Archivio delle Categorie: Inclusione sociale

“Quota Rosa” o “Quota Erosa”? Meglio una mimosa?

“Quota Rosa” o “Quota Erosa”? Meglio una mimosa?

Lista per Pioltello ha diffuso poco tempo fa un suggestivo manifesto, per dare enfasi al compimento dei propri diciotto anni di servizio alla città, scegliendo il volto naturale e pulito di una ragazza che è piaciuto immaginare come appena entrata nel mondo degli adulti.

Scelta suggestiva, dicevo, quella di una teen-ager ancora acerba, con sguardo diretto e non rivolto ad un indefinito ed immaginario orizzonte, con un volto però in chiaroscuro, come a rappresentare le luci e le ombre dell’anima che si agita nella persona ormai definitivamente considerata matura, nel corpo che la custodisce e per la legge che la riconosce adulta.

Scelta suggestiva e pericolosa, in un triste momento in cui la politica ci sta facendo rassegnare a dibattiti inqualificabili, in cui si discute – con estrema dovizia di approfondimento anagrafico sulla maggiore o minore età dei soggetti – sulla mercificazione dei corpi, essenzialmente femminili, orientandosi di conseguenza verso la mercificazione dei voti, questi invece essenzialmente maschili.

Scelta suggestiva, pericolosa e impegnativa, con la quale, forse inconsapevolmente e dunque con saggia incoscienza, Lista per Pioltello si è messa di fronte allo specchio ed ha provato sinceramente a guardarsi, nel proprio “corpo” e nella propria “anima”.

Scegliere di darsi un volto di ragazza è impegnativo, perché poi si vede un “corpo” sostanzialmente maschile, cioè un mondo di politica di base in cui ci si trova prevalentemente fra uomini, sforzandosi di interpretare e disegnare una società dove molto probabilmente sono le donne ad avere per davvero il polso della situazione.

Sono le donne che si muovono di più sul territorio, basta osservare i passeggeri dei mezzi pubblici ed i pedoni, sono le donne che vivono principalmente la realtà del commercio locale, sono le donne che in maggior misura vediamo accompagnare i figli nell’impegno scolastico, sono le mamme che vediamo impegnate negli oratori, sono le mamme che assorbono in gran parte i disagi sociali ed educativi patiti dai figli, sono le donne che vivono in maggior misura le precarietà e la discriminazione del mondo del lavoro…sono le donne che si lamentano con i propri partner impegnati tutte le sere in incontri politici, forse lamentandosi tanto quanto le donne lasciate sole dai mariti che vanno al bar.

Forse hanno ragione loro, a non capire la politica; a non capire questa politica, dove si discute di “Quota Rosa” per le donne, ma in realtà si continua a cercare la presenza della donna come una “Quota Erosa”, cioè una parte di società che, frequentemente solo per ragione di comodo e di rappresentanza, “erodiamo” dal proprio quotidiano e silenzioso contributo alla collettività per verniciare diversamente un mondo politico altrimenti asfittico ed incartapecorito nei volti dei vecchi parrucconi che da sempre guardano lontano verso l’aria di cambiamento, che mai respireranno.

“Quota Erosa” dunque anche per Pioltello 2011? Direi di no: per quanto ho avuto modo di vedere, anche se le donne sono in minoranza, in LxP non c’è una “quota erosa”, ma una quota “generosa”, che contribuisce attivamente ed è presente perchè condivide un progetto, nel quale le donne non sono considerate mero elemento di rappresentanza. Così ho visto anche nei lavori della coalizione di Centrosinistra per la costruzione del programma, almeno fino ad ora.

Allora niente “Quota Rosa” e niente “Quota Erosa”. Semplicemente, benvenute Donne a Pioltello 2011.

Ah, la prossima riunione di LxP è martedì 8 marzo. Qualcuno porti la mimosa…

Inclusione Sociale

Inclusione Sociale

(Bozza di Scheda, da completare)

Inclusione sociale…

Il concetto di marginalitá descrive la condizione secondo la quale una persona, all’interno di un contesto socio-economico e relazionale definito, vive i presupposti dell’esclusione di fronte alla difficoltá di accesso ai canali ed alle risorse per l’integrazione sociale.
Mi sembra opportuno partire definendo il concetto di marginalità prima di proporre idee e riflessioni sul tema dell’inclusione sociale molto caro a “Pioltello 2011”; dove più volte in modo trasversale ha incrociato pensieri sulle nuove o vecchie forme di “povertà” presenti sul nostro territorio e per questo motivo anche questa volta vuole sintetizzare il suo pensiero dove emergano i valori cari a questa piattaforma di pensiero e alla tradizione della “Lista per Pioltello”; chiaramente utilizzando il metodo del confronto con tutti coloro che vorranno farlo.
Ogni riflessione deve essere guidata dalla consapevolezza che l’azione di contrasto alla povertá si trova a fronteggiare da un lato l’aumento dei bisogni e della domanda di prestazioni e servizi relativi alle problematiche emergenti, dall’altra le difficoltà generali in merito alle risorse economiche disponibili. Acquistano valore perciò il consolidamento e l’ottimizzazione del sistema dei servizi e delle prestazioni in atto, il perseguimento dei principi di sussidiarietá e di solidarietá, valorizzando i rapporti con il modo del volontariato ben presente sul nostro territorio.
Quindi l’azione di contrasto alla “povertà” deve essere presente tra le scelte che un’amministrazione comunale, nelle proprie competenze, può e deve fare sostenendo sempre la rete della solidarietà e garantendo il diritto di cittadinanza e di partecipazione di tutte le persone in modo particolare di chi per differenti motivi non può far ascoltare la propria voce: anziani soli e/o non autosufficienti, disabili, disoccupati, giovani, migranti in difficoltà…
La solidarietà sociale deve comprendere:

Inserimento delle persone isolate

  • centro diurno per anziani; in cui sia possibile svolgere attività di intrattenimento, consumo dei pasti ecc;
  • realizzazione di una casa di riposo per anziani non autosufficienti, compatibilmente con le politiche di accreditamento regionali;
  • istituire un “registro comunale” delle persone abilitate nella cura degli anziani;
  • estensione degli orti sociali, rivedere i criteri d’assegnazione.

Accessibilità alla casa

  • mini alloggi per anziani con spazi comuni (mensa + servizi di accompagnamento); collocazione ideale è la ex scuola elementare di Limito, apertura ad un approccio privato – pubblico;
  • agevolare l’accesso all’edilizia convenzionata per le giovani coppie o giovani “single”;
  • vigilare affinché tutti i progetti di edilizia debbano contenere degli obbiettivi che riuniscono sociale e urbanismo;
  • quote obbligatorie di appartamenti in affitto nei nuovi insediamenti.

Lotta contro tutte le discriminazioni

  • Nel piano di diritto allo studio occorre filtrare meglio sui bisogni di inclusione sociale: multiculturalità, prevenzione al disagio ecc.

Risposte ai bisogni specifici degli anziani e delle persone a mobilità ridotta

  • abbattimento di tutte le barriere architettoniche sulle strutture di funzione pubbliche obsoleti;
  • redigere un elenco di misure per agevolare l’uso dei marciapiedi, il collaudo dei marciapiedi rifatti si fa in compagnia di un disabile in carrozzella;
  • far rispettare con maggior severità gli spazi riservati ai portatori di handicap nei parcheggi del nostro territorio.

“Il gioco duro dell’integrazione”

“Il gioco duro dell’integrazione”

L’estate scorsa, nella piazza di un piccolo paese alpino, osservavo i bambini che giocavano a nascondino. Un esercizio molto istruttivo per comprendere le dinamiche della società, dato che in poco tempo ho visto emergere leadership e subalternità, sottili doppiezze e tenere ingenuità, imbrogli linguistici dei locali a danno dei villeggianti, equivocando ad esempio tra il “fiasco”, la “toppa falsa” ed il “libera tutti”. Semplici sfumature dialettali diventavano ostacoli all’integrazione, affilate armi di prevaricazione ed elusione delle regole, eleggendo l’abitudine locale a paradigma di comportamento esclusivo.

Pochi giorni dopo, in città, in un centro commerciale, mi ha colpito il titolo di un libro: “Il gioco duro dell’integrazione – L’intercultura su campi da gioco” (Davide Zoletto, 2010, Raffaello Cortina Editore).

Comprato e divorato in pochi giorni, 12 Euro spesi bene, che mi hanno nutrito meglio di una pizza ed una birra.

Alcune citazioni integrali dalla premessa basteranno a spiegare perché ho scelto di parlarne su Pioltello 2011:

Alcuni ragazzi giocano a calcio o a cricket in un parco. Probabilmente, pensiamo, sono migranti. E’ uno scenario ormai frequente, nei luoghi pubblici delle città e dei paesi italiani, soprattutto nei fine settimana. Ci ricorda che la cosiddetta società multiculturale non è qualcosa che si manifesta solamente a scuola o nel posto di lavoro. E’ qualcosa che si incontra anche in pubblico, in luoghi che eravamo abituati a frequentare solamente noi, e che probabilmente da tempo non frequentiamo quasi più.

E’ uno scenario che suggerisce come il futuro di una società multiculturale, il modo in cui sarà capace di diventare non solo multi- ma anche interculturale, non dipenda esclusivamente da quanto facciamo tra le pareti scolastiche, ma anche da come sappiamo valorizzare contesti educativi extrascolastici come appunto parchi, campi sportivi, piazze; e, infine, da come la scuola e questi contesti extrascolastici sanno dialogare per costruire percorsi, spazi e momenti educativi comuni.

La presenza dei migranti nel luoghi pubblici di città e paesi è vista oggi come questione di ordine pubblico. … Questo libro propone che possa essere vista invece come occasione educativa per promuovere l’interazione fra italiani e migranti, per rivedere cosa significhi oggi in Italia essere “italiani” e “migranti”, per costruire percorsi di cittadinanza comuni a tutti i nuovo cittadini, autoctoni e non.

A questo fine il libro privilegia soprattutto un ambito: i giochi e il giocare. … L’ipotesi del libro è che oggi possano aiutarci a sfumare certi confini culturali che percepiamo come troppo netti, a evidenziare i cambiamenti in atto nelle nostre culture di ogni giorno, a costruire spazi condivisi dove sia possibile sentire appartenenze comuni, al di là delle diverse provenienze e dei pregiudizi reciproci.

Oggi facciamo fatica a mettere in atto pratiche concrete di cittadinanza, perché i problemi che avvertiamo come personali difficilmente riescono a diventare problemi comuni a cui cercare soluzioni insieme. E i luoghi pubblico sono sempre meno luoghi in cui costruire relazioni con gli altri: non li frequentiamo molto e, se li frequentiamo, è spesso per rivendicare appartenenze finalizzate prima di tutto a escludere il capro espiatorio di turno. Spesso questo capro espiatorio sono i migranti, ma possono diventarlo anche altre persone che percepiamo come diverse da noi: le persone in situazione di handicap, per esempio, oppure gli anziani.

In questo senso, tornare a giocare nei luoghi pubblici – a calcio come a cricket, a pallacanestro come con lo skateboard – può diventare un esercizio pratico di cittadinanza, da svolgere quotidianamente insieme, autoctoni e migranti, adulti e ragazzini.

…il cricket è uno solo dei molti giochi che è possibile praticare in pubblico. Ma si tratta di un esempio interessante perchè oggi è molto visibile nei luoghi pubblici italiani ed è oggetto, quasi quotidianamente, sia di contese molto dure tra popolazione autoctona e straniera sia di percorsi positivi di interazione fra ragazzi italiani e ragazzi migranti.

guardare come si gioca nei parchi e nelle piazze italiane non ci aiuta solo a vedere quali regole governino oggi il duro gioco dell’integrazione, ma anche a modificare alcune di quelle regole, in direzione di un maggiore pluralismo e di una maggiore condivisione.

Mi sembra ci siano abbastanza provocazioni per Pioltello 2011. A me vengono in mente queste:

  • (ri)lanciare l’educativa di strada
  • cosa fare perché i Pakistan Games possano essere un vero momento interculturale
  • promozione dei campetti di quartiere piuttosto che dei grossi centri sportivi
  • progetti educativi condivisi tra scuole, amministrazione, società civile e società sportive
  • elaborazione di percorsi di cittadinanza attiva per i migranti
  • dedicare una sezione all’intercultura (o già esiste?) nella nuova biblioteca

Scheda: Giovani

Scheda: Giovani

L’azione verso i giovani della nostra città deve essere sostenuta da una  “politica  giovanile”  che abbia l’intenzione di accompagnare e  sostenere i giovani nel loro passaggio  delicato alla vita adulta e renderli partecipi del loro cambiamento; e di conseguenza della loro/nostra città.

L’azione e l’intenzione delle politiche giovanili devono essere solo ed esclusivamente educative.

Non parliamo di  politiche giovanili basate su una serie di eventi a pioggia; ma di pensieri, riflessioni applicate attraverso  interventi che abbiano un’intenzionalità educativa e duratura nel tempo che partano anche dai loro progetti di partecipazione.

Le politiche giovanili devono prevedere:

  • Lo sguardo educativo al centro delle riflessioni e delle scelte del territorio,
  • la loro partecipazione alla vita della città,
  • creare e diffondere Opportunità  Culturali ed Educative,
  • favorire la loro vita Associativa,
  • promuovere percorsi di Inclusione Sociale,
  • lavoro  di rete tra le varie agenzie educative presenti sul territorio (scuole, servizi sociali, oratori, associazioni, gruppi,
  • tutela delle fasce più deboli.

Per applicare queste priorità in azioni concrete le politiche giovanili devono essere sopportate dall’elaborazione di una rete di progetti che in modo trasversale affrontino queste tematiche:

  • cittadinanza attiva,
  • formazione,
  • autonomia dei giovani,
  • sostegno dei giovani a rischio,
  • informazione e comunicazione,
  • sport e cultura,
  • promozione del benessere e prevenzione,
  • volontariato,
  • promozione di pari opportunità,
  • formazione professionale e lavoro,
  • promozione dei diritti.

Strumenti e “luoghi di pensiero” per le politiche giovanili:

  • Consulta “dei e per” i  giovani luogo di confronto delle problematiche giovanili (formata dall’assessore competente, giovani rappresentativi di associazioni sportive, culturali e religiose del territorio, responsabili delle agenzie educative e  servizi sociali)
  • agenzia delle politiche giovanili (educatori ed uffici competenti del comune),
  • carta del giovane (Documento elaborato dalla stessa consulta a sostegno dei diritti e delle opportunità per i giovani).

 

Servizi a sostegno delle politiche giovanili:

  • Educativa di strada nei  “non luoghi” della nostra città (esempio: il cinema, le piazze, i parchetti ecc).  Sarà prioritario ridare significato, attraverso presenze educative,  quei luoghi dove i nostri giovani “vagano” indisturbati e nell’anonimato,
  • sportello giovani all’interno della biblioteca comunale,
  • poli  educativi di quartiere di I livello; utilizzando gli spazi pubblici già esistenti (scuole, centri civici) con aperture pomeridiane a sostegno dei ragazzi con un lieve disagio segnalati dalle scuole e/o servizi sociali,
  • CAG cittadino (già in via di progettazione)  come “casa del giovane”; luogo per convergere attività aggregative di II livello (esempio: sala prove, sportello giovani artisti, sala con proiettore, gestione di un portale,  promotrice di eventi di diverso genere a livello cittadino, ecc),
  • sostegno individualizzato verso i giovani di fascia debole,
  • sostegno alle famiglie attraverso percorsi alla genitorialità.

“Pace in Comune”

“Pace in Comune”

Proponendo mesi fa un “Vocabolario per Pioltello 2011”, sollecitavo l’attenzione verso le parole da usare nella politica e per la politica. Tra le parole su cui desideravo si focalizzasse l’attenzione per il prossimo quinquennio amministrativo avevo indicato la”Pace”, chiedendo di inserire nel programma di governo un capitolo dedicato alla pace, con particolare riferimento all’elaborazione di percorsi di educazione a questo valore.

In Comuni non lontani dal nostro, ad esempio a Carugate, esiste un Ufficio Pace: non ne conosco la struttura, le funzioni ed i costi, ma credo valga la pena di considerare, anche nella multietnica Pioltello, un’iniziativa simile.  Pioltello 2011 potrebbe farsi carico di elaborare una proposta di questo tipo (sarebbe bello che se ne facesse carico qualche lettore o simpatizzante, invece che i soliti due o tre grafomani di questo sito…).

Un’altra proposta, minima ma concreta, la avanzo io in questo post, ed è l’adesione al progetto “Pace in Comune”, così descritto, tra le altre cose, sul sito delle Acli di Milano: http://www.aclimilano.com/internazionale/paceincomune.php

“La Storia del Coordinamento “Pace in Comune” nasce dall’esperienza comune vissuta da alcuni amministratori pubblici, sindaci, assessori o consiglieri comunali, nella seconda metà degli anni novanta, che dapprima avviano percorsi di pace all’interno delle loro città ed in un secondo momento sentono l’esigenza di mettere insieme queste esperienze locali per esprimere una posizione politica più ampia, capace di attrarre quanti più Comuni e di coinvolgere Enti Territoriali più estesi. Promotori del Coordinamento furono i comuni di Agrate Brianza, Bresso, Carugate, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cusano Milanino, Melegnano, Pogliano, Pregnana Milanese, Rho, San Donato, Sesto San Giovanni, Trezzo sull’Adda. A cui vanno aggiunti: Pax Christi (prov. di Milano) e ACLI (Prov. di Milano).  Ad oggi i comuni aderenti sono 32, mentre le associazioni sono 6. Il Coordinamento Pace in Comune ha realizzato fin ad ora numerose iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolti al pubblico, ma in particolar modo alle amministrazioni locali e alle associazioni, con lo scopo di evidenziare il ruolo dei comuni come luoghi di costruzioni di cultura di pace e di cooperazione. Il Coordinamento offre ad amministratori e funzionari momenti di formazione su argomenti specifici (Servizio civile; Bilancio partecipato; bandi su cooperazione internazionale), ma anche occasioni di confronto su come il tema della pace può essere portato nel programma amministrativo.”

Sarei orgoglioso di vedere Pioltello tra i Comuni che aderiscono a questo progetto: sicuramente sarebbe un bel messaggio ed aiuterebbe, se non già nel 2011, ad avere almeno nel 2016 un capitolo dedicato alla Pace nel proprio programma di governo.

Quanto costa? Mi sembra di avere capito che si tratti di 1000 € all’anno, per un Comune di più di trentamila abitanti.  Dunque meno di un rinfresco, meno dei gettoni di presenza di un Consiglio Comunale, meno di una rata di leasing di un’auto di rappresentanza, meno di una mensilità di un Assessore.

Penso che sia decisamente un gesto possibile.

La spesa sociale del nostro Comune

La spesa sociale del nostro Comune

Come primo contributo alla discussione sul Programma Amministrativo svolto su questo sito, l’assessore ai Servizi Sociali Saimon Gaiotto ci ha gentilmente inviato la ripartizione degli interventi “sociali” del nostro Comune, riassunta da questa tabella e dal corrispondente grafico. Questi dati saranno a breve completati con i costi del personale del Settore Servizi Sociali del Comune, anch’essi ripartiti per destinazione. La grossa fetta in grigio si riferisce ai fondi del Distretto di zona (che comprende altri Comuni oltre Pioltello) gestiti dal nostro Comune per conto del Distretto e ripartiti tra i Comuni e per le diverse destinazioni secondo necessità e specifici progetti. Questi dati NON comprendono poi altre forme di sostegno comunale per interventi  sulle medesime categorie di persone ma a cura di altri Settori, ad esempio i fondi di sostegno agli studenti disabili e stranieri (finanziati attraverso il Piano di Diritto allo Studio).

AREA ANZIANI SPESA
CASE DI RIPOSO 215000
SOSTEGNO AL DOMICILIO 300000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 74000
589000
AREA DISABILITA’ SPESA
CDD “Don Carrera” 488000
SOSTEGNO AL DOMICILIO e CENTRI DIURNI 458000
ASSISTENZA SCOLASTICA 15000
inserimenti lavorativi 87000
1048000
AREA TUTELA MINORI SPESA
ISTITUTI 300000
AFFIDI 31400
PREVENZIONE DEL DISAGIO 183000
514400
AREA GIOVANI SPESA
EDUCATIVA DI TERRITORIO E ATTIVITA’ TERRITORIALI 106000
CENTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI 37000
CENTRO ESTIVO COMUNALE 135000
278000
AREA PRIMA INFANZIA SPESA
ASILI NIDO E CENTRI PER LE FAMIGLIE 1439500
SPORTELLO GENITORI 24000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 15000
1478500
AREA CASA SPESA
SOSTEGNO ALL’AFFITTO 317000
GESTIONE CASE COMUNALI 25000
342000
AREA INTERCULTURA SPESA
CONSULTA INTERCULTURALE E MEDIAZIONE LINGUISTICA 17000
17000
AREA MARGINALITA’ SOCIALE SPESA
SOSTEGNO ALL’ABITARE 50000
PROGETTI DI INCLUSIONE 64000
114000
AREA SOSTEGNO AL VOLONTARIATO SPESA
AUSER 10000
SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO 9000
SOSTEGNO ORATORI ESTIVI 19000
38000
DISTRETTO SOCIALE SPESA
ATTIVITA’ E SERVIZI DISTRETTUALI 1378000
1378000
SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE CONTRO LA CRISI SPESA
BONUS GAS E METANO non costa
BONUS GIOVANI COPPIE 80000
FONDO ANTICRISI 170000
250000

Proposte del Centro di Cultura Popolare di Seggiano

Proposte del Centro di Cultura Popolare di Seggiano

L’8 ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato il Centro di Cultura Popolare di Seggiano, che fa riferimento alla Cooperativa di Cultura Popolare don Lorenzo Milani.

Il Centro di Cultura Popolare (CCP) di Seggiano agisce in un ambito essenzialmente limitato alla vicinanza fisica con il centro stesso; le sedi sono infatti due, aperte per precisa scelta in Piazza Garibaldi ed in via Cilea al quartiere Satellite, identificando questi luoghi come ambiti fisici di concentrazione delle situazioni di disagio sociale.

Una delle due sedi è stata assegnata dall’Amministrazione Comunale al CCP in comodato d’uso fra i beni frutto del sequestro alla malavita organizzata.

La necessità principale espressa dal CCP a livello generale e’ che si instauri in Pioltello un organizzato ed autentico percorso di integrazione, soprattutto per le persone straniere che sono l’espressione maggiore in termini numerici del disagio sociale, che si caratterizza con problematiche legate al Lavoro, Scuola (media), Casa.

La Scuola è decisamente il primo ambito da prendere in considerazione. (Una particolare criticità emersa è il fatto che le fratture tra i bambini si creano a partire dalla scuola media, mentre nella fase dell’infanzia non si notano particolari problemi di integrazione).

In tutti questi ambiti e’ necessario un intervento di supporto, che dia soprattutto:

  • informazioni ai “nuovi cittadini” lasciati spesso nelle mani di chi, facendo finta di offrire un aiuto opera in realtà dei raggiri; come esempio positivo di intervento nell’ambito della problematica della Casa viene citato un progetto “casa senza frontiera” che offre una guida nel caso si intenda procedere all’acquisto di una abitazione
  • Punti di aggregazione ove siano presenti mediatori culturali preparati a favorire il processo di integrazione, in termini di accompagnamento nei percorsi di vita e non solo in termini di sostegno culturale

Più in particolare sono gia’ in essere rapporti con l’assistenza sociale del Comune, che segnala e riceve segnalazione dei casi piu’ problematici.

Visto il compito piuttosto delicato dell’intervento sociale che svolge il CCP ed i soggetti a cui si rivolge, sarebbe auspicabile anche una più strategica collaborazione con la vigilanza locale per rendere il più possibile discreta e sensibile la presenza di controlli.

Nell’ambito del Lavoro, si chiede quali possibilità abbia un’Amministrazione Locale nell’individuazione, monitoraggio, scoraggiamenti di pratiche lavorative non regolari, in termini di reclutamento delle maestranze e dello sfruttamento lavorativo, ad esempio nella cantieristica o nelle operazioni collaterali (facchinaggio) alla grande distribuzione organizzata.

A latere della riunione è stato citato come potenziale strumento di inconscio rallentamento dell’ integrazione delle famiglie, l’uso diffuso e selvaggio delle antenne satellitari per ricevere trasmissioni nella lingua del paese di origine; (l’installazione delle antenne satellitari tra l’altro dovrebbe essere soggetta ad una regolamentazione comunale). Un tempo la televisione invece contribuì a diffondere la conoscenza e l’uso dell’italiano fra le popolazioni immigrate dal Sud Italia.

Proposte delle ACLI

Proposte delle ACLI

Il 6 ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato il Consiglio Direttivo del Circolo ACLI di Limito, che ha presentato un documento con le proprie proposte rivolte a tutte le forze politiche, qui integralmente riportato insieme ad alcune sollecitazioni e precisazioni emerse nell’incontro, riportate tra [].

Il Direttivo del Circolo ACLI di Limito, in occasione delle prossime Elezioni Amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale, ha evidenziato alcune problematiche, raccolte anche direttamente dalla cittadinanza e fatte proprie dal Consiglio di Circolo, circa le necessità più urgenti per un vivere più civile e rispettoso della dignità dei cittadini.

Le priorità evidenziate si possono raggruppare in cinque punti: Servizi civici ed Anziani, Comitati di Quartiere, Urbanistica a consumo di territorio, Viabilità e trasporti, Polo chimico di Limito. E’ evidente che le priorità individuate, oltrechè interessare l’intero territorio comunale, in alcuni casi entrino più nello specifico delle necessità del quartiere di Limito, ambito nel quale il Circolo opera e svolge la sua attività e quindi dove riceve maggiori sollecitazioni dai residenti del quartiere stesso.

Dando per scontate diverse richieste di carattere generale ormai da considerare “lamentele” storiche (ad es. traffico, viabilità, vigilanza e richieste anche minime quali strade e marciapiedi sconnessi, ecc.) che il cittadino continua a proporre e che a volte sono o totalmente ignorate dagli organi preposti dell’Amministrazione o per le quali a volte vengono indetti anche incontri pubblici per presentare soluzioni (già prese ed immodificabili) che spesso si scontrano con l’evidenza, il buonsenso e le necessità dei cittadini che vivono determinate condizioni di disagio sulla propria pelle, il Direttivo ha focalizzato l’attenzione su alcuni problemi dei quali a volte si parla poco ma che si ritiene possano rendere la vita al cittadino meno pesante e difficoltosa:

SERVIZI CIVICI ED ANZIANI – SERVIZIO AL CITTADINO

- apertura di una Sezione staccata dell’Ufficio Anagrafe in Limito.
Riteniamo che con l’uso del computer la cosa sia fattibile. Il distacco di un impiegato dalla Sede comunale a Limito non dovrebbe creare problemi all’Ufficio Centrale, tipo l’indebolimento dell’ufficio, in quanto le richieste dei residenti in Limito invece di essere soddisfatte presso la sede comunale verrebbero esaurite direttamente presso la sede distaccata.

- apertura di un Distaccamento della Polizia Locale in Limito
E’ già stato fatto presente dagli Amministratori comunali che altre zone di Pioltello sono molto più a rischio di Limito. Sarà pur vero, ciò non toglie che anche nel quartiere si stanno verificando atti di vandalismo, inosservanza delle norme di legge e dei regolamenti comunali (ingresso e transito di TIR, traffico di transito nord-sud tra le due strade provinciali principali, utilizzo in modo non appropriato del nuovo sottovia ferroviario, parcheggi selvaggi presso alcuni negozi, specie bar e tabaccherie, doppie file in sosta, deiezioni di cani su giardini e marciapiedi, rumori serali fino a tarda ora ecc.). Si richiede anche una più puntuale professionalità da parte della Polizia locale nel fare rispettare le norme del traffico e della viabilità.

- accelerare l’iter per l’apertura di un Ufficio staccato INPS a Pioltello
A volte i nostri concittadini si recano all’Ufficio INPS di Melzo, e presso questo Ufficio, non diciamo sgarbatamente ma a volte in modo sostenuto, si vedono rifiutare consulenze o inizio di pratiche perché vengono invitati a recarsi presso la Sede staccata INPS di Milano- Toffetti, e quindi con notevole disagio devono vagare da una sede all’altra.

SERVIZI SOCIALI

- Nuova Scuola Materna e Asilo nido di Limito
Logica vorrebbe che la nuova Scuola Materna e il nuovo Asilo nido di Limito fossero ubicati in un unico complesso edilizio e non staccati come da progetto comunale. Probabilmente si ridurrebbero i costi di costruzione e di gestione e sicuramente i genitori, o i nonni, che devono portare più bambini alla materna e il nido, esaurirebbero il loro impegno con un unico viaggio, senza vagare da una scuola all’altra specie nella stagione invernale con condizioni atmosferiche avverse.

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Proposte della Caritas – CACIS

Proposte della Caritas – CACIS

Mitzi Mari

Il 23 Settembre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato Mitzi Mari della Caritas cittadina – CACIS. Ecco le proposte emerse dall’incontro.

Sostegno scolastico

Negli oratori viene svolto il doposcuola per bambini e ragazzi stranieri delle elementari, solo saltuariamente per i bambini italiani. Se ci fossero più volontari, il servizio potrebbe differenziarsi tra l’insegnamento delle basi e l’accompagnamento nello svolgimento dei compiti. Più scoperta la fascia  medie e superiori, dove servirebbe il supporto di personale professionale.

Sono essenziali le comunicazioni tra gli oratori ed i servizi sociali per la segnalazione e intervento di situazioni a rischio.

Adolescenza

Il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) che il Comune sta progettando in rete con le agenzie educative del territorio è una occasione importante a favore degli adolescenti. Nella rete non sono presenti tutti gli oratori e manca il centro di cultura popolare, risorse che vanno coivolte.

L’educativa di strada è  uno strumento essenziale per il successo del CAG, perché in grado di contattare i ragazzi e avviarli alla struttura: va rafforzato aumentando le ore degli operatori.

Stranieri adulti

Partendo dall’assistenza (cibo, vestiario) il CACIS (Centro di ascolto cittadino per gli stranieri organizzato dalla Caritas) s’è arricchito negli anni di servizi più consulenziali (orientamento legale, economico, medico, lavorativo) con personale formato dalla Caritas diocesana. La collaborazione con lo Sportello Stranieri è ottima. C’è l’esigenza di un magazzino in comodato d’uso per il servizio di riutilizzo di mobili.

Il Comune finanzia la scuola di italiano per adulti con la quota riconosciuta a tutte le associazioni di volontariato sociale; questo servizio andrebbe potenziato.

L’esperienza del gruppo Incontri (organizzato dal Comune) che sostiene le mamme straniere nell’apprendimento della lingua e nell’educazione della prima infanzia è stata molto positiva e deve essere ripresa.

La Caritas partecipa alla Consulta Interculturale con propri rappresentanti. Le associazioni di stranieri hanno manifestato l’esigenza di una qualche forma di rappresentanza nella vita civile.

Considerazioni generali

A Pioltello esiste una buona rete di relazioni tra le agenzie sociali ed educative (Caritas, ASL, Comune, Scuole) in particolare per quel che riguarda gli interventi a favore degli stranieri.

La Caritas sta rilanciando il proprio coordinamento cittadino ed è quindi ora in grado di partecipare attivamente a forme di consultazione sul bilancio sociale del Comune (bilancio partecipato).

Per il rafforzamento di tutti i propri servizi, servirebbe una ampia sensibilizzazione al volontariato rivolta a tutti i cittadini.

Negli ultimi anni sta diventando una emergenza la crescente incapacità educativa delle famiglie, su cui è molto difficile intervenire perché le famiglie stesse non s’accorgono di essere in difficoltà o hanno paura di scoprirlo.

LIBERTE, EGALITE, SOLIDARITE !

LIBERTE, EGALITE, SOLIDARITE !

LIBERTE, EGALITE, SOLIDARITE !

Pioltello 2011 non può ignorare questi 3 aggettivi. I due primi sono evidenti nella nostra società Europea in quanto ognuno di noi nasce , in teoria, Libero e Uguale all’altro.

La Solidarietà che dovrebbe essere un valore “apolitico” rappresenta un vera sfida verso la modernità e deve essere al centro del dibattito politico come l’Ambiente, la famiglia, il lavoro, i Giovani ecc.. perché più che mai, in una società dura e competitiva, per i nostri cittadini l’Amministrazione Comunale rimane un punto di riferimento, di appoggio per tutti quelli che sono in difficoltà che si tratti di portatori di andicap, per persone non auto sufficiente, ma anche per quelli che perdono il lavoro e vivono una situazione di precarietà.

Pioltello si può definire una città solidale ? Cosa si intende per Solidarietà ?

Per me Solidarietà significa per esempio:

  • Agevolare l’accesso all’edilizia convenzionata;
  • Pensare la città per rispondere ai bisogni specifici degli anziani e delle persone a mobilità ridota;
  • Promuovere ogni iniziativa riferita alla salute pubblica e alla prevenzione;
  • Promuovere l’inserimento delle persone isolate;
  • Favorire la parità;
  • Favorire lo sviluppo armonico dei più piccoli …

Chiedo dunque a tutti i lettori di questo sito cosa intendono con questa parola nella vita di tutti i giorni a Pioltello,  che cosa si aspettano da un’amministrazione solidale con i propri cittadini.