Sollecitato da un recente articolo di Roberto, che poneva l’accento sul tema dell’identità e della vocazione della nostra città, mi sono soffermato a considerarne alcune caratteristiche che, abitandoci, diamo per scontate e di conseguenza tendiamo a non valutarle – ed a valorizzarle – appieno.
Le prime sono comuni a tutto l’hinterland e cioè la piattezza quasi assoluta del territorio e l’alto traffico automobilistico. La terza è invece più spiccata nella nostra città che in altre e cioè la presenza di una capillare rete di piste ciclabili.
Naturalmente le tre caratteristiche sono in qualche misura collegate e naturalmente portano a considerare l’opportunità (e la necessità) di ripensare alla mobilità locale in termini di valorizzazione della bicicletta come mezzo quotidiano di trasporto, avendo come riferimento non tanto e non solo la famigliola che fa quattro pedalate con i bambini alla domenica o il ciclista sportivo che macina le centinaia di chilometri, ma piuttosto il lavoratore e lo studente pendolari, la mamma che accompagna i figli a scuola, l’anziano che va dal medico. Insomma la mobilità legata alla vita quotidiana, urbana ed interurbana.
Ritengo che, per le caratteristiche sopra ricordate e come forma concreta e partecipativa alle politiche di riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di CO2 , la prossima Amministrazione di Pioltello debba impegnarsi a far diventare “sistema” un insieme di iniziative e di strutture, in parte esistenti o in corso di realizzazione e in parte progettate o semplicemente pensate, al fine di far diventare normale e quotidiano per il cittadino medio pioltellese (non solo lo sportivo o l’ecologista convinto!) sedersi sul sellino della bicicletta anziché sulla poltrona dell’automobile:
- Piste ciclabili urbane: la rete attuale va estesa a coprire l’intero tessuto urbano, ma soprattuto vanno migliorati i raccordi, laddove le piste si interrompono bruscamente mettendo in forse il diritto del ciclista rispetto all’automobilista (giusto un esempio: la lunga ciclabile di via Mantegna interrotta all’incrocio con via Tintoretto, segnalate qui sotto altri esempi)
- Segnaletica delle piste ciclabili: se è presente quasi dappertutto la segnaletica da “codice della strada”, manca completamente una segnaletica di più alto livello, che suggerisca i percorsi migliori per spostarsi da una località all’altra (es. “Pista per Cernusco”, “Pista per la Besozza”)
- Piste ciclabili interurbane: se vogliamo realisticamente eliminare tonnellate di CO2 dobbiamo facilitare il più possibile la circolazione interurbana su bicicletta; verso Cernusco il nuovo ponte sulla Padana è utile per il ciclismo ricreativo ma non sarà significativo per il ciclismo pendolare se non evidenziando e facilitando l’arrivo alla stazione metropolitana di Cascina Burrona. Più incisivo può essere il ponte gemello all’altezza di via Pio X ma occorre sistemare il percorso ciclistico che vi arriva, attualmente incompleto e segnalato in modo poco chiaro (si deve salire sul marciapiede?). Verso Segrate, occorre rendere “ufficiale” il passaggio naturale nei campi all’altezza di Redecesio che collega direttamente con il centro di Segrate, molto meglio della ciclabile che si interrompe davanti alla discarica di Segrate. Da lì si può arrivare quasi a Lambrate in bicicletta ! Verso Vignate, purtroppo dovremo attendere i lavori della BreBeMi prima di metterci mano. Altri suggerimenti ?
- Manutenzione mezzi: la manutenzione della bicicletta costa drasticamente meno di quella dell’automobile e pur essendo più semplice, se vogliamo che tutti usino la bici, dobbiamo prevedere e favorire l’esistenza di luoghi e persone attrezzate alla manutenzione. Esiste un progetto di ciclofficina nella nuova Stazione: è un progetto strategico, da integrare con il noleggio bici per i pendolari che arrivano col treno e col deposito (gratuito o ad abbonamento annuo) per chi parte col treno. Vanno pensati accordi che valorizzino il prezioso lavoro dei pochissimi artigiani che ancora aggiustano le bici (io ne conosco uno solo a Pioltello Vecchia). Un corso di formazione all’arte della manutenzione della bici presso le scuole superiori?
- Riciclo delle bici: se la bici deve fare pochi chilometri al giorno e resta fuori sotto l’acqua, l’usato è una alternativa importantissima: possiamo creare un’area di scambio / piccola rivendita presso la piattaforma ecologica comunale per bici usate ?
- Parcheggio: rastrelliere dappertutto, magari di quelle alte, che non costringono l’anziano a piegarsi in due per chiudere la bici !
- Protezione dai furti: verifichiamo e se utile copiamo l’iniziativa del Comune di Cernusco di targare le biciclette, per ridurre il rischio di furto
- Rispetto delle regole: possibile che i motorini possano scorazzare liberamente sulle piste ciclabili senza che vengano mai fermati dai vigili ? Possibile che le auto possano parecheggiare sulle ciclabili (un esempio tipico è sempre la ciclabile di via Mantegna) senza che vi siano paletti ad impedirlo o vigili a nultare?
- Partecipazione: tutte queste belle cose si realizzano non solo se c’è una Amministrazione determinata e convinta sulla importanza della mobilità ciclabile ma anche se si aggregano le persone intorno al progetto e lo fanno proprio, spendendo il tempo a verificare lo stato di salute delle piste, segnalando le manchevolezze o gli abusi, sperimentadno nuovi percorsi, cercando finanziamenti sovralocali, sollecitando l’Amministrazione a fare sempre meglio.
A me sembrano tutte cose concrete, di costo contenuto, che “pensate insieme” possano valorizzare la nostra città come una “BiCittà” in cui la bicicletta non sia un optional divertente ma uno strumento ed uno stile di vita quotidiana.
Facendo nel contempo del bene alla nostra salute e all’ambiente. Cito un esempio personale perché ognuno si renda conto che sono cose importanti alla portate di tutti (se ci riesco io!): percorro 4 chilometri al giorno in bici per andare alla metrò, siccome non uso l’auto evito più di 1 chilo di CO2 al giorno che visivamente è una bolla di gas serra di 1 metro di diametro. In un anno evito circa 250 Kg di CO2, che è come aver sostituito 5 lavatrici di classe C con altrettante di classe A. E la bolla di gas serra evitato sarà di 6 metri di diametro.
Ho voluto la bicicletta ed adesso pedalo … contento.
Condivido appieno le considerazioni e le proposte di Giuseppe, a completamento delle osservazioni puntuali ricorderei alcuni suggerimenti pratici di cui ho gia avuto modo di discutere ma che se scritti probabilmente hanno piu’ speranza di essere attuati.
partirei da alcuni sulla infrastrutturai :
* i bordi delle ciclabili su terreno subiscono l’attacco dell’erba sopratutto fra cordolo e cordolo, in un paese vicino ho visto che per proteggerle si e’ usato una sorta di lama che corre lungo la pista infilata nel terreno
* il manto deve essere durevole, sarebbe opportuno inserire nel capitolato una penale verso l’impresa che le realizza a garanzia della durata, la pista centrale fra Seggiano ed il comune si sta scrostando tutta e lo stesso vale per quella su via d’annunzio, altre piu’ vecchie sono ancora intatte
* agli snodi principali delle fontanelle d’acqua sarebbero un decoro, un punto di riferimento, socializzazione, disseterebbero chi pedala e un targa potrebbe ricordare a chi fruisce il valore di questo bene.
riguardo i mezzi :
* riguardo la ciclofficina e’ necessario verificare se esistono esperienze e cercare di capire se puo’ funzionare (il centro di culltura popolare di seggiano a fatto un tentativo in questo senso ) ed integrare l’operazione con il recupero di tutti i mezzi e sono molti abbandonati in giro per il paese e quelli che vengono portati alla piattaforma ecologica, confermo che per quello che sono le mie informazioni l’unico ciclista ufficiale e’ a Pioltello ma vedo che stanno creandosi anche alcuni “signori” che riparano biciclette nei loro box,
Da abitante di Seggiano non vedo l’ora che si colleghi Pioltello a Segrate all’altezza di Redecesio, la nostra Pista ciclabile è bellissima, la loro è strategica ma a un certo punto si interrompe e la strada, per chi va in Bici è pericolosissima per 300mt. Che peccato basterebbe cosi poco, spero che Pioltello 2011 ne terra conto !
Paul
Giuseppe mi piace ciò hai scritto sottolinerei due cose in particolare:
- “queste belle cose si realizzano non solo se c’è una Amministrazione determinata e convinta …ma anche se si aggregano le persone intorno al progetto e lo fanno proprio,”
-”se la bici deve fare pochi chilometri al giorno e resta fuori sotto l’acqua, l’usato è una alternativa importantissima: possiamo creare un’area di scambio / piccola rivendita presso la piattaforma ecologica comunale per bici usate ?…”
Perchè non fare interventi nelle scuole per diffondere tra i bambini la cultura del RICICLO e della PARTECIPAZIONE…
A proposito di manutenzione della bicicletta, segnalo l’interessante iniziativa della Associazione Le Vele della nostra città, che inaugura a breve una Scuola Bottega di riparazione biciclette come occasione di formazione professionale per adolescenti:
http://pioltello.wordpress.com/2010/09/21/scuola-bottega-da-meccanico-ciclista/
Ciao Giuseppe,
ti segnalo un bellissimo testo, che Eddyburg ripropone, al link
http://eddyburg.it/article/articleview/15909/0/300/
intitolato “La città gentile”, proprio sul tema della rete delle piste ciclabili.
E’ l’esempio di Settimo Milanese, località che presenta anche molte analogie, storiche e di identità, con Pioltello.
Da tenere sicuramente presente nel momento in cui si farà la “scheda” sulle piste ciclabili.
Per me è infatti ovviamente scontato che tale scheda farà parte del programma di Pioltello 2011.
Del resto le poste ciclabili non sono mancate nemmeno nei programmi precedenti, dunque non mi aspetto obiezioni.
La lettura del link la lascio ai volenterosi e/o curiosi.
Saccheggio volentieri e sintetizzo questi passaggi dallo scritto segnalato dall’ottimo Gianluca:
“una misura della civiltà di una città è la diffusione dell’uso della bicicletta; la bicicletta è un mezzo gentile e (richiede) una città gentile (liberata) dalla velocità, dai sorpassi, dal non rispetto delle regole, dalle doppie file, dalla prepotenza, con servizi ed opportunità distribuiti e vicini alle residenze, senza grandi centri commerciali che costringono a spostamenti troppo lunghi e necessariamente motorizzati, non deformata dall’automobile. Andare in bicicletta è anche il portato di una consapevolezza diversa e più profonda della vita propria, di quella degli altri e delle condizioni che ne permettono oggi e nel futuro una dignitosa continuazione.”
Non solo concordo con la necessità di una “scheda” sulle piste ciclabili ma propongo di cogliere lo spunto dell’argomento tecnico (le piste, la mobilità) per alzare il tiro e far nostro il motto “Pioltello Città Gentile”. Metodologicamente e pedagogicamente sarebbe interessante dare titoli del genere a tutte le schede, in modo che anche il lettore distratto e svelto colga il messaggio: non si tratta solamente di fare più chilometri di ciclabile e chiudere più strade al traffico ma di puntare verso la gentilezza urbana.
Più lenta, più profonda, più dolce (Langer)
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