Archiviazioni mensili: agosto 2010

Pioltello città agricola

Pioltello città agricola

Fino a qualche anno (mese?) fa, parlare di “Pioltello città agricola” avrebbe fatto sorridere se non peggio. Ma da quando nella bozza del PGT (Piano di Governo del Territorio) si è inserito il progetto di un grande Parco Agricolo pubblico dentro l’area del Parco delle Cascine, ecco che associare la nostra città alla attività agricola non suona più così strano, considerando che il 40% del nostro territorio è tuttora dedicato alla agricoltura (come ricordato dal recentissimo Rapporto Ambientale su Pioltello).

Come stimolo alla discussione al Programma Amministrativo in formazione su Pioltello 2011, ecco alcune riflessioni sollecitate dalla lettura estiva dal libro “Terra Madre” di Carlo Petrini (il fondatore di Slow Food), disponibile presso la biblioteca comunale e che mi sembrano particolarmente adatte al nostro contesto. In corsivo il testo e a seguire i miei commenti.

1. “Ci sono gruppi di acquisto (i GAS in Italia, gli AMAP in Francia …) che stringono una alleanza con i contadini e, attraverso diverse forme di pagamento (anticipato su tutta la produzione oppure tramite un abbonamento pagato alla consegna settimanale della cassetta di verdura) assicurano una alleanza che, scavalcando il mercato, è in grado di garantire un adeguato introito ai coltivatori ma anche sane forniture di frutta, verdura, carne, uova, formaggi e persino fiori di stagione, a dei consumatori che diventano  in questo modo co-produttori … (formando) una comunità del cibo di cittadini e contadini che cominciano a conoscersi, stringono amicizie, educano i propri figli, si assicurano il rispetto di ecologia, economia e cultura, nonché di sane relazioni umane.”

Se condiviamo questo approccio, perché allora non impostare il futuro Parco Agricolo pubblico nel Parco delle Cascine non solo come un’area “verde” e respirabile, ma anche come l’Orto di Pioltello, non banalmente affittato ad un operatore agricolo che lo tenga in ordine ma con una compartecipazione dei cittadini nella scelta di cosa produrre, cioè co-produttori nel senso indicato da Petrini?  Ad esempio, riservando / privilegiando l’acquisto del cibo prodotto nel Parco ai cittadini pioltellesi a condizioni favorevoli, ad esempio definendo con assemblea pubblica annuale (dei cittadini partecipanti) le priorità di coltivazione, ad esempio riservando una postazione privilegiata del “nostro” Orto nel mercato settimanale.

2. “Piantare un orto, anche piccolo, perfino sul tetto di un palazzo o su una terrazza, ha un alto valore simbolico: significa riappropriarsi del cibo, della sua produzione, dei ritmi della natura. Ci sono comunità di agricoltura urbana (…) in cui i pensionati si prodigano per insegnare ai bambini i fondamenti dell’ortocoltura.”

Credo che questa sollecitazione di Petrini possa essere raccolta pensando a quella forte realtà pioltellese che sono gli orti sociali, assegnati dal Comune agli anziani. Finora questo strumento è stato concepito come una forma di hobby personale e di aggregazione tra anziani. Perché non allargare questo obiettivo al dialogo intergenerazionale e alla educazione alla coltivazione, prevedendo nel contratto di assegnazione degli orti momenti di visita guidata e di “piccolo apprendistato” delle scuole presso gli orti sociali, e di scuola di orticoltura aperta a tutti i cittadini che vogliano cimentarsi a coltivare qualcosa sul proprio terrazzo o orto urbano?

3. Slow Food e Università degli Studi hanno creato un progetto molto articolato che in previsione dell’Expo 2015 vuole ridefinire radicalmente il rapporto tra città e agricoltura periurbana. Milano ha una risorsa incredibile, il suo Parco Agricolo Sud (… ma) l’agricoltura della zona non è a servizio della città. (…) Inoltre il terrritorio agricolo periurbano è sottoposto a forti spinte verso la cementificazione. (…) Il Parco può essere il monumento territoriale per celebrare e rappresentare l’Expo come la Torre Eiffel lo fu per Parigi.”

L’attuale Amministrazione intende “sfruttare” i finanziamenti dell’Expo per la sistemazione della Cascina Bareggiate. C’è il rischio che l’Expo diventi l’occasione per espellere verso l’hinterland “funzioni” non più gradite alla metropoli. Perché invece non analizziamo progetti come quello di Slow Food e Università per vedere se le nostre aree agricole possano contribuire e riceverne in cambio idee e magari finanziamenti?

PS Io sono cresciuto in una casa degli anni ’50 in centro Pioltello con l’orto sostituito parzialmente nel tempo dal garage, in una via trafficatissima (via Sauro) in cui c’era – e parzialmente c’è ancora – una stalla con le vacche.

I “Grandi Maestri” di Pioltello 2011

I “Grandi Maestri” di Pioltello 2011

Mi sono espresso in un precedente post in merito alla disponibilità nella nostra città di “Maestri” per allestire una scuola di politica di cui far nascere, o comunque fare ripartire, una classe politica dotata delle necessarie conoscenze e competenze per governare Pioltello.

Mi sono reso conto, in questi mesi di dibattiti sulla piattaforma di “Pioltello 2011”, che dietro questo progetto non c’è un “grande vecchio” con un’idea precostituita da imporre.

Piuttosto, si sta rivelando un interessante contenitore di storie individuali, dove molti stanno cercando di trasferire il loro vissuto per metterlo al servizio della città. Storie fatte di incontri, frequentazioni, letture, percorsi culturali e modelli di riferimento. Insomma, nessun grande vecchio, ma tanti “Grandi Maestri” che ognuno ha conosciuto direttamente oppure studiando, leggendo, suonando, andando al cinema.

Mi piacerebbe che la piattaforma di Pioltello 2011 aprisse una sezione dedicata a questi “Grandi Maestri”, dove ognuno possa lasciare, sotto forma di citazione, il proprio contributo, per condividerlo con gli altri (magari anche commentadolo o spiegandolo?) lettori e partecipanti di questo forum. Potrebbe essere un bel modo per dare una impronta culturale a Pioltello 2011 e suggerire modelli di riferimento a cui attingere, anche nel caso in cui scarseggiassero le idee o le motivazioni. In questo modo si costruirebbe insieme una specie di “Pantheon” di Pioltello 2011, in cui si troveranno i “numi tutelari” del modello di città che si vuole proporre ai Pioltellesi.

Comincio io a proporre una frase, che penso possa essere un bel riferimento per chi vuole fare politica:

 “Il mio problema è anche quello degli altri, e risolverlo da solo è l’avarizia, risolverlo insieme è la politica”.

 (scolaro della scuola di Barbiana in “Lettera a una professoressa”, don Lorenzo Milani, 1967)

“Scuola ed esami di politica” per Pioltello 2011

“Scuola ed esami di politica” per Pioltello 2011

Per affrontare qualsiasi esperienza della vita è necessario impegnarsi, documentarsi, prepararsi, approfondire. Bisogna sacrificare un po’ di se stessi, spendere del tempo e provvedere a dotarsi degli strumenti e delle competenze per essere all’altezza dei compiti che ci si propone di svolgere e per avere maggiori possibilità di raggiungere gli obiettivi che si stabiliscono, superando le difficoltà che si presenteranno.

Una disponibilità di questo tipo deve secondo me essere un requisito necessario per partecipare a “Pioltello 2011” ed aderire ad un’eventuale proposta di impegno. Voglio dire che bisogna creare qualche meccanismo di educazione e selezione delle persone, in modo da avere maggiori possibilità di mettere insieme un gruppo che condivida valori comuni, conoscenze e competenze di base, per poter lavorare con serietà e consapevolezza verso traguardi ambiziosi. Lascio da parte il discorso sulle qualità morali dei candidati, che secondo me è dato per scontato dalla stessa etimologia della parola, proprio come la si intendeva nell’antica Roma.

In questa sede mi interessa presentare a Pioltello 2011 la proposta di mettere a disposizione un percorso formativo per chi volesse impegnarsi nella politica locale.

Non ho un’idea precisa, ma credo che si possano prendere in considerazione le seguenti modalità:

- seminari monografici

 - incontri formativi

- gruppi di lavoro e di studio

- banche dati di documenti e materiali didattici

 Sui seguenti temi:

- la Costituzione della Repubblica Italiana

- gli aspetti amministrativi degli Enti Locali

- lo Statuto del Comune di Pioltello

- il mondo del lavoro, le tematiche la storia sindacale

- il contesto della grande crisi finanziaria ed economica

- la dottrina ed il magistero sociale della Chiesa

- la sensibilità per l’ambiente e gli ecosistemi

 Secondo me esistono nella città di Pioltello le persone e le associazioni in grado di entrare nel percorso di Pioltello 2011 con questa funzione.

Diciamo pure dei “maestri”. Si potrebbe considerarla una specie di “Scuola di Politica” che nasce dal territorio al servizio del territorio. Per gli “Allievi” di questa scuola, si dovrà pensare ad una specie di esame finale, un sorta di patentino per l’amministrazione locale, rilasciato da una “Commissione di Garanzia” composta dai “Maestri” che sceglieranno di mettersi al servizio di Pioltello 2011. Il superamento dell’esame dovrebbe rilasciare un “Attestato” tipo “Politico Pioltellese DOC” o “Politico a km zero” (cioè “fatto in casa”) o comunque una specie di certificazione “nostrana” di prodotto della politica che viene dal basso, tanto richiesta ma poco considerata.

Butto lì anche una proposta sui tempi:

- adesioni entro metà ottobre 2010

- pubblicazione di un calendario di appuntamenti ed iniziative entro metà novembre 2010

- iniziative formative entro metà gennaio 2011

- “esami” entro fine gennaio 2011

E poi ovviamente tutti al lavoro e vinca il migliore…