Il 14 luglio 1789, presa della Bastiglia, è una data che sta negli annali della storia mondiale e per molti è uno spartiacque verso la società moderna in cui noi viviamo nel mondo Occidentale.
Il 14 luglio 2011 è una data che resterà sicuramente negli annali della nostra modesta storia locale, legata ad uno dei pochi eventi Pioltellesi – forse l’unico – salito (tristemente) fino agli onori delle cronache Europee ed internazionali: la bonifica delle discariche nell’area della (ex) Sisas. Mentre sull’area ancora insistono polemiche ed indagini giudiziarie, finalmente una delegazione di cittadini ha potuto varcarne i cancelli e fare una ricognizione dei lavori di bonifica, vedendo con i propri occhi quanto è stato fatto e assegnando coordinate concrete all’area il cui futuro è ad oggi ignoto.
Accompagnati dal Sindaco Concas, dal funzionario ministeriale Dr. Capobianco e dal consulente tecnico Prof. Beretta, Assessori e Consiglieri comunali hanno potuto visitare il sito della ex-Sisas, insieme anche ad una delegazione di cittadini Limitesi del Comitato di Quartiere, che è sempre stato vigile ed attivo sull’argomento. La Lista per Pioltello era presente con i suoi tre consiglieri, Premoli, Moretti e Di Vito, oltre che con l’Assessore Fallini, memoria storica della gestione della bonifica.
Curiosità ed interesse, dialogo e soddisfazione per il momento di partecipazione sicuramente positivo per l’Amministrazione e la cittadinanza, stupore e sbigottimento per la mole di materiale rimosso ed una morsa allo stomaco di fronte alle immense voragini rimaste a conclusione dei lavori di rimozione dei rifiuti dalle tre discariche, aperte verso il cielo quasi come occhi e braccia dei cittadini, obbligati ad attendere dall’alto per anni ed invano il giusto risarcimento per il danno ambientale subito dal territorio Pioltellese e dalla sua popolazione, che ha convissuto per anni con il disagio sociale causato dalla minaccia ecologica e dal ricatto occupazionale, sapientemente sfruttato in Italia da una cricca affaristico-politica che poi negli anni – vera beffa del destino – si è saputa addirittura riproporre nella gestione del miliardario affare delle bonifiche.
Storie di malaffare che si sono sovrapposte a narrazioni umane, tanto che sui volti di alcuni consiglieri e cittadini in visita alla ex-Sisas si leggeva l’emozione di chi in quella fabbrica aveva lavorato e di chi per i problemi generati da quella fabbrica ha speso parte della sua giovanile, e poi matura, esperienza politica.
Solo qualche tubo ancora testimone di una chimica che sbagliava, e la grande torre evaporativa a profilo iperbolico che forse resterà come memoria e monito, quale che sia la futura riqualificazione dell’area. Mentre si divagava sul passato, presente e futuro e sui destini del mondo intero, abbiamo persino immaginato di vedere un giorno una piattaforma girevole ed un ristorante panoramico in cima alla torre …
In modo molto suggestivo la visita si è conclusa presso il punto dove convergono tutti i tubi in polietilene, convogliando l’acqua emunta dalla barriera idraulica a protezione della falda acquifera e scaricata nella roggia un uscita verso Sud: un torrente di acqua fresca ed il rumore della natura in un luogo che altrimenti puzza solo di deserto e di morte.
Un torrente di acqua fresca che ci auguriamo porti con sè la rinascita di un luogo e di una comunità, in un’Italia di cittadini che hanno appena scelto l’acqua per riappropriarsi dei beni comuni, in un Comune che ha voglia di poter decidere il bene dei propri cittadini.

