Fondi diritto allo studio

Fondi diritto allo studio

Per indurre le nostre scuole a mirare meglio l’utilizzo dei fondi per il diritto allo studio, viste anche le leggi e le circolari ministeriali che stanno tagliando fondi e forze, concordare con gli istituti del territorio una graduatoria dove inserire le problematiche più urgenti nel nostro Comune; in seguito, creare una graduatoria interna ad ogni scuola. In base a queste priorità generali e interne,  sovvenzionare i progetti che rispettano i problemi elencati, lasciando fuori quelli riguardanti bisogni meno urgenti, per i quali ogni istituto potrà trovare sponsor esterni (imprese, commercianti, banche, ecc.). In tal modo non dovrebbero restare scoperti gli stranieri, gli alunni diversamente abili o coloro che presentano problemi a vari livelli non riconosciuti.

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  1. In pratica, sarebbe una griglia di valutazione per ordinare i progetti da finanziare con il “piano di diritto allo studio” del Comune, giusto ?

  2. Esattamente! Esiste un tavolo di lavoro con i servizi sociali e i referenti delle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado del territorio che monitora le situazioni di bisogno: penso potrebbe essere uno spazio adatto allo scopo. Ho dimenticato di aggiungere che i progetti vanno valutati con strumenti appositi basati possibilmente anche su numeri e dati oggettivi per valutarne la ricaduta effettiva.

  3. Ritorno volentieri su questo post perchè mi sembra passato un po’ in secondo piano rispetto alle interessanti prospettive che contiene.
    Credo sia una bella e concreta proposta, molto più valida degli strombazzati inni alla valorizzazione del merito, suonati secondo me un po’ a vanvera nel panorama politico-mediatico, molto spesso da chi di meriti ne ha pochi.
    Mi sembra invece qui di cogliere un’esortazione che viene da chi mette la passione e l’impegno sul campo e spesso subisce il disincanto di venire “democraticamente” allineato verso il basso con tutti gli altri, che solo per il fatto di “esserci” devono essere in qualche modo riconosciuti.
    Una politica abbastanza diffusa in Italia, in tanti settori, dove amministratori e dirigenti (anche privati)si preoccupano non tanto di valutare proposte e progetti, quanto di dividere prebende per accontentare un po’ tutti e mantenere vive le sacche di consenso.
    Credo che quest tendenza ci sia anche nei confronti delle associazioni, dove si preferisce sovvenzionare poco e diffusamente, invece che concentrare le risorse finanziarie su chi propone e realizza progetti validi e mirati.
    Preciso subito che non è un riferimento diretto a come opera la nostra Amministrazione. Non vorrei essere frainteso su questo. Non ho elementi e dati per valutare l’operato dei nostri attuali amministratori da questo punto di vista.
    Credo però che, pensando a cosa dover scrivere in un programma elettorale, questo punto vada messo a fuoco, definendo in modo chiaro quali siano i criteri con cui si vuole operare.
    Spero che chi lavora nel mondo della scuola e dell’educazione, così come gli esponenti delle associazioni, vogliano partecipare alla piattaforma di Pioltello 2011 portando le loro impressioni e le loro idee su questo tema.

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