UN CODICE ETICO PER IL COMUNE DI PIOLTELLO ?

UN CODICE ETICO PER IL COMUNE DI PIOLTELLO ?

 

 

 

 

 

 

 

 

                         Era da un po’ che pensavo ad un articolo su Pioltello 2011 sull’opportunità di dotare il comune di Pioltello di un codice etico quando è scoppiato il caso Penati che oltre a un “problema di etica pubblica” (la frase, è del senatore Pd Casson) ci ricorda che la corruzione in politica non è ne di destra ne di sinistra e ripropone con urgenza il problema della morale in politica e di un’etica che valga per tutti.

“La presunzione di innocenza vale sul piano giudiziario ma non su quello politico”,

ha scritto ad esempio Eugenio Scalfari il 28 luglio 2011, a trent’anni esatti dalla celebre intervista che il fondatore di Repubblica raccolse dall’allora segretario del Pci Enrico Berlinguer.

In quel colloquio, Berlinguer affermava che “la questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera. La questione morale nell’Italia di oggi fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande e con i metodi di governo di costoro”.

Navigando nel sito del comune di Pioltello non ho trovato traccia di un codice etico. Sicuramente giunta e dipendenti comunali amministrano e lavorano con lealtà, correttezza e imparzialità ma perché non dotarci di un documento che ribadisca l’ovvio impegno al rispetto delle norme, ai valori dell’onestà, dell’integrità, della responsabilità, della lealtà, dell’imparzialità ?

Ma prima di vedere cosa dovrebbe contenere il nostro codice etico, vorrei ribadire a cosa serve un codice etico che oramai anche molte aziende adottano.

Secondo la definizione, l’etica è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati, il termine codice etico definisce quell’insieme di principi di condotta che rispecchia particolari criteri di adeguatezza e opportunità, in riferimento a un determinato contesto culturale, sociale o professionale.

Il “codice etico” rimanda quindi all’antica e complessa problematica della morale ovvero dell’esistenza, o meno, di principi universali ai quali dovrebbero ispirarsi le azioni dell’uomo. In particolare, il termine “codice etico” acquisisce un suo valore specifico nella contemporaneità, proprio quando, parallelamente all’indebolimento dei cosiddetti “pensieri forti” tradizionali (le ideologie politiche, filosofiche e religiose che dettavano in modo rigido le norme della convivenza sociale), si assiste alla crescente domanda di regole di deontologia capaci di determinare i limiti e le condizioni della prassi umana in particolari contesti.

Tornando al Comune di Pioltello nella mia mente il nostro Codice Etico, che dovrebbe essere sottoscritto dai dipendenti e dai politici dovrebbe contenere dei concetti che elenco ma che invito tutti a completare:

- Definire i destinatari: Collaboratori, Dipendenti, Amministratori, Responsabili, Società Partecipate …

- Definire i valori: onesta, integrità morale, responsabilità, lealtà, obiettività, rispetto dei valori di interrelazione con gli altri, promozione del dialogo e dialettica all’interno del consiglio comunale, uso occulto dei beni della società e senso di appartenenza …

- Definire l’ambito di applicazione: dipendenti comunali, amministratori e terzi con i quali il Comune di Pioltello intrattiene rapporti …

- Verificare l’efficacia del codice nei confronti dei dipendenti, dei collaboratori e degli Amministratori e di terzi.

- Ridefinire i rapporti interni ed esterni: tramite le risorse umane, la politica di selezione del personale, le pari opportunità, l’ambiente di lavoro e la sicurezza, l’utilizzo di attrezzature e strutture comunali …

- Ribadire il divieto di offrire o concedere a terzi nonché accettare o ricevere da terzi, direttamente o indirettamente, anche in occasione di festività, donativi, benefici o altre utilità …

- Regolamentare l’uso della posta elettronica e in generale l’accesso a Internet tramite le strutture comunali …

- Definire la nozione di conflitto d’interesse sia per i dipendenti che per gli amministratori e gli eletti …

- Definire degli obblighi di riservatezza da parte dei dipendenti comunali, del personale non dipendente …

- Definire i rapporti con i fornitori e con Enti Pubblici …

- Definire dei controlli interni e delle modalità di segnalazione dei comportamenti sanzionabili, delle sanzioni ….

            All’interno dell’amministrazione comunale ciascuno deve operare nella legalità e vigilare affinché tutti i soggetti tenuti al rispetto del Codice osservino le leggi e le norme vigenti evitando che commettano reati e qualsiasi altro tipo di illeciti. Ciascuno deve evitare ogni condotta che possa facilitare o far sospettare il compimento di qualsiasi illecito, minare la fiducia dei portatori di interesse o turbare la tranquillità dell’ambiente di lavoro.

Il caso di Penati non è isolato, purtroppo vicende simili, di corruzione nella pubblica amministrazione, sono successe anche in altre regioni. E’ evidente che c’è un problema di etica pubblica. Di fronte a questo, dobbiamo riflettere e agire prima e di più.

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