Archivio delle Categorie: Consulte comunali

Scheda: Giovani

Scheda: Giovani

L’azione verso i giovani della nostra città deve essere sostenuta da una  “politica  giovanile”  che abbia l’intenzione di accompagnare e  sostenere i giovani nel loro passaggio  delicato alla vita adulta e renderli partecipi del loro cambiamento; e di conseguenza della loro/nostra città.

L’azione e l’intenzione delle politiche giovanili devono essere solo ed esclusivamente educative.

Non parliamo di  politiche giovanili basate su una serie di eventi a pioggia; ma di pensieri, riflessioni applicate attraverso  interventi che abbiano un’intenzionalità educativa e duratura nel tempo che partano anche dai loro progetti di partecipazione.

Le politiche giovanili devono prevedere:

  • Lo sguardo educativo al centro delle riflessioni e delle scelte del territorio,
  • la loro partecipazione alla vita della città,
  • creare e diffondere Opportunità  Culturali ed Educative,
  • favorire la loro vita Associativa,
  • promuovere percorsi di Inclusione Sociale,
  • lavoro  di rete tra le varie agenzie educative presenti sul territorio (scuole, servizi sociali, oratori, associazioni, gruppi,
  • tutela delle fasce più deboli.

Per applicare queste priorità in azioni concrete le politiche giovanili devono essere sopportate dall’elaborazione di una rete di progetti che in modo trasversale affrontino queste tematiche:

  • cittadinanza attiva,
  • formazione,
  • autonomia dei giovani,
  • sostegno dei giovani a rischio,
  • informazione e comunicazione,
  • sport e cultura,
  • promozione del benessere e prevenzione,
  • volontariato,
  • promozione di pari opportunità,
  • formazione professionale e lavoro,
  • promozione dei diritti.

Strumenti e “luoghi di pensiero” per le politiche giovanili:

  • Consulta “dei e per” i  giovani luogo di confronto delle problematiche giovanili (formata dall’assessore competente, giovani rappresentativi di associazioni sportive, culturali e religiose del territorio, responsabili delle agenzie educative e  servizi sociali)
  • agenzia delle politiche giovanili (educatori ed uffici competenti del comune),
  • carta del giovane (Documento elaborato dalla stessa consulta a sostegno dei diritti e delle opportunità per i giovani).

 

Servizi a sostegno delle politiche giovanili:

  • Educativa di strada nei  “non luoghi” della nostra città (esempio: il cinema, le piazze, i parchetti ecc).  Sarà prioritario ridare significato, attraverso presenze educative,  quei luoghi dove i nostri giovani “vagano” indisturbati e nell’anonimato,
  • sportello giovani all’interno della biblioteca comunale,
  • poli  educativi di quartiere di I livello; utilizzando gli spazi pubblici già esistenti (scuole, centri civici) con aperture pomeridiane a sostegno dei ragazzi con un lieve disagio segnalati dalle scuole e/o servizi sociali,
  • CAG cittadino (già in via di progettazione)  come “casa del giovane”; luogo per convergere attività aggregative di II livello (esempio: sala prove, sportello giovani artisti, sala con proiettore, gestione di un portale,  promotrice di eventi di diverso genere a livello cittadino, ecc),
  • sostegno individualizzato verso i giovani di fascia debole,
  • sostegno alle famiglie attraverso percorsi alla genitorialità.

Scheda: Partecipazione e Trasparenza

Scheda: Partecipazione e Trasparenza

La partecipazione e la trasparenza sono il cardine su cui si crea l’interazione tra l’ente e i suoi cittadini, il cardine su cui ruota la porta del PALAZZO per aprirsi alla cittadinanza.

Piu’ avviene scambio di informazione e condivisione delle scelte sia strategiche che operative piu’ ogni cittadino trova nelle risposte del “comune” quello che si aspetta e che effettivamente gli serve per migliorare la qualita’ della vita in questa citta’.

Principalmente le forme di partecipazione si devono rivolgere ad organizzazioni precostituite o che vengono costituite allo scopo, mentre la trasparenza saranno tutti quegli strumenti quelle infrastrutture che permettono lo scambio tra singolo e amministrazione o che permettono al singolo di seguire l’iter delle proprie richieste e/o proposte.

In senso piu’ ampio e’ necessario comunque una predisposizione all’ascolto da parte della amministrazione.

Partecipazione

  • mantenimento dell’albo delle associazioni e istituzione di una tavola rotonda come occasione di mutua conoscenza e di collaborazione.
  • formare i gruppi di partecipazione creando meccanismi per creare gruppi di lavoro che condividano valori comuni, conoscenze e competenze di base, per poter lavorare con serietà e consapevolezza verso traguardi ambiziosi. Alcuni strumenti possono essere : seminari monografici e o documenti e materiali didattici su la Costituzione della Repubblica Italiana, gli aspetti amministrativi degli Enti Locali, lo Statuto del Comune di Pioltello
  • coordinamento del calendario delle attività di associazioni intendendole nel senso piu’ ampio possibile comprendendo in esse ad esempio anche gli oratori  le parrocchie  e comune per evitare sovrapposizioni e rafforzare la presenza dei cittadini.
  • Promuovere feste di quartiere: dare continuità a iniziative quali le bancarelle, coinvolgendo le associazioni del quartiere, come strumento di aggregazione e creazione del senso di appartenenza, investendo come si è fatto a titolo di esempio per l’iniziativa Calcio alle Frontiere.
  • promuovere il coinvolgimento diretto della associazioni anche nella progettazione e realizzazione della Festa cittadina.
  • predisposizione di sedi per le associazioni con il criterio della economicita’ grazie alla condivisione delle stesse o collocandole in modo agile la dove sorge la necessita’ di intervento anchequi a titolo di esempio :
    • scout nelle zone verdi del territorio
    • gruppi di intervento socio/culturale nelle zone con gravi disagi sociali
  • riconoscere il ruolo dei Comitati di quartiere, senza però includerli nella macchina comunale, come anello di congiunzione non partitico tra cittadini ed amministrazione. Costituzione della Rete cittadina dei Comitati di Quartiere.
  • sostenere il ruolo di progetti di impegno civico e di ampia partecipazione numerica quali a puro titolo esemplificativo il progetto Pedibus
  • Modificare il criterio di finanziamento (no ai 300 euro a pioggia alle associazioni) tornando allo spirito originale dell’albo delle associazioni.

Trasparenza

  • redigere un bilancio comunale che sia facilmente leggibile anche da una platea non particolarmente esperta per poter condividere con i cittadini le scelte operate, piu’ concretamente, Pioltello deve dotarsi di un BILANCIO SOCIALE.Il BILANCIO SOCIALE è uno strumento adottato ormai da molte organizzazioni private ed enti pubblici, allo scopo di fornire una visione complessiva e non tecnica del proprio operato, comunicando in modo efficace e misurando l’efficienza delle scelte amministrative, rendendo conto della loro consistenza economica e della loro equità, in termini di impegno delle risorse e di risultati raggiunti. Si terranno così in adeguata considerazione, elaborando obiettivi parametri di riferimento, anche i beni immateriali scarsamente misurabili, quali ad esempio l’inquinamento, la qualità dei servizi, l’efficienza del trasporto pubblico, la qualità dell’aria. L’Ente pubblico, adottando sistemi di rendicontazione sociale, diviene capace di innovare e arricchire la propria comunicazione ai cittadini, alle imprese e agli altri interlocutori istituzionali (stakeholders).BILANCIO SOCIALE dovrebbe essere il vero bilancio dell’Ente, affiancando il tradizionale Bilancio di Esercizio, in modo che anche i non addetti ai lavori possano comprendere l’efficienza e l’efficacia delle iniziative intraprese e delle spese effettuate. I cittadini in questo modo sarebbero aiutati a comprendere il funzionamento dell’ente pubblico e a riconoscere il valore sociale da esso prodotto. La speranza è che, in un Comune dotato di BILANCIO SOCIALE, aumenti il numero di individui che prendano coscienza di potere e dovere essere parte attiva nella comunità, contribuendo in definitiva ad aumentarne il “capitale sociale”, a beneficio della comunità stessa e di tutti gli individui che ne fanno parte.
  • postazioni informatiche a disposizione del pubblico per l’interazione con l’amministrazione comunale in modo semplificato
  • Trasparenza amministrativa: dichiarare prima delle elezioni la squadra degli assessori, riduzione del numero degli assessorati per contenimento dei costi della politica.
  • Istituire un servizio di raccolta e rendicontazione di tutte le segnalazioni che giungono dai cittadini in merito agli interventi necessari sulla viabilita’ arredi urbani mantenimento del verde ecc. Ecc che categorizzi le richieste e fornisca una risposta chiara sulla fattibilita’ dell’intervento e in caso positivo un tempo previsto di implementazione
  • utilizzare lo strumento del sondaggio per verificare il livello di gradimento dei singoli punti del piano delle opere pubbliche
  • trasmettere via internet le sedute del consiglio comunale, depositarne i file video sul sito del comune e mettere a disposizione del pubblico anche queste in modalita’ online la trascrizione delle sedute stesse.
  • far prendere coscienza dei rischi presenti sul nostro territorio potrebbe essere la pubblicazione del Piano di Emergenza Comunale sul sito internet del Comune.
  • inserire la regola che il gettone di presenza per il consiglio comunale (per i consiglieri, assesori e sindaco) venga dato in base al doppio appello (Inzio – Fine)

Proposte degli Scout AGESCI di Pioltello

Proposte degli Scout AGESCI di Pioltello

L’11 Ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato la Comunità dei Capi degli Scout AGESCI Pioltello 1. Dall’incontro sono emerse le seguenti riflessioni e proposte:

Gli Scout AGESCI di Pioltello hanno avviato il percorso per l’iscrizione all’Albo Comunale delle Associazioni, a completamento di una serie di contatti e collaborazioni con l’Amministrazione Comunale, tra cui la dedicazione del parco di via Mozart al fondatore del movimento scout Baden – Powell ed il finanziamento della recente missione in Brasile.

Gli Scout sono interessati a rendere più strutturali e continuativi i rapporti con l’Amministrazione ed essere riconosciuti come una risorsa educativa della città, sulla falsariga di quanto accade in altri Comuni, nei quali agli Scout sono affidati alcuni servizi di pubblica utilità e contribuiscono allo svolgimento di iniziative cittadine, mentre il gruppo di Pioltello si sente attualmente poco presente sul territorio.

Considerando più in generale la politica giovanile, gli Scout sono interessati al progetto del nascente Centro di Aggregazione Giovanile (CAG), perché a Pioltello non ci sono attualmente altri spazi che accolgono i giovani oltre gli oratori. Il CAG deve puntare alto, prendendo il meglio delle esperienze degli omologhi centri di Cernusco e Carugate, offrendo occasioni di crescita agli adolescenti attraverso attività, gite, musica, con la presenza di educatori.

Nonostante la vicinanza alla propria sede (attualmente presso la parrocchia di Maria Regina), gli Scout rilevano la difficoltà ad essere presenti al Satellite ed ad attrarre i ragazzi del quartiere. La presenza degli educatori di strada è positiva, ma deve essere potenziata ed allargare il numero dei ragazzi contattati e coinvolti. Gli Scout sono disponibili a collaborare con le associazioni che già lavorano nel quartiere.

Il passaggio alla proprietà pubblica del Parco delle Cascine, previsto dal Piano di Governo del Territorio, è visto dagli Scout come una opportunità per poter ampliare il rapporto con la natura, caratteristica del movimento, attraverso ad esempio di un’area in cui attrezzare periodicamente un campo a disposizione anche dei gruppi Scout della zona.

Sulla partecipazione di cittadini ed associazioni alla vita cittadina, gli Scout segnalano due esperienze mutuabili da Comuni vicini: da Cinisello, incontri sul programma amministrativo a termine legislatura in cui verificare quanto di quel che era stato scritto è stato fatto e spiegare le motivazioni di quanto non è stato realizzato; da Vignate, la tavola rotonda delle associazioni (ad oggi ancora una proposta) come occasione di mutua conoscenza e di collaborazione ed il coordinamento del calendario delle attività di associazioni, parrocchie e Comune per evitare sovrapposizioni e rafforzare la presenza dei cittadini.

I Comuni e le Corporazioni

I Comuni e le Corporazioni

Sarebbe necessaria un’attenta analisi storica, ma mi prendo il rischio di non ripassare il “Sussidiario” delle scuole elementari e di fare qualche errore di prospettiva. L’obiettivo che mi pongo, infatti, è piuttosto quello di recuperare alcuni concetti. I veri storici, che sanno quanto il Medio Evo abbia avuto di buono e dunque giustamente sia rivalutato, non storceranno il naso se faccio qualche forzatura.

In molti di noi sono rimasti forti proprio i concetti dei libri di testo delle elementari, dove generalmente regnava l’idea dell’epoca dei Liberi Comuni come una specie di “età dell’oro” in cui il mondo Italiano uscì dagli anni bui del Medio Evo barbarico e le città divennero luogo di scambi commerciali e fervore culturale, foriero del progresso dei secoli futuri. Forse un po’ del campanilismo delle città italiane viene da lì.  Evidentemente qualcosa di buono ci fu.

Mi piace pensare che ci fu anche un risveglio della società civile di allora, per creare, mantenere e difendere il “Comune” cioè il microcosmo della città, capace di costruire e scambiare benessere.

Mi vengono in mente le “Corporazioni”, come formule di condivisione, elaborazione e trasmissione del sapere, per il bene dei facenti parte e di tutta la città.

Perché non pensare a qualcosa di simile in chiave moderna, sempre con l’obiettivo di condividere il sapere e le capacità per fare crescere il proprio “Comune”?

Non parlo di Consulte o Commissioni Comunali e nemmeno nuovi Albi di associazioni, ma di liberi gruppi di cittadini che condividono attività, interessi o formazione culturale, desiderosi di incontrare persone con attitudini simili per scambiare idee e opinioni e pensare a progetti utili per la città.

Credo possa diventare una forma di volontariato per la città, un nuovo stile di servizio e potenziale serbatoio di energie nobili per la società e l’amministrazione, una specie di “banca del tempo e delle competenze”.

Sono convinto che persone appassionate del loro lavoro, in breve tempo si appassionerebbero anche per dare un contributo collettivo e gratuito per la propria città.

In un programma elettorale si deve pensare a come reperire degli spazi o come favorire queste possibilità di ritrovo.

Bisognerebbe pensare a quali “categorie” sollecitare.

Me ne vengono in mente alcune:

-         gli informatici

-         i medici

-         gli architetti, urbanisti e geometri, ma anche capimastri e manovali

-         gli avvocati

-         gli insegnanti e coloro che lavorano in ambito educativo

-         gli artigiani e coloro che hanno o hanno avuto una esperienza lavorativa nell’ambito del “fare” o del “costruire” (fabbri, calzolai, orafi, sarti, falegnami, mobilieri…)

-         i cuochi e gli appassionati di cucina

-         i contadini e allevatori o coloro che sono cresciuti in una famiglia contadina e poi hanno fatto altro

-         i tecnici in generale (elettricisti, idraulici…)

-         gli ingegneri, nei vari ambiti di specializzazione

-         i ragionieri, contabili, amministrativi in genere

-         …

Chi più ne ha, più ne metta.

In ogni categoria abbiamo persone che fanno (più o meno) le stesse cose, magari a chilometri di distanza e fuori da Pioltello.

Magari avrebbero piacere di incontrarsi, parlare delle loro attività e passioni, scoprire che amano passare ogni tanto qualche ora del loro tempo libero con un loro concittadino che non conoscevano nemmeno ma con cui hanno molto da condividere.

Abitando nella stessa città, che possono contribuire a far crescere, diventandone forse domani la nuova classe politica.

Delle scuole di qualità, dei mezzi per imparare!

Delle scuole di qualità, dei mezzi per imparare!

Il tempo trascorso a scuola è particolarmente importante per l’equilibrio dei nostri figli che sono sotto la responsabilità dell’amministrazione che l’organizza con i dirigenti scolastici e tutto i personale della scuola pubblica.

La città di Pioltello ha fatto una scelta di missione di servizio pubblico di educazione: il servizio mensa costituisce un servizio reso alle famiglie con un’attenzione particolare sul piano nutrizionale e sociale.

La nostra città deve proporre alle famiglie numerose attività sportive per i bambini che devono essere diversificate e complementari per favorire la scoperta di vari sport con l’aiuto delle società sportive per formare una vera catena educativa, di socializzazione, di apprendimento, e di rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri.

Infine, la nostra città deve organizzare delle attività educative con dei centri di aggregazione giovanili nel rispetto di un progetto educativo locale. Dobbiamo lavorare con degli animatori professionisti competenti e appassionati all’ accompagnamento dei bambini nella scoperta della vita, della città, della vita in comune all’interno di un quadro laico e di civismo.

Se vogliamo delle scuole di qualità dobbiamo fare nascere un vero Contratto Educativo Locale:

  • Per le scuole elementari, come possiamo migliorare ancora il tempo mensa ?
  • Per le scuole medie, cosa dobbiamo fare per favorire le attività di sostegno scolastico e migliorare le reti di scambio tra scuole ?
  • Come possiamo rinforzare l’informazione e gli scambi tra genitori, alluni e insegnanti ?
  • Possiamo confermare i finanziamenti alle società sportive chiedendo loro di mantenere delle tariffe basse per le famiglie ?
  • Infine non sarebbe possibile rinforzare ancora la sicurezza attorno alle scuole tramite un contratto locale di sicurezza e prevenzione per una città più serena, tranquilla e fiduciosa, condizioni indispensabili di uno sviluppo sociale e cittadino dei nostri figli futuri adulti responsabili ?

Un grande progetto a favore dei giovani!

Un grande progetto a favore dei giovani!

SVILUPPARE UN GRANDE PROGETTO A FAVORE DEI GIOVANI !

Per non sembrare solo critico verso chi pensa di avere fatto tanto per i giovani e per essere molto concreto ecco alcune proposte per una vera politica a favore dei giovani.

Secondo me l’amministrazione comunale ha il compito di mettere a disposizione non un unico spazio ma una serie di spazi nuovi dove trascorrere tempo per aggregare che, svolgendo anche un ruolo informativo, aiutano a crescere nel rispetto della convivenza e preparano cittadini di domani.

Oggi la nostra città mette a disposizione pochissime strutture per i giovani e i giovani adulti. Non basta offrire attività di svago bisogna favorire la relazione tra la gioventù e l’ambiente che la circonda (Quartieri, Liceo, Medie) e sviluppare dei progetti riguardo argomenti d’interesse generale: ambiente, cultura, impegni specifici ( salute, prevenzione …).

Domani l’apertura di 3 centri di aggregazione giovanili è l’impegno che dobbiamo assumere. I giovani devono inoltre potere usufruire di un ufficio informazioni, luogo comune per tutto il territorio dove potranno trovare libero accesso all’informazione, alla stampa, ad alcune offerte di lavoro, ad alloggi in affitto …

In collaborazione con le scuole del nostro territorio (licei, medie) un’équipe di sostegno deve condurre azioni di sensibilizzazione e di valorizzazione delle iniziative per e con i giovani.

Secondo me, il nuovo progetto a favore dei giovani deve svilupparsi attorno a:

-      La creazione di un dispositivo di cooperazione tra l’equipe comunale e i vari partner (scuola, famiglie, servizi sociali, …);

-      Un rinforzo delle relazioni con le famiglie;

-      Uno scambio di informazioni e la creazione di sinergie per favorire l’uscita dei vari quartieri;

-      La diffusione di una carta dell’informazione a favore dei giovani.

L’accesso all’informazione essendo un diritto fondamentale per diventare veramente autonomi, responsabili e socialmente impegnati e crescere responsabilmente.

In questa ottica il programma che verrà per il 2011 deve affermare una nuova politica rinnovata in materia di politiche giovanili,  con la volontà di convincere la nostra amministrazione ad operare scelte innovative per dare voce subito ai giovani, promuovendo in ogni modo le pari opportunità e la partecipazione.

Cosa dobbiamo fare per i giovani dal 2011 in poi ?

-      Analizzare le esigenze del territorio per meglio rispondere alle problematiche e ai bisogni specifici dei giovani;

-      Coinvolgere gli educatori in un progetto collettivo che interessi tutto il territorio;

-      Sviluppare un’ azione amministrativa su tutto il territorio a favore dei giovani per dare loro le massime opportunità;

-      Creare un ponte tra i vari attori a favore della fascia 13-17 anni (educazione, infanzia, cultura, sport);

-      Estendere a tutto il territorio le offerte a favore dei giovani aprendo nuovi punti di ritrovo;

-      Sviluppare progetti di accompagnamento e sostenere cantieri di solidarietà internazionale.

Personalmente penso che i giovani devono ritornare ad essere al centro della nostra politica e le politiche giovanili nei confronti delle nuove generazioni devono attuare una forte azione politico-formativa per aiutarli nel loro passaggio alla vita adulta e professionale, e renderli maggiormente partecipi alla vita sociale della nostra città.

Non si tratta di semplice intrattenimento o di un’offerta di partecipazione a qualche attività sporadica ma di interventi di lunga durata che partono dai loro progetti di partecipazione nella comunità, dalla costruzione di un capitale sociale di una scelta culturale per affermare i diritti dei giovani e permettere loro di prendere parte alle decisioni che li riguardano promuovendo la loro partecipazione alla vita della città.

L’amministrazione comunale ha il compito di mettere a disposizione spazi nuovi dove trascorrere tempo per aggregare che, svolgendo anche un ruolo informativo, aiutano a crescere nel rispetto della convivenza e preparano cittadini di domani.

Obbiettivo prioritario dell’Assessore alle politiche giovanili deve essere la promozione della cittadinanza attiva, dell’autonomia e della responsabilità, delle capacità decisionali, progettuali e gestionali dei giovani, favorendo la loro partecipazione alla vita civile e associativa della città di Pioltello, incentivando il loro senso di appartenenza anche con strumenti innovativi che ridefiniscano il “patto” tra giovani e istituzioni.

Uno degli strumenti è la “CARTA GIOVANI” che deve favorire lo scambio fra giovani e istituzioni, promuovendo forme di volontariato, solidarietà e partecipazione e che deve vedere attivamente coinvolta la società civile, a partire da un reale decentramento comunale che deve prevedere un proprio specifico “intervento giovani” nell’ambito del programma di mandato.

“ Pioltello si deve prendere cura dei giovani ma anche loro si devono prendere cura di Pioltello ! ”

3 proposte molto concrete:

  • Passare alla costruzione di progetti basati sulla cittadinanza;

  • Creare un ufficio info-giovani;

  • Aprire 3 centri di aggregazione giovanili.

Partecipazione e trasparenza: l’accessibilità delle informazioni

Partecipazione e trasparenza: l’accessibilità delle informazioni

Si discute molto di partecipazione e trasparenza. La partecipazione e la trasparenza sono garantite dall’accessibilità e dalla completezza delle informazioni.

Certamente bisogna recuperare la capacità di proporre e coinvolgere le persone, attirandole nei luoghi del confrontoUn luogo di confronto è il consiglio comunale.  Vero è che spesso la partecipazione da uditori alle sedute ed ai lavori del consiglio comunale è deprimente e demotivante.

Penso però che un aiuto all’approfondimento ed al coinvolgimento possa giungere dalla possibilità di consultare facilmente almeno i verbali delle sedute, che sarebbe bello vedere pubblicati sul sito internet del Comune (a volte non si trovano nemmeno gli ordini del giorno).

Il massimo sarebbe vedere i video, o almeno scaricare i file audio delle discussioni.

In prospettiva,  un simile approccio dovrebbe essere impiegato anche per i lavori delle commissioni consiliari.

Credo che queste proposte debbano essere inserite nel prossimo programma di governo, e facciano bene a chiunque governi e a chiunque non intenda il proprio voto come un assegno in bianco.

giovani ……….. cosa chiedono ? cosa sono disposti a dare?

giovani ……….. cosa chiedono ? cosa sono disposti a dare?

Purtroppo bisogna prendere atto che alla “Politica locale” partecipano pochi giovani, e’ un mondo ricco di risorse, di volonta’ di tempo di idee ma forse non e’ interessato.

Spesso chi fa politica si chiede che cosa si potrebbe fare per loro, pensando a strutture ambiti in cui si possano esprimere, forse e’ il caso di rigirare la domanda e chiedersi cosa possono fare loro per noi , per tutta la collettivita’.

Credo che lo strumento della rete, sia ottimo per raggiungerli e domandaglielo.

Diamoci un anno di tempo, distribuiamo il link ( su Face Book, Twitter, SMS , volantini , cartelli e_mail alle scuole a tutti i nostri contatti sotto i 25 anni  ) di questo stesso sito

http://pioltello2011.wordpress.com/

con l’invito ad aiutarci a di disegnare il pezzo di programma amministrativo che li riguardera’ piu’ direttamente, in mancanza di risposte non avochiamoci il diritto di scegliere per loro.

Una città all’ascolto che dialoga coi cittadini

Una città all’ascolto che dialoga coi cittadini

Senza partecipazione non c’è democrazia

12 aprile 2010 – Tonio Dell’Olio

L’astensionismo galoppante che si è registrato nelle ultime tornate elettorali (e non solo nelle regionali) è un campanello d’allarme importante. La partecipazione, la più ampia possibile, è il sale della democrazia autentica e non di facciata. Ilvo  Diamanti questa mattina su Repubblica fa un’analisi politico-sociale corretta e precisa dei dati riguardanti l’astensionismo. Questo dato, che dovrebbe essere centrale nella discussione politica – è oggetto di appelli della vigilia da parte dei partiti – ma viene puntualmente dimenticata all’indomani del voto, proprio quando i dati offrono materia di discussione. Forse è un compito di cui le organizzazioni di base, le associazioni, i cittadini e le cittadine più consapevoli dovrebbero tener conto e di cui farsi carico. In un Paese distratto e disinteressato alla politica, ovvero alle questioni che riguardano tutti, comandano sempre gli affaristi. Quando non votiamo, lasciamo che altri lo facciano per noi. Quando diciamo che è tutto uno schifo, stiamo contribuendo a peggiorare la situazione e non a metterci almeno una toppa. Rimbocchiamoci le maniche.

Oggi assistiamo ad una evidente e profonda crisi della rappresentanza politica, che si manifesta attraverso tutta una serie di fattori, il più noto e il più sensibile dei quali è certamente l’enorme astensionismo, così come viene costatato nella maggior parte delle elezioni politiche. La partecipazione, a parole, è ritenuta da tutti, destra e sinistra, un aspetto importante della vita politica locale.

Siamo sicuri che a Pioltello la Partecipazione dei cittadini e il loro coinvolgimento nei processi decisionali sia la più ampia possibile ?

Personalmente non ne sono convinto sia perché penso che si possa sempre migliorare sia perché abbiamo ricevuto numerosi segnali di una fortissima richiesta di coinvolgimento da parte dei cittadini. Lo dimostra  la nascita di 3 comitati di Quartiere che testimoniano come la rappresentazione politica “classica” non basti più.

Pioltello 2011 deve partire da questa richiesta di dialogo e dobbiamo elencare proposte e soluzioni perché sia la fonte di ciò che possiamo chiamare  “democrazia partecipativa”, vale a dire un sistema dove accanto alla rappresentanza ci sia una partecipazione il più possibile diretta, permanente, dell’insieme dei cittadini alla vita pubblica.

Se per noi Partecipazione significa:

  • Dialogare con i quartieri;
  • Incoraggiare la Partecipazione alla vita Democratica;
  • Sostenere la partecipazione alla vita sociale e associativa.

COSA DOBBIAMO FARE PER MIGLIORARE E INCORAGGIARE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ?