Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una città di 32 000 abitanti con una giunta comunale seria, indipendentemente del suo colore politico, se guarda al futuro, ha il dovere di garantire a tutti il diritto di culto.

I musulmani hanno diritto di praticare la loro fede nel rispetto della legalità e devono essere messi in condizione di farlo, devono uscire dalla clandestinità.

I musulmani in Italia sono circa 1 293 700 (Fonte: Caritas / Migrantes 2008) un terzo del totale dei migranti, 50 000 sono cittadini italiani di cui circa 10 000 convertiti. I luoghi di culto islamico in Italia sono quasi 800. Più del doppio rispetto al 2000, ma in Lombardia sono solo 123.

Paradossalmente la “nuova via italiana alla Mecca” passa da Novara dove ha aperto la più grande sala di preghiera, con l’approvazione di un comune leghista.

Il Comune, leghista di ferro, ha imposto delle regole e gli islamici hanno dichiarato di accettarle, dieci punti di “convivenza civile”», per esempio di impegnarsi a parlare italiano quando predicano.

Negli altri stati della Comunità Europea, le moschee sono viste come fattore d’integrazione, solo in pochi stati come l’Italia si vede il Minareto come un “fortino nemico”, si tratta per Pioltello e il centro sinistra che si ricandida alla guida della città di avere il coraggio di  affrontare seriamente la questione del dialogo interreligioso, lasciando da parte le polemiche e incontrando i rappresentanti ufficiali delle varie comunità islamiche per dare una risposta concreta alle attese di una comunità religiosa che deve avere pari diritti ai cattolici, gli ebrei, i protestanti, i testimoni di Geova che hanno già dei luoghi di culto sul nostro territorio senza che nessuna abbia da ridire.

Sicuramente la Comunità Musulmana che si dovrà auto finanziare se la moschea dovesse venire alla luce, deve essere coinvolta seriamente tramite una tavola rotonda che deve interessare tutte le forze politiche e religiose di Pioltello, anche quelle ostile, per cercare insieme di entrare in una logica di rispetto della persona, di diritto di culto e di libertà religiosa.

Fino a oggi, a Pioltello la necessità di una moschea, non è mai stato considerato come un tema importante e spesso è stato oggetto di scontri politici utilizzando la paura del diverso per “spaventare” i cittadini: “ci sono delle moschee clandestine !” come se fosse il peggio che potesse capitare ad una città di periferia, come se Islam dovesse per forza significare guerra religiosa. Basterebbe invitare i musulmani a sottoscrivere un “patto d’ intesa” e chiederli di aderire alla carta dei musulmani d’ Europa, che condanna terrorismo e violenza, vieta tutto quanto sia contro la legge, si richiama «ai diritti dell’ uomo e rifiuta ogni forma di discriminazione razziale e tra i sessi».

Parole, ma anche sostanza.

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  1. Perche’ i mussulmani dovrebbero firmare questo patto d’intesa? I cattolici, gli ebrei, gli atei e quant’ altro hanno mai aderito ad una “carta” che vieta tutto quanto sia contro la legge? A me sembra che sia solo una questione di educazione civica, a prescindere dalla religione di appartenenza…

  2. La Costituzione all’art.8 dice che ” Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.” E all’Art. 19: Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

    Lo Statuto Comunale all’art.2 afferma che: ” Il comune di Pioltello pone al centro della propria azione la pluralità dei valori della comunità garantendo i diritti inviolabili e la dignità della persona, sostiene il ruolo della famiglia e contribuisce ad eliminare ogni forma di discriminazione di etnia, di religione, di opinione e di sesso, tendendo a rinsaldare i vincoli di solidarietà con le altre culture. ”

    Quindi gli amministratori comunali di Pioltello attuali e futuri sono tenuti non solo a non ostacolare l’esercizio in pubblico di tutte le fedi, ma a rimuovere positivamente le discriminazioni basate sulle differenze religiose.
    Se quindi la comunità religiosa islamica o ebraica o induista dovesse chiedere il permesso di costruire o adattare un edificio a luogo di culto, l’Amministrazione dovrebbe farsi parte diligente per rimuovere ogni ostacolo al progetto, naturalmente nel rispetto delle norme urbanistiche, di ordine pubblico ecc.

    Ciò non significa che tocchi all’Amministrazione erigere una moschea o una sinagoga o un tempio o una chiesa, né mettere a disposizione un terreno pubblico né farsi promotrice della sua costruzione.

    Esiste una forma di finanziamento pubblico per la edificazione di luoghi di culto, definita dalla legge regionale 11 marzo 2005 n.12 “Legge per il governo del territorio” (la stessa che regola i PGT comunali). All’art. 70 recita:

    “1. La Regione ed i comuni concorrono a promuovere, conformemente ai criteri di cui al presente capo, la realizzazione di attrezzature di interesse comune destinate a servizi religiosi da effettuarsi da parte degli enti istituzionalmente competenti in materia di culto della Chiesa Cattolica. 2. Le disposizioni del presente capo si applicano anche agli enti delle altre confessioni religiose come tali qualificate in base a criteri desumibili dall’ordinamento ed aventi una presenza diffusa, organizzata e stabile nell’ambito del comune ove siano effettuati gli interventi disciplinati dal presente capo, ed i cui statuti esprimano il carattere religioso delle loro finalita` istituzionali e previa stipulazione di convenzione tra il comune e le confessioni interessate.”
    E all’art.73: “(Modalita` e procedure di finanziamento) 1. In ciascun comune, almeno l’8 per cento delle somme riscosse per oneri di urbanizzazione secondaria e` ogni anno accantonato in apposito fondo, risultante in modo specifico nel bilancio di previsione, destinato alla realizzazione delle attrezzature indicate all’articolo 71, nonché per interventi manutentivi, di restauro e ristrutturazione edilizia, ampliamento e dotazione di impianti, ovvero all’acquisto delle aree necessarie. (…) 2. I contributi sono corrisposti agli enti delle confessioni religiose di cui all’articolo 70 che ne facciano richiesta. (…) 4. E` in facolta` delle competenti autorita` religiose di regolare i rapporti con il comune attraverso convenzioni nel caso in cui il comune stesso od i soggetti attuatori di piani urbanistici provvedano alla realizzazione diretta delle attrezzature.”

    Mi sembra che l’insieme delle leggi qui ricordate (leggi fondamentali come la Costituzione e lo Statuto e una legge importantissima come quella sul PGT) definiscano con grande chiarezza i doveri dell’AC sul tema “moschea”, attestata la presenza “diffusa, organizzata e stabile” di fedeli islamici sul nostro territorio, fermo restando che l’iniziativa della proposta deve essere della comunità religiosa, non della Amministrazione (anche per rispetto verso i cittadini che non si riconoscono in nesuna fede religiosa).

    Naturalmente ci saranno resistenze culturali anche forti e comprensibili, ma le leggi vengono appunto scritte per dirimere le situazioni di contraddizione sociale.

  3. Dopo il post di Paul e i commenti di Giuseppe non sono mancate la posizione ufficiale della Chiesa… (Anche loro leggono Pioltello 2011 ?!?)
    Scherzi a parte ieri su Reppublica.net sono apparse queste dichiarazioni, di Monsignor Spreafico (vescovo di Frosinone e presidente della commissione Cei per l’evangelizzazione dei popoli e il dialogo fra le Chiese): “E’ una questione che va affrontata senza conflitto e pragmatismo”.
    Mentre nei giorni scorsi Mosignor Tettamanzi scriveva “in una grande città come Milano non ci possa essere una moschea: non vedo in questo un affronto al radicamento delle radici cristiane o alla nostra fede. Poi pragmaticamente, ma anche con tranquillità, si può discutere il dove e il come. E’ una questione che va affrontata senza conflitto e pragmatismo. Il problema di quest’epoca è che tutto diventa motivo di contrapposizione è diventato impossibile ragionare: ci vuole più cultura, volontà di dialogo e di costruire il bene comune; non è un affronto alla nostra sede”.

    Credo che queste dichiarazioni abbiano fatto venire l’orticaia a qualche esponente politico… Ma i “nostri” politici cosa ne pensano di una moschea a Pioltello?!?

  4. Consiglio a tutti la lettura di quest’articolo che ricorda quanta strada l’Italia deve ancora fare:

    “LA BATTAGLIA DELLA LEGA CONTRO LA MOSCHEA DI TORINO”
    RENZO GUOLO da La Repubblica del 4 gennaio 2010

    1. La vera questione è: che tipo di Islam si sta costruendo in Italia e quanto spazio si lascia ad altri paesi come Marocco e Tunisia
    2. Il progetto per un luogo di culto dei musulmani solleva polemiche strumentali che preparano il terreno elettorale

    Vista da fuori, dalla realtà europea, la polemica su moschee e terrorismo cavalcata dalla Lega, ultimo caso Torino, mostra tutta l´arretratezza del dibattito italiano, ancora imperniato sul libero esercizio del diritto di culto, che fa dell´islam una religione “speciale”.
    Nel Belpaese si discute ancora se i musulmani possano avere una moschea, fingendo di non vedere quali sono i problemi reali. Torniamo sotto la Mole: il progettato luogo di culto di via Urbino, nasce per volontà dell´Unione musulmani in Italia, attore dell´islam organizzato, l´associazionismo musulmano, che raggruppa fedeli su base nazionale. Ma il Carroccio grida che nessuno può garantire che diventi covo di qualche cellula terrorista, spingendo sull´equazione Alessandria (d´Egitto) = Torino.
    E´ chiaramente una posizione strumentale, agitata tanto più in prossimità di imminenti scadenze elettorali, comunali e, forse, nazionali. La Lega esprime il ministro dell´Interno e, come è noto, oltre ai sociologi che se ne occupano, solo gli apparati di sicurezza sanno quanto accade nella Mezzaluna di casa nostra… Non può, dunque, sfuggire al Carroccio che il centro torinese nasce da una scissione dell´Ucoii, organizzazione ritenuta dalle forze di maggioranza rappresentativa sul territorio ma politicamente non affidabile per il suoi legami transnazionali con leadership di filiera Fratelli Musulmani.
    La Lega, infatti, non può ignorare che a pagare i lavori del nuovo edificio è il governo del Marocco, che in tal modo allarga il suo controllo sull´islam sabaudo. La scissione torinese nasce proprio su motivazioni di politica internazionale, sull´atteggiamento da tenere nei confronti dei governi dei paesi arabi, dalla preferenza per un islam che si aggreghi secondo linee etniche e nazionali anziché transnazionali come vorrebbe l´islamista neotradizionalista Ucoii.
    Dunque una simile operazione non può non avvenire, per le implicazioni sul piano delle relazioni internazionali e dei rapporti tra burocrazie della sicurezza, senza che vi sia, almeno, una tacita intesa tra Roma e Rabat.

    Eppure il partito del ministro dell´Interno grida allo scandalo!
    E´ evidente il tasso di propaganda che alligna in questa polemica ma anche – fuori dalla ristretta cerchia degli addetti dei lavori – la mancata conoscenza dei riflessi e delle implicazioni che derivano da questa scelta. Se la moschea, tanto più ufficiale tanto più trasparente, colma un vuoto, è anche vero che, non l´ente locale, ma il governo stesso dovrebbe specificare qual è la sua linea in materia.

    La rinuncia a costruire un islam italiano in nome del pegno da pagare al Carroccio, fondata sulla rinuncia a quella progressiva cittadinizzazione degli immigrati che avrebbe permesso la costruzione di un islam nazionale capace di lealtà politica, ha dei prezzi. In tal modo si preferisce affidare a stati stranieri il controllo politico e religioso delle comunità islamiche presenti in Italia. Con tutte le implicazioni sul piano della politica estera: il Marocco a Torino replica così l´operazione, in altro contesto ed epoca, della Tunisia in Sicilia, in particolare a Mazara del Vallo.

    Nella discussione, pur importantissima sulla tutela della libertà di culto e sul terrorismo, è tempo di affrontare una questione molto rilevante: che tipo di islam, dal punto di vista degli attori politici e religiosi organizzati, si sta costruendo in Italia? Su tutto questo, il silenzio è naturalmente assoluto mentre si continuano ad alzare alte grida e discutere di minareti.

  5. Ieri sera sono stato al Centro Culturale Islamico dell’associazione “La Fratellanza” di Seggiano, per la presentazione del libro dell’avvocato Luca Bauccio, dal titolo “Primo, non diffamare”, sulle strumentalizzazioni messe in atto dal mondo dell’informazione che tramite vere e proprie leggende metropolitane rinforzano i luoghi comuni nei confronti dei musulmani.
    Serata piacevole sia perché il clima all’interno del centro era molto rilassato, fra i presenti numerosi frequentatori del centro (uomini e donne !) e un discreto numero d’italiani, sia perché i partecipanti sono stati trattati come dei veri ospiti con tanto di te alla menta e di dolci arabi buonissimi.

    Gli interventi dei relatori non mi hanno particolarmente colpito per la loro profondità salvo quello dell’avvocato Luca Bauccio, autore del libro “Primo, non diffamare”, che partendo da fatti realmente accaduti ha brillantemente illustrato come la voglia di fare uno scoop giornalistico deformando la realtà può condizionare il nostro giudizio verso i musulmani, e non solo, con conseguenze che non immaginiamo. Un avvocato veramente impegnato nella difesa dei diritti umani e delle minoranze, nonché per un’informazione libera e corretta, tra l’altro è tra i fondatori del sito YOU REPORTER.

    Unica mia sorpresa, nessun accenno al fatto che il centro islamico di Seggiano sarebbe stato chiuso qualche mese fa dal Sindaco di Pioltello con un’ordinanza che gli autori dell’incontro nel loro invito avevano definita “pretestuosa”.

    Sicuramente il centro ha tutto il diritto di esistere ma non so fino a che punto si possa affermare che sia “ inserito fin dalla sua nascita nel territorio e nel tessuto sociale di Pioltello e della Martesana … “ e penso che la sua chiusura non sia stata dettata dalla voglia di un’amministrazione di Centro Sinistra di vietare il diritto di culto o di associarsi ma banalmente da ragione tecniche o di sicurezza. Su questo punto inviterei i nostri eletti e amministratori a fornire la loro versione per un informazione corretta.

    Come l’abbiamo scritto su questo sito e come penso sia scontato nessuno vuole vietare la pratica di qualunque culto o il diritto di associarsi a Pioltello, ma i luoghi devono essere definiti, come prevede la legge, con l’amministrazione per agevolare la convivenza e rispettando alcune norme di sicurezza.
    Aggiungo di mio che anche i musulmani devono aprirsi alla città di Pioltello e le invito calorosamente a moltiplicare tutte le iniziative che facilitano la conoscenza reciproca perché solo cosi si combattono i luoghi comuni e si può capire che la diversità è ricchezza.

    “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio” Albert Einstein

    Paul

  6. caro Paul ti ringrazio per il modo chiaro e limpido con cui hai descritto la serata,
    Sono rimasto anche io piacevolmente sorpreso della buona partecipazione di cittadini “” italiani”" (come se gli altri non lo fossero), delle altre comunità religiose e di qualche esponente politico….Portroppo per loro pochini a dir il vero, hanno perso una buona occasione per dialogare e comprendersi reciprocamente.
    Vista l’ora tarda probabilmente eri gia andato via, Bauccio sollecitato da una domanda del giornalista, ha spiegato le ragioni dell’ordinanza di chiusura emessa dal Sindaco, il perchè dopo la prima sentenza del Tar favorevole all’Amministrazione, il Consiglio di stato ha accolto le Ragioni del centro, emettendo una sentenza ( definitiva) che potrebbe ( a mio avviso) avere applicazioni su tutto il territorio Nazionale.
    A proposito, se hai visto e letto il resoconto della serata sul giornale, potrai convenire con me, che quanto asserito quella sera e ogni riga del libro è pienamente rappresentato nell’articolo.
    Non voglio entrare nel merito dell’ordinanza, vi ha gia pensato il consiglio di stato a stroncarla, non voglio neanche commentare quanto dichiarato dall’Amministrazione sul giornale ( rifaremo ricorso al Tar ) perchè è incommentabile, esprime una chiusura netta al dialogo e alla raciproca comprensione, evidenzia pressapochismo e non conoscenza dell’ordinamento giudiziario.
    Vorrei anche io associarmi a quanto detto Dragon, perchè e a quale scopo i Mussulmani dovrebbero firmare qualsivoglia documento, e perchè le altre confessioni no! Anche questo argomento è stato ampiamente trattato l’altra sera, si presuppone che gli Islamici siano fondamentalisi e estremisti per religione e che quindi debbano dissociarsi, niente di più sbagliato, diffamatore e presuppone la nessuna conoscenza della religione Islamica, del Corano e dei suoi dettami.
    L’ultimo pazzo che ha fatto l’attentato dice di essere un Cristinano, questo non presuppone che tutti i Cristiani sono pazzi o che la Bibbia e il Vangelo professino le stragi,
    Alcaida o quel pazzo, non centrano niente ne con l’Islamismo ne con il Cristianesimo sono solo pazzi o guerrafondai.
    Essendo cresciuto per 45 anni nella via a fianco al centro, ricordo con estema precisione, il degrado e l’abbandono in cui versava la struttura, credo di aver assistito a un bellissimo recupero di una struttura dismessa e degradata, Non sono altrettanto certo che altre strutture rispettino altrettanto tutte le norme, le disposizioni e il decoro che anche Paul avrà avuto modo di apprezzare
    Ho sentito parlare da parte di esponenti della maggioranza di proteste della comunita “”locale”" di firme ed esposti al Sindaco, io pur bazzicando a pochi metri non ne ho mai sentito parlare e nessuno mi ha mai chiesto di firmare, Siamo veramente certi che non si tratta del solito pregiudizio del diverso? dell’ignoto, di quello che non si conosce e che non si vuole conoscere a priori? E POSSIBILI PRENDERNE VISIONE?
    Dopo aver frequentato molto il centro a Seggiano, aver conosciuto le persone che lo frequentano, Vorrei anchio associarmi alle domande di Vito, sapere l’Amministrazione e la Lista, (che ne fa parte) cosa ne pensa di tutto il trascorso e di quanto l’Ammin istrazione ha fatto, di quello che si intende veramente mettere in campo, per cercare percorsi di reale integrazione e reciproco rispetto.
    Mi è veramente sembrato strano, che la lista a suo tempo, non sia intervenuta a difendere certi principi e certi valori che sono alla base del suo stesso essere, forse era distratta o forse non tutto gli viene detto, ma questo è passato ora aspettiamo risposte e posizioni per il futuro.
    Nel fra tempo per capire se quanto dichiarato corrisponde alla reale situazione, ho protocollato una richiesta per sapere dove all’interno del PGT è stato previsto la possibilità di cosruire luoghi di culto.
    Io non ne ho trovati, ma non sono un esperto, quindi non posso mettere in dubbio le affermazini fatte, certamente è previsto e i ducumenti richiesti me lo confermeranno.
    Apprezzando molto tutta questa discussione e lo spirito vorrei chiedervi il permesso di copiarla integralmente sul nostro blog
    CIAO
    Ps Chiedo scusa a Premoli per l’intrusione

    X Territorio e Societa
    Procopio

  7. Cosa penso io su moschee, dialogo interculturale e interreligioso ecc. (ammesso che interessi a qualcuno), credo sia documentato dal lavoro svolto per anni per fondare a Pioltello la Consulta Interculturale ed il buon rapporto a suo tempo instaurato con i rappresentanti delle diverse comunità presenti nella nostra città. Tra i miei punti di riferimento culturali c’è Alexander Langer e sulla necessità di “costruire ponti” cerco con fatica ed errori di uniformare la mia azione politica.
    Per questo mi permetto di commentare la questione del centro culturale islamico di via S.Francesco distinguendo tre aspetti: quello tecnico, quello culturale e quello politico.

    Dal punto di vista tecnico, mi risulta che l’obiezione posta dall’Amministrazione Comunale alla trasformazione della palestra in centro culturale non fosse legata ad un cambio di destinazione e neppure a problemi di sicurezza in senso stretto (es. uscite di sicurezza) ma sulla richiesta di interventi di modifica dell’edificio che toccavano elementi strutturali del medesimo. Ma su questo confesso di non aver ancora visto le carte e mi riservo di farlo appena riesco, partendo dall’ovvio assunto che le regole valgono per tutti, non di più e non di meno in funzione del credo.
    Sempre da un punto di vista tecnico, se ricordo bene nel PGT non ci sono aree predestinate a luoghi di culto in quanto non sono giunte richieste in tal senso da parte di nessuna confessione religiosa (né dalle comunità islamiche, né dalle parrocchie cattoliche, né dai Testimoni di Geova né dagli evangelisti) né osservazioni a riguardo nel periodo previsto dalla legge. Una eventuale futura edificazione di un luogo di culto richiederà probabilmente una variante al PGT, quindi l’assenza odierna di tale previsione nel PGT riflette lo stato di “maturazione” dell’esigenza nella cittadinanza e non preclude la possibilità futura di avere una nuova chiesa o moschea o “sala del Regno” o sinagoga o tempio.

    Dal punto di vista politico, ho sentito anch’io della raccolta di firme “contro” la presenza di una “moschea”. Le raccolte di firme sono un mezzo di pressione dei cittadini verso le Amministrazioni, che le Amministrazioni devono considerare come un elemento di sofferenza presente sul territorio, vedi quelle contro il traffico o contro i rumori. Ciò non significa che l’Amministrazione debba dar seguito a quanto richiesto dalle raccolte di firme, anzi, una buona Amministrazione tutti ascolta e poi decide secondo la propria visione della città. Quindi, diversamente da Procopio, sono poco interessato a vedere la consistenza di questa raccolta firme perché, in una democrazia rappresentativa come la nostra, contano i voti in consiglio comunale e non il numero di firme apposte sotto una petizione e, se un sindaco si appellasse ad una petizione come giustificazione unica per una scelta amministrativa, sbaglierebbe.

    Dal punto di vista culturale, non mi stupiscono le raccolte di firme “contro la moschea” e neppure una certa fatica delle forze politiche – anche di centrosinistra e “persino” nella Lista – ad affrontare in modo sereno, laico e secondo il dettame costituzionale le questioni poste dalla crescente presenza di musulmani in città. E’ un fenomeno storico nuovo per le nostre latitudini che, diversamente dal meridione, non hanno mai visto la presenza di comunità islamiche numericamente significative. I tempi della “digestione culturale” sono purtroppo lenti, più lenti delle decisioni amministrative e le rallentano, anche a Pioltello, nonostante il governo non sia in mano alle forze politiche che fondano li proprio successo elettorale sulla paura verso lo straniero. Questa fatica non giustifica in alcun modo posizioni di chiusura pregiudiziale verso l’Islam o verso altre religioni, vivaddio viviamo in uno Stato laico i cui compiti in questo campo mi sono permesso di ricordare in un commento pubblicato in questa pagina un anno fa. Questa Amministrazione “fa” molto per gli stranieri in campo sociale, educativo, sportivo; può e deve far meglio anche in campo culturale, rilanciando ad esempio la Consulta Interculturale.

    Nel Programma Amministrativo ci siamo impegnati a trovare un percorso di rappresentanza dei cittadini non italiani: perché esista un percorso deve esistere un dialogo. La Lista per Pioltello – e credo anche le altre forze politiche che sostengono l’Amministrazione Concas – è seriamente intenzionata a rispettare il Programma anche su questo punto non del tutto “popolare”, sapendo di dover vincere molte resistenze esterne e qualcuna interna e sperando che nessuno usi lo straniero come bandiera per i propri scopi di parte.

  8. Ciao Gregorio,
    ho letto con interesse tuo commento e mi sembra che Giuseppe, come al solito, abbia risposto in maniera limpida alle tue domande.

    L’unica cosa che mi disturba in tutta questa discussione sulla moschea di Seggiano e sulla serata che avete organizzato è che sembra che l’amministrazione di Pioltello sia razzista e cerchi di ostacolare i musulmani.
    Mi sembra un utilizzo molto politico di un problema che non lo è, nessuno nega ai musulmani di praticare la loro fede, anzi è completamente inutile ricordare che a Pioltello si è fatto e si farà ancora molto per la convivenza tra le diverse culture. Il problema era legato alla struttura non alla comunità che la utilizza.
    Dunque piantiamola di prestare a questa giunta equazioni tipo musulmano = terrorista che non gli appartengono.
    Ribadisco quanto già detto in un altro commento il dialogo deve essere a doppio senso, la comunità musulmana di Pioltello deve dialogare maggiormente con l’amministrazione e uscire dal ruolo di vittima per diventare protagonista, creare anche lei occasioni di dialogo, ammesso che ne abbia voglia.
    A presto Paul

    P.S.: Ovviamente tutta questa discussione può tranquillamente essere pubblicata sul vostro blog

  9. Il festival del diritto di Piacenza ospita un dibattito che mi sembra interessante segnalare:
    DIRITTI E DOVERI DELL’ISLAM ITALIANO a cura dI CO.RE.I.S. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana

    intervengono STEFANO DAMBRUOSO, VALERIA LAZZERINI, YAHYA PALLAVICINI

    L’evento desidera mettere in luce quali siano le necessità di una comunità religiosa della quale fanno parte ormai 1,5 milioni di uomini e donne in Italia e quali le responsabilità che i musulmani devono assumersi per la maturazione di un Islam italiano integrato nel tessuto sociale del nostro Paese, fedele ai suoi principi sacrali e scevro da contaminazioni ideologiche.
    Si tratta di una tematica di grande attualità e rilievo che coniuga le dimensioni della religione con quella della laicità delle Istituzioni, i diritti della cittadinanza con i doveri dell’integrazione.

    Di seguito il link:

    http://www.festivaldeldiritto.it/app/prodotto.jsp?tipo=2&IdC=1713&IdS=1767&tipo_cliccato=2&tipo_padre=2&prod=p&id_prodotto=53876&id_categoria=1767&css=&ok=1&pos=1.

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