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Ciao Ciao… busta di plastica!

Ciao Ciao… busta di plastica!

Come fare a meno delle buste di plastica? Come trasportare i prodotti che acquistiamo nei centri commerciali o nei supermercati o semplicemente per trasportare qualcosa? Questa è la domanda che mi è stata posta da una collega (grande consumatrice di sachetti di plastica e frequentatrice di centri commerciali…) dopo aver mostrato il suo dissapunto diffronte alla notizia, dal 1 gennaio 2011, che i “suoi” sachetti di plastica non sono più utilizzati nella piccola e grande distribuzione; e terminata la sua scorta si doveva organizzare in modo differente…
Non è un caso che l’Italia sia tra i principali consumatori di buste di plastica al mondo, un risultato di cui non dobbiamo andare fieri visto le buste realizzate in polietilene, un materiale che rilascia sostanze tossiche nell’ambiente.
Quindi via con la fantasia nel organizzarci in modo differente; per esempio le borse in tessuto che ci sono state regalate durante qualche fiera; bisognerà quindi cercarle nei cassetti o negli armadi. Possono essere adatte anche delle vecchie borse di paglia o quelle che si usano per portare gli asciugamani in spiaggia. Si potrebbero anche recuperare dalle soffitte o dalle cantine e rimettere in azione i trolley della spesa delle nostre mamme e nonne…
Comunque il lavoro da fare per contrastare la logica dell’usa e getta è ancora lunga però credo e sono convinto che sia giunto il momento di “produrre” meno rifiuti…
Quindi cari sacchetti di plastica, che avete in qualche modo segnato il nostro ambiete, ti dico: Ciao Ciao…

Inclusione Sociale

Inclusione Sociale

(Bozza di Scheda, da completare)

Inclusione sociale…

Il concetto di marginalitá descrive la condizione secondo la quale una persona, all’interno di un contesto socio-economico e relazionale definito, vive i presupposti dell’esclusione di fronte alla difficoltá di accesso ai canali ed alle risorse per l’integrazione sociale.
Mi sembra opportuno partire definendo il concetto di marginalità prima di proporre idee e riflessioni sul tema dell’inclusione sociale molto caro a “Pioltello 2011”; dove più volte in modo trasversale ha incrociato pensieri sulle nuove o vecchie forme di “povertà” presenti sul nostro territorio e per questo motivo anche questa volta vuole sintetizzare il suo pensiero dove emergano i valori cari a questa piattaforma di pensiero e alla tradizione della “Lista per Pioltello”; chiaramente utilizzando il metodo del confronto con tutti coloro che vorranno farlo.
Ogni riflessione deve essere guidata dalla consapevolezza che l’azione di contrasto alla povertá si trova a fronteggiare da un lato l’aumento dei bisogni e della domanda di prestazioni e servizi relativi alle problematiche emergenti, dall’altra le difficoltà generali in merito alle risorse economiche disponibili. Acquistano valore perciò il consolidamento e l’ottimizzazione del sistema dei servizi e delle prestazioni in atto, il perseguimento dei principi di sussidiarietá e di solidarietá, valorizzando i rapporti con il modo del volontariato ben presente sul nostro territorio.
Quindi l’azione di contrasto alla “povertà” deve essere presente tra le scelte che un’amministrazione comunale, nelle proprie competenze, può e deve fare sostenendo sempre la rete della solidarietà e garantendo il diritto di cittadinanza e di partecipazione di tutte le persone in modo particolare di chi per differenti motivi non può far ascoltare la propria voce: anziani soli e/o non autosufficienti, disabili, disoccupati, giovani, migranti in difficoltà…
La solidarietà sociale deve comprendere:

Inserimento delle persone isolate

  • centro diurno per anziani; in cui sia possibile svolgere attività di intrattenimento, consumo dei pasti ecc;
  • realizzazione di una casa di riposo per anziani non autosufficienti, compatibilmente con le politiche di accreditamento regionali;
  • istituire un “registro comunale” delle persone abilitate nella cura degli anziani;
  • estensione degli orti sociali, rivedere i criteri d’assegnazione.

Accessibilità alla casa

  • mini alloggi per anziani con spazi comuni (mensa + servizi di accompagnamento); collocazione ideale è la ex scuola elementare di Limito, apertura ad un approccio privato – pubblico;
  • agevolare l’accesso all’edilizia convenzionata per le giovani coppie o giovani “single”;
  • vigilare affinché tutti i progetti di edilizia debbano contenere degli obbiettivi che riuniscono sociale e urbanismo;
  • quote obbligatorie di appartamenti in affitto nei nuovi insediamenti.

Lotta contro tutte le discriminazioni

  • Nel piano di diritto allo studio occorre filtrare meglio sui bisogni di inclusione sociale: multiculturalità, prevenzione al disagio ecc.

Risposte ai bisogni specifici degli anziani e delle persone a mobilità ridotta

  • abbattimento di tutte le barriere architettoniche sulle strutture di funzione pubbliche obsoleti;
  • redigere un elenco di misure per agevolare l’uso dei marciapiedi, il collaudo dei marciapiedi rifatti si fa in compagnia di un disabile in carrozzella;
  • far rispettare con maggior severità gli spazi riservati ai portatori di handicap nei parcheggi del nostro territorio.

Scheda: Giovani

Scheda: Giovani

L’azione verso i giovani della nostra città deve essere sostenuta da una  “politica  giovanile”  che abbia l’intenzione di accompagnare e  sostenere i giovani nel loro passaggio  delicato alla vita adulta e renderli partecipi del loro cambiamento; e di conseguenza della loro/nostra città.

L’azione e l’intenzione delle politiche giovanili devono essere solo ed esclusivamente educative.

Non parliamo di  politiche giovanili basate su una serie di eventi a pioggia; ma di pensieri, riflessioni applicate attraverso  interventi che abbiano un’intenzionalità educativa e duratura nel tempo che partano anche dai loro progetti di partecipazione.

Le politiche giovanili devono prevedere:

  • Lo sguardo educativo al centro delle riflessioni e delle scelte del territorio,
  • la loro partecipazione alla vita della città,
  • creare e diffondere Opportunità  Culturali ed Educative,
  • favorire la loro vita Associativa,
  • promuovere percorsi di Inclusione Sociale,
  • lavoro  di rete tra le varie agenzie educative presenti sul territorio (scuole, servizi sociali, oratori, associazioni, gruppi,
  • tutela delle fasce più deboli.

Per applicare queste priorità in azioni concrete le politiche giovanili devono essere sopportate dall’elaborazione di una rete di progetti che in modo trasversale affrontino queste tematiche:

  • cittadinanza attiva,
  • formazione,
  • autonomia dei giovani,
  • sostegno dei giovani a rischio,
  • informazione e comunicazione,
  • sport e cultura,
  • promozione del benessere e prevenzione,
  • volontariato,
  • promozione di pari opportunità,
  • formazione professionale e lavoro,
  • promozione dei diritti.

Strumenti e “luoghi di pensiero” per le politiche giovanili:

  • Consulta “dei e per” i  giovani luogo di confronto delle problematiche giovanili (formata dall’assessore competente, giovani rappresentativi di associazioni sportive, culturali e religiose del territorio, responsabili delle agenzie educative e  servizi sociali)
  • agenzia delle politiche giovanili (educatori ed uffici competenti del comune),
  • carta del giovane (Documento elaborato dalla stessa consulta a sostegno dei diritti e delle opportunità per i giovani).

 

Servizi a sostegno delle politiche giovanili:

  • Educativa di strada nei  “non luoghi” della nostra città (esempio: il cinema, le piazze, i parchetti ecc).  Sarà prioritario ridare significato, attraverso presenze educative,  quei luoghi dove i nostri giovani “vagano” indisturbati e nell’anonimato,
  • sportello giovani all’interno della biblioteca comunale,
  • poli  educativi di quartiere di I livello; utilizzando gli spazi pubblici già esistenti (scuole, centri civici) con aperture pomeridiane a sostegno dei ragazzi con un lieve disagio segnalati dalle scuole e/o servizi sociali,
  • CAG cittadino (già in via di progettazione)  come “casa del giovane”; luogo per convergere attività aggregative di II livello (esempio: sala prove, sportello giovani artisti, sala con proiettore, gestione di un portale,  promotrice di eventi di diverso genere a livello cittadino, ecc),
  • sostegno individualizzato verso i giovani di fascia debole,
  • sostegno alle famiglie attraverso percorsi alla genitorialità.

Il candidato/politico che sappia ascoltare…

Il candidato/politico che sappia ascoltare…

Ho sempre ammirato, anzi, invidiato quelli che hanno risposte giuste a tutte le domande, in tutte le occasioni. Io invece ho solo domande… Soprattutto sulle cose importanti e il futuro del mio quartire e città dove vivo lo è.
Ultimamente in testa mi frullano tante domande come: “Chi fa politica; ascolta continuamente la realtà e come lo fa?”.
“Dovrebbe” essere propria di colui fà politica la capacità di un ascolto…”competente”.
Proporre un programma elettorale e successivamente (indipendentemente dal risultato politico) operare efficacemente presuppone l’aver prima osservato, analizzato e soprattutto ascoltato.
Attraverso l’ascolto chi fa politica, con maggior raggione se si sta scrivendo un programma elettorale, può cercare di avvicinare il punto di vista e il sentire anche emotivo dell’altro, anche quello più lontano dal suo.
Solo attraverso l’ascolto successivamente si può rappresentare una cittadinanza nella rappresentazione delle varie situazioni nei luoghi istituzionali…
Per questo sarebbe, “fantasioso”, ideale ad ogni persona impegnata in politica dargli la “tessera del ascolto”. E qualora gli venisse, dalla collettività, ritirata deve iscriversi ad una scuola “del ascolto”…

Perchè parlare di BEN-ESSere in un programma elettorale?

Perchè parlare di BEN-ESSere in un programma elettorale?

Perchè parlare di BEN-ESSERE in un programma elettorale? Perchè il contrario sarebbe MAL-ESSERE, e se ne parla già molto, forse troppo…
E poi ben-essere è un argomento un pò particolare: nel momento in cui se ne sta parlando, già lo si stà praticando.
A differenza, ad esempio, dello sport, dove tutti sono Del Piero (o altri per altre fedi calcistiche), ma comodamente seduti sul divano o davanti a un bianchino nel bar sotto casa, come si usava una volta…
La differenza sta tutta nel fatto che si è protagonisti del proprio benessere e anche quello dell’intera cittadinanza scrivendo o appoggiando un programma elettorale, mentre se segna Del Piero, è solo merito suo…

Dialogo coi giovani

Dialogo coi giovani

Cosa si può realizzare per i Giovani?
Molto spesso mi sento fare questa domanda come educatore:
“Cosa si può fare per i giovani?”
oppure più semplicemente:
“Cosa pensano i giovani?”
La risposta più semplice anche la più sbrigativa che normalmente offro è la seguente:
“Bisogna saper e voler dialogare con loro.”
A questa mia risposta la maggior parte delle volte si chiude il discorso.
Ahimè…
Oggi provo ad aprire il “Dialogo” anzi provo a “programmare un dialogo”.
Il dialogo inizia a monte dell’incontro tra educatore ed educante (adulto/giovane) quando l’uno si domanda su cosa dialogherà con l’altro.
In molte situazioni il dialogo fallisce perché i loro realizzatori sono partiti da una visione personale della realtà. Perché non hanno preso in considerazione, neppure per un istante, i giovani come esseri in situazione ma solo come oggetti occasionali della loro azione educativa o politica.
Saper comunicare con i giovani significa saper impostare a lunga distanza un “Dialogo”; quindi non scrivere un programma elettorale con dei contenuti “affrettati” per i giovani ma tentar di creare percorsi e riscoprire dei luoghi per avviare dei “dialoghi programmati” con i giovani.
Sarebbe bello e mi auguro auspicabile inserire nel programma elettorale sotto il punto giovani:
“Sapremo dialogare con i giovani non in modo occasionale ma durativo dove ogni luogo pubblico e privato diventino occasioni per saper ascoltare le loro realtà.”
Credo che sia giunta l’ora di dedicare tempo ad un dialogo continuativo con loro e non solo ed esclusivamente a corrente alterna in prossimità delle elezioni.
Impariamo a creare occasioni pensate per DIALOGARE.