Da Boeri ad Elio e Mourinho passando per Pioltello

Da Boeri ad Elio e Mourinho passando per Pioltello

Il tempo della tranquillità estiva è ideale per crogiolarsi nelle divagazioni con un po’ di leggerezza e concedere qualche spazio alla fantasia. Curiosando tra le notizie sul web, mi sono ritrovato a seguire un inatteso e suggestivo percorso tra Pioltello, Mourinho e Stefano Boeri che apre un’accattivante prospettiva sul nostro Parco delle Cascine. In mezzo, sono pure riuscito ad aprire una finestrella su Elio e le Storie Tese, che – secondo il mio personalissimo punto di vista – sono stati tra i più fini ed acuti analisti politici dell’ultimo ventennio (ironicamente autoproclamandosi, per par condicio, gruppo simbolo dei giovani di Forza Italia…). Il buon Elio, poi, è anche un grande tifoso dell’Inter, ma qui divagherei troppo…

Elio, Mourinho, Boeri, Pioltello, Inter…

Tutto parte da un articolo di Pier Vito Antoniazzi, apparso su ArcipelagoMilano a settembre 2010: “Boeri può essere il nostro Mourinho”, che prende le mosse da un amarcord dell’autore circa le sue frequentazioni calcistiche, con il futuro archistar, in un campetto di Pioltello negli anni ‘70. Mi è piaciuto immaginarlo a margine della Pioltello di allora, che non ricordo ma che sicuramente terminava con una immensa distesa prativa al di là della Cascina Dugnana. Magari su quel campetto ci stavano pure Rizzi, Finazzi, Moretti e Fallini … ce lo diranno loro se leggeranno questo articolo estivo. Boeri invece a Pioltello non l’abbiamo più visto, ma abbiamo letto tanto di lui, per le sue realizzazioni ed anche per il grande progetto dell’orto planetario collegato ad Expo 2015, nella zona espositiva prevista a Nord-Ovest di Milano. Qui a Est, invece, stavano per recapitarci ad inizio 2009 lo stadio dell’Inter, proprio nel Parco delle Cascine. Un anno e mezzo dopo vi avremmo festeggiato forse il Triplete del grande Mou, ma non ci sarebbe rimasto nemmeno un orticello, mentre Boeri stava lì a pensare al grande orto mondiale. Le cose sono poi andate come sono andate, lo stadio dell’Inter è rimasto dov’era e Pioltello ha oggi il suo Piano di Governo del Territorio, che prevede la possibilità per il Comune di divenire proprietario della gran parte del Parco delle Cascine, con l’intenzione programmatica di farne al più grande area verde pubblica ad Est di Milano, con destinazione agricola. Molto si è detto e molto si è scritto a questo proposito su Pioltello 2011.

Cosa c’entrano Elio e Boeri?

Elio sembra uno che scherza solamente, ma in realtà ha capito meglio di tutti alcuni concetti sulla questione Expo e ha scritto una lettera a Pisapia e Formigoni, che riporto integralmente perché ritengo un crimine eliminarne una sola riga:

“Roberto Formigoni andrà all’inferno. Uno come lui, che appartiene a Comunione e liberazione e dice di credere in Dio, deve sapere che la cementificazione è uno dei peccati più gravi che possono essere commessi. Certo, quando sono state scritte le Tavole della Legge, quel peccato non esisteva ancora e non era neppure immaginabile, ma se fossero scritte oggi, le Tavole della Legge, la cementificazione sarebbe uno dei peccati più gravi in assoluto, perché ha conseguenze pesanti sulla vita nostra, dei nostri figli e dei figli dei figli.

Io sono nato in una zona di Milano in cui negli anni Ottanta sono state costruite quattro torri, orribili. Sono ancora lì. E sono vuote. Vogliamo continuare così? L’Expo di Milano 2015 era nato con una idea bellissima: creare degli orti planetari con le coltivazioni di tutto il mondo. Finita l’esposizione universale, sarebbe rimasto alla città un grande parco con le biodiversità del pianeta: una cosa che non esiste in nessuna altra parte del mondo. Ma ora l’Expo si sta invece dimostrando un trucco: prendere aree che oggi sono agricole e trasformarle in aree edificabili, cementificando e costruendo l’equivalente di venti nuovi Pirelloni, il grattacielo di via Melchiorre Gioia detto Formigone, costruito come nuova sede della Regione dopo aver abbattutto il Parco di Gioia, altro grave crimine o peccato. La volontà dei cittadini milanesi si è espressa in modo molto chiaro nel referendum del 12 e 13 giugno. Oltre ai quattro referendum nazionali, a Milano ce n’erano altri cinque, consultivi, sull’ambiente. Uno di questi chiedeva: volete che resti a parco l’area dell’Expo, una volta finito l’evento del 2015? Hanno vinto i sì. Dunque Formigoni non può andare contro la volontà dei cittadini. I milanesi che hanno espresso la loro volontà in modo tanto chiaro, adesso devono farsi sentire.

Altrimenti continuerà a succedere quello che è successo in questi vent’anni di cattiva amministrazione della città. In questi decenni sono scomparse tante cose che caratterizzavano Milano: la Centrale del latte, la Fiera campionaria… E la Scala? È stata oltraggiata dal restauro. Non è stata restaurata: le hanno aggiunto sul tetto una clinica svizzera. L’anima di una città è fatta di tante cose concrete. Ebbene, la cosa più grave successa a Milano in questi anni è che ha perso la sua anima. E i cittadini hanno così perso il legame con la loro città.

La grandezza della idea dell’Expo era poter fare qualcosa che mostrasse la città com’era, collegandola alla città che sarà. Invece si è passati alla furbata di prendere prati e trasformarli in cantieri e poi in palazzi e grattacieli. Così un’area che valeva uno viene trasformata in un affare che vale mille. Soldi e cemento. Ma chi ci guadagna? Non certo noi cittadini, non certo i nostri figli e i figli dei nostri figli. Allora, milanesi, alzate la voce! Facciamo rispettare la nostra volontà espressa nel referendum. E tu, caro sindaco Giuliano Pisapia, non cadere nel tranello di Formigoni, che ti dice: o fai come dico io, oppure l’Expo non si fa e Milano farà una figuraccia planetaria. Così dicono: o si fa come vogliono loro, o niente. Ma è possibile? Non si riesce davvero a salvare il parco degli orti, o almeno a costruire di meno? Io credo che se i cittadini faranno sentire la loro voce, potremo evitare una nuova, inutile supercementificazione, fatta con la scusa dell’Expo. Formigoni deve pensarci, altrimenti l’inferno lo aspetta.”

Boeri, lo ha capito bene e lo spiega bene Elio, fu coautore del progetto degli orti planetari grazie a cui Milano si aggiudicò l’Expo: progetto oggi snaturato e passato dalla valorizzazione dell’ambiente a quella immobiliare, come spiega Davide Vecchi su “Il Fatto Quotidiano”, esattamente il contrario di quanto si sta tentando di fare a Pioltello sul Parco delle Cascine, con l’intento di salvarlo dall’uso immobiliare e farne un’area agricola pubblica.

In conclusione, tra un amarcord e l’altro, star e archistar, io direi che potremmo sicuramente assegnare ad Elio la tessera ad honorem della Lista per Pioltello ed invitare Boeri a darci una mano per fare sul Parco delle Cascine l’orto che voleva fare per Expo 2015.

E Mourinho? Se riuscissimo a fare una cosa del genere, Elio scriverebbe una canzone per farlo tornare all’Inter e vincere un altro Triplete…

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