Lista per Pioltello ha diffuso poco tempo fa un suggestivo manifesto, per dare enfasi al compimento dei propri diciotto anni di servizio alla città, scegliendo il volto naturale e pulito di una ragazza che è piaciuto immaginare come appena entrata nel mondo degli adulti.
Scelta suggestiva, dicevo, quella di una teen-ager ancora acerba, con sguardo diretto e non rivolto ad un indefinito ed immaginario orizzonte, con un volto però in chiaroscuro, come a rappresentare le luci e le ombre dell’anima che si agita nella persona ormai definitivamente considerata matura, nel corpo che la custodisce e per la legge che la riconosce adulta.
Scelta suggestiva e pericolosa, in un triste momento in cui la politica ci sta facendo rassegnare a dibattiti inqualificabili, in cui si discute – con estrema dovizia di approfondimento anagrafico sulla maggiore o minore età dei soggetti – sulla mercificazione dei corpi, essenzialmente femminili, orientandosi di conseguenza verso la mercificazione dei voti, questi invece essenzialmente maschili.
Scelta suggestiva, pericolosa e impegnativa, con la quale, forse inconsapevolmente e dunque con saggia incoscienza, Lista per Pioltello si è messa di fronte allo specchio ed ha provato sinceramente a guardarsi, nel proprio “corpo” e nella propria “anima”.
Scegliere di darsi un volto di ragazza è impegnativo, perché poi si vede un “corpo” sostanzialmente maschile, cioè un mondo di politica di base in cui ci si trova prevalentemente fra uomini, sforzandosi di interpretare e disegnare una società dove molto probabilmente sono le donne ad avere per davvero il polso della situazione.
Sono le donne che si muovono di più sul territorio, basta osservare i passeggeri dei mezzi pubblici ed i pedoni, sono le donne che vivono principalmente la realtà del commercio locale, sono le donne che in maggior misura vediamo accompagnare i figli nell’impegno scolastico, sono le mamme che vediamo impegnate negli oratori, sono le mamme che assorbono in gran parte i disagi sociali ed educativi patiti dai figli, sono le donne che vivono in maggior misura le precarietà e la discriminazione del mondo del lavoro…sono le donne che si lamentano con i propri partner impegnati tutte le sere in incontri politici, forse lamentandosi tanto quanto le donne lasciate sole dai mariti che vanno al bar.
Forse hanno ragione loro, a non capire la politica; a non capire questa politica, dove si discute di “Quota Rosa” per le donne, ma in realtà si continua a cercare la presenza della donna come una “Quota Erosa”, cioè una parte di società che, frequentemente solo per ragione di comodo e di rappresentanza, “erodiamo” dal proprio quotidiano e silenzioso contributo alla collettività per verniciare diversamente un mondo politico altrimenti asfittico ed incartapecorito nei volti dei vecchi parrucconi che da sempre guardano lontano verso l’aria di cambiamento, che mai respireranno.
“Quota Erosa” dunque anche per Pioltello 2011? Direi di no: per quanto ho avuto modo di vedere, anche se le donne sono in minoranza, in LxP non c’è una “quota erosa”, ma una quota “generosa”, che contribuisce attivamente ed è presente perchè condivide un progetto, nel quale le donne non sono considerate mero elemento di rappresentanza. Così ho visto anche nei lavori della coalizione di Centrosinistra per la costruzione del programma, almeno fino ad ora.
Allora niente “Quota Rosa” e niente “Quota Erosa”. Semplicemente, benvenute Donne a Pioltello 2011.
Ah, la prossima riunione di LxP è martedì 8 marzo. Qualcuno porti la mimosa…


L’azione verso i giovani della nostra città deve essere sostenuta da una “politica giovanile” che abbia l’intenzione di accompagnare e sostenere i giovani nel loro passaggio delicato alla vita adulta e renderli partecipi del loro cambiamento; e di conseguenza della loro/nostra città.
Il Centro di Cultura Popolare (CCP) di Seggiano agisce in un ambito essenzialmente limitato alla vicinanza fisica con il centro stesso; le sedi sono infatti due, aperte per precisa scelta in Piazza Garibaldi ed in via Cilea al quartiere Satellite, identificando questi luoghi come ambiti fisici di concentrazione delle situazioni di disagio sociale.
Il Direttivo del Circolo ACLI di Limito, in occasione delle prossime Elezioni Amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale, ha evidenziato alcune problematiche, raccolte anche direttamente dalla cittadinanza e fatte proprie dal Consiglio di Circolo, circa le necessità più urgenti per un vivere più civile e rispettoso della dignità dei cittadini.
