare le specificità delle componenti cittadine, con l’esigenza di accogliere e integrare, e così coniugare identità e multiculturalità.

E’ possibile individuare dei luoghi privilegiati, ad un tempo concreti e simbolici, in cui queste cerniere culturali possono esprimersi, ovvero luoghi dove far incontrare territorio e cultura per evitare una proposta culturale disincarnata?
Anche a questo proposito la risposta è affermativa e tocca punti di estrema attualità: la concreta prospettiva dell’interramento della Cassanese, l’apertura della nuova Biblioteca, la Stazione di Porta, la riqualificazione del Parco delle Cascine, sono altrettanto luoghi ed occasioni per realizzare le ‘cerniere culturali’ di cui sopra. Possiamo al riguardo provare a definire una ipotesi di mappa culturale urbana per i prossimi anni, utilizzando le cerniere come assi ed i luoghi come ambiti di intervento:

Mappa culturale dei luoghi di Pioltello

Le proposte
Quanto sopra descritto intende tratteggiare la visione strategica ed il possibile scenario in cui si inserisce la politica culturale dei prossimi anni. A livello più operativo, tenuto conto degli interventi e dei contributi raccolti sul sito Pioltello 2011, le proposte culturali individuate, ovviamente integrabili ed implementabili, sono le seguenti:

  • attivare un piano di intervento basato sulla ‘sussidiarietà culturale’, ovvero rendere maggiormente protagoniste e responsabilizzare le realtà del territorio (associazioni, gruppi, comitati, singoli cittadini): l’amministrazione comunale modificherebbe il suo ruolo passando da quello attuale di realizzatore diretto di iniziative culturali ad un ruolo di stimolo, facilitatore e finanziatore rispetto a progetti ed iniziative promosse e gestire dalle realtà del territorio. L’amministrazione, secondo una logica di sussidiarietà, interverrebbe non al posto ma in eventuale supplenza rispetto a difficoltà o incapacità del territorio di promuovere attività culturali
  • caratterizzare la nuova biblioteca sul versante dei nuovi media e della alfabetizzazione digitale, con il prioritario compito di operare per ridurre la ‘distanza digitale’ tra le generazioni, valorizzare le nuove generazioni e promuovere una piattaforma comune rispetto all’eterogeneità della nostra popolazione
  • rilanciare e rivisitare la formula attuale della Festa cittadina, in modo da: creare un maggior bilanciamento tra eventi ludico-aggregativi e proposte socioculturali ed artistiche; definire un programma misto tra momenti ‘centralizzati’ ed eventi sul territorio. In particolare, la Festa potrebbe essere resa biennale ed assegnata e ospitata e co-organizzata a turno da un quartiere cittadino, quasi una sorta di ‘Expo Pioltello’.
  • realizzare una ‘Casa delle Arti’ che ospiti mostre, rappresentazioni, eventi, convegni, rassegne e spettacoli, con spazi polivalenti adatti a iniziative musico-cine-teatrali. Si può ipotizzare al riguardo un futuro utilizzo in tal senso di Villa Opizzoni, oppure Villa Trasi, o altre strutture analoghe potenzialmente disponibili nel tessuto urbano, preferibile in questo caso ad una collocazione periferica, anche per il significato simbolico che ciò implicherebbe
  • creare una speciale ‘Mentoring Card’ culturale, ovvero un pacchetto di agevolazioni ed opportunità per la qualificazione e l’aggiornamento culturale delle figure operanti a Pioltello che hanno responsabilità educative verso le giovani generazioni (insegnanti, educatori professionali, allenatori, animatori, …). Si tratta di investire in modo più mirato su coloro che hanno influenza (positivo o negativa) sulla formazione dei minori, in modo da ‘seminare’ cultura per il futuro
  • affiancare alla consolidata iniziativa ‘Teatro in Classe’ una iniziativa di ‘Ethno-theatre’ in modo da favorire la conoscenza interetnica e interculturale, a partire dalle seconde generazioni di immigrati e riproporre eventi di ‘Teatro Forum’, quale modalità per rielaborare esperienze, storie, situazioni problematiche e di incomprensione su base culturale
  • stabilire un fondo (borse di studio) per tesi universitarie su Pioltello

Software libero nelle nostre scuole

Software libero nelle nostre scuole

Usando da anni a casa il software libero OpenOffice.org per scrivere, disegnare e far di conto, rimasi stupito quando scoprii che alla scuola media frequentata da mia figlia si dovesse imparare la videoscrittura utilizzando il software a pagamento Microsoft Office. Ovviamente, Microsoft regalava le licenze di Office alla scuola, in modo che fin da piccoli i futuri consumatori si abituassero ai suoi prodotti e non a quelli della concorrenza, un po’ come fanno i produttori di latte in polvere che regalano i campioni ai reparti di ostetricia.

Nel frattempo, il nostro Comune è passato ad OpenOffice.org, risparmiando nu po’ di soldini in licenze e mettendo al sicuro i propri documenti dal pericolo di diventare illeggibili tra venti o trent’anni, quando Microsoft non ci sarà più oppure avrà deciso per motivi commerciali di non supportare più i formati oggi usati da Word.

E le nostre scuole? Che software utilizzano? Confesso di non essere aggiornato e mi piacerebbe essere rassicurato che anche nelle scuole, in cui il Comune investe molti soldi in muri, tetti, riscaldamento, cibo, arredamento, attrezzature, progetti (attraverso il piano di diritto allo studio)  si sia finalmente arrivati alla conclusione che è meglio insegnare ad usare un software gratuito e di formato noto che assuefare all’uso di un software a pagamento che produce documenti con un formato che è un segreto industriale.

E se così non fosse ancora, impegnerei la futura Amministrazione a privilegiare nel piano di diritto allo studio progetti di passaggio al software libero, magari partendo da OpenOffice.org per poi passare a Firefox, Thunderbird, Gimp, Drupal, GeoGebra … fino al salto forse più complicato per la scuole e cioè lasciare Windows per Linux.

Strumenti per la raccolta del gradimento

Strumenti per la raccolta del gradimento

Visto il successo presso la popolazione di alcune opere pubbliche, mi riferisco ai moltissimi commenti che ho ricevuto sulla bruttezza e decadenza ancor prima della sua fruizione, degli edifici della stazione di Pioltello, proporrei che per tutte le opere di una certa importanza si preveda in loco uno strumento per la raccolta del gradimento della popolazione sulla opera stessa.

Penso ad un monitor interattivo con poche semplici domande.

Internet come la luce, l’acqua ed il gas ?

Internet come la luce, l’acqua ed il gas ?

Uno spunto di discussione: possiamo considerare ormai Internet come un servizio essenziale, confrontabile con luce, acqua, gas e quindi della cui diffusione capillare l’Amministrazione Comunale 2011 debba farsi carico ? Non intendo necessariamente che il Comune debba costruirsi la “sua” internet comunale (anche perchè non ne avrebbe le capacità tecniche, probabilmente) ma può /deve il Comune:

  • coordinare la nascita di una rete comunale, che offra servizi base di navigazione gratuiti per tutti i cittadini, coprendo in particolare i luoghi pubblici e in prospettiva tutto il territorio comunale, parchi e strade compresi?
  • organizzare postazione di navigazione per chi non è attrezzato?
  • guadagnare qualcosa da questo servizio?

Approfondimenti: “Critica ragionata alle reti wifi cittadine pubbliche