Una città di 32 000 abitanti con una giunta comunale seria, indipendentemente del suo colore politico, se guarda al futuro, ha il dovere di garantire a tutti il diritto di culto.
I musulmani hanno diritto di praticare la loro fede nel rispetto della legalità e devono essere messi in condizione di farlo, devono uscire dalla clandestinità.
I musulmani in Italia sono circa 1 293 700 (Fonte: Caritas / Migrantes 2008) un terzo del totale dei migranti, 50 000 sono cittadini italiani di cui circa 10 000 convertiti. I luoghi di culto islamico in Italia sono quasi 800. Più del doppio rispetto al 2000, ma in Lombardia sono solo 123.
Paradossalmente la “nuova via italiana alla Mecca” passa da Novara dove ha aperto la più grande sala di preghiera, con l’approvazione di un comune leghista.
Il Comune, leghista di ferro, ha imposto delle regole e gli islamici hanno dichiarato di accettarle, dieci punti di “convivenza civile”», per esempio di impegnarsi a parlare italiano quando predicano.
Negli altri stati della Comunità Europea, le moschee sono viste come fattore d’integrazione, solo in pochi stati come l’Italia si vede il Minareto come un “fortino nemico”, si tratta per Pioltello e il centro sinistra che si ricandida alla guida della città di avere il coraggio di affrontare seriamente la questione del dialogo interreligioso, lasciando da parte le polemiche e incontrando i rappresentanti ufficiali delle varie comunità islamiche per dare una risposta concreta alle attese di una comunità religiosa che deve avere pari diritti ai cattolici, gli ebrei, i protestanti, i testimoni di Geova che hanno già dei luoghi di culto sul nostro territorio senza che nessuna abbia da ridire.
Sicuramente la Comunità Musulmana che si dovrà auto finanziare se la moschea dovesse venire alla luce, deve essere coinvolta seriamente tramite una tavola rotonda che deve interessare tutte le forze politiche e religiose di Pioltello, anche quelle ostile, per cercare insieme di entrare in una logica di rispetto della persona, di diritto di culto e di libertà religiosa.
Fino a oggi, a Pioltello la necessità di una moschea, non è mai stato considerato come un tema importante e spesso è stato oggetto di scontri politici utilizzando la paura del diverso per “spaventare” i cittadini: “ci sono delle moschee clandestine !” come se fosse il peggio che potesse capitare ad una città di periferia, come se Islam dovesse per forza significare guerra religiosa. Basterebbe invitare i musulmani a sottoscrivere un “patto d’ intesa” e chiederli di aderire alla carta dei musulmani d’ Europa, che condanna terrorismo e violenza, vieta tutto quanto sia contro la legge, si richiama «ai diritti dell’ uomo e rifiuta ogni forma di discriminazione razziale e tra i sessi».
Parole, ma anche sostanza.

