Chi ama Pioltello porta un fiore all’occhiello

Chi ama Pioltello porta un fiore all’occhiello

Tra il serio e il faceto avanzo la proposta per “rinnovare” la lista per Pioltello e propongo un nuovo simbolo.

Guardando il vecchio arco su fondo gallo e verde e la scritta rotondeggiante, direi che ormai ha fatto il suo tempo; sara’ il continuo bombardamento mediatico di Giuseppe nel proporre qua e la tarassachi (credo), sara’ perche’ oggettivamente trovo che sia una bella immagine, sara’ perche’ ben si presta ad essere “indossata”, evito di fare cenno a garofani analoghi perche’ penso che la scelta cromatica faccia subito notare la differenza , sara’ perche’ genera una rima facile facile, direi, che comunque vada per le prossime elezioni e’ necessario adottare un altro logo.

Pioltello 2011 mi sembra il posto piu’ adatto per questa proposta perche’ e’ il luogo ove si lavora sulla sostanza delle cose: “il prossimo programma”, ma e’ anche generatore di nuovi apporti perche’ sta aggregando persone che stanno seguendo con passione un percorso che portera’ certamente a qualche cosa di originale, che varrebbe la pena di sottolineare anche con un cambiamento formale.

Lascio a questo stesso percorso il compito di riempire l’involucro, il contenitore che propongo, innanzi tutto rispondendo ad alcune domande :

  • puo’ servire una piccola svolta simboleggiata da un cambiamento come questo ?
  • sono necessari cambiamenti alla struttura del movimento che “ama Pioltello” ?
  • ci sono dei pericoli che stiamo correndo ?
  • ci sono degli errori ricorrenti che potremmo evitare ?
  • possiamo pensare di acquisire una maggiore autonomia dalle forze politiche con cui stiamo da anni lavorando ?
  • possiamo pensare di correre da soli per sottolineare la nostra “singolarita’ ” che negli anni si sta annacquando?
  • serve ancora un agente esterno ai partiti ?

»

  1. Tirato in ballo da Marino come neanche tanto occulto spacciatore di tarassaci, provo a dire la mia sinteticamente sulle sue domande, nell’ordine:
    * cambiare simbolo serve se non è una operazione di facciata, se è accompagnata da un cambio di marcia, da un rinnovamento nel metodo e nel merito, da un soffio di aria fresca.
    * come movimento la Lista non ha mai avuto una struttura stabile e ingabbiante, soprattutto in questo periodo come possono testimoniare tutti quelli che hanno varcato la porta di via Vignola; la discussione sullo Statuto è comunque aperta, come abbiamo concordato nell’incontro di settimana scorsa
    * il più grande pericolo per la Lista è morire di inedia quando invece ha ancora tantissimo da dare e da fare; quindi meglio schiacciare un pochino di più sull’acceleratore che sul freno, almeno per ora.
    * l’autosufficienza, l’autoreferenzialità …
    * sì, certo, e mi sembra che di segnali in questo senso ne abbiamo dati tanti soprattutto negli ultimi due anni.
    * personalmente la considero una prospettiva affascinante ma non realistica né forse rispettosa della ricchezza di idee e persone che ci sono in altre forze politiche del centrosinistra.
    * si, si, si, si, si, si ! a maggiore ragione in questi tempi grami per la politica dei partiti, con quest’aria di brutta antipolitica che si respira (e mi riferisco soprattutto a quella che spira direttamente da palazzo Chigi), cosa di meglio di una lista civica seria, chiara, esperta?

  2. Concordo con Giuseppe. Non ha senso un’operazione di facciata, occorre che dietro al cambio del simbolo ci sia un reale e sostanziale cambiamento. Ma: la Lista ha le forze per farlo? E qui ci colleghiamo ad altri 3 temi: cambiamenti, pericoli, errori. Il cambiamento che vedo necessario è porsi il problema di come trovare nuovi attivisti, e di chi se ne può occupare, dedicando a questo tema tempi adeguati. L’errore fondamentale, infatti, secondo me, da quando è nella maggioranza, è stato quello di concentrarsi quasi esclusivamente sulle questioni legate all’amministrazione e al governo, senza lasciare spazio al pensare, progettare e fare rispetto al futuro della Lista e al come “nutrirla”, farla crescere anche nel numero di persone che vi partecipano attivamente. Con ciò intendo non solo nel coordinamento, ma altresì in altri compiti (organizzazione di iniziative, assemblee, assistenza nel governo dei vari settori della vita cittadina, raccolta di nuove forze, e via dicendo) in quanto il pericolo che da alcuni anni corre la Lista è quello di sparire per mancanza di persone che ci conoscono e che prendano a cuore il nostro territorio, lasciandolo così in mano a pochi e spregiudicati affaristi pronti a sfruttarlo nel peggiore dei modi e a renderlo un luogo tutt’altro che a misura d’uomo.
    E qui veniamo all’agente esterno ai partiti: certo che serve! E meno male che questo ruolo lo ha ricoperto la Lista, perchè senza il suo lavoro di monitoraggio, di ridimensionamento e di contrattazione interna non oso immaginare come avrebbe potuto essere il nostro territorio!
    É in tal modo, quindi, che la Lista ha dimostrato la proprio autonomia e mantenuto la propria singolarità, senza per questo dover correre da sola: sarebbe solo un altro contributo per servire la vittoria alle destre su un vassoio d’argento; e non mi sembra il caso, visto che già i venti che soffiano non sono certo molto a favore del centro sinistra e che questo, al suo interno, non risulta certo molto compatto neanche nel nostro piccolo.

    • Paola ha fotografato con molta lucidità gli “imprevisti e probabilità” della Lista, per dirla col linguaggio del Monopoli. Il progetto Pioltello 2011 non ha solamente lo scopo di raccogliere proposte, ma anche (soprattutto?) trovare persone nuove che, appassionandosi alle idee ed al metodo, decidano di impegnarsi in politica. Sono felice di aver scelto 4 anni fa di non ricandidarmi perché ora sono libero (di mente e di tempo) per dedicarmi proprio alla ricerca di persone e idee nuove. Sto incontrando tanta gente in gamba, singoli ed associazioni, è bello tornare a progettare, confrontarsi, sperimentare questi nuovi percorsi che Pioltello 2011 ha messo in campo.

      Se la Lista ha ancora un ruolo importante per il bene della nostra città (e personalmente ne sono più che convinto), è ora che chi la pensa come Paola faccia qualcosa per la Lista e non deleghi più ai “quattro amici del martedì sera” lasciandoli soli nel faticoso compito di vigilare, analizzare, studiare, proporre, battersi. Il bello ed il limite di una lista civica è che coincide con le persone che ci lavorano. Quindi se arriveranno persone fresche con idee innovative, la Lista migliorerà. E vi assicuro che, per disperazione o per convinzione, la Lista non si chiuderà in se stessa rifiutando le novità, restando fedele alla propria storia.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s