Archivi Giornalieri: 12 settembre 2010

arredi e sprechi

arredi e sprechi

Gli arredi scolastici, da qualche anno, vengono ordinati via internet attraverso un sito ministeriale. Questo, purtroppo, forse ha migliorato i prezzi (non ho però dati a riguardo), ma solo al momento dell’ordine, perchè sempre più spesso i mobili che arrivano a scuola si rompono velocemente (armadi che si staccano dagli zoccolini, banchi che perdono il piano di lavoro, sedie che perdono la seduta o lo schienale, tavoli che non reggono ai pesi, ……), causando problemi a scuola, pericoli e altre spese. Perciò mi chiedo: dov’è il risparmio?

Inoltre, anche se il Comune ha monitorato l’ampiezza delle aule evidenziandone spesso l’insufficiente ampiezza, gli arredi dei siti sui quali vengono fatti gli ordini non tengono minimamente conto degli spazi risicati di cui disponiamo, aumentando i disagi di chi a scuola ci passa ben 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana: i bambini.

A questo si aggiunge che da quest’anno i banchi che vengono consegnati non hanno il portaoggetti sotto al piano di lavoro e lateralmente sono provvisti di gancio per appendere lo zaino. Ma gli zaini ingombrano, le norme di sicurezza prevedono che non vengano tenuti in classe e se non si possono tenere in classe dove mettono il proprio materiale i bambini? Non certo in altri arredi: dove li metteremmo? E i banchi con gancio, inoltre, si prestano meno a  sistemazioni più adeguate a spazi limitati…

Insomma: occorrono arredi più adeguati alle necessità delle scuole e soprattutto più resistenti, se vogliamo che siano veramente economici e sicuri!!!!

frutteto pubblico ( non solo pere )

frutteto pubblico ( non solo pere )

stimolato dalla discussione “Pioltello citta’ agricola” cui ho appeso questo stesso post ………anche io vorrei dare un piccolissimo suggerimento che ha a che vedere con la terra, anche se non e’ il mio ambito piu’ congeniale, ma e’ una scelta che puo’ essere fatta in ambito comunale semplicemente volendolo e a mio modo di vedere questa fabbrica del programma ha bisogno anche proposte minimali, economiche e subito realizzabili.

Ho notato che alcune persone oggi raccoglievano in un sacchetto le mele di alcuni alberi piantati sul suolo pubblico, proporrei quindi per le future piantumazioni di considerare l’utilizzo di alberi da frutto, ovviamente non saprei in specifico quali tipi sono i piu’ adatti ad essere piantati e lasciati crescere “selvaggiamente”, immagino che alcuni siano piu’ resistenti al nostro clima mentre altri se non curati, innestati o altro non producono frutti commestibili.
Mi vengono in mente i fichi, i prugnoli ma qualcuno piu’ esperto potra’ dire cosa piantare per avere frutti anche senza dedicare cure particolari al “frutteto pubblico”.
Anche cespugli tipo rosmarino potrebbero fornire ai cittadini grandi e piccoli occasione di riscoprire cosa la terra ci puo’ dare.

Otterremmo 3 risultati:

  • i bambini potrebbero scoprire che le mele non crescono alla esse lunga
  • in estremis le persone piu’ povere potrebbero avere una fonte di approvvigionamento piu’ economica
  • riscoprire il piacere di cogliere e mangiare un frutto da una pianta