Archiviazioni mensili: novembre 2010

Proposta di modifica dello Statuto

Proposta di modifica dello Statuto

Ciao a tutti

poiché la imminente Assemblea della Lista ha nell’ordine del giorno anche possibili modifiche allo Statuto al fine di aggiornarlo sia per quanto riguarda la vita del Movimento sia per quanto riguarda i valori di riferimento, ho preparato la seguente proposta di modifica, che vorrei discutere qui con voi prima di portarla alla Assemblea.

Ho lavorato modificando gli articoli “tecnici” che riguardano il “funzionamento” della Lista, mentre penso che prima di metter mano agli articoli “valoriali” (artt. 1 e 2) sia necessario raccogliere un insieme di valori di riferimento che vogliamo appaiano in questi articoli. Cito a titolo di esempio non esaustivo: ambiente, solidarietà con le generazioni future, identità locale, pace, sobrietà, legalità, sussidiarietà : valori che sono certamente entrati nel dibattito della Lista in questi 18 anni di attività politica, ma che NON sono citati nello Statuto…

Quindi invito tutti ad un duplice lavoro collettivo e pubblico: verificare la correttezza e la consistenza delle modifiche “tecniche” qui proposte (la maggior parte delle quali si spiegano da sé) ma soprattutto proporre come inserire i valori sopra elencati ed altri che certamente ho saltato negli artt. 1 e 2.

L’originale dello Statuto è disponibile qui. Qui sotto invece riporto in rosso le aggiunte da me proposte e in barrato le conseguenti cancellazioni.


ART.1 MANIFESTO POLITICO – FINALITA’

II Movimento trae origine dall’esperienza della Lista per Pioltello. Esso nasce dalla consapevolezza di dover riscoprire e sviluppare il concetto di democrazia e si ispira ai valori universali di libertà, solidarietà, tolleranza e moralità pubblica.

II Movimento si propone di essere punto di riferimento di un dibattito politico non pregiudiziale né pretestuoso, ma aperto al contributo di quanti hanno a cuore le sorti della città di Pioltello di questo paese, siano esse forze sociali, politiche, associazioni, comitati o semplici cittadini.

A tal scopo unisce a titolo personale, e non in rappresentanza di organizzazioni, sigle o correnti, cittadini di varie formazioni ed identità, disposti a percorrere un cammino insieme sulla base della fiducia reciproca e di assoluto rispetto delle proprie complesse identità culturali.

II Movimento lavora per l’affermazione della centralità dei bisogni e delle azioni significative dei cittadini, per un migliore equilibrio tra cittadini e verde, luoghi di socialità, produzione, commercio e collegamento. L’impegno sopra descritto deve tradursi in coerenza, onestà, trasparenza nell’esercizio della pubblica amministrazione.

Lo scopo che ha mosso alla creazione del movimento è essenzialmente quello di fungere da lievito culturale all’interno della realtà pioltellese al fine di :

  • accrescere la conoscenza degli aderenti sui problemi che li circondano, in modo da poter essere più incisivi nella ricerca delle soluzioni adatte.
  • agire all’interno del tessuto sociale pioltellese al fine di sensibilizzare la popolazione sui problemi che ci circondano , siano essi di portata locale o nazionale.
  • sollecitare i cittadini a riappropriarsi dei loro diritti, troppo spesso delegati, dando a tutti l’opportunità di partecipare all’analisi ed alla soluzione dei problemi del paese e della società.

ART. 2 COSTITUZIONE

E’ costituito il Movimento “Lista Per Pioltello”.

Movimento libero e democratico che unisce a titolo personale, e non in rappresentanza di organizzazioni, sigle o correnti. cittadini di varie formazioni ed identità, disposti a percorrere un cammino insieme sulla base della fiducia reciproca e di un assoluto rispetto delle proprie complessive identità culturali,

ART. 3 SIMBOLI

Il simbolo del movimento raffigura un cerchio contenente un arco in muratura con alberi stilizzati sullo sfondo e recante la dicitura “LISTA PER PIOLTELLO”.

I simboli del movimento sono:

Read the rest of this entry

La Lista si rinnova in vista delle elezioni

La Lista si rinnova in vista delle elezioni

Clicca per ingrandire, stampare e diffondere il manifesto

Dopo l‘incontro del 18 Novembre, ecco la seconda tappa del cammino intrapreso dalla Lista per Pioltello in vista delle elezioni comunali 2011.

La Lista per Pioltello invita aderenti, simpatizzanti e tutti coloro che hanno a cuore la nostra città alla

ASSEMBLEA

DOMENICA 28 NOVEMBRE ORE 9

in VILLA OPIZZONI (sede ASL) via Aldo Moro 22 Pioltello.

In questo importantissimo incontro, la Lista si prepara alle elezioni della prossima primavera:

  • rinnovando le idee, scegliendo da quanto finora emerso dal progetto Pioltello 2011 le idee più significative su cui confrontarsi con le altre forze politiche
  • rinnovando le persone, attraverso la raccolta delle adesioni dei cittadini alla Lista e l’elezione del nuovo coordinamento e del nuovo coordinatore
  • rinnovando la Lista, aggiornando lo Statuto del movimento a 18 anni dalla fondazione della Lista.

Se sei interessato a scegliere con noi il futuro della tua città,

partecipando nella misura che potrai e vorrai,

vieni domenica alla Assemblea.

Ma vigilano?

Ma vigilano?

Voglio cogliere qui l’opportunità per mostrare l’indifferenza della polizia locale alle numerose segnalazioni via mail documentate con fotografie.

Situazioni ripetute e pericolose sono all’uscita dal parcheggio di piazza Schuster che porta in via Ugo la Malfa, dove spesso vi sono auto parcheggiate sulla zebratura impedendo la visuale e quindi generando una manovra difficoltosa e pericolosa. Nel caso fotografato, la pattuglia non ha multato i veicoli in evidente divieto di sosta. Così come risulta pericoloso uscire dai box se vi sono camion parcheggiati in via Erodoto. Sempre rimanendo nella mia zona, difficoltà di transito si evidenziano in prossimità dei bar, all’incrocio via Roma – via La Malfa in prossimità del bar Francesco ed in via Oberdan (bar ex Piper).

Ma ahimé il problema sembra diffuso in tutto il territorio. … Così come il parcheggio riservato ai disabili, che viene interpretato – e lasciato interpretare nonostante le ripetute segnalazioni – come il parcheggio “5 minuti e vado”. La risposta dei vigili è sempre la stessa: “Non sono mezzi disponibili.”

Presentato il progetto Pioltello 2011 all’assemblea LxP

Presentato il progetto Pioltello 2011 all’assemblea LxP

Nell’Assemblea della Lista per Pioltello, svoltasi il 12 novembre 2010, è stato presentato il progetto Pioltello 2011, attraverso i dati salienti relativi alla partecipazione dei cittadini e delle associazioni al progetto (numero di articoli e commenti e visite, numero di associazioni finora consultate, argomenti più trattati e più votati) e corredandoli con una simpatica presentazione sul ruolo di Pioltello 2011 nel rilancio della Lista.

Decrescita, Karl Marx e Sobrietà – Il Diavolo e l’Acquasanta

Decrescita, Karl Marx e Sobrietà – Il Diavolo e l’Acquasanta

Su Pioltello 2011 è già emerso, più volte, il tema della Decrescita: ad esempio parlando di territorio, rifiuti, abitanti, energia, acqua, consumi in generale, investimenti e bilancio.

In questo articolo voglio proporre una suggestiva interpretazione della decrescita come collante tra la tradizione ambientalista più radicale, la sinistra ed il mondo cattolico.

Sono sempre stato convinto che la decrescita possa rivelarsi il vero collante culturale e sociale su cui operare una scommessa vincente, a livello di politica locale ed a livello di politiche globali.

Non si tratta di filosofia, si tratta semplicemente di analizzare il mondo in termini concreti e numerici ed uscire dalla gabbia di idiozia in cui abili condizionatori mediatici e scientifici ci hanno rinchiuso. Abilissimi, ci hanno abituati a credere che possiamo crescere all’infinito, concetto assai complicato eppure dato da tutti per scontato.

Invece avrebbero potuto insegnarci a contare, rendendoci familiare lo zero, concetto da tutti semplicisticamente accantonato (non vale nulla…) ma raramente compreso nella sua affascinante essenzialità. Alla categoria dello zero, più volte ricorrente in Pioltello 2011, ho già dedicato una proposta di scheda riassuntiva. Qui, invece, come già detto, voglio spiegare perché la decrescita, madre di quella categoria, può essere il vero collante di Pioltello 2011.

La Decrescita è un concetto teorizzato compiutamente da Ivan Ilic e da Serge Latouche ed esiste oggi una diffusa letteratura in merito. Dal punto di vista politico è una scuola di pensiero ed azione ancora indipendente, direi orfana e libera, nel senso che non è stata “adottata” o “sposata” in modo sincero ed incondizionato da alcuna forza politica tradizionale o storica.

Comprensibile, visto che tutte le forze politiche, magari loro malgrado, governano, chi più e chi meno, un sistema globale che si regge sul modello dei consumi, e sposare la decrescita vorrebbe dire votarsi radicalmente alla sovversione di quel modello, dando finalmente indirizzi nuovi alla politica.

Poco comprensibile però, visto che due notevolissimi luoghi di elaborazione della politica, cioè il mondo cattolico e la sinistra, presentano una fortissima connotazione di rifiuto del modello della società dei consumi.

La Decrescita potrebbe dunque divenire l’ambito privilegiato per dare luogo ad una sintesi compiuta tra le voci degli eredi dell’ambientalismo, il pensiero di Marx, il pensiero della Chiesa.

Questa mia considerazione deriva dall’incontro, del tutto estemporaneo, in questi anni, con la tematica della decrescita e con documenti intercettati quasi per caso.

Uno, bellissimo, sicuramente non il primo per importanza nel magistero della Chiesa, ma molto incisivo, è il messaggio dei Vescovi italiani in occasione della Giornata per la salvaguardia del creato del 2008, di cui propongo il seguente passaggio: “emerge dalla questione ambientale una triplice esigenza di giustizia: verso le future generazioni, verso i poveri, verso il mondo intero e un aspetto interessa tutti i cittadini dei paesi più industrializzati: quello di un profondo rinnovamento delle forme di consumo. Occorre, infatti, un nuovo stile di sobrietà, capace di conciliare una buona qualità della vita con la riduzione del consumo di ambiente, assicurando così un’esistenza dignitosa anche ai più poveri e alle generazioni future”.

Un altro, accattivante, è la recensione di Mauro Trotta, apparsa su Il Manifesto, di un testo di Marino Badiale e Massimo Bontempelli: “Marx e la Decrescita. – Per un buon uso del pensiero di Marx.”, da cui cito letteralmente: “solo dall’incontro tra il pensiero di Marx e decrescita può nascere un anticapitalismo che sia capace di confrontarsi, sul piano teorico e politico, con la realtà del capitalismo attuale. La nascita di una tale forma di anticapitalismo è ormai una realtà stringente. La dinamica dell’attuale fase capitalistica sta infatti spingendo il mondo verso un baratro spaventoso, ma la percezione sempre più diffusa, anche se in maniere ancora indefinite, di una tale tendenza, non riesce ancora a tradursi in un movimento politico in grado di incidere davvero sulla realtà. Noi crediamo che l’incontro fra il pensiero di Marx e la decrescita sia una precondizione perché si possano combattere con efficacia le dinamiche mortifere del mondo attuale.”

Insomma, la Decrescita, ben si sposa con teoria di Marx sul modo di produzione capitalistico; inoltre la lotta anticapitalista nei paesi occidentali potrebbe trovarsi molto vicina al richiamo ecumenico verso la sobrietà. Parafrasando, la decrescita potrebbe finalmente mettere d’accordo il Diavolo e l’Acquasanta.

Non mi interessa, e non è il mio mestiere, fare una disamina completa su questa mia “infantile” analisi politica.

Mi piace però pensare che nella nostra comunità locale esista un ambito dialettico che possa diventare luogo di incontro e sintesi fra tre importanti anime della società, quali l’ambientalismo maturo, la sinistra critica verso il modello dei consumi, il mondo cattolico sensibile al richiamo alla sobrietà.

Il luogo di sintesi è sicuramente Pioltello 2011. Il tema è necessariamente quello della Decrescita, l’unico che porta con sé idee nuove e innovative.

Altrimenti, secondo me, rimarrebbe solamente il dibattito sui soliti temi, sui quali già tutti sappiamo chi pensa cosa, e sappiamo anche chi andrà da una parte e chi dall’altra, bloccato dalle ideologie o dai personalismi.

Di cui Pioltello potrebbe sicuramente fare a meno, meritandosi qualcosa di meglio.

“SCHEDA ZERO”

“SCHEDA ZERO”

Questa scheda ha l’obiettivo di portare sul tavolo del programma elettorale il tema della decrescita.

Si può farlo analizzando tutti gli “ZERO” che si incrociano navigando in Pioltello 2011.

Diventerebbe automaticamente la scheda zero perché, se si accetta il tema della decrescita, questo, data la sua radicalità e la sua intima connessione con l’esigenza di cambiare i modelli di società e gli stili di vita, non potrà che rappresentare la cornice entro cui scrivere il programma.

Programma che diventerebbe dunque, in senso più ampio, il manifesto di una nuova cultura politica.

Dunque Pioltello 2011 ha bisogno di una “SCHEDA ZERO” nella quale porsi la domanda se è questo che veramente vogliamo.

Questa scheda non propone una risposta, ma vuole evidenziare la necessità di riflettere sui vari “ZERO” che Pioltello 2011 ha individuato, quali di essi vuole accettare come obiettivi e, se accettati, quanto costeranno economicamente e politicamente.

Dunque, come già è per altre schede, anche questa è un documento dinamico sui seguenti punti:

Rifiuti zero: Pioltello 2011 chiede un fermo e dichiarato impegno a non aprire alcuna discussione in merito a impianti di generazione di energia come forma collaterale dell’incenerimento di rifiuti. Più in generale, se deve elaborare un progetto di gestione dei cicli di produzione e consumo, anche domestici, che eliminino progressivamente i rifiuti, diminuendone la quantità in termini assoluti, spingendo all’estremo il modello della raccolta differenziata, incrementando le modalità di riuso e le tecnologie di riciclo. In forma estrema, il compimento di una simile politica porterebbe ad azzerare la necessità del conferimento di rifiuto ad impianti di incenerimento. In forma ideale, questo porterebbe addirittura a poter decidere di non dover più aderire ad un consorzio che guadagna con l’incenerimento, ricercando un’alternativa verso consorzi che operano su un ciclo di gestione dei rifiuti che non lo prevede.

Consumo di suolo zero:

Il PGT attuale non è comunque a consumo zero di suolo.

Pioltello 2011 deve esprimere una posizione chiara su questo concetto, per la programmazione futura e come criterio discriminante per le scelte che si presenteranno e che non saranno già contemplate nel PGT o che andranno in deroga rispetto ad esso.

Tutti i candidati, compreso il candidato Sindaco, dovranno sottoscrivere un impegno preciso in questo senso o dichiarare la loro accettazione o meno di questo criterio.

Crescita urbanistica zero: è una scelta di gestione del territorio che ad oggi deriva in modo indiretto dall’individuazione del parametro della “crescita fisiologica della popolazione” (stimata nell’1% all’anno) e da un “gentlemen argreement” che gli attuali Amministratori hanno posto in essere in vista dell’approvazione del PGT, che si regge sull’intesa che la crescita della città, programmata formalmente sui cinque anni di validità del PGT, sarà invece applicata in termini pratici, alla gestione dei prossimi dieci anni, sempre che l’attuale Amministrazione governi per i prossimi dieci anni.

Bisogna individuare delle certezze e sottoscrivere impegni vincolanti sulla crescita urbanistica.

Il PGT che la prossima Amministrazione erediterà prevede crescita urbanistica ma obbliga implicitamente ad elaborarne uno successivo in cui la crescita sia pari a zero. Si deve esplicitare questo concetto e dichiarare se lo si respinge o se lo si accetta, sottoscrivendo un impegno in tal senso.

Crescita demografica zero: il PGT in via di approvazione implicitamente assume che la crescita fisiologica della popolazione nel prossimo decennio sia assorbita tutta dagli interventi edificatori programmati per il prossimo quinquennio. Questo fa aprire necessariamente il dibattito sull’esigenza di sottoscrivere un impegni vincolante sulla crescita urbanistico/abitativa del quinquennio successivo.

Bisogna individuare delle certezze e sottoscrivere impegni vincolanti sull’accettazione dei criteri di crescita demografica.

Bisogna porre la questione sulla crescita zero della popolazione.

In altri termini, occorre chiedersi se debba essere perseguita la crescita zero della popolazione e chiedersi se il blocco della crescita demografica (connesso al blocco della crescita urbanistica) non sia la vera e necessaria misura per raggiungere una equilibrata possibilità di erogazione di servizi qualificati e completi.

Pioltello a Petrolio zero: azzerare i consumi di combustibili fossili? Proseguire nella strada intrapresa nel PGT di azzeramento delle emissioni degli edifici. Questo deve valere per edifici civili, terziari, produttivi. Prevedere come obiettivo di re-industrializzazione dell’area ex-Sisas l’insediamento di attività legate ai cicli produttivi del settore delle energie rinnovabili. Insistere nello sviluppo della rete delle piste ciclo-pedonali; potenziare e diffondere le iniziative come il Pedibus. Proporre progetti dimostrativi e didattici sull’impiego delle energie rinnovabili (es. mulino di Limito).

Costo della politica zero: ridurre i costi della politica intervenendo ad esempio su spese che possono essere considerate “di rappresentanza” per inaugurazioni e feste? Ridurre il numero degli assessori? Eliminare il gettone di presenza ai consigli comunali?

Costo della cultura zero: la questione è fortemente provocatoria, proprio perché la cultura è un tema fondamentale per Pioltello 2011 e, paradossalmente, si è aperto anche il dibattito sulle “agenzie” culturali e sulla opportunità che il Comune debba continuare a farsi direttamente carico del costo dell’organizzazione degli eventi culturali, oppure dedicarsi solamente a finanziare i progetti (dai quali, se validi, dovrebbe naturalmente e logicamente nascere una produzione culturale autonoma dal territorio). Se si considera il mondo associativo come parte del panorama culturale, lo stesso criterio deve essere valutato anche nei confronti dei finanziamenti alle associazioni.

Traffico zero: soprattutto per la viabilità interna è un tema strettamente collegato con quello delle identità, che passa per la pedonalizzazione dei centri storici. Serve una progettualità chiara, con cura dei dettagli e rispetto dei tempi.

Bilancio zero: nel senso che al tradizionale bilancio economico, espresso solo i termini numerici, di devono affiancare strumenti che non leggano aridamente i numeri, ma li spieghino ai cittadini ed esprimano ad essi in modo compiuto e concreto il valore reale e sociale delle scelte di programmazione economica. Si dovrà dunque mettere in atto la pratica del Bilancio Partecipato ed introdurre lo strumento del Bilancio Sociale. I numeri del bilancio, se non comprensibili per i cittadini, hanno valore zero.

Amianto zero: mettere in atto una rigorosa campagna di censimento e un registro dell’amianto e dei rifiuti pericolosi in genere, accelerandone la bonifica e la rimozione dal territorio comunale.

Guerra zero: si deve dedicare un punto del programma di governo alle politiche di pace, in cui il Comune deve essere soggetto attivo (es. Ufficio Pace, progetto Pace in Comune), ed incentivare progetti di educazione alla Pace (nelle scuole ,ma ad esempio anche, in senso ampio, la “Città gentile” in cui disincentivare il traffico automobilistico, fonte di nervosismo, conflitto e malumore).

Tutti questi “ZERO” e altri, impliciti ed espliciti, emersi nel corso del dibattito per Pioltello 2011, devono necessariamente essere risolti.

Uno “ZERO” infatti, una volta scelto, non è più negoziabile.

Lo dice la matematica.

La politica deve imparare ad accettarlo.

Scheda: Cultura

Scheda: Cultura

Città di frontiera, cultura ‘cerniera’

La cultura è fondamentale per Pioltello, nel duplice senso di stare alla base ed essere indispensabile per lo sviluppo e la convivenza cittadina. A rischio di scandalizzare qualcuno, la cultura è per Pioltello altrettanto importante che l’interramento della Casanese, la salvaguardia del Parco delle Cascine, perfino della bonifica del Polo chimico.

Per cultura intendiamo le diverse forme e azioni con le quali una comunità riflette e comprende se stessa, e quindi comunica e condivide tale autocoscienza di se stessa. La possibilità/capacità/volontà di ri-flettere (cioè piegarsi verso l’altro) e di com-prendere (cioè tenere insieme il diverso) è infatti decisiva per Pioltello, città delle ‘mille etnie’ e delle ‘mille culture’. Quale ruolo può in particolare giocare la cultura nei prossimi anni a venire, quale specifico e distintivo contributo può fornire alla futura amministrazione?

La risposta che proponiamo è quella di svolgere una funzione ‘cerniera’, prendendo atto che Pioltello è sempre più una città ‘soglia’, una città ‘al limite’: tra metropoli ed extrametropoli, tra Martesana e bassa padana, tra porta d’ingresso e via di fuga, tra locale e internazionale, tra opportunità e sfruttamento. I rischi di disintegrazione e di implosione, a fronte dei complessi e rapidi cambiamenti che stanno investendo la città è tutt’altro che remoto. La cultura può e vuole essere una possibile cerniera, un lavoro di ‘suturazione’, attraverso il filo delle tante proposte, rispetto alle divisioni attuali e potenziali.

Quali sono allora le ‘cerniere culturali’ di cui abbiamo bisogno? Quali sono i luoghi in cui la cultura può svolgere questo compito? Ne segnaliamo soprattutto due, lasciando aperta la prospettiva di individuarne altre:

  1. una cerniera temporale, che colleghi il germoglio e le radici, ovvero l’esigenza di elaborare il nuovo della città con l’esigenza di rafforare le origini, e così dare senso e direzione al cambiamento
  2. una cerniera spaziale, che colleghi il diversità e appartenenza, ovvero l’esigenza di distinguere e rispettare le specificità delle componenti cittadine, con l’esigenza di accogliere e integrare, e così coniugare identità e multiculturalità.

E’ possibile individuare dei luoghi privilegiati, ad un tempo concreti e simbolici, in cui queste cerniere culturali possono esprimersi, ovvero luoghi dove far incontrare territorio e cultura per evitare una proposta culturale disincarnata?
Anche a questo proposito la risposta è affermativa e tocca punti di estrema attualità: la concreta prospettiva dell’interramento della Cassanese, l’apertura della nuova Biblioteca, la Stazione di Porta, la riqualificazione del Parco delle Cascine, sono altrettanto luoghi ed occasioni per realizzare le ‘cerniere culturali’ di cui sopra. Possiamo al riguardo provare a definire una ipotesi di mappa culturale urbana per i prossimi anni, utilizzando le cerniere come assi ed i luoghi come ambiti di intervento:

Mappa culturale dei luoghi di Pioltello

Le proposte
Quanto sopra descritto intende tratteggiare la visione strategica ed il possibile scenario in cui si inserisce la politica culturale dei prossimi anni. A livello più operativo, tenuto conto degli interventi e dei contributi raccolti sul sito Pioltello 2011, le proposte culturali individuate, ovviamente integrabili ed implementabili, sono le seguenti:

  • attivare un piano di intervento basato sulla ‘sussidiarietà culturale’, ovvero rendere maggiormente protagoniste e responsabilizzare le realtà del territorio (associazioni, gruppi, comitati, singoli cittadini): l’amministrazione comunale modificherebbe il suo ruolo passando da quello attuale di realizzatore diretto di iniziative culturali ad un ruolo di stimolo, facilitatore e finanziatore rispetto a progetti ed iniziative promosse e gestire dalle realtà del territorio. L’amministrazione, secondo una logica di sussidiarietà, interverrebbe non al posto ma in eventuale supplenza rispetto a difficoltà o incapacità del territorio di promuovere attività culturali
  • caratterizzare la nuova biblioteca sul versante dei nuovi media e della alfabetizzazione digitale, con il prioritario compito di operare per ridurre la ‘distanza digitale’ tra le generazioni, valorizzare le nuove generazioni e promuovere una piattaforma comune rispetto all’eterogeneità della nostra popolazione
  • rilanciare e rivisitare la formula attuale della Festa cittadina, in modo da: creare un maggior bilanciamento tra eventi ludico-aggregativi e proposte socioculturali ed artistiche; definire un programma misto tra momenti ‘centralizzati’ ed eventi sul territorio. In particolare, la Festa potrebbe essere resa biennale ed assegnata e ospitata e co-organizzata a turno da un quartiere cittadino, quasi una sorta di ‘Expo Pioltello’.
  • realizzare una ‘Casa delle Arti’ che ospiti mostre, rappresentazioni, eventi, convegni, rassegne e spettacoli, con spazi polivalenti adatti a iniziative musico-cine-teatrali. Si può ipotizzare al riguardo un futuro utilizzo in tal senso di Villa Opizzoni, oppure Villa Trasi, o altre strutture analoghe potenzialmente disponibili nel tessuto urbano, preferibile in questo caso ad una collocazione periferica, anche per il significato simbolico che ciò implicherebbe
  • creare una speciale ‘Mentoring Card’ culturale, ovvero un pacchetto di agevolazioni ed opportunità per la qualificazione e l’aggiornamento culturale delle figure operanti a Pioltello che hanno responsabilità educative verso le giovani generazioni (insegnanti, educatori professionali, allenatori, animatori, …). Si tratta di investire in modo più mirato su coloro che hanno influenza (positivo o negativa) sulla formazione dei minori, in modo da ‘seminare’ cultura per il futuro
  • affiancare alla consolidata iniziativa ‘Teatro in Classe’ una iniziativa di ‘Ethno-theatre’ in modo da favorire la conoscenza interetnica e interculturale, a partire dalle seconde generazioni di immigrati e riproporre eventi di ‘Teatro Forum’, quale modalità per rielaborare esperienze, storie, situazioni problematiche e di incomprensione su base culturale
  • stabilire un fondo (borse di studio) per tesi universitarie su Pioltello

Beppe, cittadino deluso

Beppe, cittadino deluso

Ehilà Beppe!

No, non sono Enrico la Talpa, non frequento i fumetti, e nemmeno la politica televisiva, per cui non temo, dopo questo mio post, l’editto Bulgaro nei miei confronti, per “uso privatistico” del sito di Pioltello 2011.

Voglio semplicemente scrivere una lettera ad un amico, pubblicamente, dato che la ritengo di interesse pubblico, pedagogica persino.

Ho vissuto con te molte serate di impegno e discussione a Limito, nella comune e faticosa esperienza del comitato di quartiere, oscillando tra l’entusiasmo e lo sconforto di volta in volta.

Per questo ho letto con attenzione il testo originale ed integrale della lettera da te inviata alla Gazzetta della Martesana, giornalisticamente da loro ripresa in forma sintetica sull’ultimo numero, in edicola questa settimana.

La ripropongo qui per intero, come tu me l’hai mandata, per i lettori di Pioltello 2011, con i quali voglio poi condividere in modo pubblico la mia risposta.

________________________________________________________________________________

E’ FORSE CHIEDERE TROPPO ??

 

Come cittadino di Pioltello, sono molto amareggiato da quello che leggo sui giornali a proposito delle prossime elezioni amministrative a Pioltello.

Ancora una volta si assiste ad un susseguirsi di nomi di probabili candidati Sindaci, con tanto di battibecchi contro uno o l’altro, o contro quel partito, tutti che si vantano del loro operato, sempre pronti a criticare quello dell’altro. Vorrei ricordare a queste persone che sono stati votati proprio per svolgere un determinato programma e, se vogliamo guardare, questo non è stato rispettato; la cosa vale per tutti gli schieramenti, che spesso predicano una cosa ma poi ne fanno un’altra (vedasi accordo per ex area Sisas).

Quello che a noi cittadini da più fastidio, e ci fa passar la voglia di VOTARVI, è che non abbiamo ancora visto uno stralcio di programma, una lista dei possibili Assessori, vogliamo conoscervi,

sapere come la pensate e come intendete lavorare nello specifico, sui problemi di Pioltello, e non ci piacciono i soliti programma elettorali COPIA INCOLLA che si trovano anche su internet dove si dice tutto e niente, tipo: preserveremo il territorio…Sì ok, ma dove? In quale zona precisa del nostro Comune? In che modo? Investiremo sull’educazione… Sì ok, in quale istituto? In quale asilo? Su quale progetto specifico? Agevoleremo le famiglie…Sì ok, ma come? Con quali mezzi?…E così via discorrendo…

Vogliamo cose concrete realizzabili anche in funzione dei fondi e dei mezzi che si hanno a disposizione, non serve fare tanti proclami sapendo già in partenza che sono irrealizzabili, solo per prendere una manciata di voti in più.

Vorremmo che almeno chi governa il nostro territorio, e ci incontra per strada,o al mercato, sia un politico serio, un politico concreto, cosciente delle esigenze cittadine, e conoscitore del territorio che amministra, capace di guardare negli occhi e confrontarsi con i suoi concittadini; credetemi, che la gente quando si tratta di politica locale, guarda anche alla persona e non solo alla bandiera, di politici poco di buono a caccia di fama e di potere ne vediamo fin troppi alla televisione,…

E’ FORSE CHIEDERE TROPPO ???

Anche noi cittadini però dobbiamo fare la nostra parte, magari provando ad interessarci di più ai problemi del nostro quartiere, diventandone parte attiva, non è girandosi dall’altra parte o facendo finta di niente, convinti che: “NO E’ PROBLEMA MIO” (alla Mourinho), tanto c’è chi ci dovrebbe pensare, prima o poi tocca anche a noi confrontarci con i problemi della zona, e non è bello avere a che fare con l’indifferenza, o con amministratori apatici alle esigenze della nostra città.

Spero di sbagliarmi , ma ho come l’impressione che stiamo assistendo al solito teatrino per ottenere la poltrona, con tanto di alleanze e compromessi e sotterfugi, poi forse si penserà a come amministrare, tanto la gente è disinteressata…

Provate a parlare con la gente Pioltello, c’è molta sfiducia nella politica locale, è pensiero comune sperare che chi ci governerà sia il meno peggio !!!!! Vorremmo invece che le persone che si presentano alle prossime elezioni, propongano qualcosa che investa sul futuro, sui nostri figli, che preservi l’ambiente, l’identità e sia duraturo per questa città ,ma soprattutto che siano coerenti con gli impegni presi, altrimenti…NON LAMENTATEVI SE POI VI PARAGONIAMO AI SOLITI MAGNA…MAGNA…

 

Beppe, cittadino deluso di Pioltello

________________________________________________________________________________

No, Beppe, non è chiedere troppo.

Il tuo sfogo è sincero, e giustificato, ti conosco come persona trasparente, concreta, operativa, che soffre se le discussioni non portano a risultati immediati, lineari, misurabili.

E’ il tuo modo di fare politica; è uno dei modi autentici di fare politica dal basso, quella politica dal basso che tanti invocano ma pochi sanno riconoscere.

Un modo diverso dal mio, che sono un grafomane incallito; un modo complementare, che ci ha portato a trovarci bene insieme, a provare a fare qualcosa non solo per noi stessi. Qualcosa che abbiamo pensato si potesse definire “politica”.

Ho voluto risponderti pubblicamente, prima che a qualche Solone del nostro territorio, a destra e a manca, venga in mente di porre il marchio dell’antipolitica al tuo intervento.

L’ho definito un intervento pedagogico, perché, pur nella sua forma di sfogo – che sicuramente molti riterranno di dover spulciare parola per parola alla ricerca di qualche approssimazione su cui ancorare solenni critiche, accuse e proclami – abbozza un criterio di lavoro, delinea degli ideali, pone domande alle coscienze di chi vuole seriamente partecipare a costruire percorsi d’impegno e di lavoro.

Sì, Beppe, esattamente: lavoro, l’unico modo che esiste per raggiungere gli obiettivi.

Magari anche quel lavoro che tu temi venga buttato via e mistificato nei copia e incolla dell’ultima ora, in nome del meno peggio.

Tu invece chiedi il meglio.

No, Beppe, non è chiedere troppo.

 Benvenuto su Pioltello 2011, anche se ho scritto io per te, senza chiedertelo. Mi sembra un bel luogo per ospitare i tuoi pensieri e per far sì che non vadano persi. A me non hanno dato fastidio.

Proposte delle Giacche Verdi

Proposte delle Giacche Verdi

Il 27 ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato le Giacche Verdi di Pioltello.  Le Giacche Verdi sono un gruppo di volontari a cavallo, che hanno specifiche competenze e propensione verso il presidio del territorio, essenzialmente quello rurale e le aree verdi in genere. Inoltre possono prestarsi a compiti di ricerca di persone o organizzazione di attività all’aperto, nell’ambito di servizi di Protezione Civile.


Nel Comune di Pioltello, da qualche anno le Giacche Verdi sono attive, grazie ad un Accordo con l’Amministrazione Comunale, nel presidio a cavallo del Bosco della Besozza durante i fine settimana estivi: esperienza positiva, da ripetere e possibilmente da ampliare.
La collaborazione con il Comune e con la Pro Loco è buona.
Per le Giacche Verdi, vista l’esperienza positiva fatta durante l’estate, rimane da perseguire l’obiettivo del recupero della Cascina Besozza come cascina didattica e struttura di servizio al progetto della foresta di pianura.

Un’altra struttura ideale presso cui valutare la possibilità di insediare una sede fissa, ospitando anche i cavalli, sarebbe la Cascina Castelletto, dove comunque si deve tendere a collocare anche attività di presidio stabile, ad esempio un centro anziani collegato ad orti sociali o l’integrazione con i gruppi che già organizzano eventi culturali e didattici.

La destinazione agricola del Parco delle Cascine dovrebbe prevedere la possibilità di realizzare, per quanto possibile, percorsi di comunicazione e/o attraversamento per collegare “in rete” le aree rurali del nostro territorio, cioè “mettere in rete i tre parchi”.

In generale, sulle politiche rivolte alle Associazioni, è stato messo in luce come il criterio del finanziamento comunale paritetico, o comunque relativamente indifferenziato tre le varie associazioni, dovrebbe essere rivisto con una maggiore attenzione agli obiettivi. Il finanziamento alle associazioni rischia molte volte di divenire una delega del tipo “ricevi questo contributo perché tu faccia in cambio questo tipo di servizio”, mentre sarebbe forse più interessante costruire un meccanismo motivazionale o a obiettivi, ad esempio “ricevi questo contributo e alle fine dell’anno, o del periodo stabilito, devi avere coinvolto, formato ed inserito attivamente tra i tuoi responsabili operativi, due giovani nuovi, che in futuro saranno beneficio della collettività”. Un approccio di questo tipo giustificherebbe anche sostegni pluriennali sulla base di progetti educativi validi.

Proposte della Protezione Civile

Proposte della Protezione Civile

Il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato il 27 ottobre 2010 la Protezione Civile della nostra città, da cui sono emerse le considerazioni qui riportate. La Protezione Civile si è costituita a Pioltello a seguito di un bando di  adesione a Gennaio 2010, a cui hanno aderito una quarantina di persone, che hanno partecipato successivamente ai corsi di formazione. Non è ancora operativa, ma lo sarà a breve. Si stima che il nucleo dei componenti si attesterà attorno alle 25 unità.

La Protezione Civile organizzerà le proprie attività ed i propri interventi concordemente alle esigenze ed alle criticità del Piano d’Emergenza Comunale,  determinate in ultima analisi dalla conformazione del territorio e dal suo  sviluppo urbanistico, viabilistico, produttivo.
Le criticità presenti a Pioltello sono date dai grandi assi stradali (Padana,  Cassanese, Rivoltana), dall’asse ferroviario, dal Polo Chimico. I rischi e le conseguenti necessità di intervento possono provenire con maggiore probabilità da quegli ambiti. In questa fase la Protezione Civile non è ancora in grado di definire un  quadro preciso di priorità ed esigenze.

La prima necessità sarà di trovare una collocazione fisica, come sede di ritrovo e come deposito di mezzi ed equipaggiamenti. Varie ipotesi sono al vaglio della Amministrazione.
Il primo aspetto positivo che si è messo in luce è la constatazione che
finalmente si sia costituito un nucleo di persone disponibili e motivate. Si  pensa che, una volta operativa, la Protezione civile avrà un positivo “effetto traino” su altre persone.

La Protezione Civile ha già preso coscienza che la chiave del suo operato sarà data dalla prevenzione e dall’informazione. Per mettere in campo efficaci azioni di prevenzione ed informazione, il requisito essenziale è la conoscenza del territorio.
Infatti, l’adesione alla Protezione Civile ed il suo operato sono possibili solamente nel momento in cui esiste un profondo senso di appartenenza al territorio e l’interesse a conservarlo e proteggerlo dalle possibili emergenze naturali o indotte dalla presenza di nuclei insediativi, infrastrutture, strutture produttive.

Una prima proposta per far prendere coscienza dei rischi presenti sul nostro territorio potrebbe essere la pubblicazione del Piano di Emergenza Comunale sul sito internet del Comune.