Inclusione Sociale

Inclusione Sociale

(Bozza di Scheda, da completare)

Inclusione sociale…

Il concetto di marginalitá descrive la condizione secondo la quale una persona, all’interno di un contesto socio-economico e relazionale definito, vive i presupposti dell’esclusione di fronte alla difficoltá di accesso ai canali ed alle risorse per l’integrazione sociale.
Mi sembra opportuno partire definendo il concetto di marginalità prima di proporre idee e riflessioni sul tema dell’inclusione sociale molto caro a “Pioltello 2011”; dove più volte in modo trasversale ha incrociato pensieri sulle nuove o vecchie forme di “povertà” presenti sul nostro territorio e per questo motivo anche questa volta vuole sintetizzare il suo pensiero dove emergano i valori cari a questa piattaforma di pensiero e alla tradizione della “Lista per Pioltello”; chiaramente utilizzando il metodo del confronto con tutti coloro che vorranno farlo.
Ogni riflessione deve essere guidata dalla consapevolezza che l’azione di contrasto alla povertá si trova a fronteggiare da un lato l’aumento dei bisogni e della domanda di prestazioni e servizi relativi alle problematiche emergenti, dall’altra le difficoltà generali in merito alle risorse economiche disponibili. Acquistano valore perciò il consolidamento e l’ottimizzazione del sistema dei servizi e delle prestazioni in atto, il perseguimento dei principi di sussidiarietá e di solidarietá, valorizzando i rapporti con il modo del volontariato ben presente sul nostro territorio.
Quindi l’azione di contrasto alla “povertà” deve essere presente tra le scelte che un’amministrazione comunale, nelle proprie competenze, può e deve fare sostenendo sempre la rete della solidarietà e garantendo il diritto di cittadinanza e di partecipazione di tutte le persone in modo particolare di chi per differenti motivi non può far ascoltare la propria voce: anziani soli e/o non autosufficienti, disabili, disoccupati, giovani, migranti in difficoltà…
La solidarietà sociale deve comprendere:

Inserimento delle persone isolate

  • centro diurno per anziani; in cui sia possibile svolgere attività di intrattenimento, consumo dei pasti ecc;
  • realizzazione di una casa di riposo per anziani non autosufficienti, compatibilmente con le politiche di accreditamento regionali;
  • istituire un “registro comunale” delle persone abilitate nella cura degli anziani;
  • estensione degli orti sociali, rivedere i criteri d’assegnazione.

Accessibilità alla casa

  • mini alloggi per anziani con spazi comuni (mensa + servizi di accompagnamento); collocazione ideale è la ex scuola elementare di Limito, apertura ad un approccio privato – pubblico;
  • agevolare l’accesso all’edilizia convenzionata per le giovani coppie o giovani “single”;
  • vigilare affinché tutti i progetti di edilizia debbano contenere degli obbiettivi che riuniscono sociale e urbanismo;
  • quote obbligatorie di appartamenti in affitto nei nuovi insediamenti.

Lotta contro tutte le discriminazioni

  • Nel piano di diritto allo studio occorre filtrare meglio sui bisogni di inclusione sociale: multiculturalità, prevenzione al disagio ecc.

Risposte ai bisogni specifici degli anziani e delle persone a mobilità ridotta

  • abbattimento di tutte le barriere architettoniche sulle strutture di funzione pubbliche obsoleti;
  • redigere un elenco di misure per agevolare l’uso dei marciapiedi, il collaudo dei marciapiedi rifatti si fa in compagnia di un disabile in carrozzella;
  • far rispettare con maggior severità gli spazi riservati ai portatori di handicap nei parcheggi del nostro territorio.

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  1. Grazie Gianni.
    Devo dire che è un ottimo tema per rilanciare Pioltello 2011 ad inizio anno.
    Mi sembra che in questa scheda tu abbia colto le maggiori emergenze che Pioltello 2011 ha messo in evidenza nel corso degli ultimi 10 mesi.
    Faccio fatica ad approfondire, dato che non ho una formazione specifica su questi temi. Quando parliamo di questi argomenti, condividendo l’impostazione che tu hai dato, mi trovo sovente di fronte all’obiezione dei finti ingegneri della politica, cioè di coloro che sistengono tipicamente “sì, sono tutte belle idee, ma la politica è un’altra cosa, perchè poi occorrono i soldi per realizzarle”.
    Ecco, io credo invece che Pioltello 2011 abbia proprio il merito di avre aperto l’orizzonte su prospettive diverse, raccogliendo in questi mesi tante persone che si dichiarno disposte ad approfondire i numeri proprio cambiando la prospettiva. Non è questione di avere i soldi, è questione di orientare la spesa, definire priorità, trovare ed incoraggiare soluzioni nuove, fare emergere le ricchezze del territorio mediante una vera partecipazione.
    A questo proposito, per non ricadere nella tentazione, abbastanza comune, di scaricare tutto sulle spalle del volontariato, rilancio una citazione che mi ha girato proprio oggi l’amico Angelo Levato dalle Acli di Cernusco, che capita a fagiolo per sollecitare un ampliamento delle prospettive, come più volte Pioltello 2011 ha già fatto:

    “Non credo che il volontariato vada inteso come produttore ed erogatore di servizi. Intanto è generatore di coscienza critica, è fattore di cambiamento della realtà, più che titolare di assistenzialismo inerte.
    L’interesse per la marginalità deve giungere alla stroncatura serrata dei processi di emarginazione: lo stile della denuncia non deve essergli estraneo.
    Il volontariato è chiamato a schierarsi. Non può rimanere neutrale.
    Questa nuova visione planetaria che ci fa scorgere che i poveri sono sempre più numerosi, mentre i ricchi diventano sempre più ricchi e sempre di meno, deve spingere il volontariato a decidersi da che parte stare: se vuole che la sua azione sia demolitrice delle strutture di peccato, o rimanga invece una semplice opera di contenimento e di controllo sociale, di utile ammortizzatore, tutto sommato funzionale al sistema che tali sperequazioni produce e coltiva.”
    “La chiesa del grembiule” di don Tonino Bello – San Paolo Editrice.

  2. Ciao a tutti,

    questa scheda inserita da Gianni è forse la più impegnativa per noi della LxP perché non essendo un tema che nel passato ci ha visti molto propositivi rispetto a quello dell’ambiente per esempio, dobbiamo sforzarci di essere molto concreti per non rischiare di sembrare idealisti.
    E’ comunque un tema molo caro a Pioltello2011 perché trasversale. Ancora una volta se è vero che le difficoltà in merito alle risorse economiche disponibili sono reali, si tratta di fare delle scelte, di stabilire delle priorità.

    Attenzione, anche se sono degli interlocutori privilegiati quando si parla di inclusione sociale, ritengo che le nostre proposte non possono essere riservate solo agli anziani, personalmente vedrei un azione in 4 direzioni partendo dalla situazione attuale e facendo proposte molto concrete mi permetto di riprendere i punti sollevati da Gianni e di approfondire:

    • Primo: Agevolare l’accesso all’edilizia convenzionata:
    perché oggi a Pioltello, l’offerta di edilizia convenzionata rimane inferiore ai bisogni dei nostri concittadini benché la richiesta cresca ogni anno, questa situazione rende l’accesso sempre più difficile mentre aumentano le situazioni di espulsioni delle famiglie in difficoltà.
    La competenza dell’accesso alla casa fugge alla città quando le decisioni di attribuzioni andrebbero prese da una commissione locale. Questa situazione non è più accettabile in un paese dove la casa è un diritto in nome della solidarietà nazionale.
    La questione della casa per i giovani è anche lei cruciale, soprattutto se si pensa alle giovane coppie che non riescono a lasciare la casa dei genitori per mancanza di alloggi disponibili adeguati alle loro risorse economiche.
    Bisogna dunque favorire un approccio collettivo e affrontare le situazioni più difficili o di emergenza, bisogna dotarsi di una commissione casa che riunisca i proprietari, i servizi sociali e i rappresentanti della città di Pioltello. Il diritto alla casa per i giovani deve essere accompagnato all’interno di una missione locale che deve fare il collegamento tra casa e lavoro.
    Per andare ancora più lontano bisogna perseguire una politica di offerta dunque di costruzione di solo alloggio sociale per rispondere veramente ai bisogni dei cittadini. Bisogna lavorare per sviluppare l’offerta e permettere alle giovani coppie di lasciare la casa dei genitori senza allontanarsi da Pioltello.

    Cosa dobbiamo fare?
    • Organizzare una conferenza Comunale dell’alloggio che riunisca i comuni limitrofi, i proprietari, i professionisti del settore e le associazioni legate alla casa per rinforzare la collaborazione attorno al problema della casa e alla ricerca di soluzioni concertate.
    • Mantenere un legame con i comuni limitrofi per promuovere un approccio globale e coerente delle questioni legate alla casa nel territorio della Martesana e per dare risposte coerenti alle richieste residenziali e di mobilità geografica.
    • Difendere gli interessi dei Pioltellesi presso Regione e Provincia perché siano presi in considerazione nelle azioni intraprese in Martesana.
    • La diversità, lo scambio, il dialogo, la tolleranza, la differenza rompono le catene del ripiego su se stesso. Per questo motivo la nostra amministrazione deve vigilare perché tutti i progetti di edilizia devono contenere degli obbiettivi che riuniscono sociale e urbanismo, mischiando edilizia convenzionata e accesso alla proprietà.

    • Secondo: Lottare contro tutte le discriminazioni e Favorire la parità:
    Pioltello è una città laica che difende i valori come il rispetto di ogni individuo e la costruzione di una collettività aperta a tutti senza distinzione di origine, di filosofia, di religione, di cultura o di sesso. Questi valori sono una garanzia contro la chiusura su se stessi e il “comunitarismo”. Siamo convinti che la libertà di ogni cittadino vale grazie alla sua capacità di vivere insieme e di formare una collettività solidale.
    Dobbiamo proseguire nostro impegno nella lotta contro ogni discriminazione: accesso al lavoro, a l’educazione e alla salute ma anche agevolare l’accesso dei giovani alla cittadinanza e alla corresponsabilità nei vari settori della nostra città. Dobbiamo anche difendere i diritti delle donne, la loro libertà di scelta e di vita, la loro uguaglianza di fronte al lavoro.

    Cosa dobbiamo fare?
     Salvaguardare il diritto all’espressione religiosa all’interno della cittadinanza autorizzando la costruzione di luoghi di culto (chiese, moschee, sinagoghe, templi …) dove ognuno possa vivere la propria fede con dignità.
     Opporsi con fermezza a tutte le forme di proselitismo, di anatema o di integralismo dogmatico.
     Salvaguardare i diritti delle donne, delle ragazze in particolare, rispettare la parità, istituire un Centro di Pianificazione e di Educazione Familiare ( nuovo Consultorio Familiare).
     Istituzionalizzare i rapporti con le imprese del nostro territorio per aprire ai nostri giovani il mondo del lavoro senza discriminazione.

    • Terzo: Promuovere ogni iniziativa riferita alla salute pubblica e alla prevenzione:

    Perché la salute, in particolare quella dei giovani e delle persone in difficoltà, è una sfida della nostra società come lo sono l’educazione, la casa.
    Pur mantenendo un sostegno costante alle nostre azioni di prevenzione tramite le nostre associazioni locali e le istituzioni partner, quest’amministrazione ha scelto di concentrare i suoi sforzi in 2 settori in particolare:
     i bambini all’interno della scuola: la nostra città finanzia in maniera decisiva il tempo mensa prendendo a carico una parte importante del costo del pranzo e avendo scelto un tipo di alimentazione quasi esclusivamente biologico.
     la salute di tutti i cittadini: grazie all’insediamento del Polo sanitario nell’EX-Esselunga e ai tecnici del nostro servizio comunale che sorvegliano la qualità della nostra acqua, dell’aria che respiriamo, e i fattori che possono influenzare l’ambiente.
    Per proseguire questi sforzi, la nostra città deve progettare una missione di salute a scuola, un dispositivo di prevenzione sanitaria nei confronti dei cittadini tramite la diagnosi per orientare e definire le scelte di salute pubblica.

    Cosa dobbiamo fare?
     Ricercare finanziamenti per programmare interventi di informazione e di prevenzione di personale medico nelle scuole elementari.
     Proseguire la nostra politica di sostegno ai progetti di prevenzione.
     Sviluppare nuovi progetti di prevenzione nei confronti dei giovani nelle scuole medie e superiori tramite azioni di sensibilizzazione.

    • Infine, dobbiamo pensare la città per rispondere ai bisogni specifici degli anziani e delle persone a mobilità ridotta:

    Oggi, la nostra città è impegnata a rendere accessibile ogni quartiere ai portatori di handicap e alle persone a mobilità ridotta. In tale senso le nuove costruzioni sono state pensate e attrezzate per facilitarne l’accesso agli anziani e alle persone a mobilità ridotta: abbassamento marciapiedi, rallentatori, attraversamenti protetti, semafori con attraversamento pedonale a richiesta, estensione di nuove piste ciclabili ….
    Ma anche domani, il Governo della nostra Città deve seguire un piano che prenda in considerazione 3 elementi fondamentali: Tranquillità – Sicurezza – Abbellimento.
    Gli spazi pubblici, il mobilio urbano, la segnaletica devono essere adattati ai bisogni dei portatori di handicap.

    Cosa dobbiamo fare?
     Lavorare alla creazione di una carta comunale dell’handicap e redigere un elenco di misure per agevolare l’uso dei marciapiedi da parte dell’amministrazione comunale e anche degli operatori privati (cantieri, accesso, sicurezza).
     Aumentare gli aiuti ai portatori di Handicap, inserendo le problematiche dei portatori di Handicap nei progetti di mobilità urbana e porre queste problematiche a Regione e Provincia
     Fare rispettare gli spazi riservati ai portatori di handicap nei parcheggi del nostro comune.
     Ricercare regole di vita in comune grazie a progetti educativi e pedagogici (pulizia, rispetto dei luoghi )

    Ecco, ovviamente l’elenco non finisce con queste proposte e anche se l’amministrazione comunale finanzia numerosi interventi sociali sostenuti dalla regione Lombardia e dalla Provincia di Milano, la nostra vicinanza, la nostra conoscenza delle necessità del nostro territorio ci spingono a volere proseguire in questa direzione.
    Per andare ancora più lontano, lo sviluppo della nostra politica sociale deve iscriversi in una politica di collaborazione con tutti gli attori sociali nel rispetto delle competenze di ognuno e in ogni caso dobbiamo privilegiare un’azione globale che tenti di rispondere ai problemi della vita quotidiana: lavoro, salute, casa, trasporti.

    Sostenuta dalla collettività la persona in difficoltà deve diventare attore principale di un azione che mira a migliorare la sua situazione.

    Paul

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