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Scheda: Partecipazione e Trasparenza

Scheda: Partecipazione e Trasparenza

La partecipazione e la trasparenza sono il cardine su cui si crea l’interazione tra l’ente e i suoi cittadini, il cardine su cui ruota la porta del PALAZZO per aprirsi alla cittadinanza.

Piu’ avviene scambio di informazione e condivisione delle scelte sia strategiche che operative piu’ ogni cittadino trova nelle risposte del “comune” quello che si aspetta e che effettivamente gli serve per migliorare la qualita’ della vita in questa citta’.

Principalmente le forme di partecipazione si devono rivolgere ad organizzazioni precostituite o che vengono costituite allo scopo, mentre la trasparenza saranno tutti quegli strumenti quelle infrastrutture che permettono lo scambio tra singolo e amministrazione o che permettono al singolo di seguire l’iter delle proprie richieste e/o proposte.

In senso piu’ ampio e’ necessario comunque una predisposizione all’ascolto da parte della amministrazione.

Partecipazione

  • mantenimento dell’albo delle associazioni e istituzione di una tavola rotonda come occasione di mutua conoscenza e di collaborazione.
  • formare i gruppi di partecipazione creando meccanismi per creare gruppi di lavoro che condividano valori comuni, conoscenze e competenze di base, per poter lavorare con serietà e consapevolezza verso traguardi ambiziosi. Alcuni strumenti possono essere : seminari monografici e o documenti e materiali didattici su la Costituzione della Repubblica Italiana, gli aspetti amministrativi degli Enti Locali, lo Statuto del Comune di Pioltello
  • coordinamento del calendario delle attività di associazioni intendendole nel senso piu’ ampio possibile comprendendo in esse ad esempio anche gli oratori  le parrocchie  e comune per evitare sovrapposizioni e rafforzare la presenza dei cittadini.
  • Promuovere feste di quartiere: dare continuità a iniziative quali le bancarelle, coinvolgendo le associazioni del quartiere, come strumento di aggregazione e creazione del senso di appartenenza, investendo come si è fatto a titolo di esempio per l’iniziativa Calcio alle Frontiere.
  • promuovere il coinvolgimento diretto della associazioni anche nella progettazione e realizzazione della Festa cittadina.
  • predisposizione di sedi per le associazioni con il criterio della economicita’ grazie alla condivisione delle stesse o collocandole in modo agile la dove sorge la necessita’ di intervento anchequi a titolo di esempio :
    • scout nelle zone verdi del territorio
    • gruppi di intervento socio/culturale nelle zone con gravi disagi sociali
  • riconoscere il ruolo dei Comitati di quartiere, senza però includerli nella macchina comunale, come anello di congiunzione non partitico tra cittadini ed amministrazione. Costituzione della Rete cittadina dei Comitati di Quartiere.
  • sostenere il ruolo di progetti di impegno civico e di ampia partecipazione numerica quali a puro titolo esemplificativo il progetto Pedibus
  • Modificare il criterio di finanziamento (no ai 300 euro a pioggia alle associazioni) tornando allo spirito originale dell’albo delle associazioni.

Trasparenza

  • redigere un bilancio comunale che sia facilmente leggibile anche da una platea non particolarmente esperta per poter condividere con i cittadini le scelte operate, piu’ concretamente, Pioltello deve dotarsi di un BILANCIO SOCIALE.Il BILANCIO SOCIALE è uno strumento adottato ormai da molte organizzazioni private ed enti pubblici, allo scopo di fornire una visione complessiva e non tecnica del proprio operato, comunicando in modo efficace e misurando l’efficienza delle scelte amministrative, rendendo conto della loro consistenza economica e della loro equità, in termini di impegno delle risorse e di risultati raggiunti. Si terranno così in adeguata considerazione, elaborando obiettivi parametri di riferimento, anche i beni immateriali scarsamente misurabili, quali ad esempio l’inquinamento, la qualità dei servizi, l’efficienza del trasporto pubblico, la qualità dell’aria. L’Ente pubblico, adottando sistemi di rendicontazione sociale, diviene capace di innovare e arricchire la propria comunicazione ai cittadini, alle imprese e agli altri interlocutori istituzionali (stakeholders).BILANCIO SOCIALE dovrebbe essere il vero bilancio dell’Ente, affiancando il tradizionale Bilancio di Esercizio, in modo che anche i non addetti ai lavori possano comprendere l’efficienza e l’efficacia delle iniziative intraprese e delle spese effettuate. I cittadini in questo modo sarebbero aiutati a comprendere il funzionamento dell’ente pubblico e a riconoscere il valore sociale da esso prodotto. La speranza è che, in un Comune dotato di BILANCIO SOCIALE, aumenti il numero di individui che prendano coscienza di potere e dovere essere parte attiva nella comunità, contribuendo in definitiva ad aumentarne il “capitale sociale”, a beneficio della comunità stessa e di tutti gli individui che ne fanno parte.
  • postazioni informatiche a disposizione del pubblico per l’interazione con l’amministrazione comunale in modo semplificato
  • Trasparenza amministrativa: dichiarare prima delle elezioni la squadra degli assessori, riduzione del numero degli assessorati per contenimento dei costi della politica.
  • Istituire un servizio di raccolta e rendicontazione di tutte le segnalazioni che giungono dai cittadini in merito agli interventi necessari sulla viabilita’ arredi urbani mantenimento del verde ecc. Ecc che categorizzi le richieste e fornisca una risposta chiara sulla fattibilita’ dell’intervento e in caso positivo un tempo previsto di implementazione
  • utilizzare lo strumento del sondaggio per verificare il livello di gradimento dei singoli punti del piano delle opere pubbliche
  • trasmettere via internet le sedute del consiglio comunale, depositarne i file video sul sito del comune e mettere a disposizione del pubblico anche queste in modalita’ online la trascrizione delle sedute stesse.
  • far prendere coscienza dei rischi presenti sul nostro territorio potrebbe essere la pubblicazione del Piano di Emergenza Comunale sul sito internet del Comune.
  • inserire la regola che il gettone di presenza per il consiglio comunale (per i consiglieri, assesori e sindaco) venga dato in base al doppio appello (Inzio – Fine)

Proposte degli Scout AGESCI di Pioltello

Proposte degli Scout AGESCI di Pioltello

L’11 Ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato la Comunità dei Capi degli Scout AGESCI Pioltello 1. Dall’incontro sono emerse le seguenti riflessioni e proposte:

Gli Scout AGESCI di Pioltello hanno avviato il percorso per l’iscrizione all’Albo Comunale delle Associazioni, a completamento di una serie di contatti e collaborazioni con l’Amministrazione Comunale, tra cui la dedicazione del parco di via Mozart al fondatore del movimento scout Baden – Powell ed il finanziamento della recente missione in Brasile.

Gli Scout sono interessati a rendere più strutturali e continuativi i rapporti con l’Amministrazione ed essere riconosciuti come una risorsa educativa della città, sulla falsariga di quanto accade in altri Comuni, nei quali agli Scout sono affidati alcuni servizi di pubblica utilità e contribuiscono allo svolgimento di iniziative cittadine, mentre il gruppo di Pioltello si sente attualmente poco presente sul territorio.

Considerando più in generale la politica giovanile, gli Scout sono interessati al progetto del nascente Centro di Aggregazione Giovanile (CAG), perché a Pioltello non ci sono attualmente altri spazi che accolgono i giovani oltre gli oratori. Il CAG deve puntare alto, prendendo il meglio delle esperienze degli omologhi centri di Cernusco e Carugate, offrendo occasioni di crescita agli adolescenti attraverso attività, gite, musica, con la presenza di educatori.

Nonostante la vicinanza alla propria sede (attualmente presso la parrocchia di Maria Regina), gli Scout rilevano la difficoltà ad essere presenti al Satellite ed ad attrarre i ragazzi del quartiere. La presenza degli educatori di strada è positiva, ma deve essere potenziata ed allargare il numero dei ragazzi contattati e coinvolti. Gli Scout sono disponibili a collaborare con le associazioni che già lavorano nel quartiere.

Il passaggio alla proprietà pubblica del Parco delle Cascine, previsto dal Piano di Governo del Territorio, è visto dagli Scout come una opportunità per poter ampliare il rapporto con la natura, caratteristica del movimento, attraverso ad esempio di un’area in cui attrezzare periodicamente un campo a disposizione anche dei gruppi Scout della zona.

Sulla partecipazione di cittadini ed associazioni alla vita cittadina, gli Scout segnalano due esperienze mutuabili da Comuni vicini: da Cinisello, incontri sul programma amministrativo a termine legislatura in cui verificare quanto di quel che era stato scritto è stato fatto e spiegare le motivazioni di quanto non è stato realizzato; da Vignate, la tavola rotonda delle associazioni (ad oggi ancora una proposta) come occasione di mutua conoscenza e di collaborazione ed il coordinamento del calendario delle attività di associazioni, parrocchie e Comune per evitare sovrapposizioni e rafforzare la presenza dei cittadini.

Proposte della Caritas – CACIS

Proposte della Caritas – CACIS

Mitzi Mari

Il 23 Settembre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato Mitzi Mari della Caritas cittadina – CACIS. Ecco le proposte emerse dall’incontro.

Sostegno scolastico

Negli oratori viene svolto il doposcuola per bambini e ragazzi stranieri delle elementari, solo saltuariamente per i bambini italiani. Se ci fossero più volontari, il servizio potrebbe differenziarsi tra l’insegnamento delle basi e l’accompagnamento nello svolgimento dei compiti. Più scoperta la fascia  medie e superiori, dove servirebbe il supporto di personale professionale.

Sono essenziali le comunicazioni tra gli oratori ed i servizi sociali per la segnalazione e intervento di situazioni a rischio.

Adolescenza

Il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) che il Comune sta progettando in rete con le agenzie educative del territorio è una occasione importante a favore degli adolescenti. Nella rete non sono presenti tutti gli oratori e manca il centro di cultura popolare, risorse che vanno coivolte.

L’educativa di strada è  uno strumento essenziale per il successo del CAG, perché in grado di contattare i ragazzi e avviarli alla struttura: va rafforzato aumentando le ore degli operatori.

Stranieri adulti

Partendo dall’assistenza (cibo, vestiario) il CACIS (Centro di ascolto cittadino per gli stranieri organizzato dalla Caritas) s’è arricchito negli anni di servizi più consulenziali (orientamento legale, economico, medico, lavorativo) con personale formato dalla Caritas diocesana. La collaborazione con lo Sportello Stranieri è ottima. C’è l’esigenza di un magazzino in comodato d’uso per il servizio di riutilizzo di mobili.

Il Comune finanzia la scuola di italiano per adulti con la quota riconosciuta a tutte le associazioni di volontariato sociale; questo servizio andrebbe potenziato.

L’esperienza del gruppo Incontri (organizzato dal Comune) che sostiene le mamme straniere nell’apprendimento della lingua e nell’educazione della prima infanzia è stata molto positiva e deve essere ripresa.

La Caritas partecipa alla Consulta Interculturale con propri rappresentanti. Le associazioni di stranieri hanno manifestato l’esigenza di una qualche forma di rappresentanza nella vita civile.

Considerazioni generali

A Pioltello esiste una buona rete di relazioni tra le agenzie sociali ed educative (Caritas, ASL, Comune, Scuole) in particolare per quel che riguarda gli interventi a favore degli stranieri.

La Caritas sta rilanciando il proprio coordinamento cittadino ed è quindi ora in grado di partecipare attivamente a forme di consultazione sul bilancio sociale del Comune (bilancio partecipato).

Per il rafforzamento di tutti i propri servizi, servirebbe una ampia sensibilizzazione al volontariato rivolta a tutti i cittadini.

Negli ultimi anni sta diventando una emergenza la crescente incapacità educativa delle famiglie, su cui è molto difficile intervenire perché le famiglie stesse non s’accorgono di essere in difficoltà o hanno paura di scoprirlo.

Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una città di 32 000 abitanti con una giunta comunale seria, indipendentemente del suo colore politico, se guarda al futuro, ha il dovere di garantire a tutti il diritto di culto.

I musulmani hanno diritto di praticare la loro fede nel rispetto della legalità e devono essere messi in condizione di farlo, devono uscire dalla clandestinità.

I musulmani in Italia sono circa 1 293 700 (Fonte: Caritas / Migrantes 2008) un terzo del totale dei migranti, 50 000 sono cittadini italiani di cui circa 10 000 convertiti. I luoghi di culto islamico in Italia sono quasi 800. Più del doppio rispetto al 2000, ma in Lombardia sono solo 123.

Paradossalmente la “nuova via italiana alla Mecca” passa da Novara dove ha aperto la più grande sala di preghiera, con l’approvazione di un comune leghista.

Il Comune, leghista di ferro, ha imposto delle regole e gli islamici hanno dichiarato di accettarle, dieci punti di “convivenza civile”», per esempio di impegnarsi a parlare italiano quando predicano.

Negli altri stati della Comunità Europea, le moschee sono viste come fattore d’integrazione, solo in pochi stati come l’Italia si vede il Minareto come un “fortino nemico”, si tratta per Pioltello e il centro sinistra che si ricandida alla guida della città di avere il coraggio di  affrontare seriamente la questione del dialogo interreligioso, lasciando da parte le polemiche e incontrando i rappresentanti ufficiali delle varie comunità islamiche per dare una risposta concreta alle attese di una comunità religiosa che deve avere pari diritti ai cattolici, gli ebrei, i protestanti, i testimoni di Geova che hanno già dei luoghi di culto sul nostro territorio senza che nessuna abbia da ridire.

Sicuramente la Comunità Musulmana che si dovrà auto finanziare se la moschea dovesse venire alla luce, deve essere coinvolta seriamente tramite una tavola rotonda che deve interessare tutte le forze politiche e religiose di Pioltello, anche quelle ostile, per cercare insieme di entrare in una logica di rispetto della persona, di diritto di culto e di libertà religiosa.

Fino a oggi, a Pioltello la necessità di una moschea, non è mai stato considerato come un tema importante e spesso è stato oggetto di scontri politici utilizzando la paura del diverso per “spaventare” i cittadini: “ci sono delle moschee clandestine !” come se fosse il peggio che potesse capitare ad una città di periferia, come se Islam dovesse per forza significare guerra religiosa. Basterebbe invitare i musulmani a sottoscrivere un “patto d’ intesa” e chiederli di aderire alla carta dei musulmani d’ Europa, che condanna terrorismo e violenza, vieta tutto quanto sia contro la legge, si richiama «ai diritti dell’ uomo e rifiuta ogni forma di discriminazione razziale e tra i sessi».

Parole, ma anche sostanza.

Un teatro cittadino

Un teatro cittadino

Un rapido giro nella Martesana evidenzia la presenza delle seguenti strutture teatrali pure o usate anche per il cinema:

  • Cinema Teatro Agorà a Cernusco
  • Piccolo Teatro della Martesana a Cassina
  • Cinema Teatro San Giuseppe a Brugherio
  • Cineteatro di via Volta a Cologno
  • Cinema Teatro Argentia a Gorgonzola
  • Teatro Trivulzio a Melzo
  • Teatro Rondinella a Sesto
  • Auditorium Toscanini a Segrate

Possibile che a Pioltello, con i suoi 35000 abitanti, con una fiorente tradizione teatrale ben impiantata nelle scuole (vedi Teatro in Classe e la compagnia teatrale del Liceo Machiavelli) l’unica offerta teatrale sia quella comunale ? Possibile che non ci sia una struttura teatrale degna di questo nome (e non la sala consiliare riadattata alla meno peggio) aperta con continuità con una offerta culturalmente valida?

Certo, ci sarebbe la sala teatrale “Schuster” della parrocchia S. Andrea in via Aldo Moro, che però è desolatamente chiusa tutto l’anno tranne per sporadiche iniziative legate quasi esclusivamente a momenti liturgici particolari (conferenze di Quaresima, spettacoli di Natale, meditazioni mariane) con l’unica eccezione di qualche rilievo la presentazione di un film (di argomento religioso) girato da un ex pioltellese.

Certo, abbiamo la Cascina Castelletto con i suoi spettacoli di cabaret, musicali e performance varie, ma ha pochi posti ed un programma reso noto con il contagocce, settimana per settimana.

Certo, costruire un teatro costa. Certo costa mantenerlo. Certo ci sono altre priorità. Però una città capace di sostenere una Scuola civica di Musica, una città capace di rinnovare la propria Biblioteca, veramente non è in grado di dotarsi anche di un teatro stabile, con cui completare la triade dell’offerta culturale in termini non solo di teatro propriamente detto, ma anche musica, danza, circo – giocoleria.

Se proviamo a porci per un attimo seriamente l’obiettivo di aprire anche a Pioltello una sala teatrale che lavori con continuità, quali sono le ipotesi realisticamente percorribili ? Eccone alcune che a mio avviso meritano un approfondimento perché potrebbero portare in tempi rapidi all’obiettivo:

  1. Estendere l’attuale struttura UCI Cinemas con un “cubo” in più che ospiti il teatro, gestito da una società mista. Pro: sarebbe inserito naturalmente nel flusso di persone che vanno al cinema; avrebbe già il parcheggio; condividerebbe i costi di struttura (guardiania, luce ecc.)
  2. Fare un contratto con la Parrocchia S.Andrea per un uso pubblico della sala, sulla base di un calendario annuale delle attività concordate tra le parti. Pro: non chiede di costruire nulla; sarebbe in centro paese.
  3. Nell’ambito dell’accordo con le proprietà del Parco delle Cascine, far adattare la Chioso o la Vallotta allo scopo.

Lancio la discussione sul progetto, specificando che a mio avviso non è strettamente necessario che sia un progetto comunale, né come proprietà né come gestione operativa. Anzi, ritengo che vi sia ampio spazio per una iniziativa privata, con il Comune che fa da catalizzatore e lanciatore. Ritengo infatti una mezza sconfitta che una città come Pioltello debba “dipendere” dalla mano pubblica per avere una offerta culturale teatrale e non sia capace di produrla in proprio come associazioni, comunità religiose ed altri corpi intermedi.