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La spesa sociale del nostro Comune

La spesa sociale del nostro Comune

Come primo contributo alla discussione sul Programma Amministrativo svolto su questo sito, l’assessore ai Servizi Sociali Saimon Gaiotto ci ha gentilmente inviato la ripartizione degli interventi “sociali” del nostro Comune, riassunta da questa tabella e dal corrispondente grafico. Questi dati saranno a breve completati con i costi del personale del Settore Servizi Sociali del Comune, anch’essi ripartiti per destinazione. La grossa fetta in grigio si riferisce ai fondi del Distretto di zona (che comprende altri Comuni oltre Pioltello) gestiti dal nostro Comune per conto del Distretto e ripartiti tra i Comuni e per le diverse destinazioni secondo necessità e specifici progetti. Questi dati NON comprendono poi altre forme di sostegno comunale per interventi  sulle medesime categorie di persone ma a cura di altri Settori, ad esempio i fondi di sostegno agli studenti disabili e stranieri (finanziati attraverso il Piano di Diritto allo Studio).

AREA ANZIANI SPESA
CASE DI RIPOSO 215000
SOSTEGNO AL DOMICILIO 300000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 74000
589000
AREA DISABILITA’ SPESA
CDD “Don Carrera” 488000
SOSTEGNO AL DOMICILIO e CENTRI DIURNI 458000
ASSISTENZA SCOLASTICA 15000
inserimenti lavorativi 87000
1048000
AREA TUTELA MINORI SPESA
ISTITUTI 300000
AFFIDI 31400
PREVENZIONE DEL DISAGIO 183000
514400
AREA GIOVANI SPESA
EDUCATIVA DI TERRITORIO E ATTIVITA’ TERRITORIALI 106000
CENTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI 37000
CENTRO ESTIVO COMUNALE 135000
278000
AREA PRIMA INFANZIA SPESA
ASILI NIDO E CENTRI PER LE FAMIGLIE 1439500
SPORTELLO GENITORI 24000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 15000
1478500
AREA CASA SPESA
SOSTEGNO ALL’AFFITTO 317000
GESTIONE CASE COMUNALI 25000
342000
AREA INTERCULTURA SPESA
CONSULTA INTERCULTURALE E MEDIAZIONE LINGUISTICA 17000
17000
AREA MARGINALITA’ SOCIALE SPESA
SOSTEGNO ALL’ABITARE 50000
PROGETTI DI INCLUSIONE 64000
114000
AREA SOSTEGNO AL VOLONTARIATO SPESA
AUSER 10000
SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO 9000
SOSTEGNO ORATORI ESTIVI 19000
38000
DISTRETTO SOCIALE SPESA
ATTIVITA’ E SERVIZI DISTRETTUALI 1378000
1378000
SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE CONTRO LA CRISI SPESA
BONUS GAS E METANO non costa
BONUS GIOVANI COPPIE 80000
FONDO ANTICRISI 170000
250000

Proposte del Centro di Cultura Popolare di Seggiano

Proposte del Centro di Cultura Popolare di Seggiano

L’8 ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato il Centro di Cultura Popolare di Seggiano, che fa riferimento alla Cooperativa di Cultura Popolare don Lorenzo Milani.

Il Centro di Cultura Popolare (CCP) di Seggiano agisce in un ambito essenzialmente limitato alla vicinanza fisica con il centro stesso; le sedi sono infatti due, aperte per precisa scelta in Piazza Garibaldi ed in via Cilea al quartiere Satellite, identificando questi luoghi come ambiti fisici di concentrazione delle situazioni di disagio sociale.

Una delle due sedi è stata assegnata dall’Amministrazione Comunale al CCP in comodato d’uso fra i beni frutto del sequestro alla malavita organizzata.

La necessità principale espressa dal CCP a livello generale e’ che si instauri in Pioltello un organizzato ed autentico percorso di integrazione, soprattutto per le persone straniere che sono l’espressione maggiore in termini numerici del disagio sociale, che si caratterizza con problematiche legate al Lavoro, Scuola (media), Casa.

La Scuola è decisamente il primo ambito da prendere in considerazione. (Una particolare criticità emersa è il fatto che le fratture tra i bambini si creano a partire dalla scuola media, mentre nella fase dell’infanzia non si notano particolari problemi di integrazione).

In tutti questi ambiti e’ necessario un intervento di supporto, che dia soprattutto:

  • informazioni ai “nuovi cittadini” lasciati spesso nelle mani di chi, facendo finta di offrire un aiuto opera in realtà dei raggiri; come esempio positivo di intervento nell’ambito della problematica della Casa viene citato un progetto “casa senza frontiera” che offre una guida nel caso si intenda procedere all’acquisto di una abitazione
  • Punti di aggregazione ove siano presenti mediatori culturali preparati a favorire il processo di integrazione, in termini di accompagnamento nei percorsi di vita e non solo in termini di sostegno culturale

Più in particolare sono gia’ in essere rapporti con l’assistenza sociale del Comune, che segnala e riceve segnalazione dei casi piu’ problematici.

Visto il compito piuttosto delicato dell’intervento sociale che svolge il CCP ed i soggetti a cui si rivolge, sarebbe auspicabile anche una più strategica collaborazione con la vigilanza locale per rendere il più possibile discreta e sensibile la presenza di controlli.

Nell’ambito del Lavoro, si chiede quali possibilità abbia un’Amministrazione Locale nell’individuazione, monitoraggio, scoraggiamenti di pratiche lavorative non regolari, in termini di reclutamento delle maestranze e dello sfruttamento lavorativo, ad esempio nella cantieristica o nelle operazioni collaterali (facchinaggio) alla grande distribuzione organizzata.

A latere della riunione è stato citato come potenziale strumento di inconscio rallentamento dell’ integrazione delle famiglie, l’uso diffuso e selvaggio delle antenne satellitari per ricevere trasmissioni nella lingua del paese di origine; (l’installazione delle antenne satellitari tra l’altro dovrebbe essere soggetta ad una regolamentazione comunale). Un tempo la televisione invece contribuì a diffondere la conoscenza e l’uso dell’italiano fra le popolazioni immigrate dal Sud Italia.

“Crescita fisiologica” o “Città satura”? – Sviluppo e Decrescita

“Crescita fisiologica” o “Città satura”? – Sviluppo e Decrescita

In questo articolo, a valle dell’ultima presentazione pubblica del PGT, avvenuta il 27 settembre in Cascina Dugnana alla presenza di pochi intimi e degli addetti ai lavori, vorrei ragionare sul concetto di “crescita fisiologica”, che è divenuto nel tempo uno dei ritornelli illustrativi del PGT, insieme al consumo di territorio, ove esiste l’obiettivo “zero” che però non è uno “zero ideologico” (ma di fatto si vede che non è zero nemmeno in termini puramente matematici …va beh, andrò a rivedere i miei vecchi libri ed un volume dedicato alla storia della matematica per orientarmi meglio in questo concetto per me nuovo dello zero ideologico…)

Chiusa la parentesi, il mio vero obiettivo è declinare le prospettive contenute nel PGT, in termini di Sviluppo e Decrescita, come concetti a prima vista simili, ed in realtà abbastanza antagonisti.

Al di là delle elucubrazioni sullo zero ideologico, infatti, mi sembra che il PGT che andrà in adozione ed approvazione, pur nascendo su buone premesse, ragiona ancora esclusivamente in termini di Sviluppo. Sostenibile, sì, ma pur sempre Sviluppo.

In questo articolo vorrei lanciare l’idea che Pioltello, dal 2011 al 2016, mentre lavora sul PGT dello Sviluppo Sostenibile, si prepari a chiudere il  prossimo mandato amministrativo con un nuovo PGT, rivoluzionario, questo sì, perchè basato sulla Decrescita e sul concetto di “Città satura”, anziché sullo Sviluppo Sostenibile e la Crescita Fisiologica.

Ce lo impongono la crisi e il buon senso, ce lo impone il “Setaccio dei vent’anni” proposto da Giuseppe, ce lo impone il cammino percorso dai migliori interpreti delle comunità scientifiche ed ambientaliste fin da quando nel 1972 venne pubblicato il rapporto “Limits to the growth” dal MIT, commissionato da Aurelio Peccei per il Club di Roma.

Le parole pesano, e l’impropria traduzione il “I limiti dello sviluppo” anziché “I limiti alla crescita” condiziona ancora oggi l’approccio alla gestione e salvaguardia delle risorse naturali, materiali ed energetiche.

Così insistiamo ad orientarci verso lo sviluppo sostenibile anziché verso la decrescita, tanto che, pur partendo dalle stesse meritorie e condivisibili premesse, si continua ad andare nella direzione sbagliata, seppur con il minore impatto possibile, anziché cambiare radicalmente rotta.

Secondo me in cinque anni si deve impostare questo ambizioso obiettivo e si deve già da ora pensare ai criteri del prossimo PGT nel 2016: Decrescita e non più Sviluppo Sostenibile.

Inizierei dunque a parlare di Città Satura e non più di Crescita Fisiologica.

Cioè bisogna capire se (e per me ci siamo già arrivati) Pioltello abbia raggiunto la sua dimensione massima, non sostenibile ulteriormente. Una specie di “massa critica” di sopravvivenza o di autodistruzione, in termini di abitanti e sviluppo urbanistico.

Per immaginarsi questo concetto, ognuno dovrebbe fare riferimento alla propria famiglia, o all’esperienza delle famiglie in cui ha vissuto o quelle che conosce: in generale ogni famiglia trova un suo equilibrio con un numero do componenti, che dipende dalla sua cultura, dai suoi bisogni e dalle sue risorse, poi decide di non crescere più. In sostanza, ogni coppia, per quanto può, decide di fare un certo numero di figli, secondo criteri, esigenze, possibilità.

Io dico che Pioltello è diventata una Città Satura.

Faccio l’ultimo esempio per spiegare questo concetto, partendo dall’ultimo Infopioltello, dove nell’articolo sugli asili nido si dice che a Pioltello nascono 270 bambini all’anno. Meno dell’1% della popolazione, anche assumendo che non muoia nessuno. Dunque la crescita di popolazione è solo un fenomeno indotto, da flussi migratori, mutate abitudini abitative e composizione dei nuclei famigliari, disponibilità di abitazioni a prezzi più convenienti che in altre località (in sostanza abitudini di consumo). La crescita non è un fatto fisiologico, è un fatto indotto dalle abitudini di consumo e stili di vita. Se non ci credete, fate ancora una volta l’esercizio di pensare alla vostra famiglia o alle vostre famiglie: tra nati e morti, parenti acquisiti per nuove unioni (cioè arrivati da altri comuni) e parenti persi per nuove unioni (cioè emigrati nel comune del/della partner), il bilancio sarà in quasi tutti i casi zero, o negativo. Dunque la crescita fisiologica non esiste. E quella urbanistica, se basta sulla crescita fisiologica della popolazione non ha ragion d’essere. Se nel PGT che andrà in adozione è un concetto minimamente tollerabile, per far fronte a squilibri esistenti nel territorio per via dei flussi migratori degli ultimi quarant’anni, non sarà un concetto assolutamente giustificato nel PGT del 2016.

Pioltello è una Città Satura, non ha una crescita fisiologica, non le serve una crescita indotta.

Si deve iniziare a parlare di Decrescita. Non è un elemento di chiusura verso nuovi flussi abitativi e migratori: semplicemente, la Città Satura è secondo me il concetto che individua il raggiungimento di una condizione limite per la miglior sopravvivenza dei suoi cittadini.

Una crescita ulteriore per Pioltello sarebbe portatrice di squilibrio: solo avviando un cammino di Decrescita porteremo finalmente a compimento, si spera con successo, un percorso d’integrazione lento e faticoso che va avanti da quarant’anni.

Deve esserci un raggiungimento culturale di Pioltellesi vecchi e nuovi in questo senso. Il PGT del 2016 deve essere il primo naturale obiettivo di questa consapevolezza.

Pioltello ha fatto un grande sforzo di accoglienza per decenni e può capitalizzarlo solo in chiave di Decrescita.

I PGT di chi ci circonda sono tutti volti allo Sviluppo (in molti casi nemmeno sostenibile…) e dunque possono assorbire tutti i possibili ed immaginabili flussi migratori interni ed esterni.

Pioltello è già avanti rispetto agli altri, è un laboratorio continuo e può divenire la vera avanguardia di integrazione, ecologia, cultura: la Città Satura che lancia il messaggio della Decrescita come vero traguardo di consapevolezza del cittadino del Nuovo Millennio.

Proposte di don Felice

Proposte di don Felice

Abbiamo incontrato don Felice Terreni, parroco uscente di Seggiano. Ecco le sue proposte per la città in vista delle elezioni amministrative 2011.

Proposte di Don Felice parroco uscente di Seggiano

  • Giovani e adolescenti: c’è bisogno di maggiore attenzione riguardo al tema degli adolescenti e dei giovani con un potenziamento dell’educativa di strada. Non può mancare una buona collaborazione tra scuole, oratorio e servizi sociali.
  • Adulti: coinvolgere gli adulti e sensibilizzarli a un’attenzione maggiore nei confronti dei loro figli e di ciò che li circonda. A questo proposito sarebbe positivo riproporre ed allargare, come momento di condivisione, degli incontri sulla falsa riga di quelli tenuti ad ottobre 2009 presso la sala Bonouà che avevano avuto come temi principali “La donna”, “La famiglia” e “I figli”.
  • Immigrati: Seggiano è immigrazione, l’integrazione delle diverse etnie che vivono il territorio è un elemento di grande importanza e la sfida è quella di una ricerca di una “cultura nuova” trasversale alla diversità di culture. È necessario far conoscere le diverse culture.
  • Giovani coppie/famiglie: aver cura delle giovani coppie/famiglie, soprattutto quelle che sono venute ad abitare in Via D’Annunzio 100.  È necessario pensare a servizi e attività che rendano più partecipi queste nuove famiglie all’interno del tessuto civile e sociale di Pioltello.
  • Casa e Lavoro: affrontare e dare risposte in merito alle tematiche concrete: casa (costo delle case) e lavoro con un’attenzione particolare alle giovani coppie.
  • In un’ottica più  generale cercare di migliorare e potenziare la qualità dei servizi.

Delle scuole di qualità, dei mezzi per imparare!

Delle scuole di qualità, dei mezzi per imparare!

Il tempo trascorso a scuola è particolarmente importante per l’equilibrio dei nostri figli che sono sotto la responsabilità dell’amministrazione che l’organizza con i dirigenti scolastici e tutto i personale della scuola pubblica.

La città di Pioltello ha fatto una scelta di missione di servizio pubblico di educazione: il servizio mensa costituisce un servizio reso alle famiglie con un’attenzione particolare sul piano nutrizionale e sociale.

La nostra città deve proporre alle famiglie numerose attività sportive per i bambini che devono essere diversificate e complementari per favorire la scoperta di vari sport con l’aiuto delle società sportive per formare una vera catena educativa, di socializzazione, di apprendimento, e di rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri.

Infine, la nostra città deve organizzare delle attività educative con dei centri di aggregazione giovanili nel rispetto di un progetto educativo locale. Dobbiamo lavorare con degli animatori professionisti competenti e appassionati all’ accompagnamento dei bambini nella scoperta della vita, della città, della vita in comune all’interno di un quadro laico e di civismo.

Se vogliamo delle scuole di qualità dobbiamo fare nascere un vero Contratto Educativo Locale:

  • Per le scuole elementari, come possiamo migliorare ancora il tempo mensa ?
  • Per le scuole medie, cosa dobbiamo fare per favorire le attività di sostegno scolastico e migliorare le reti di scambio tra scuole ?
  • Come possiamo rinforzare l’informazione e gli scambi tra genitori, alluni e insegnanti ?
  • Possiamo confermare i finanziamenti alle società sportive chiedendo loro di mantenere delle tariffe basse per le famiglie ?
  • Infine non sarebbe possibile rinforzare ancora la sicurezza attorno alle scuole tramite un contratto locale di sicurezza e prevenzione per una città più serena, tranquilla e fiduciosa, condizioni indispensabili di uno sviluppo sociale e cittadino dei nostri figli futuri adulti responsabili ?

B.A.U tanto buon B.A.U

B.A.U tanto buon B.A.U

Quale e’ l’esigenza amministrativa principale di Pioltello  da considerare in questo momento in funzione della stesura di un programma amministrativo ?

Tanta tanta buona ordinaria amministrazione , nelle aziende si chiama Business as Usual, e’ il gestire con efficenza le cose che si sono portate a casa in una logica di profitto.

Ovviamente non ritengo che la visione aziendale sia da riportare nei fini in una amministrazione locale, penso invece ad un mix tra il BAU e la gestione che fa un buon padre di famiglia della famiglia stessa in termini logistici, organizzativi ed economici.

Con amore per le persone che la compongono, con un certo rigore, considerando le esigenze di tutti e mi si permetta di andare un po’ sull’evangelico ( credo :-) dando ad ognuno quello che gli serve e chiedendo ad ogni componente il contributo che puo’ dare alla collettivita’ per quano puo’ dare.

Cosa significa questo in termini amministrativi ?

Si tratta di un lavoro umile, non servono personaggi di immagine , servono amministratori che non si innamorino di grandi progetti per i quali qualcuno li ricordera’ nella “storia”

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