Archiviazioni mensili: settembre 2010

Proposte della Caritas – CACIS

Proposte della Caritas – CACIS

Mitzi Mari

Il 23 Settembre 2010 il gruppo di lavoro Pioltello 2011 ha incontrato Mitzi Mari della Caritas cittadina – CACIS. Ecco le proposte emerse dall’incontro.

Sostegno scolastico

Negli oratori viene svolto il doposcuola per bambini e ragazzi stranieri delle elementari, solo saltuariamente per i bambini italiani. Se ci fossero più volontari, il servizio potrebbe differenziarsi tra l’insegnamento delle basi e l’accompagnamento nello svolgimento dei compiti. Più scoperta la fascia  medie e superiori, dove servirebbe il supporto di personale professionale.

Sono essenziali le comunicazioni tra gli oratori ed i servizi sociali per la segnalazione e intervento di situazioni a rischio.

Adolescenza

Il Centro di Aggregazione Giovanile (CAG) che il Comune sta progettando in rete con le agenzie educative del territorio è una occasione importante a favore degli adolescenti. Nella rete non sono presenti tutti gli oratori e manca il centro di cultura popolare, risorse che vanno coivolte.

L’educativa di strada è  uno strumento essenziale per il successo del CAG, perché in grado di contattare i ragazzi e avviarli alla struttura: va rafforzato aumentando le ore degli operatori.

Stranieri adulti

Partendo dall’assistenza (cibo, vestiario) il CACIS (Centro di ascolto cittadino per gli stranieri organizzato dalla Caritas) s’è arricchito negli anni di servizi più consulenziali (orientamento legale, economico, medico, lavorativo) con personale formato dalla Caritas diocesana. La collaborazione con lo Sportello Stranieri è ottima. C’è l’esigenza di un magazzino in comodato d’uso per il servizio di riutilizzo di mobili.

Il Comune finanzia la scuola di italiano per adulti con la quota riconosciuta a tutte le associazioni di volontariato sociale; questo servizio andrebbe potenziato.

L’esperienza del gruppo Incontri (organizzato dal Comune) che sostiene le mamme straniere nell’apprendimento della lingua e nell’educazione della prima infanzia è stata molto positiva e deve essere ripresa.

La Caritas partecipa alla Consulta Interculturale con propri rappresentanti. Le associazioni di stranieri hanno manifestato l’esigenza di una qualche forma di rappresentanza nella vita civile.

Considerazioni generali

A Pioltello esiste una buona rete di relazioni tra le agenzie sociali ed educative (Caritas, ASL, Comune, Scuole) in particolare per quel che riguarda gli interventi a favore degli stranieri.

La Caritas sta rilanciando il proprio coordinamento cittadino ed è quindi ora in grado di partecipare attivamente a forme di consultazione sul bilancio sociale del Comune (bilancio partecipato).

Per il rafforzamento di tutti i propri servizi, servirebbe una ampia sensibilizzazione al volontariato rivolta a tutti i cittadini.

Negli ultimi anni sta diventando una emergenza la crescente incapacità educativa delle famiglie, su cui è molto difficile intervenire perché le famiglie stesse non s’accorgono di essere in difficoltà o hanno paura di scoprirlo.

Chi ama Pioltello porta un fiore all’occhiello

Chi ama Pioltello porta un fiore all’occhiello

Tra il serio e il faceto avanzo la proposta per “rinnovare” la lista per Pioltello e propongo un nuovo simbolo.

Guardando il vecchio arco su fondo gallo e verde e la scritta rotondeggiante, direi che ormai ha fatto il suo tempo; sara’ il continuo bombardamento mediatico di Giuseppe nel proporre qua e la tarassachi (credo), sara’ perche’ oggettivamente trovo che sia una bella immagine, sara’ perche’ ben si presta ad essere “indossata”, evito di fare cenno a garofani analoghi perche’ penso che la scelta cromatica faccia subito notare la differenza , sara’ perche’ genera una rima facile facile, direi, che comunque vada per le prossime elezioni e’ necessario adottare un altro logo.

Pioltello 2011 mi sembra il posto piu’ adatto per questa proposta perche’ e’ il luogo ove si lavora sulla sostanza delle cose: “il prossimo programma”, ma e’ anche generatore di nuovi apporti perche’ sta aggregando persone che stanno seguendo con passione un percorso che portera’ certamente a qualche cosa di originale, che varrebbe la pena di sottolineare anche con un cambiamento formale.

Lascio a questo stesso percorso il compito di riempire l’involucro, il contenitore che propongo, innanzi tutto rispondendo ad alcune domande :

  • puo’ servire una piccola svolta simboleggiata da un cambiamento come questo ?
  • sono necessari cambiamenti alla struttura del movimento che “ama Pioltello” ?
  • ci sono dei pericoli che stiamo correndo ?
  • ci sono degli errori ricorrenti che potremmo evitare ?
  • possiamo pensare di acquisire una maggiore autonomia dalle forze politiche con cui stiamo da anni lavorando ?
  • possiamo pensare di correre da soli per sottolineare la nostra “singolarita’ ” che negli anni si sta annacquando?
  • serve ancora un agente esterno ai partiti ?

Proposte della Consulta Sportiva

Proposte della Consulta Sportiva

Ecco le proposte emerse dall’incontro di Pioltello 2011 con esponenti della Consulta Sportiva , svolto il 15 settembre 2010. Pubblicato col permesso degli interessati. Pioltello 2011 sta valutando la possibilità di estendere gli incontri a singole società sportive. Se sei interessato scrivi a listapioltello@tiscali.it

Foto da pagina Facebook di Basket Pioltello

Luoghi di svolgimento della pratica sportiva:

Palazzetto di Limito

  • Il palazzetto di Limito: nelle intenzioni iniziali, doveva essere il “fiore all’occhiello” delle palestre pioltellesi. Di fatto è la struttura più importante e più usata dal basket Si evidenziano periodicamente delle criticità di pulizia e manutenzione della struttura e si sono dovute fare in alcuni casi delle pressioni sgradevoli per avere risposte efficienti; sarebbe auspicabile avere una presenza più attenta, invece che doverla sollecitare con proteste.
  • Il riscaldamento è spesso inefficace o spento, ma in genere dipende da una disattenzione di gestione dell’impianto e non da reali malfunzionamenti tecnici; anche in questo caso la situazione potrebbe facilmente migliorare con un po’ più di accortezza; dal punto di vista degli investimenti, una evoluzione tecnica e migliorativa sarebbe l’adozione del riscaldamento a pavimento (che eviterebbe il problema del troppo caldo in alto sulle tribune); forse si potrebbe valutare un’ipotesi di alimentazione del riscaldamento a pavimento con mediante pannelli solari sul tetto del palazzetto?)
  • Il porticato verso piazza don Milani è il vero problema di questa palestra, dal punto di vista della sicurezza ed ordine pubblico (bullismo, anche “invasivo” e sconfinante all’interno con gravi problemi di gestione risolti a volte solo con vigilanza dei genitori e appello alle forze dell’ordine; vandalismo in genere; presenza di nidi di vespe); si pensa che il porticato vada chiuso, magari ampliando gli spogliatoi. Si era al corrente di un progetto per riqualificare tutta l’area, inclusa piazza Matteotti e piazza don Milani: sembrava una buona soluzione, peccato che non si realizzi
  • Bisogna ripensare il sistema dei parcheggi intorno al palazzetto dello sport di Limito; è inconcepibile e insensato mettere il disco orario, dato che la durata della pratica sportiva (allenamenti, partite) e degli avvenimenti organizzati è sempre e comunque superiore alla frazione di tempo consentita per il parcheggio.

Palestra Scuola Media Seggiano

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Primo incontro “fisico” di Pioltello 2011

Primo incontro “fisico” di Pioltello 2011

Il sito PIOLTELLO 2011 è aperto ormai da 4 mesi  e vede crescere ogni settimana la partecipazione dei cittadini: questa settimana siamo arrivati oltre alle 250 visite quotidiane!  Riteniamo quindi sia venuto il momento per un primo incontro di persona tra tutti coloro che a vario titolo – Autori, Commentatori e semplici Lettori – condividono questo luogo di discussione, per confrontarci su quanto finora elaborato, su come proseguire ed anche semplicemente per conoscerci vedendoci in faccia. Lanciamo quindi un primo appuntamento per

MARTEDI 21 SETTEMBRE

ORE 21.15 presso la sede della Lista a Seggiano in via Galvani angolo via Vignola.

La BiCittà

La BiCittà

Sollecitato da un recente articolo di Roberto, che poneva l’accento sul tema dell’identità e della vocazione della nostra città, mi sono soffermato a considerarne alcune caratteristiche che, abitandoci, diamo per scontate e di conseguenza tendiamo a non valutarle – ed a valorizzarle – appieno.

Le prime sono comuni a tutto l’hinterland e cioè la piattezza quasi assoluta del territorio e l’alto traffico automobilistico. La terza è invece più spiccata nella nostra città che in altre e cioè la presenza di una capillare rete di piste ciclabili.

Naturalmente le tre caratteristiche sono in qualche misura collegate e naturalmente portano a considerare l’opportunità (e la necessità) di ripensare alla mobilità locale in termini di valorizzazione della bicicletta come mezzo quotidiano di trasporto, avendo come riferimento non tanto e non solo la famigliola che fa quattro pedalate con i bambini alla domenica o il ciclista sportivo che macina le centinaia di chilometri, ma piuttosto il lavoratore e lo studente pendolari, la mamma che accompagna i figli a scuola, l’anziano che va dal medico. Insomma la mobilità legata alla vita quotidiana, urbana ed interurbana.

Ritengo che, per le caratteristiche sopra ricordate e come forma concreta e partecipativa alle politiche di riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di CO2 , la prossima Amministrazione di Pioltello debba impegnarsi a far diventare “sistema” un insieme di iniziative e di strutture, in parte esistenti o in corso di realizzazione e in parte progettate o semplicemente pensate, al fine di  far diventare normale e quotidiano per il cittadino medio pioltellese (non solo lo sportivo o l’ecologista convinto!)  sedersi sul sellino della bicicletta anziché sulla poltrona dell’automobile:

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Proposte di don Felice

Proposte di don Felice

Abbiamo incontrato don Felice Terreni, parroco uscente di Seggiano. Ecco le sue proposte per la città in vista delle elezioni amministrative 2011.

Proposte di Don Felice parroco uscente di Seggiano

  • Giovani e adolescenti: c’è bisogno di maggiore attenzione riguardo al tema degli adolescenti e dei giovani con un potenziamento dell’educativa di strada. Non può mancare una buona collaborazione tra scuole, oratorio e servizi sociali.
  • Adulti: coinvolgere gli adulti e sensibilizzarli a un’attenzione maggiore nei confronti dei loro figli e di ciò che li circonda. A questo proposito sarebbe positivo riproporre ed allargare, come momento di condivisione, degli incontri sulla falsa riga di quelli tenuti ad ottobre 2009 presso la sala Bonouà che avevano avuto come temi principali “La donna”, “La famiglia” e “I figli”.
  • Immigrati: Seggiano è immigrazione, l’integrazione delle diverse etnie che vivono il territorio è un elemento di grande importanza e la sfida è quella di una ricerca di una “cultura nuova” trasversale alla diversità di culture. È necessario far conoscere le diverse culture.
  • Giovani coppie/famiglie: aver cura delle giovani coppie/famiglie, soprattutto quelle che sono venute ad abitare in Via D’Annunzio 100.  È necessario pensare a servizi e attività che rendano più partecipi queste nuove famiglie all’interno del tessuto civile e sociale di Pioltello.
  • Casa e Lavoro: affrontare e dare risposte in merito alle tematiche concrete: casa (costo delle case) e lavoro con un’attenzione particolare alle giovani coppie.
  • In un’ottica più  generale cercare di migliorare e potenziare la qualità dei servizi.

Identità e vocazione

Identità e vocazione

Le città, analogamente alle persone, per poter vivere e svilupparsi in modo armonico, hanno bisogno di due aspetti: una identità, ovvero la consapevolezza di ciò che le rende specifiche e distinte da altre entità territoriali, ed una vocazione, ovvero la consapevolezza di ciò che sono chiamate a realizzare.
Il tema dell’identità cittadina, di cui Pioltello era assai carente, ha rappresentato il filo conduttore dell’impegno delle ultime amministrazioni, già a partire dall’ormai ‘storico’ programma ‘Creare la città’ avviato nel 1997 e che ha portato, tra l’altro e non a caso, Pioltello ad acquisire anche ufficialmente lo status di Città.
Possiamo senza dubbio affermare che le scelte urbanistiche, sociali e culturali operate in quegli anni miravano in modo sinergico a dare e rafforzare a Pioltello una identità percepibile, riconoscibile e presentabile sia ai suoi cittadini che alle realtà ad essa esterne.

Quali sono i tratti principali dell’identità cittadina pioltellese frutto di questo periodo? Ne citerei, tra gli altri tre: l’unità plurale, ovvero la capacità di coniugare il diverso in uno scenario comune senza mortificare la singole componenti; l’assetto variabile della città, ovvero la capacità di procedere a velocità diverse evitando gravi sbandamenti; la resilienza ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la convivenza a fronte delle difficoltà subite.

Nel corso di questi ultimi quindici anni si sono fatti molti e importanti passi avanti sul tema dell’identità cittadina, tanto che oggi è possibile ritenere questo aspetto sostanzialmente acquisito.
Si tratta ora di procedere con lucidità e coraggio nel lavoro di definizione della vocazione di Pioltello, del ruolo e del compito che la nostra città può svolgere per realizzare pienamente le sue potenzialità.
Le principali pedine sono state praticamente sistemate sulla scacchiera: interramento Cassanese, salvaguardia Parco Cascine, valorizzazione centri storici, delocalizzazione attività industriali, bonifica polo chimico, nuova stazione interscambio, nuovo centro sanitario.
Questi aspetti non vanno considerati separatamente ma elementi da attivare in modo sinergico: tutte pedine in grado di giocare al meglio la partita che sta iniziando.
La prossima amministrazione avrà infatti il compito di sviluppare la vocazione cittadina nei nuovi scenari che si aprono, primo fra tutti quello di Expò 2015, ovvero far compiere a Pioltello il definitivo salto di qualità. E’ necessaria una strategia di gioco adeguata, che valuti bene gli schieramenti in campo, i progetti da sostenere, le sfide da raccogliere.
In questa prospettiva, già si possono indicare almeno un paio di elementi che sembrano caratterizzano la vocazione di Pioltello: quello di funzionare come ‘porta’, ovvero realtà in grado di ‘filtrare’, in grado sia di separare e mettere in contatto area metropolitana e area Martesana, a livello economico, ambientale e culturale; quello di produrre ‘sostenibilità multietnica’, ovvero la possibilità di inventare nuovi modelli di convivenza e integrazione urbana a partire dalle differenze e non dalla standardizzazione.

Roberto Mauri

arredi e sprechi

arredi e sprechi

Gli arredi scolastici, da qualche anno, vengono ordinati via internet attraverso un sito ministeriale. Questo, purtroppo, forse ha migliorato i prezzi (non ho però dati a riguardo), ma solo al momento dell’ordine, perchè sempre più spesso i mobili che arrivano a scuola si rompono velocemente (armadi che si staccano dagli zoccolini, banchi che perdono il piano di lavoro, sedie che perdono la seduta o lo schienale, tavoli che non reggono ai pesi, ……), causando problemi a scuola, pericoli e altre spese. Perciò mi chiedo: dov’è il risparmio?

Inoltre, anche se il Comune ha monitorato l’ampiezza delle aule evidenziandone spesso l’insufficiente ampiezza, gli arredi dei siti sui quali vengono fatti gli ordini non tengono minimamente conto degli spazi risicati di cui disponiamo, aumentando i disagi di chi a scuola ci passa ben 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana: i bambini.

A questo si aggiunge che da quest’anno i banchi che vengono consegnati non hanno il portaoggetti sotto al piano di lavoro e lateralmente sono provvisti di gancio per appendere lo zaino. Ma gli zaini ingombrano, le norme di sicurezza prevedono che non vengano tenuti in classe e se non si possono tenere in classe dove mettono il proprio materiale i bambini? Non certo in altri arredi: dove li metteremmo? E i banchi con gancio, inoltre, si prestano meno a  sistemazioni più adeguate a spazi limitati…

Insomma: occorrono arredi più adeguati alle necessità delle scuole e soprattutto più resistenti, se vogliamo che siano veramente economici e sicuri!!!!

frutteto pubblico ( non solo pere )

frutteto pubblico ( non solo pere )

stimolato dalla discussione “Pioltello citta’ agricola” cui ho appeso questo stesso post ………anche io vorrei dare un piccolissimo suggerimento che ha a che vedere con la terra, anche se non e’ il mio ambito piu’ congeniale, ma e’ una scelta che puo’ essere fatta in ambito comunale semplicemente volendolo e a mio modo di vedere questa fabbrica del programma ha bisogno anche proposte minimali, economiche e subito realizzabili.

Ho notato che alcune persone oggi raccoglievano in un sacchetto le mele di alcuni alberi piantati sul suolo pubblico, proporrei quindi per le future piantumazioni di considerare l’utilizzo di alberi da frutto, ovviamente non saprei in specifico quali tipi sono i piu’ adatti ad essere piantati e lasciati crescere “selvaggiamente”, immagino che alcuni siano piu’ resistenti al nostro clima mentre altri se non curati, innestati o altro non producono frutti commestibili.
Mi vengono in mente i fichi, i prugnoli ma qualcuno piu’ esperto potra’ dire cosa piantare per avere frutti anche senza dedicare cure particolari al “frutteto pubblico”.
Anche cespugli tipo rosmarino potrebbero fornire ai cittadini grandi e piccoli occasione di riscoprire cosa la terra ci puo’ dare.

Otterremmo 3 risultati:

  • i bambini potrebbero scoprire che le mele non crescono alla esse lunga
  • in estremis le persone piu’ povere potrebbero avere una fonte di approvvigionamento piu’ economica
  • riscoprire il piacere di cogliere e mangiare un frutto da una pianta

Il candidato/politico che sappia ascoltare…

Il candidato/politico che sappia ascoltare…

Ho sempre ammirato, anzi, invidiato quelli che hanno risposte giuste a tutte le domande, in tutte le occasioni. Io invece ho solo domande… Soprattutto sulle cose importanti e il futuro del mio quartire e città dove vivo lo è.
Ultimamente in testa mi frullano tante domande come: “Chi fa politica; ascolta continuamente la realtà e come lo fa?”.
“Dovrebbe” essere propria di colui fà politica la capacità di un ascolto…”competente”.
Proporre un programma elettorale e successivamente (indipendentemente dal risultato politico) operare efficacemente presuppone l’aver prima osservato, analizzato e soprattutto ascoltato.
Attraverso l’ascolto chi fa politica, con maggior raggione se si sta scrivendo un programma elettorale, può cercare di avvicinare il punto di vista e il sentire anche emotivo dell’altro, anche quello più lontano dal suo.
Solo attraverso l’ascolto successivamente si può rappresentare una cittadinanza nella rappresentazione delle varie situazioni nei luoghi istituzionali…
Per questo sarebbe, “fantasioso”, ideale ad ogni persona impegnata in politica dargli la “tessera del ascolto”. E qualora gli venisse, dalla collettività, ritirata deve iscriversi ad una scuola “del ascolto”…

Un “BILANCIO SOCIALE” per Pioltello

Un “BILANCIO SOCIALE” per Pioltello

Qualche mese fa, navigando nel sito internet del Comune di Pioltello, avevo notato, tra i molti aspetti insoddisfacenti, che la sezione dedicata al bilancio del Comune era aggiornata al 2007. Chioserei sulla vicenda, etichettandola come un banale aspetto di “opacità amministrativa”, rimandando ad altra data il post sulla qualità del sito web del Comune, nella speranza che domani sia migliore. Dico “banale aspetto di opacità amministrativa” perché credo che, anche di fronte al bilancio aggiornato, il cittadino medio poco potrebbe capire, essendo materia complessa e decisamente inadatta allo scopo di illustrare la qualità del lavoro amministrativo e le sue ricadute pratiche sulla vita della città.

Insomma, il bilancio economico del Comune, dal punto di vista della partecipazione, non è un agevole strumento di trasparenza, poiché è di fatto un documento tecnico per gli addetti ai lavori. I quali, per inciso, generalmente non sono molto inclini a spiegarlo compiutamente e con impegno divulgativo.

Per ovviare a questo limite, avanzo qui la proposta di inserire nel programma elettorale per Pioltello 2011 l’obiettivo di dotare il nostro comune di nuovi strumenti di gestione e rendicontazione, da affiancare a quelli tradizionali e previsti per legge. Concretamente, Pioltello deve dotarsi di un BILANCIO SOCIALE.

Non è una scelta imposta da alcuna normativa, ma una scelta autonoma determinata dal senso di responsabilità verso la Comunità.

Il BILANCIO SOCIALE è uno strumento adottato ormai da molte organizzazioni private ed enti pubblici, allo scopo di fornire una visione complessiva e non tecnica del proprio operato, comunicando in modo efficace e misurando l’efficienza delle scelte amministrative, rendendo conto della loro consistenza economica e della loro equità, in termini di impegno delle risorse e di risultati raggiunti. Si terranno così in adeguata considerazione, elaborando obiettivi parametri di riferimento, anche i beni immateriali scarsamente misurabili, quali ad esempio l’inquinamento, la qualità dei servizi, l’efficienza del trasporto pubblico, la qualità dell’aria. L’Ente pubblico, adottando sistemi di rendicontazione sociale, diviene capace di innovare e arricchire la propria comunicazione ai cittadini, alle imprese e agli altri interlocutori istituzionali (stakeholders).

Il BILANCIO SOCIALE dovrebbe essere il vero bilancio dell’Ente, affiancando il tradizionale Bilancio di Esercizio, in modo che anche i non addetti ai lavori possano comprendere l’efficienza e l’efficacia delle iniziative intraprese e delle spese effettuate. I cittadini in questo modo sarebbero aiutati a comprendere il funzionamento dell’ente pubblico e a riconoscere il valore sociale da esso prodotto.

La speranza è che, in un Comune dotato di BILANCIO SOCIALE, aumenti il numero di individui che prendano coscienza di potere e dovere essere parte attiva nella comunità, contribuendo in definitiva ad aumentarne il “capitale  sociale”, a beneficio della comunità stessa e di tutti gli individui che ne fanno parte.

Perchè parlare di BEN-ESSere in un programma elettorale?

Perchè parlare di BEN-ESSere in un programma elettorale?

Perchè parlare di BEN-ESSERE in un programma elettorale? Perchè il contrario sarebbe MAL-ESSERE, e se ne parla già molto, forse troppo…
E poi ben-essere è un argomento un pò particolare: nel momento in cui se ne sta parlando, già lo si stà praticando.
A differenza, ad esempio, dello sport, dove tutti sono Del Piero (o altri per altre fedi calcistiche), ma comodamente seduti sul divano o davanti a un bianchino nel bar sotto casa, come si usava una volta…
La differenza sta tutta nel fatto che si è protagonisti del proprio benessere e anche quello dell’intera cittadinanza scrivendo o appoggiando un programma elettorale, mentre se segna Del Piero, è solo merito suo…

Cosa direbbe BEPPE GRILLO a proposito di Pioltello 2011?

Cosa direbbe BEPPE GRILLO a proposito di Pioltello 2011?

Leggendo gli articoli di “Pioltello 2011” si nota chiaramente che compaiono molti dei temi che sono cari ai “Grillini”. Forzandoo un po’ la mano, la stessa Lista per Pioltello, che ha lanciato questa piattaforma, si può definire secondo me una “antesignana” del fenomeno Grillo, dato che dal 1993 è attiva, incarnando i temi della politica partecipativa, del confronto diretto con i cittadini, della trasparenza, dell’indipendenza nei confronti delle strutture dei partiti organizzati.

Le istanze iniziali di quella che oggi viene identificata come “politica che viene dal basso” e che ogni partito reclama (o millanta?) come una propria qualità, oltre che un indubbio apporto di elevato livello nel dibattito locale, hanno fatto sì che la Lista per Pioltello arriverà nel 2011 alla maggiore età come forza di governo, facente parte di una coalizione che, per il resto, è espressione dei partiti tradizionali. Questo la pone paradossalmente lontana dal movimento dei Grillini, anche se sono evidenti alcuni slanci ideali comuni, come per molti aspetti appare dalla la piattaforma di dibattito aperta con “Pioltello 2011” , che non sembra per nulla lontana dal meritare il famoso marchio di qualità delle 5 stelle delle liste civiche di Beppe Grillo.

Chiaramente si può entrare nel merito di ogni proposta e discuterne a fondo, scoprendo magari più divergenze che punti di contatto; probabilmente molti storceranno il naso di fronte all’accostamento che io temerariamente ho qui abbozzato tra “Pioltello 2011” ed i meetup di Beppe Grillo; molto più probabilmente qualcuno agiterà persino lo slogan dell’antipolitica, tipico di chi, prigioniero del proprio vuoto di idee, non ha il coraggio di confrontarsi con chi invece avanza proposte nuove e tenta percorsi inediti.

Io però penso che “Pioltello 2011” possa diventare uno spazio in cui i “Grillini” di Pioltello, magari dormienti (non sono comunque pochissimi, visti gli ultimi risultati elettorali), possano provare a mettersi in gioco ed avanzare le loro idee.

Il web è uno spazio a loro congeniale e la piattaforma di “Pioltello 2011” offre sicuramente degli spunti allettanti per loro. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i collaboratori ed i lettori di “Pioltello 2011”.

Mi piacerebbe che qualche “Grillino” intervenisse e dicesse la sua, come commento a questo post o magari registrandosi come autore, se non è pregiudizialmente insormontabile l’ostacolo di intervenire su una piattaforma che è iniziativa di un movimento politico contiguo alla politica “ufficiale”, essendo forza di governo, come dicevo. Io credo che il confronto delle idee, qualunque siano le scelte che poi ne conseguiranno, sia un esercizio utile per tutti.

Dialogo coi giovani

Dialogo coi giovani

Cosa si può realizzare per i Giovani?
Molto spesso mi sento fare questa domanda come educatore:
“Cosa si può fare per i giovani?”
oppure più semplicemente:
“Cosa pensano i giovani?”
La risposta più semplice anche la più sbrigativa che normalmente offro è la seguente:
“Bisogna saper e voler dialogare con loro.”
A questa mia risposta la maggior parte delle volte si chiude il discorso.
Ahimè…
Oggi provo ad aprire il “Dialogo” anzi provo a “programmare un dialogo”.
Il dialogo inizia a monte dell’incontro tra educatore ed educante (adulto/giovane) quando l’uno si domanda su cosa dialogherà con l’altro.
In molte situazioni il dialogo fallisce perché i loro realizzatori sono partiti da una visione personale della realtà. Perché non hanno preso in considerazione, neppure per un istante, i giovani come esseri in situazione ma solo come oggetti occasionali della loro azione educativa o politica.
Saper comunicare con i giovani significa saper impostare a lunga distanza un “Dialogo”; quindi non scrivere un programma elettorale con dei contenuti “affrettati” per i giovani ma tentar di creare percorsi e riscoprire dei luoghi per avviare dei “dialoghi programmati” con i giovani.
Sarebbe bello e mi auguro auspicabile inserire nel programma elettorale sotto il punto giovani:
“Sapremo dialogare con i giovani non in modo occasionale ma durativo dove ogni luogo pubblico e privato diventino occasioni per saper ascoltare le loro realtà.”
Credo che sia giunta l’ora di dedicare tempo ad un dialogo continuativo con loro e non solo ed esclusivamente a corrente alterna in prossimità delle elezioni.
Impariamo a creare occasioni pensate per DIALOGARE.

Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una moschea a Pioltello per garantire il diritto di culto!

Una città di 32 000 abitanti con una giunta comunale seria, indipendentemente del suo colore politico, se guarda al futuro, ha il dovere di garantire a tutti il diritto di culto.

I musulmani hanno diritto di praticare la loro fede nel rispetto della legalità e devono essere messi in condizione di farlo, devono uscire dalla clandestinità.

I musulmani in Italia sono circa 1 293 700 (Fonte: Caritas / Migrantes 2008) un terzo del totale dei migranti, 50 000 sono cittadini italiani di cui circa 10 000 convertiti. I luoghi di culto islamico in Italia sono quasi 800. Più del doppio rispetto al 2000, ma in Lombardia sono solo 123.

Paradossalmente la “nuova via italiana alla Mecca” passa da Novara dove ha aperto la più grande sala di preghiera, con l’approvazione di un comune leghista.

Il Comune, leghista di ferro, ha imposto delle regole e gli islamici hanno dichiarato di accettarle, dieci punti di “convivenza civile”», per esempio di impegnarsi a parlare italiano quando predicano.

Negli altri stati della Comunità Europea, le moschee sono viste come fattore d’integrazione, solo in pochi stati come l’Italia si vede il Minareto come un “fortino nemico”, si tratta per Pioltello e il centro sinistra che si ricandida alla guida della città di avere il coraggio di  affrontare seriamente la questione del dialogo interreligioso, lasciando da parte le polemiche e incontrando i rappresentanti ufficiali delle varie comunità islamiche per dare una risposta concreta alle attese di una comunità religiosa che deve avere pari diritti ai cattolici, gli ebrei, i protestanti, i testimoni di Geova che hanno già dei luoghi di culto sul nostro territorio senza che nessuna abbia da ridire.

Sicuramente la Comunità Musulmana che si dovrà auto finanziare se la moschea dovesse venire alla luce, deve essere coinvolta seriamente tramite una tavola rotonda che deve interessare tutte le forze politiche e religiose di Pioltello, anche quelle ostile, per cercare insieme di entrare in una logica di rispetto della persona, di diritto di culto e di libertà religiosa.

Fino a oggi, a Pioltello la necessità di una moschea, non è mai stato considerato come un tema importante e spesso è stato oggetto di scontri politici utilizzando la paura del diverso per “spaventare” i cittadini: “ci sono delle moschee clandestine !” come se fosse il peggio che potesse capitare ad una città di periferia, come se Islam dovesse per forza significare guerra religiosa. Basterebbe invitare i musulmani a sottoscrivere un “patto d’ intesa” e chiederli di aderire alla carta dei musulmani d’ Europa, che condanna terrorismo e violenza, vieta tutto quanto sia contro la legge, si richiama «ai diritti dell’ uomo e rifiuta ogni forma di discriminazione razziale e tra i sessi».

Parole, ma anche sostanza.