Le città, analogamente alle persone, per poter vivere e svilupparsi in modo armonico, hanno bisogno di due aspetti: una identità, ovvero la consapevolezza di ciò che le rende specifiche e distinte da altre entità territoriali, ed una vocazione, ovvero la consapevolezza di ciò che sono chiamate a realizzare.
Il tema dell’identità cittadina, di cui Pioltello era assai carente, ha rappresentato il filo conduttore dell’impegno delle ultime amministrazioni, già a partire dall’ormai ‘storico’ programma ‘Creare la città’ avviato nel 1997 e che ha portato, tra l’altro e non a caso, Pioltello ad acquisire anche ufficialmente lo status di Città.
Possiamo senza dubbio affermare che le scelte urbanistiche, sociali e culturali operate in quegli anni miravano in modo sinergico a dare e rafforzare a Pioltello una identità percepibile, riconoscibile e presentabile sia ai suoi cittadini che alle realtà ad essa esterne.
Quali sono i tratti principali dell’identità cittadina pioltellese frutto di questo periodo? Ne citerei, tra gli altri tre: l’unità plurale, ovvero la capacità di coniugare il diverso in uno scenario comune senza mortificare la singole componenti; l’assetto variabile della città, ovvero la capacità di procedere a velocità diverse evitando gravi sbandamenti; la resilienza ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la convivenza a fronte delle difficoltà subite.
Nel corso di questi ultimi quindici anni si sono fatti molti e importanti passi avanti sul tema dell’identità cittadina, tanto che oggi è possibile ritenere questo aspetto sostanzialmente acquisito.
Si tratta ora di procedere con lucidità e coraggio nel lavoro di definizione della vocazione di Pioltello, del ruolo e del compito che la nostra città può svolgere per realizzare pienamente le sue potenzialità.
Le principali pedine sono state praticamente sistemate sulla scacchiera: interramento Cassanese, salvaguardia Parco Cascine, valorizzazione centri storici, delocalizzazione attività industriali, bonifica polo chimico, nuova stazione interscambio, nuovo centro sanitario.
Questi aspetti non vanno considerati separatamente ma elementi da attivare in modo sinergico: tutte pedine in grado di giocare al meglio la partita che sta iniziando.
La prossima amministrazione avrà infatti il compito di sviluppare la vocazione cittadina nei nuovi scenari che si aprono, primo fra tutti quello di Expò 2015, ovvero far compiere a Pioltello il definitivo salto di qualità. E’ necessaria una strategia di gioco adeguata, che valuti bene gli schieramenti in campo, i progetti da sostenere, le sfide da raccogliere.
In questa prospettiva, già si possono indicare almeno un paio di elementi che sembrano caratterizzano la vocazione di Pioltello: quello di funzionare come ‘porta’, ovvero realtà in grado di ‘filtrare’, in grado sia di separare e mettere in contatto area metropolitana e area Martesana, a livello economico, ambientale e culturale; quello di produrre ‘sostenibilità multietnica’, ovvero la possibilità di inventare nuovi modelli di convivenza e integrazione urbana a partire dalle differenze e non dalla standardizzazione.
Roberto Mauri
Ciao Roberto,
non ti conosco personalmente, ma mi ha fatto piacere questo tuo ingresso nella piattaforma di Pioltello 2011.
Sicuramente aiutano il dibattito le presenze come la tua, che, a quanto ricordo da spettatore della politica pioltellese degli anni passati, sono in genere portatrici di elementi ed argomentazioni non banali.
Il tuo post lo conferma, è molto ragionato ed elaborato; penso e spero che possa suscitare commenti ed interesse anche presso nuovi frequentatori di questo sito.
Come prima impressione, raccolgo positivamente l’ultima parte, dove si propone di ragionare sugli scenari che Expo 2015 potrebbe aprire, a livello locale. Su questo blog vanno per la maggiore, mi sembra, le posizioni degli “scettici” (come dare torto a tali posizioni, visto il penoso trascinarsi degli eventi nella politica politicante dall’assegnazione di Expo ad oggi?).
Però è altrettanto chiaro che un ragionamento per il futuro di Pioltello va fatto anche su Expo. Dobbiamo produrre idee nostre e capire se e come possono sposarsi con i progetti ad oggi in campo. Mi sembra che fino a oggi, anche a Pioltello ci siano stati più enunciati che non proposte strutturate (una proposta che invece, ad esempio e per fortuna, Pioltello 2011 sta cercando di strutturare è quella di Giuseppe sulla città agricola.
L’altra sollecitazione che mi è piaciuta, spero di aver capito bene, è il mantenimento della distinzione tra “area Martesana” e “area metropolitana”, perchè altrimenti, davvero, rischiamo di essere “mangiati” dal concetto di città metropolitana senza avere capito bene che cosa essa sia. Anche in questo caso, dobbiamo uscire dalla gabbia degli enunciati e provare a fare delle proposte.
Il tema della Martesana è sicuramente da recuperare, valorizzare e sviluppare.