LE DIFFERENZE TRA LA DESTRA E LA SINISTRA

LE DIFFERENZE TRA LA DESTRA E LA SINISTRA

 

 

 

 

 

 

 

 

Proverò con queste poche righe a dare dei punti di riferimento forzatamente di parte, ma conto ovviamente sui lettori di questo sito per arricchirli.

Riassumiamo però comunque alcune informazioni raccolte qua e là dai classici della politica.

  • Dal punto di vista cronologico possiamo far risalire la divisione tra destra e sinistra all’epoca della rivoluzione industriale in Inghilterra, con Tory (DX) e Labour (SX), i quali, rispettivamente, difendevano i privilegi della classe ricca, i nobili, gli industriali, e i diritti dei lavoratori delle fabbriche (che, di diritti ne avevano ben pochi).
  • Ogni società di “uomini” ha bisogno di essere organizzata, e, a seconda che uno sia di “destra” o di “sinistra”, la organizzerebbe in modo diverso.
    A volte, costruendo questa organizzazione, è necessario limitare le libertà ed i diritti dei cittadini per il bene di un “ente superiore” la cui soddisfazione è superiore al bene del singolo cittadino.
    La differenza tra destra e sinistra, a questo punto, risiederebbe nell’individuazione di questo ente superiore.
    Sembra che la destra identifichi questa realtà nello stato, mentre la sinistra lo individua nella collettività, nell’insieme delle persone. La differenza è sottile, ma sostanziale.
  • Di solito, i partiti di sinistra si distinguono dai partiti di destra e dai partiti conservatori perché vogliono trasformare la società. I conservatori sono quelli che vogliono conservare quello che c’è, i partiti di sinistra lo vogliono trasformare.
    Ma per trasformare sono necessari principi e ideali che giustifichino la trasformazione: bisogna giustificare la trasformazione e trovare le forze ideali che mobilitino energie.
    La differenza fra il conservatore e il riformatore è che il conservatore non ha bisogno di giustificare la conservazione, invece colui che vuole riformare la società deve giustificare, deve motivare, dire perché la vuole, e non può farlo se non ricorrendo a grandi principi.
  • La destra vorrebbe sostituire le “svalutazioni competitive”, effettuate fino al 1996 nel periodo antecedente la moneta unica, con una “flessibilità” dei lavoratori che significa, di fatto, la libertà di estromettere immediatamente chi non è funzionale al profitto.
    La sinistra, pur riconoscendo l’attuale necessità di flessibilità, deve garantire adeguati ammortizzatori sociali atti ad un rapido reinserimento produttivo del lavoratore.

Che cosa differenzia i partiti di sinistra ?

A destra: l’uomo è al servizio dell’economia. Il denaro è la ricompensa principale del successo economico.  

A sinistra: l’economia è al servizio dell’uomo.  

Il vivere meglio è la ricompensa del successo economico.

La nozione di decrescita cioè la riflessione sull’utilizzo delle produzioni e la limitazione del loro impatto sul pianeta è una concetto di sinistra in opposizione radicale al capitalismo.

Come diceva Norberto BOBBIO: “Non stiamo a sottilizzare su queste differenze. Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza”

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