Archiviazioni mensili: ottobre 2010

Scheda: Giovani

Scheda: Giovani

L’azione verso i giovani della nostra città deve essere sostenuta da una  “politica  giovanile”  che abbia l’intenzione di accompagnare e  sostenere i giovani nel loro passaggio  delicato alla vita adulta e renderli partecipi del loro cambiamento; e di conseguenza della loro/nostra città.

L’azione e l’intenzione delle politiche giovanili devono essere solo ed esclusivamente educative.

Non parliamo di  politiche giovanili basate su una serie di eventi a pioggia; ma di pensieri, riflessioni applicate attraverso  interventi che abbiano un’intenzionalità educativa e duratura nel tempo che partano anche dai loro progetti di partecipazione.

Le politiche giovanili devono prevedere:

  • Lo sguardo educativo al centro delle riflessioni e delle scelte del territorio,
  • la loro partecipazione alla vita della città,
  • creare e diffondere Opportunità  Culturali ed Educative,
  • favorire la loro vita Associativa,
  • promuovere percorsi di Inclusione Sociale,
  • lavoro  di rete tra le varie agenzie educative presenti sul territorio (scuole, servizi sociali, oratori, associazioni, gruppi,
  • tutela delle fasce più deboli.

Per applicare queste priorità in azioni concrete le politiche giovanili devono essere sopportate dall’elaborazione di una rete di progetti che in modo trasversale affrontino queste tematiche:

  • cittadinanza attiva,
  • formazione,
  • autonomia dei giovani,
  • sostegno dei giovani a rischio,
  • informazione e comunicazione,
  • sport e cultura,
  • promozione del benessere e prevenzione,
  • volontariato,
  • promozione di pari opportunità,
  • formazione professionale e lavoro,
  • promozione dei diritti.

Strumenti e “luoghi di pensiero” per le politiche giovanili:

  • Consulta “dei e per” i  giovani luogo di confronto delle problematiche giovanili (formata dall’assessore competente, giovani rappresentativi di associazioni sportive, culturali e religiose del territorio, responsabili delle agenzie educative e  servizi sociali)
  • agenzia delle politiche giovanili (educatori ed uffici competenti del comune),
  • carta del giovane (Documento elaborato dalla stessa consulta a sostegno dei diritti e delle opportunità per i giovani).

 

Servizi a sostegno delle politiche giovanili:

  • Educativa di strada nei  “non luoghi” della nostra città (esempio: il cinema, le piazze, i parchetti ecc).  Sarà prioritario ridare significato, attraverso presenze educative,  quei luoghi dove i nostri giovani “vagano” indisturbati e nell’anonimato,
  • sportello giovani all’interno della biblioteca comunale,
  • poli  educativi di quartiere di I livello; utilizzando gli spazi pubblici già esistenti (scuole, centri civici) con aperture pomeridiane a sostegno dei ragazzi con un lieve disagio segnalati dalle scuole e/o servizi sociali,
  • CAG cittadino (già in via di progettazione)  come “casa del giovane”; luogo per convergere attività aggregative di II livello (esempio: sala prove, sportello giovani artisti, sala con proiettore, gestione di un portale,  promotrice di eventi di diverso genere a livello cittadino, ecc),
  • sostegno individualizzato verso i giovani di fascia debole,
  • sostegno alle famiglie attraverso percorsi alla genitorialità.

Proposte di Oltrelepagine

Proposte di Oltrelepagine

Un manifesto di una campagna di Oltrelepagine per la multiculturalità

Il 21 Ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato l’Associazione culturale Oltrelepagine,  attiva a Pioltello da 13 anni, occupandosi  principalmente della diffusione di libri e della lettura e di temi culturali come quello della identità della città – con particolare attenzione alla storia locale e alla multiculturalità .

L’accesso alla cultura, la possibilità cioè di abbassare gli ostacoli dovuti ai costi ma anche all’ubicazione degli eventi culturali, hanno visto Oltrelepagine  protagonista nell’organizzazione di varie iniziative. In 13 anni di vita ha avuto una collaborazione intensa con le Amministrazioni Comunali che in questi anni si sono succedute, operando su diversi progetti e riconoscendo che la maggior parte delle associazioni, specialmente le più piccole, riesce a sopravvivere grazie alle sovvenzioni pubbliche.

Oltrelepagine rileva una serie di criticità nella politica culturale comunale, frutto in massima parte del taglio dei fondi destinati alla cultura ma anche di alcune scelte opinabili.

Negli anni scorsi, l’esperienza dell’Uni3 (Università delle Tre Età) aveva portato in città personaggi autorevoli (es. Zanotelli, Hack, le associazioni di volontariato) sprovincializzando il dibattito locale e sollecitando la nascita di nuovi progetti ed associazioni (es. Eticopioltello). Uni3 aveva anche offerto l’occasione di valorizzare competenze locali su temi specifici, coinvolgendo cittadini nella preparazione dei corsi e serate a tema. L’Uni 3 è stato un tentativo di costruzione di un contenitore di eventi culturali omogeneo, capace cioè di legare le iniziative l’una all’altra rendendo l’offerta culturale della città coerente e fruibile. Il libretto degli eventi culturali, nato come esigenza proprio all’interno di Uni3,  si è  ridotto ora alla presentazione  di corsi organizzati da privati ed a pagamento. La decisione dell’Amministrazione di chiudere Uni3 ha messo fine a un’esperienza positiva, portatrice di un progetto culturale unitario.

Sarebbe utile quindi che le esperienze, ciascuna con le proprie peculiarità, ed i progetti che  ad esse  sottendono, diventassero occasioni, stimoli per l’Amministrazione e da essa condivise e riprese per la costruzione di un percorso differenziato, ma con basi ed obiettivi comuni.

La molteplicità delle iniziative culturali organizzate dal Comune, non evidenziano un disegno univoco, un filo conduttore chiaro, una scelta di priorità. Vi sono state alcune occasioni perdute (es. l’inaugurazione della Piazza dei Popoli con scelte discutibili sui contenuti, senza coinvolgimento delle associazioni locali), talvolta la resa a scelte “facili” (come il riempimento delle serate estive e della festa cittadina con il ballo) e la discontinuità con esperienze positive come la mancata assegnazione di una nuova sede a Fararte, che ne ha causato, di fatto,  la cessazione delle attività. Fararte un associazione culturale unica nel genere, che mettendo insieme esperienza di artisti diversi ( nella maggior parte pioltellesi), riusciva a proporre alla cittadinanza con continuità eventi artistici (mostre, istallazioni ecc.) e a fare sperimentare direttamente (per es. ai più piccoli con la collaborazione con le scuole) l’espressione attraverso l’arte.

La fatica che incontra la Festa cittadina a decollare dopo tanti anni deve essere affrontata coinvolgendo le associazioni locali nella ideazione ed organizzazione con grande anticipo, facendo diventare la Festa uno degli obiettivi condivisi da Amministrazione e associazionismo e non riducendo il coinvolgimento alla concessione di spazi, magari poco idonei per la promiscuità con la ristorazione o spettacoli vari. Da tempo Oltrelepagine pensa ad una riflessione cittadina su cosa sono le feste,  se si possono inventare dal nulla o se esse necessitano di condivisione di fondo delle motivazioni. Si pensi ad esempio a come sono sentite e partecipate le feste religiose, dei santi patroni, o come lo erano fino a qualche anno fa le feste di partito.

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“Pace in Comune”

“Pace in Comune”

Proponendo mesi fa un “Vocabolario per Pioltello 2011”, sollecitavo l’attenzione verso le parole da usare nella politica e per la politica. Tra le parole su cui desideravo si focalizzasse l’attenzione per il prossimo quinquennio amministrativo avevo indicato la”Pace”, chiedendo di inserire nel programma di governo un capitolo dedicato alla pace, con particolare riferimento all’elaborazione di percorsi di educazione a questo valore.

In Comuni non lontani dal nostro, ad esempio a Carugate, esiste un Ufficio Pace: non ne conosco la struttura, le funzioni ed i costi, ma credo valga la pena di considerare, anche nella multietnica Pioltello, un’iniziativa simile.  Pioltello 2011 potrebbe farsi carico di elaborare una proposta di questo tipo (sarebbe bello che se ne facesse carico qualche lettore o simpatizzante, invece che i soliti due o tre grafomani di questo sito…).

Un’altra proposta, minima ma concreta, la avanzo io in questo post, ed è l’adesione al progetto “Pace in Comune”, così descritto, tra le altre cose, sul sito delle Acli di Milano: http://www.aclimilano.com/internazionale/paceincomune.php

“La Storia del Coordinamento “Pace in Comune” nasce dall’esperienza comune vissuta da alcuni amministratori pubblici, sindaci, assessori o consiglieri comunali, nella seconda metà degli anni novanta, che dapprima avviano percorsi di pace all’interno delle loro città ed in un secondo momento sentono l’esigenza di mettere insieme queste esperienze locali per esprimere una posizione politica più ampia, capace di attrarre quanti più Comuni e di coinvolgere Enti Territoriali più estesi. Promotori del Coordinamento furono i comuni di Agrate Brianza, Bresso, Carugate, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cusano Milanino, Melegnano, Pogliano, Pregnana Milanese, Rho, San Donato, Sesto San Giovanni, Trezzo sull’Adda. A cui vanno aggiunti: Pax Christi (prov. di Milano) e ACLI (Prov. di Milano).  Ad oggi i comuni aderenti sono 32, mentre le associazioni sono 6. Il Coordinamento Pace in Comune ha realizzato fin ad ora numerose iniziative di sensibilizzazione e formazione rivolti al pubblico, ma in particolar modo alle amministrazioni locali e alle associazioni, con lo scopo di evidenziare il ruolo dei comuni come luoghi di costruzioni di cultura di pace e di cooperazione. Il Coordinamento offre ad amministratori e funzionari momenti di formazione su argomenti specifici (Servizio civile; Bilancio partecipato; bandi su cooperazione internazionale), ma anche occasioni di confronto su come il tema della pace può essere portato nel programma amministrativo.”

Sarei orgoglioso di vedere Pioltello tra i Comuni che aderiscono a questo progetto: sicuramente sarebbe un bel messaggio ed aiuterebbe, se non già nel 2011, ad avere almeno nel 2016 un capitolo dedicato alla Pace nel proprio programma di governo.

Quanto costa? Mi sembra di avere capito che si tratti di 1000 € all’anno, per un Comune di più di trentamila abitanti.  Dunque meno di un rinfresco, meno dei gettoni di presenza di un Consiglio Comunale, meno di una rata di leasing di un’auto di rappresentanza, meno di una mensilità di un Assessore.

Penso che sia decisamente un gesto possibile.

Scheda: Regole della politica

Scheda: Regole della politica

Scheda: Regole della politica- Aggiornata il 01/12/2010

            In seguito al confronto avvenuto su questo sito e durante la presentazione di questa scheda a l’assemblea pubblica della Lista per Pioltello ecco un aggiornamento che ovviamente ha bisogno di essere discusso e criticato:

  •    prima di parlare di persone, bisogna parlare di contenuti: nessuna novità rispetto al programma potrà essere introdotto durante il mandato, se non tramite una scelta unanime della maggioranza e mai a maggioranza della maggioranza;
  • per rinnovare concretamente la pratica politica è necessario cambiare gli assessori che abbiano già svolto due mandati consecutivi, questa regola vale già per il sindaco;
  • Le valutazioni complessivamente positive sul proprio operato della giunta uscente non sono sufficienti, sarebbe politicamente coretto e utile fare una verifica del programma del 2006 come esempio di trasparenza e di confronto diretto con i nostri elettori; 
  •  I temi amministrativi come il futuro del Parco delle Cascine, il completamento della bonifica della ex Sisas, il lavoro, i vincoli di bilancio imposti dal patto di stabilità, i servizi alla città, sono sicuramente importanti ma dobbiamo ricercare nuove proposte per il futuro della nostra città che corrispondo alle aspettative e alle richieste del maggiore numero. In questo senso un laboratorio come Pioltello2011 rappresenta un aspetto essenziale della ricerca di un nuovo programma che parte dal basso;
  • La giunta deve rispecchiare il risultato delle urne: non basta avere aderito alla coalizione per avere diritto a un assessore, il peso politico all’interno della coalizione è determinante per l’attribuzione di una carica e anche il contributo alla redazione del programma.  
  • E’ necessario ridurre il numero degli Assessori da 9 a 6 per:

                – abbassare il costo della politica;

                – uscire dalla spartizione del potere tra forze politiche;

                – ridefinire il ruolo e le competenze degli Assessori nei confronti degli uffici comunali.

  • No a una politica della maggioranza variabile:  Chi ha scelto di non entrare nella  coalizione ne al primo ne al secondo turno non può rientrare a farne parte durante il mandato.
  • Il ruolo dell’assessore deve essere quello di gestire progetti e gestire servizi, non e’ necessario che l’assessore sia un esperto ma deve avere una cultura generale, buon senso e qualche nozione di gestione di progetti e servizi.
  • La politica deve dare l’esempio: invito alla sobrietà nelle scelte quotidiane di chi amministra una città come Pioltello per esempio nella scelta del parco automobilistico, oppure durante le manifestazioni pubbliche ( spettacoli), non esistono posti riservati, sindaco e giunta e soprattutto consiglieri non si devono più trovare sistematicamente il posto riservato in prima fila.

Scheda: Partecipazione e Trasparenza

Scheda: Partecipazione e Trasparenza

La partecipazione e la trasparenza sono il cardine su cui si crea l’interazione tra l’ente e i suoi cittadini, il cardine su cui ruota la porta del PALAZZO per aprirsi alla cittadinanza.

Piu’ avviene scambio di informazione e condivisione delle scelte sia strategiche che operative piu’ ogni cittadino trova nelle risposte del “comune” quello che si aspetta e che effettivamente gli serve per migliorare la qualita’ della vita in questa citta’.

Principalmente le forme di partecipazione si devono rivolgere ad organizzazioni precostituite o che vengono costituite allo scopo, mentre la trasparenza saranno tutti quegli strumenti quelle infrastrutture che permettono lo scambio tra singolo e amministrazione o che permettono al singolo di seguire l’iter delle proprie richieste e/o proposte.

In senso piu’ ampio e’ necessario comunque una predisposizione all’ascolto da parte della amministrazione.

Partecipazione

  • mantenimento dell’albo delle associazioni e istituzione di una tavola rotonda come occasione di mutua conoscenza e di collaborazione.
  • formare i gruppi di partecipazione creando meccanismi per creare gruppi di lavoro che condividano valori comuni, conoscenze e competenze di base, per poter lavorare con serietà e consapevolezza verso traguardi ambiziosi. Alcuni strumenti possono essere : seminari monografici e o documenti e materiali didattici su la Costituzione della Repubblica Italiana, gli aspetti amministrativi degli Enti Locali, lo Statuto del Comune di Pioltello
  • coordinamento del calendario delle attività di associazioni intendendole nel senso piu’ ampio possibile comprendendo in esse ad esempio anche gli oratori  le parrocchie  e comune per evitare sovrapposizioni e rafforzare la presenza dei cittadini.
  • Promuovere feste di quartiere: dare continuità a iniziative quali le bancarelle, coinvolgendo le associazioni del quartiere, come strumento di aggregazione e creazione del senso di appartenenza, investendo come si è fatto a titolo di esempio per l’iniziativa Calcio alle Frontiere.
  • promuovere il coinvolgimento diretto della associazioni anche nella progettazione e realizzazione della Festa cittadina.
  • predisposizione di sedi per le associazioni con il criterio della economicita’ grazie alla condivisione delle stesse o collocandole in modo agile la dove sorge la necessita’ di intervento anchequi a titolo di esempio :
    • scout nelle zone verdi del territorio
    • gruppi di intervento socio/culturale nelle zone con gravi disagi sociali
  • riconoscere il ruolo dei Comitati di quartiere, senza però includerli nella macchina comunale, come anello di congiunzione non partitico tra cittadini ed amministrazione. Costituzione della Rete cittadina dei Comitati di Quartiere.
  • sostenere il ruolo di progetti di impegno civico e di ampia partecipazione numerica quali a puro titolo esemplificativo il progetto Pedibus
  • Modificare il criterio di finanziamento (no ai 300 euro a pioggia alle associazioni) tornando allo spirito originale dell’albo delle associazioni.

Trasparenza

  • redigere un bilancio comunale che sia facilmente leggibile anche da una platea non particolarmente esperta per poter condividere con i cittadini le scelte operate, piu’ concretamente, Pioltello deve dotarsi di un BILANCIO SOCIALE.Il BILANCIO SOCIALE è uno strumento adottato ormai da molte organizzazioni private ed enti pubblici, allo scopo di fornire una visione complessiva e non tecnica del proprio operato, comunicando in modo efficace e misurando l’efficienza delle scelte amministrative, rendendo conto della loro consistenza economica e della loro equità, in termini di impegno delle risorse e di risultati raggiunti. Si terranno così in adeguata considerazione, elaborando obiettivi parametri di riferimento, anche i beni immateriali scarsamente misurabili, quali ad esempio l’inquinamento, la qualità dei servizi, l’efficienza del trasporto pubblico, la qualità dell’aria. L’Ente pubblico, adottando sistemi di rendicontazione sociale, diviene capace di innovare e arricchire la propria comunicazione ai cittadini, alle imprese e agli altri interlocutori istituzionali (stakeholders).BILANCIO SOCIALE dovrebbe essere il vero bilancio dell’Ente, affiancando il tradizionale Bilancio di Esercizio, in modo che anche i non addetti ai lavori possano comprendere l’efficienza e l’efficacia delle iniziative intraprese e delle spese effettuate. I cittadini in questo modo sarebbero aiutati a comprendere il funzionamento dell’ente pubblico e a riconoscere il valore sociale da esso prodotto. La speranza è che, in un Comune dotato di BILANCIO SOCIALE, aumenti il numero di individui che prendano coscienza di potere e dovere essere parte attiva nella comunità, contribuendo in definitiva ad aumentarne il “capitale sociale”, a beneficio della comunità stessa e di tutti gli individui che ne fanno parte.
  • postazioni informatiche a disposizione del pubblico per l’interazione con l’amministrazione comunale in modo semplificato
  • Trasparenza amministrativa: dichiarare prima delle elezioni la squadra degli assessori, riduzione del numero degli assessorati per contenimento dei costi della politica.
  • Istituire un servizio di raccolta e rendicontazione di tutte le segnalazioni che giungono dai cittadini in merito agli interventi necessari sulla viabilita’ arredi urbani mantenimento del verde ecc. Ecc che categorizzi le richieste e fornisca una risposta chiara sulla fattibilita’ dell’intervento e in caso positivo un tempo previsto di implementazione
  • utilizzare lo strumento del sondaggio per verificare il livello di gradimento dei singoli punti del piano delle opere pubbliche
  • trasmettere via internet le sedute del consiglio comunale, depositarne i file video sul sito del comune e mettere a disposizione del pubblico anche queste in modalita’ online la trascrizione delle sedute stesse.
  • far prendere coscienza dei rischi presenti sul nostro territorio potrebbe essere la pubblicazione del Piano di Emergenza Comunale sul sito internet del Comune.
  • inserire la regola che il gettone di presenza per il consiglio comunale (per i consiglieri, assesori e sindaco) venga dato in base al doppio appello (Inzio – Fine)

Doppio invito ai partecipanti di Pioltello2011

Doppio invito ai partecipanti di Pioltello2011

Nel mese di novembre, parallelamente alla prosecuzione degli incontri del gruppo Pioltello2011 con le associazioni e del dibattito pubblico sui contenuti su questo sito ed in coerenza con gli scopi di Pioltello2o11 e col metodo scelto (prima si parla di Programma Amministrativo, poi di alleanze ed infine di persone da candidare), – la Lista per Pioltello invita tutti i cittadini ed in particolare quanti hanno partecipato in questi mesi a Pioltello2011 come autori – commentatori – visitatori a due incontri nei quali verranno discusse e prese scelte importanti in vista delle elezioni:

  • quali priorità per il Programma Amministrativo?
  • quali condizioni irrinunciabili per la formazione dell’Alleanza?
  • come scegliere il candidato sindaco?
  • la Lista diventa maggiorenne (18 anni nel 2011!): cosa cambiare per crescere (statuto, nome, simbolo) ?

Il primo appuntamento è per venerdì 12 novembre, in cui apriremo la discussione su tutti questi punti. Il secondo appuntamento è per domenica 28 novembre, in cui assumeremo le decisioni necessarie, raccoglieremo le adesioni alla “nuova” Lista, organizzeremo il nostro lavoro e “salperemo” verso le elezioni 2011.

Il programma di dettaglio dei due appuntamenti sarà pubblicizzato a breve su questo sito, su www.pioltello.org, sui giornali di zona, via mail e con manifestini sul territorio.

La spesa sociale del nostro Comune

La spesa sociale del nostro Comune

Come primo contributo alla discussione sul Programma Amministrativo svolto su questo sito, l’assessore ai Servizi Sociali Saimon Gaiotto ci ha gentilmente inviato la ripartizione degli interventi “sociali” del nostro Comune, riassunta da questa tabella e dal corrispondente grafico. Questi dati saranno a breve completati con i costi del personale del Settore Servizi Sociali del Comune, anch’essi ripartiti per destinazione. La grossa fetta in grigio si riferisce ai fondi del Distretto di zona (che comprende altri Comuni oltre Pioltello) gestiti dal nostro Comune per conto del Distretto e ripartiti tra i Comuni e per le diverse destinazioni secondo necessità e specifici progetti. Questi dati NON comprendono poi altre forme di sostegno comunale per interventi  sulle medesime categorie di persone ma a cura di altri Settori, ad esempio i fondi di sostegno agli studenti disabili e stranieri (finanziati attraverso il Piano di Diritto allo Studio).

AREA ANZIANI SPESA
CASE DI RIPOSO 215000
SOSTEGNO AL DOMICILIO 300000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 74000
589000
AREA DISABILITA’ SPESA
CDD “Don Carrera” 488000
SOSTEGNO AL DOMICILIO e CENTRI DIURNI 458000
ASSISTENZA SCOLASTICA 15000
inserimenti lavorativi 87000
1048000
AREA TUTELA MINORI SPESA
ISTITUTI 300000
AFFIDI 31400
PREVENZIONE DEL DISAGIO 183000
514400
AREA GIOVANI SPESA
EDUCATIVA DI TERRITORIO E ATTIVITA’ TERRITORIALI 106000
CENTRO PER LE POLITICHE GIOVANILI 37000
CENTRO ESTIVO COMUNALE 135000
278000
AREA PRIMA INFANZIA SPESA
ASILI NIDO E CENTRI PER LE FAMIGLIE 1439500
SPORTELLO GENITORI 24000
ATTIVITA’ SOCIALIZZANTI 15000
1478500
AREA CASA SPESA
SOSTEGNO ALL’AFFITTO 317000
GESTIONE CASE COMUNALI 25000
342000
AREA INTERCULTURA SPESA
CONSULTA INTERCULTURALE E MEDIAZIONE LINGUISTICA 17000
17000
AREA MARGINALITA’ SOCIALE SPESA
SOSTEGNO ALL’ABITARE 50000
PROGETTI DI INCLUSIONE 64000
114000
AREA SOSTEGNO AL VOLONTARIATO SPESA
AUSER 10000
SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO 9000
SOSTEGNO ORATORI ESTIVI 19000
38000
DISTRETTO SOCIALE SPESA
ATTIVITA’ E SERVIZI DISTRETTUALI 1378000
1378000
SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE CONTRO LA CRISI SPESA
BONUS GAS E METANO non costa
BONUS GIOVANI COPPIE 80000
FONDO ANTICRISI 170000
250000

Scheda: L’impronta della città

Scheda: L’impronta della città

Le elezioni si avvicinano ed è ora – come concordato nel primo incontro “fisico” di Pioltello 2011 – di riassumere il dibattito in “schede”, documenti aperti alla discussione. Questa è la  bozza  della scheda relativa all’urbanistica AGGIORNATA.


Per una città “leggera”

Pioltello a consumo zero di territorio

Negli ultimi cinquant’anni Pioltello ha divorato la campagna circostante, quadruplicando la propria impronta. Su 13 chilometri quadrati, quasi 8 sono inclusi nel perimetro urbanizzato e 5 nei grandi parchi che circondano l’abitato. E’ venuto il il momento di fermare ogni ulteriore consumo di terra, non considerando il territorio come fonte di finanziamento e confinando ogni eventuale crescita della città dentro i limiti previsti dal PGT, senza più intaccare la campagna ed anzi ripristinandola dove ancora possibile. Per portare la nostra città al “consumo zero” di terra libera, ci impegniamo a non apportare varianti al PGT 2010 che aumentino tale consumo e, per quanto dipenderà da noi, a redigere nel 2015 un PGT  a consumo zero. Ci impegniamo inoltre a censire periodicamente case sfitte e capannoni vuoti per una più corretta valutazione delle necessità di edificazione entro il perimetro urbanizzato.

Pioltello prima città della Martesana

Uscendo da Milano verso est, Pioltello è la prima realtà ancora distinguibile come separata dalla metropoli. La riconoscibilità – elemento fondante per l’identità cittadina -richiede che il Parco delle Cascine e le altre aree libere a ovest dell’abitato non siano intaccate da costruzioni che colleghino direttamente Pioltello con Segrate. Più in generale, noi crediamo che il futuro della nostra città sia nella verde Martesana e non nella grigia metropoli e che quindi il Parco delle Cascine debba essere integrato col Parco Cave Est per formare una barriera verde all’avanzare verso est di Milano.

Pioltello città agricola

L’insediamento di un vasto Parco Agricolo nel Parco delle Cascine e la conservazione delle attività agricole di Camposoglio e Trenzanesio sono necessari non solo per conservare la nostra identità urbanistica e fermare il consumo di territorio, ma anche per rilanciare la vocazione agricola della nostra città. Riaffermare l’agricoltura a 7 km da Milano non è nostalgia dei bei tempi andati, ma scelta lungimirante, che guarda all’autonomia alimentare, all’eliminazione dei trasporti inutili, in linea con il crescente interesse per il consumo a “chilometro zero” di alimenti e coerente con i migliori obiettivi di Expo 2015, da sostenere anche con alberi da frutto lungo i viali della città. Un grande “Orto Comunale”di proprietà pubblica co-gestito dai cittadini con l’operatore agricolo rafforzerà nella cittadinanza il valore comunitario del Parco, cancellando definitivamente ogni possibilità di speculazioni edilizie sull’area. Parco delle Cascine, Camposoglio – Besozza e Trenzanesio – Castelletto sono i tre Parchi Agricoli struttura portante del nostro territorio. Punteremo ad una più strutturale organizzazione con la rete di produzione alimentare della Martesana, promuovendo il consumo di prodotti locali attraverso mercati e fiere.

Pioltello città naturalistica

Nel Parco delle Cascine deve essere anche organizzato un ampio Parco verde a disposizione dei cittadini, manutenuto dall’operatore agricolo (con costo zero per il bilancio comunale), in cui vivere la campagna a zero chilometri da casa, coinvolgendo le associazioni ambientaliste, gli scout, i gruppi a cavallo nella gestione dell’area e nell’organizzazione di eventi, ed evitando le facili scorciatoie di insediamento di iniziative commerciali. Il Bosco della Besozza deve essere allargato a sud per includere le cave, facendo pressioni sulla Provincia per la dismissione delle attività estrattive, per trasformarle in laghi a completamento naturalistico del Bosco, per l’osservazione di fauna e flora a zero chilometri dalla città.

Pioltello per l’economia verde

L’area del Polo Chimico manterrà la propria destinazione industriale ancora per un lungo periodo. Per la ex Sisas la priorità è il completamento della bonifica e lo smantellamento degli impianti, dopo i quali nell’area potranno trovare spazio attività legate alla “economia verde” ed alle energie alternative, non concedendo spazio a centrali a combustibili fossili ed inceneritori di rifiuti. Nel rispetto della libertà di iniziativa imprenditoriale, occorrerà incoraggiare la trasformazione delle vaste aree dedicate alla logistica in attività a maggiore  intensità di occupazione e minore impatto sul traffico.

Pioltello senza sprechi di energia e materia

Le norme previste dal PGT, che impongono emissioni zero per le case anche attraverso la “perequazione energetica”, dovranno essere ulteriormente rafforzate prevedendo forme premianti o cogenti per la riduzione delle superfici radianti nei cortili, terrazzi, vie, piazze, marciapiedi a favore delle superifici a verde ed alberate che riducano l’accumulo di calore in città ed il conseguente consumo di energia per raffreddamento. Ci impegneremo in uno sforzo suppletivo per portare la raccolta differenziata almeno al 60% e ridurre il totale dei rifiuti pro capite, adottando le migliori pratiche dei Comuni di dimensioni confrontabili con quelle della nostra città, investendo nella formazione dei cittadini nei quartieri a più bassa resa e punendo i comportamenti scorretti. Amplieremo le iniziative per incentivare l’uso dell’acqua potabile, nelle scuole ed attraverso le “case dell’acqua”.

Proposte del Cinecircolo Moreau

Proposte del Cinecircolo Moreau

Il Cinecircolo Moreau organizza da anni nella nostra città il cineforum presso il multisala il lunedì sera ed altri eventi culturali legati ai film. Appositamente per “Pioltello 2011″ il Cinecircolo ha preparato il seguente documento, contenente appunti e proposte in vista delle elezioni del prossimo anno, e presentato al nostro gruppo di lavoro il 21 ottobre 2010.

  • Al lunedì esiste un cineforum patrocinato dal Comune. Sarebbe comunque intelligente attrezzare la sala consigliare alle proiezioni (schermo, impianto acustico e proiettore), per renderci autonomi dalla multisale. Inoltre la nostra Associazione propone dei corsi permanenti (non ci sono nel periodo più freddo, solo perché l’impianto allo Spazio Dugnana è difettoso). Il Cinecircolo Jeanne Moreau propone inoltre, ogni anno, diverse proiezioni a tema alle scuole pioltellesi. Sarebbe bello fare anche dei cineforum sulla legalità e l’accoglienza in collaborazione con le scuole superiori. Se funzionasse l’impianto di cui sopra, il cinecircolo avrebbe meno problemi e anche per le scolaresche sarebbe più comodo.
  • La nuova biblioteca dovrebbe fare un salto di qualità. Prima di tutto deve essere dotata di un circuito multimediale, poiché, fermarestando la priorità del materiale librario cartaceo, molte informazioni culturali e didattiche passano attraverso altri canali, che non sono esclusivamente informatici (internet per intenderci), ma vanno dalla consultazione in dvd ai cd rom e altro. Inoltre deve essere la sede primaria di iniziative che vanno dalla semplice mostra alla conferenza e alle eventuali presentazioni di libri con autore. Per questo, oltre alle apparecchiature, occorre individuare gli spazi idonei al caso. La sala conferenze della nuova biblioteca dovrà quindi essere attrezzata con impianto voce e videoproiettore.
  • La cultura non può svolgersi sul territorio se non prende in giusta considerazione il suo rapporto con i cittadini del futuro, quindi con le scuole. Non solo con i soliti insegnanti di riferimento, ma anche con i rappresentanti degli studenti, per tenere un collegamento con le idee, i suggerimenti e gli impulsi che possono essere patrimonio di riflessione per il governo del territorio.
  • A questo proposito, ci sono diversi spazi pubblici adatti a spettacoli di vario tipo. Perché non coinvolgere i giovani con festival mirati? Che siano concerti, con i loro gruppi di riferimento, o con loro stessi sul palco. Ci sono diversi gruppi musicali sul territorio, anche di musica classica. Perché non farli uscire allo scoperto? Per non parlare delle singole persone, musicisti o cantanti. Oppure festival di cortometraggi, che avrebbero lo stesso scopo del paragrafo precedente. Sapete quanti cineamatori ci sono a Pioltello? E quanti giovani registi che aspettano di fare il grande salto?
  • Bisogna tornare a organizzare manifestazioni pubbliche, con esperti del settore, riservate agli studenti all’interno dell’orario scolastico, quindi inserendole nella programmazione didattica.
  • La letteratura poi deve uscire dalla biblioteca. Già Oltrelepagine, con le forze che ha, fa un lavoro eccellente, ma bisogna alzare il tiro. Un piccolo esempio: oltre la presentazione dei libri di amministratori, ex amministratori e gente del posto (intendiamoci, va benissimo), perché non presentare i libri di Saviano, Veronesi (Sandro) o Lucarelli (nomi ipotetici, giusto per intenderci), invitando gli autori? Servirebbe a rilanciare la biblioteca e la cultura in genere e, chi può dirlo, magari attirare un po’ di giovani verso questo settore.
  • Vi ricordiamo anche che, per poter lavorare al meglio, un’associazione come la nostra avrebbe bisogno di una sede in cui i soci possano incontrarsi, visualizzare in anteprima le proposte, realizzare i corsi. Tutte cose che dobbiamo fare a casa nostra, con dispiego di tempo, telefonate e posta elettronica

Ringraziandovi per il bel lavoro svolto nella stesura di Pioltello 2011
Per il CINECIRCOLO JEANNE MOREAU
Il Presidente Marcello Moriondo

Proposte degli Scout AGESCI di Pioltello

Proposte degli Scout AGESCI di Pioltello

L’11 Ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato la Comunità dei Capi degli Scout AGESCI Pioltello 1. Dall’incontro sono emerse le seguenti riflessioni e proposte:

Gli Scout AGESCI di Pioltello hanno avviato il percorso per l’iscrizione all’Albo Comunale delle Associazioni, a completamento di una serie di contatti e collaborazioni con l’Amministrazione Comunale, tra cui la dedicazione del parco di via Mozart al fondatore del movimento scout Baden – Powell ed il finanziamento della recente missione in Brasile.

Gli Scout sono interessati a rendere più strutturali e continuativi i rapporti con l’Amministrazione ed essere riconosciuti come una risorsa educativa della città, sulla falsariga di quanto accade in altri Comuni, nei quali agli Scout sono affidati alcuni servizi di pubblica utilità e contribuiscono allo svolgimento di iniziative cittadine, mentre il gruppo di Pioltello si sente attualmente poco presente sul territorio.

Considerando più in generale la politica giovanile, gli Scout sono interessati al progetto del nascente Centro di Aggregazione Giovanile (CAG), perché a Pioltello non ci sono attualmente altri spazi che accolgono i giovani oltre gli oratori. Il CAG deve puntare alto, prendendo il meglio delle esperienze degli omologhi centri di Cernusco e Carugate, offrendo occasioni di crescita agli adolescenti attraverso attività, gite, musica, con la presenza di educatori.

Nonostante la vicinanza alla propria sede (attualmente presso la parrocchia di Maria Regina), gli Scout rilevano la difficoltà ad essere presenti al Satellite ed ad attrarre i ragazzi del quartiere. La presenza degli educatori di strada è positiva, ma deve essere potenziata ed allargare il numero dei ragazzi contattati e coinvolti. Gli Scout sono disponibili a collaborare con le associazioni che già lavorano nel quartiere.

Il passaggio alla proprietà pubblica del Parco delle Cascine, previsto dal Piano di Governo del Territorio, è visto dagli Scout come una opportunità per poter ampliare il rapporto con la natura, caratteristica del movimento, attraverso ad esempio di un’area in cui attrezzare periodicamente un campo a disposizione anche dei gruppi Scout della zona.

Sulla partecipazione di cittadini ed associazioni alla vita cittadina, gli Scout segnalano due esperienze mutuabili da Comuni vicini: da Cinisello, incontri sul programma amministrativo a termine legislatura in cui verificare quanto di quel che era stato scritto è stato fatto e spiegare le motivazioni di quanto non è stato realizzato; da Vignate, la tavola rotonda delle associazioni (ad oggi ancora una proposta) come occasione di mutua conoscenza e di collaborazione ed il coordinamento del calendario delle attività di associazioni, parrocchie e Comune per evitare sovrapposizioni e rafforzare la presenza dei cittadini.

Proposte del Centro di Cultura Popolare di Seggiano

Proposte del Centro di Cultura Popolare di Seggiano

L’8 ottobre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato il Centro di Cultura Popolare di Seggiano, che fa riferimento alla Cooperativa di Cultura Popolare don Lorenzo Milani.

Il Centro di Cultura Popolare (CCP) di Seggiano agisce in un ambito essenzialmente limitato alla vicinanza fisica con il centro stesso; le sedi sono infatti due, aperte per precisa scelta in Piazza Garibaldi ed in via Cilea al quartiere Satellite, identificando questi luoghi come ambiti fisici di concentrazione delle situazioni di disagio sociale.

Una delle due sedi è stata assegnata dall’Amministrazione Comunale al CCP in comodato d’uso fra i beni frutto del sequestro alla malavita organizzata.

La necessità principale espressa dal CCP a livello generale e’ che si instauri in Pioltello un organizzato ed autentico percorso di integrazione, soprattutto per le persone straniere che sono l’espressione maggiore in termini numerici del disagio sociale, che si caratterizza con problematiche legate al Lavoro, Scuola (media), Casa.

La Scuola è decisamente il primo ambito da prendere in considerazione. (Una particolare criticità emersa è il fatto che le fratture tra i bambini si creano a partire dalla scuola media, mentre nella fase dell’infanzia non si notano particolari problemi di integrazione).

In tutti questi ambiti e’ necessario un intervento di supporto, che dia soprattutto:

  • informazioni ai “nuovi cittadini” lasciati spesso nelle mani di chi, facendo finta di offrire un aiuto opera in realtà dei raggiri; come esempio positivo di intervento nell’ambito della problematica della Casa viene citato un progetto “casa senza frontiera” che offre una guida nel caso si intenda procedere all’acquisto di una abitazione
  • Punti di aggregazione ove siano presenti mediatori culturali preparati a favorire il processo di integrazione, in termini di accompagnamento nei percorsi di vita e non solo in termini di sostegno culturale

Più in particolare sono gia’ in essere rapporti con l’assistenza sociale del Comune, che segnala e riceve segnalazione dei casi piu’ problematici.

Visto il compito piuttosto delicato dell’intervento sociale che svolge il CCP ed i soggetti a cui si rivolge, sarebbe auspicabile anche una più strategica collaborazione con la vigilanza locale per rendere il più possibile discreta e sensibile la presenza di controlli.

Nell’ambito del Lavoro, si chiede quali possibilità abbia un’Amministrazione Locale nell’individuazione, monitoraggio, scoraggiamenti di pratiche lavorative non regolari, in termini di reclutamento delle maestranze e dello sfruttamento lavorativo, ad esempio nella cantieristica o nelle operazioni collaterali (facchinaggio) alla grande distribuzione organizzata.

A latere della riunione è stato citato come potenziale strumento di inconscio rallentamento dell’ integrazione delle famiglie, l’uso diffuso e selvaggio delle antenne satellitari per ricevere trasmissioni nella lingua del paese di origine; (l’installazione delle antenne satellitari tra l’altro dovrebbe essere soggetta ad una regolamentazione comunale). Un tempo la televisione invece contribuì a diffondere la conoscenza e l’uso dell’italiano fra le popolazioni immigrate dal Sud Italia.

Tre domande ai Candidati alle elezioni amministrative

Tre domande ai Candidati alle elezioni amministrative

Lista per Pioltello, promotrice della piattaforma di lavoro “Pioltello 2011”, aderisce al movimento “Stop al consumo di territorio”, tanto da ospitarne il banner sulla home page del proprio sito istituzionale. Tra gli articoli e gli autori di Pioltello 2011 è emersa una spiccata sensibilità a favore di questa tematica, fina dai primi articoli di Giuseppe sullo sviluppo urbanistico e sulla crescita degli abitanti. Io stesso ho posto l’attenzione su questo tema lanciando il mio ultimo articolo sulla “Città satura”. Chiedo dunque sia legittimo che nell’ambito di “Pioltello 2011”, almeno a chi decide di impegnarsi attivamente e pubblicamente, si richieda una dichiarazione ufficiale in questo senso.

Da anni il movimento “Stop al consumo di territorio” propone con successo questionari ed impegni da sottoscrivere, per rendere più semplice agli elettori il “controllo” dopo i suffragi alle urne.

Lo scorso anno, per le elezioni amministrative, venne chiesto ai candidati di rispondere a tre domande, sottoscrivendo il questionario che riporto integralmente di seguito. Questo deve valere secondo anche per il candidato Sindaco e, aggiungo io, per l’Assessore all’urbanistica, anche se questo può essere scelto dopo le elezioni (cosa che io deploro, ritenendo giusto che il candidato Sindaco debba fare il possibile per dichiarare prima del voto come sarà composta la sua Giunta).

Se il tema dello stop al consumo del territorio sarà ritenuto una centralità nel programma amministrativo, si deve porre una pregiudiziale forte verso la presentazione di candidati che non accettassero di sottoscrivere questo impegno.

Ecco quanto chiedeva un anno fa il Movimento per lo Stop al Consumo di Territorio:

 IL MOVIMENTO PER LO STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO PONE AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL MARZO 2010 LE SEGUENTI DOMANDE:

 Gentile Candidato, desideriamo sapere se, nel richiedere il consenso popolare per amministrare una parte delle terre d’Italia, Ella è consapevole del fatto che l’attuale trend in atto (in tutto il Pianeta) relativo al consumo di suolo rischia di pregiudicare irreversibilmente il nostro futuro.

Pertanto Le domandiamo:

condivide il principio che i suoli agricoli e boschivi, la natura, la terra, l’acqua non sono risorse infinite e, dunque, occorrono seri ed urgenti interventi per la loro difesa e salvaguardia ?

□ SI □ NO

Le chiediamo, quindi, di esprimere agli Elettori il suo pensiero in merito, motivando le sue convinzioni; oppure La invitiamo a dichiarare semplicemente in quali di queste opzioni si riconosce:

□ 1. L’attuale situazione è inevitabile: i suoli consumati ogni giorno rappresentano un prezzo necessario da pagare allo sviluppo.

□ 2. L’attuale consumo di suolo è eccessivo, occorre impegnarsi per un suo

  1. Parziale
  2.  Totale contenimento, sostenendo l’approvazione di piani territoriali paesaggistici o apposite leggi in materia.

 □ 3. Ritengo essenziale fermare il consumo di suolo e, in qualità di Amministratore Pubblico, mi impegnerò a contribuire all’affermazione di una cultura dei limiti fisici del territorio. In particolare, mi impegno sin d’ora a far sì che la mia futura Amministrazione normi per legge un periodico censimento delle case sfitte e dei capannoni vuoti e perseguirò l’obiettivo di contenere l’attività edilizia nelle aree già urbanizzate, salvando ciò che resta del patrimonio agricolo, ambientale e paesaggistico del nostro Paese.

Il questionario soggiaceva un anno fa alle seguenti regole:

“Le risposte dei Candidati a questo breve questionario verranno ampiamente pubblicizzate sul sito nazionale del movimento per lo Stop al Consumo di Territorio http://www.stopalconsumoditerritorio.ite attraverso tutti gli strumenti di informazione del Movimento a livello locale (compresi quelli di Associazioni e Comitati aderenti alle specifiche campagne nazionali). Inoltre, ogni singolo aderente si attiverà per far conoscere le posizioni dei Candidati nelle rispettive zone di appartenenza. “Stop al Consumo di Territorio” è un Movimento/Rete di cittadini sorto a difesa del diritto a vivere in un territorio non ulteriormente cementificato. Costituitosi nel Dicembre 2008, conta oggi circa 16.000 aderenti individuali ed oltre 200 fra Associazioni, Comitati e Gruppi Organizzati che moltiplicano esponenzialmente la sua realtà condivisa. Tra i suoi fondatori, il Comune di Cassinetta di Lugagnano (provincia di Milano), Comune che possiede la caratteristica di essere il primo municipio d’Italia dotatosi di un Piano Regolatore a “crescita zero”. Una decisione, importante e da imitare, che deriva da una condivisa visione di amministratori, tecnici e “semplici” cittadini e frutto di un lungo percorso di analisi e discussione partecipata, che ha portato l’intera comunità locale a scegliere collettivamente di azzerare la disponibilità comunale ad ospitare nuove edificazioni e di dirigere in alternativa ogni sforzo al recupero del patrimonio già esistente: residenziale, produttivo, commerciale.

Il presente modulo, debitamente compilato, va trasmesso a:

Cognome e Nome ______________________________

Indirizzo/Cap/Comune/Provincia ____________________________________________________________ Mail ___________________________________________

 Dati del Candidato compilatore:________________________________

“Crescita fisiologica” o “Città satura”? – Sviluppo e Decrescita

“Crescita fisiologica” o “Città satura”? – Sviluppo e Decrescita

In questo articolo, a valle dell’ultima presentazione pubblica del PGT, avvenuta il 27 settembre in Cascina Dugnana alla presenza di pochi intimi e degli addetti ai lavori, vorrei ragionare sul concetto di “crescita fisiologica”, che è divenuto nel tempo uno dei ritornelli illustrativi del PGT, insieme al consumo di territorio, ove esiste l’obiettivo “zero” che però non è uno “zero ideologico” (ma di fatto si vede che non è zero nemmeno in termini puramente matematici …va beh, andrò a rivedere i miei vecchi libri ed un volume dedicato alla storia della matematica per orientarmi meglio in questo concetto per me nuovo dello zero ideologico…)

Chiusa la parentesi, il mio vero obiettivo è declinare le prospettive contenute nel PGT, in termini di Sviluppo e Decrescita, come concetti a prima vista simili, ed in realtà abbastanza antagonisti.

Al di là delle elucubrazioni sullo zero ideologico, infatti, mi sembra che il PGT che andrà in adozione ed approvazione, pur nascendo su buone premesse, ragiona ancora esclusivamente in termini di Sviluppo. Sostenibile, sì, ma pur sempre Sviluppo.

In questo articolo vorrei lanciare l’idea che Pioltello, dal 2011 al 2016, mentre lavora sul PGT dello Sviluppo Sostenibile, si prepari a chiudere il  prossimo mandato amministrativo con un nuovo PGT, rivoluzionario, questo sì, perchè basato sulla Decrescita e sul concetto di “Città satura”, anziché sullo Sviluppo Sostenibile e la Crescita Fisiologica.

Ce lo impongono la crisi e il buon senso, ce lo impone il “Setaccio dei vent’anni” proposto da Giuseppe, ce lo impone il cammino percorso dai migliori interpreti delle comunità scientifiche ed ambientaliste fin da quando nel 1972 venne pubblicato il rapporto “Limits to the growth” dal MIT, commissionato da Aurelio Peccei per il Club di Roma.

Le parole pesano, e l’impropria traduzione il “I limiti dello sviluppo” anziché “I limiti alla crescita” condiziona ancora oggi l’approccio alla gestione e salvaguardia delle risorse naturali, materiali ed energetiche.

Così insistiamo ad orientarci verso lo sviluppo sostenibile anziché verso la decrescita, tanto che, pur partendo dalle stesse meritorie e condivisibili premesse, si continua ad andare nella direzione sbagliata, seppur con il minore impatto possibile, anziché cambiare radicalmente rotta.

Secondo me in cinque anni si deve impostare questo ambizioso obiettivo e si deve già da ora pensare ai criteri del prossimo PGT nel 2016: Decrescita e non più Sviluppo Sostenibile.

Inizierei dunque a parlare di Città Satura e non più di Crescita Fisiologica.

Cioè bisogna capire se (e per me ci siamo già arrivati) Pioltello abbia raggiunto la sua dimensione massima, non sostenibile ulteriormente. Una specie di “massa critica” di sopravvivenza o di autodistruzione, in termini di abitanti e sviluppo urbanistico.

Per immaginarsi questo concetto, ognuno dovrebbe fare riferimento alla propria famiglia, o all’esperienza delle famiglie in cui ha vissuto o quelle che conosce: in generale ogni famiglia trova un suo equilibrio con un numero do componenti, che dipende dalla sua cultura, dai suoi bisogni e dalle sue risorse, poi decide di non crescere più. In sostanza, ogni coppia, per quanto può, decide di fare un certo numero di figli, secondo criteri, esigenze, possibilità.

Io dico che Pioltello è diventata una Città Satura.

Faccio l’ultimo esempio per spiegare questo concetto, partendo dall’ultimo Infopioltello, dove nell’articolo sugli asili nido si dice che a Pioltello nascono 270 bambini all’anno. Meno dell’1% della popolazione, anche assumendo che non muoia nessuno. Dunque la crescita di popolazione è solo un fenomeno indotto, da flussi migratori, mutate abitudini abitative e composizione dei nuclei famigliari, disponibilità di abitazioni a prezzi più convenienti che in altre località (in sostanza abitudini di consumo). La crescita non è un fatto fisiologico, è un fatto indotto dalle abitudini di consumo e stili di vita. Se non ci credete, fate ancora una volta l’esercizio di pensare alla vostra famiglia o alle vostre famiglie: tra nati e morti, parenti acquisiti per nuove unioni (cioè arrivati da altri comuni) e parenti persi per nuove unioni (cioè emigrati nel comune del/della partner), il bilancio sarà in quasi tutti i casi zero, o negativo. Dunque la crescita fisiologica non esiste. E quella urbanistica, se basta sulla crescita fisiologica della popolazione non ha ragion d’essere. Se nel PGT che andrà in adozione è un concetto minimamente tollerabile, per far fronte a squilibri esistenti nel territorio per via dei flussi migratori degli ultimi quarant’anni, non sarà un concetto assolutamente giustificato nel PGT del 2016.

Pioltello è una Città Satura, non ha una crescita fisiologica, non le serve una crescita indotta.

Si deve iniziare a parlare di Decrescita. Non è un elemento di chiusura verso nuovi flussi abitativi e migratori: semplicemente, la Città Satura è secondo me il concetto che individua il raggiungimento di una condizione limite per la miglior sopravvivenza dei suoi cittadini.

Una crescita ulteriore per Pioltello sarebbe portatrice di squilibrio: solo avviando un cammino di Decrescita porteremo finalmente a compimento, si spera con successo, un percorso d’integrazione lento e faticoso che va avanti da quarant’anni.

Deve esserci un raggiungimento culturale di Pioltellesi vecchi e nuovi in questo senso. Il PGT del 2016 deve essere il primo naturale obiettivo di questa consapevolezza.

Pioltello ha fatto un grande sforzo di accoglienza per decenni e può capitalizzarlo solo in chiave di Decrescita.

I PGT di chi ci circonda sono tutti volti allo Sviluppo (in molti casi nemmeno sostenibile…) e dunque possono assorbire tutti i possibili ed immaginabili flussi migratori interni ed esterni.

Pioltello è già avanti rispetto agli altri, è un laboratorio continuo e può divenire la vera avanguardia di integrazione, ecologia, cultura: la Città Satura che lancia il messaggio della Decrescita come vero traguardo di consapevolezza del cittadino del Nuovo Millennio.

Idee per l’area ex Sisas

Idee per l’area ex Sisas

Nell’incontro organizzato ieri dalla Lista per Pioltello coi comitati di Limito e Rodano, sono emerse alcune idee per il futuro dell’area ex Sisas, quando saranno terminate la bonifica delle discariche e lo smantellamento degli impianti. Sono idee interessanti, che riporto alla discussione di Pioltello 2011 (per i partecipanti di Pioltello 2011 che non erano presenti):

  • L’area resterà a destinazione industriale ancora per molti anni, vista la vicinanza di industrie tuttora attive e poco compatibili con altre destinazioni
  • La tipologia di attività industriale deve essere compatibile con la vicinanza delle case di Limito e quindi poco impattanti per rumore, traffico e scarichi in aria e acqua
  • Eventuali progetti legati alla produzione di energia devono orientarsi verso la green economy (es. produzione pannelli fotovoltaici), escludendo centrali termoelettriche ed inceneritori
  • Data la strategicità dell’area, è necessario istituire un osservatorio permanente / tavolo di lavoro con la cittadinanza organizzata dei due Comuni coinvolti

Idee semplice e di buonsenso che ritengo utile inserire nel Programma Amministrativo. Per chi vuole approfondire l’argomento rimando al ricco dossier su www.pioltello.org

COME LIBERARSI DELL’ AMIANTO A PIOLTELLO ?

COME LIBERARSI DELL’ AMIANTO A PIOLTELLO ?

COME LIBERARSI DELL’ AMIANTO A PIOLTELLO ?

L’Italia, dati Cnr, “affonda” ancora dentro 32 milioni di tonnellate di materiale contenente        amianto. Cinquecento chili per abitante. Due miliardi e mezzo di metri quadrati di coperture in eternit. Immaginate una città di 60 mila abitanti fatta di solo amianto. Una giungla di miliardi di fibre che, sino a quando non verranno smaltite, continueranno a essere una bomba a tempo sulla quale l’Italia siede. In Lombardia si stima a 2,7 milioni di metri cubi di amianto sparsi in 4.228 edifici pubblici, 24 mila edifici privati.

E intanto i morti d’amianto crescono: 3 mila vittime ogni anno per malattie correlate all’esposizione all’asbesto. Milleduecento casi di mesotelioma, una forma letale di cancro per il quale finora non è stata trovata una cura.

Ma come funziona la bonifica e lo smaltimento?

Le procedure di rimozione sono lunghe e laboriose. Il cittadino segnala, si fa un piano di lavoro, si mandano all’Asl dei frammenti di materiale sospettato di contenere amianto. Dopo 40 giorni inizia la rimozione. Bloccate le fibre con il collante a spruzzo, l’amianto viene caricato sui camion, imballato e portato via.

Il cittadino paga di suo? Esistono degli incentivi dello Stato?

Il tariffario è molto variabile da una regione all’altra e il prezzo varia a seconda del tipo di intervento, ma soprattutto del luogo, come dimostra un dossier di Legambiente:

  • Nel Lazio liberarsi di 10 metri quadrati costa 250 euro, più i costi fissi (da 500 a 1000 euro).
  • La rimozione della stessa lastra di eternit costa molto meno in Sardegna,( ben quattro discariche): in media 260 euro.
  • Altri prezzi: 640 euro in Abruzzo, 300 in Piemonte, 2000 in Puglia, dove il prezzo è fisso per qualunque superficie rimossa inferiore ai 25 metri quadrati.

In ogni caso il costo finale dipende anche dagli incentivi regionali. In Abruzzo per le rimozioni di coperture fino a 30 metri quadrati la Regione offre un contributo pari al 70%. In Sardegna per i privati ci sono incentivi del 40% dell’importo per un massimo di 5 mila euro. Esistono finanziamenti anche per gli enti pubblici che rimuovono l’amianto. L’Emilia Romagna concede una detrazione del 36% di Irpef se ristrutturi la casa per un massimo di 48 mila euro.

E in Lombardia, esistono incentivi ?

Che io sappia non esistono contributi specifici per la rimozione dell’amianto o dell’eternit, ma si può accedere allo sgravo fiscale del 36% applicabile alle ristrutturazioni edilizie.

Forse è per questo che a quasi vent’anni dalla sua messa al bando, è così complicato disinnescare l’amianto.

Anche a Pioltello, l’amianto ricopre moltissime abitazioni e fabbriche, è realista inserire nel programma del Centro Sinistra un impegno concreto per smaltire, o costringere chi deve farlo, almeno l’amianto presente sui capannoni delle aziende ?

Come possiamo agevolare una diffusa bonifica a livello locale ?

Nel frattempo invito tutti i cittadini a segnalare su questo sito le abitazioni, costruzioni, industrie, capannoni coperti di amianto a Pioltello per iniziare una mappatura:

  • LUOGO: via L da vinci, 9 SEGGIANO
  • DIMENSIONI: 4 m  X 20 m  + 4 m X 15 m
  • STATO: tettoia  molto friabile