Archivi autore: Roberto Mauri

Scheda: Cultura

Scheda: Cultura

Città di frontiera, cultura ‘cerniera’

La cultura è fondamentale per Pioltello, nel duplice senso di stare alla base ed essere indispensabile per lo sviluppo e la convivenza cittadina. A rischio di scandalizzare qualcuno, la cultura è per Pioltello altrettanto importante che l’interramento della Casanese, la salvaguardia del Parco delle Cascine, perfino della bonifica del Polo chimico.

Per cultura intendiamo le diverse forme e azioni con le quali una comunità riflette e comprende se stessa, e quindi comunica e condivide tale autocoscienza di se stessa. La possibilità/capacità/volontà di ri-flettere (cioè piegarsi verso l’altro) e di com-prendere (cioè tenere insieme il diverso) è infatti decisiva per Pioltello, città delle ‘mille etnie’ e delle ‘mille culture’. Quale ruolo può in particolare giocare la cultura nei prossimi anni a venire, quale specifico e distintivo contributo può fornire alla futura amministrazione?

La risposta che proponiamo è quella di svolgere una funzione ‘cerniera’, prendendo atto che Pioltello è sempre più una città ‘soglia’, una città ‘al limite’: tra metropoli ed extrametropoli, tra Martesana e bassa padana, tra porta d’ingresso e via di fuga, tra locale e internazionale, tra opportunità e sfruttamento. I rischi di disintegrazione e di implosione, a fronte dei complessi e rapidi cambiamenti che stanno investendo la città è tutt’altro che remoto. La cultura può e vuole essere una possibile cerniera, un lavoro di ‘suturazione’, attraverso il filo delle tante proposte, rispetto alle divisioni attuali e potenziali.

Quali sono allora le ‘cerniere culturali’ di cui abbiamo bisogno? Quali sono i luoghi in cui la cultura può svolgere questo compito? Ne segnaliamo soprattutto due, lasciando aperta la prospettiva di individuarne altre:

  1. una cerniera temporale, che colleghi il germoglio e le radici, ovvero l’esigenza di elaborare il nuovo della città con l’esigenza di rafforare le origini, e così dare senso e direzione al cambiamento
  2. una cerniera spaziale, che colleghi il diversità e appartenenza, ovvero l’esigenza di distinguere e rispettare le specificità delle componenti cittadine, con l’esigenza di accogliere e integrare, e così coniugare identità e multiculturalità.

E’ possibile individuare dei luoghi privilegiati, ad un tempo concreti e simbolici, in cui queste cerniere culturali possono esprimersi, ovvero luoghi dove far incontrare territorio e cultura per evitare una proposta culturale disincarnata?
Anche a questo proposito la risposta è affermativa e tocca punti di estrema attualità: la concreta prospettiva dell’interramento della Cassanese, l’apertura della nuova Biblioteca, la Stazione di Porta, la riqualificazione del Parco delle Cascine, sono altrettanto luoghi ed occasioni per realizzare le ‘cerniere culturali’ di cui sopra. Possiamo al riguardo provare a definire una ipotesi di mappa culturale urbana per i prossimi anni, utilizzando le cerniere come assi ed i luoghi come ambiti di intervento:

Mappa culturale dei luoghi di Pioltello

Le proposte
Quanto sopra descritto intende tratteggiare la visione strategica ed il possibile scenario in cui si inserisce la politica culturale dei prossimi anni. A livello più operativo, tenuto conto degli interventi e dei contributi raccolti sul sito Pioltello 2011, le proposte culturali individuate, ovviamente integrabili ed implementabili, sono le seguenti:

  • attivare un piano di intervento basato sulla ‘sussidiarietà culturale’, ovvero rendere maggiormente protagoniste e responsabilizzare le realtà del territorio (associazioni, gruppi, comitati, singoli cittadini): l’amministrazione comunale modificherebbe il suo ruolo passando da quello attuale di realizzatore diretto di iniziative culturali ad un ruolo di stimolo, facilitatore e finanziatore rispetto a progetti ed iniziative promosse e gestire dalle realtà del territorio. L’amministrazione, secondo una logica di sussidiarietà, interverrebbe non al posto ma in eventuale supplenza rispetto a difficoltà o incapacità del territorio di promuovere attività culturali
  • caratterizzare la nuova biblioteca sul versante dei nuovi media e della alfabetizzazione digitale, con il prioritario compito di operare per ridurre la ‘distanza digitale’ tra le generazioni, valorizzare le nuove generazioni e promuovere una piattaforma comune rispetto all’eterogeneità della nostra popolazione
  • rilanciare e rivisitare la formula attuale della Festa cittadina, in modo da: creare un maggior bilanciamento tra eventi ludico-aggregativi e proposte socioculturali ed artistiche; definire un programma misto tra momenti ‘centralizzati’ ed eventi sul territorio. In particolare, la Festa potrebbe essere resa biennale ed assegnata e ospitata e co-organizzata a turno da un quartiere cittadino, quasi una sorta di ‘Expo Pioltello’.
  • realizzare una ‘Casa delle Arti’ che ospiti mostre, rappresentazioni, eventi, convegni, rassegne e spettacoli, con spazi polivalenti adatti a iniziative musico-cine-teatrali. Si può ipotizzare al riguardo un futuro utilizzo in tal senso di Villa Opizzoni, oppure Villa Trasi, o altre strutture analoghe potenzialmente disponibili nel tessuto urbano, preferibile in questo caso ad una collocazione periferica, anche per il significato simbolico che ciò implicherebbe
  • creare una speciale ‘Mentoring Card’ culturale, ovvero un pacchetto di agevolazioni ed opportunità per la qualificazione e l’aggiornamento culturale delle figure operanti a Pioltello che hanno responsabilità educative verso le giovani generazioni (insegnanti, educatori professionali, allenatori, animatori, …). Si tratta di investire in modo più mirato su coloro che hanno influenza (positivo o negativa) sulla formazione dei minori, in modo da ‘seminare’ cultura per il futuro
  • affiancare alla consolidata iniziativa ‘Teatro in Classe’ una iniziativa di ‘Ethno-theatre’ in modo da favorire la conoscenza interetnica e interculturale, a partire dalle seconde generazioni di immigrati e riproporre eventi di ‘Teatro Forum’, quale modalità per rielaborare esperienze, storie, situazioni problematiche e di incomprensione su base culturale
  • stabilire un fondo (borse di studio) per tesi universitarie su Pioltello

Identità e vocazione

Identità e vocazione

Le città, analogamente alle persone, per poter vivere e svilupparsi in modo armonico, hanno bisogno di due aspetti: una identità, ovvero la consapevolezza di ciò che le rende specifiche e distinte da altre entità territoriali, ed una vocazione, ovvero la consapevolezza di ciò che sono chiamate a realizzare.
Il tema dell’identità cittadina, di cui Pioltello era assai carente, ha rappresentato il filo conduttore dell’impegno delle ultime amministrazioni, già a partire dall’ormai ‘storico’ programma ‘Creare la città’ avviato nel 1997 e che ha portato, tra l’altro e non a caso, Pioltello ad acquisire anche ufficialmente lo status di Città.
Possiamo senza dubbio affermare che le scelte urbanistiche, sociali e culturali operate in quegli anni miravano in modo sinergico a dare e rafforzare a Pioltello una identità percepibile, riconoscibile e presentabile sia ai suoi cittadini che alle realtà ad essa esterne.

Quali sono i tratti principali dell’identità cittadina pioltellese frutto di questo periodo? Ne citerei, tra gli altri tre: l’unità plurale, ovvero la capacità di coniugare il diverso in uno scenario comune senza mortificare la singole componenti; l’assetto variabile della città, ovvero la capacità di procedere a velocità diverse evitando gravi sbandamenti; la resilienza ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la convivenza a fronte delle difficoltà subite.

Nel corso di questi ultimi quindici anni si sono fatti molti e importanti passi avanti sul tema dell’identità cittadina, tanto che oggi è possibile ritenere questo aspetto sostanzialmente acquisito.
Si tratta ora di procedere con lucidità e coraggio nel lavoro di definizione della vocazione di Pioltello, del ruolo e del compito che la nostra città può svolgere per realizzare pienamente le sue potenzialità.
Le principali pedine sono state praticamente sistemate sulla scacchiera: interramento Cassanese, salvaguardia Parco Cascine, valorizzazione centri storici, delocalizzazione attività industriali, bonifica polo chimico, nuova stazione interscambio, nuovo centro sanitario.
Questi aspetti non vanno considerati separatamente ma elementi da attivare in modo sinergico: tutte pedine in grado di giocare al meglio la partita che sta iniziando.
La prossima amministrazione avrà infatti il compito di sviluppare la vocazione cittadina nei nuovi scenari che si aprono, primo fra tutti quello di Expò 2015, ovvero far compiere a Pioltello il definitivo salto di qualità. E’ necessaria una strategia di gioco adeguata, che valuti bene gli schieramenti in campo, i progetti da sostenere, le sfide da raccogliere.
In questa prospettiva, già si possono indicare almeno un paio di elementi che sembrano caratterizzano la vocazione di Pioltello: quello di funzionare come ‘porta’, ovvero realtà in grado di ‘filtrare’, in grado sia di separare e mettere in contatto area metropolitana e area Martesana, a livello economico, ambientale e culturale; quello di produrre ‘sostenibilità multietnica’, ovvero la possibilità di inventare nuovi modelli di convivenza e integrazione urbana a partire dalle differenze e non dalla standardizzazione.

Roberto Mauri